
Nick Hornby- "Non buttiamoci giù"
Emanuela Martini,La finestra sul cortile,Film Tv : "Non buttiamoci giù" : Poco dopo mezzanotte di un capodanno qualsiasi quattro personaggi assortiti malissimo si incontrano per caso in cima al tetto di un vecchio palazzone di Londra Nord.Quel posto lo chiamano la Casa dei Suicidi,ed è chiaro perchè i quattro sono lassù.Perchè,come dice una di loro ,che è stata a una festa di sotto,nella casa occupata,senza nemmeno pensare che si trattava proprio di "quella" Casa ,dopo la mezzanotte,gli auguri e i battimani -una poteva anche essere arrivata alla festa sentendosi la donna più felice di Londra,che per mezzanotte e cinque avrebbe avuto voglia comunque di salire sul tetto e buttarsi giù.Ed io non ero mica la donna più felice di Londra.Anzi-.Questa e Jess,una diciottenne scatenata e ossessionata dall'idea di far sparire la gente(-la faccio incazzare,questo è sicuro,anche se non so bene come e perchè.E così la gente sparisce,e anche le feste),che nella coincidenza vede un messaggio di Dio,si sente addosso il peso di tutto quello che è andato male e sale sul tetto decisa a stabilire il record mondiale di caduta da un palazzo.Ma il tetto è già occupata.Il primo ad arrivare è stato Martin,presentatore televisivo di mezza età con la faccia arancione,che si è rovinato familgia e carriera perchè si è fatto beccare con una quindicenne,è finito in galera e atrasformato la sua vita in un bordello,e che è salito sul tetto attrezzato di tronchese e scaletta.Percè,come scopre Maureen,-non è che uno si può buttare dove e quando vuole......non ti lasciano fare così.....hanno tirato su questa rete,ma alta,e ci sono delle sbarre curve con gli spuntoni in cima-.Maureen è la terza,una casalinga proletaria con l'impermeabile e la borsetta d'ordinanza appesa al braccio che sembra un incrocio tra Brenda Blethyn in Segreti e bugie di Mike Leigh e Terry Jones quando si traveste da donna,e che ha passato buona parte della vita ad accudire un immoto,silenzioso filgio disabile,davanti alla tele a a tazze di tè.Non c'è la fa più e,visti che - ti ripetono tutta la vita che dopo la morte andrai in un posto meraviglioso-decide di saltare la coda e arrivarci un pò prima in quelo posto,anche se si tratta del peccato peggiore di tutti.Ma,-se qualcuno salta la coda in posta,gli altri protestano : "Scusi,sa,c'ero prima io".Non dicono : Brucierai tra le fiamme dell'inferno per l'eternità!Sarebbe un pochino esagerato".Infine,quando Jess,Maureen e Martin si stanno chiedendo come mai a nessuno di loro fosse venuto in mente -che in un famoso luogo suicidario nella notte di Capodanno potesse diventare una specie di Picadilly Circus-con una borsa termica e quattro pizze,arriva il quarto.JJ,un rocker americano a Londra,che ha appena chiuso la sua band(troppo raffinata per avere successo) ed è stato mollato dalla fidanzata inglese,uno che -mi leggo fino all'ultima parola di ogni cazzuto libro su cui metto le mani.Mi piacciono Faulkner,Dickens,Vonnegut,Brendan Behan,Dylan Thomas-,e che voleva buttarsi con Revolutionary Road di Richard Yates in mano,perchè poteva dare un tocco mistico alla sua morte e poteva essere un buon sistema per farlo leggere ad altri.Trovandosi a consegnare le pizze proprio là,anche lui colgie l'occasione ma,scioccato,si ritrova in compagnia non di tipi come Virginia Woolf e Van Gogh.-L'iltimo dell'Anno era una notte per falliti sentimentali.Naturale che lassù avrei trovato un livello da case popolari-.Seduti sul tetto,i quattro mangiano le pizze,litigano,decidono di andare a cercare il fidanzato di Jess,che l'ha mollata,secendono dal tetto e attraversano la notte londinese e all'alba,di nuovo sul tetto decidono di aspettare sei settimane,fino alla seconda notte in testa alla classifica dei suicidi dopo Capodanno:quella di San Valentino.Questo è solo l'inizio (le prime cento pagine di trecento) di Non buttiamoci giù,l'ultimo,irresistibile romanzo di Nick Hornby,uscito per Guanda alla fine di maggio,tutto raccontato in soggettiva,capitoletto per capitoletto,dai quattro protagonisti,arguto,cinico,disperato,vitale come sanno essere certa prosa e certo cinema inglese(ancora Mike Leigh,naturalmente),fatto di gente nella quale possimo riconoscerci.Un romanzo per i tempi bui che stiamo attraversando,crisi economiche e culturali,agguati,incertezze,ristrettezze,batoste,abbandoni,depressioni,e ognuno faccia la sua lista,di pesi,disastri,solitudini.Non vi dirò come va a finire,ma vorrei dirvi come si sente JJ a un certo punto _Quando arrivi fin lì,dico al punto dove stavo io la notte dell'Ultimo,ti credi che la gente che non è lì sul tetto sia lontana un milione di chilometri,laggiù oltre l'oceano,ma non è vero.Non c'è un oceano di mezzo.Tanti di loro sono sulla terraferma,tanto vicini che li puoi toccare.Non sto cercando di dire che la felicità è vicina,se solamente la vedessimo.....e cazzate del genere.Sto dicendo che quelli che tengono botta non sono tanto lontani dal suicidio.Forse non lo dovrei trovare consolante come lo trovo-.Non è che il libro di Hornby ci tiri su,ma forse ci aiuta a non buttarci giù.
- Alta fedeltà
- About a Boy - Un ragazzo
- non buttiamoci giù
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