Freud,Prossima fermata Lourdes
Emanuela Martini,Lost Higway,Film Tv : "Prossima fermata Lourdes" : Alvy: "Ho tempo,non ho niente da fare fino all'appuntamento con il mio analista....".Annie: "Oh...vai in analisi?";"Si,solo da 15 anni!";"Già gli do ancira un anno poi vado a Lourdes!".Cominciava così,con questo scambio di battute storico,la storia d'amore tra Annie Hall e Alvy Singer,Diane Keaton e Woody Allen,dentro e fuori scena anime perse nelle nevrosi esistenziali e metropolitane dell'ultimo scorcio del secolo scorso.Da allora,la pscicanilisi,la sua bonari aprodia e la messa in scena in forma narrativa esplicita o metaforica della sua "dipendenza" non avrebbero più abbandonato il cinema di Woody Allen,dal povero Gene Wilder che confessa al suo analista di amare una pecora in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere a Interiors,Manhattan,Stardust Memories,Zelig,Un'altra donna,Crimini e misfatti,Mariti e mogli,La dea dell'amore,Harry a pezzi,Melinda e Melinda.D'altra parte,alcuni dei suoi modelli ispiratori sono Bergamn,Fellini e L'Espressionismo tedesco,la cui messa in scena è letteralmente generata dallo scandaglio dell'inconscio.Impossibile parlare in poche righe dell'influsso di Sigmund Freud e della psicoanalisi(freudiana e non)sul cinema.Guarda caso,nascono insieme:gli Studi sull'isteria di Freud e Breuer vengono pubblicati tra il 1892 e il 1895 e nel 1900 esce l'Interpretazione dei sogni di Freud,mentre L'uscita dellae fabbriche Lumière viene presentato a Parigi il 22 marzo del 1895.Il cinema è psicoanalisi,materializzazione del rimosso e del desiderio,"viaggio psichico","uomo immaginario",o comunque lo si sia voluto chiamare,dai doppi evocati dai vari Caligari alle strade perdute di Lynch,dall'occhio tagliato di Bunuel alla tristi sorelle di Polansky e De Palma,dalle minacciose signore del noir alla bionde algide di Hitchcock,dalle torri petrolifere di Sirk ai freddi giorni nel parco di Altman,dalle porte chiuse di Lang agli specchi scuri di Siodmak e Ray,dai parenti terribili di Cocteau ai pugni serrati di Bellocchio,dalle madri di Bertolucci ai padri di Amelio agli ambigui fratelli di Croneneberg.Per non parlare di alieni,vampiri,Hyde e di tutto il repertorio fanta-orrorifico che,per tradizione,scava nel profondo.La lista sarebbe infinita e comunque incompleta,e non rispecchierebbe la sovrapposizione totale delle due "arti".Perciò limitiamoci agli psicanalisti/pscologi/pschiatri che,dagli anni '40, sono stati "deu ex machina" di tanto cinema hollywoodiano.Una volta Georges Sadoul ha scritto che dalla Seconda guerra mondiale in avanti la psicanalisi divenne a Hollywood quello che era stata la crocetta d'oro della mamma nel,più romatico,cinema precedente:cioè fonte di agnizione,rivelazione,risoluzione.Lo pschiatra studente Claude Rains che in Perdutamente tua(Irving Rapper,1942)strappa Bette Davis dalle grinfie di una madre tiranna era solo il precursore dell'efficente professore cui Hitchcock fa apporre uno sbrigativo marchio di credibilità scentifica agli ultimi minuti di Psyco(1960).D'altronde,Hitchcock se ne intendeva e,non solo aveva ironicamente ribaltato i ruoli di medici e pazienti in Io ti salverò(1945,con la celeberrima sequenza del sogno,disegnata da Salvador Dalì),ma spandeva a piene mani le proprie pulsioni e ossessioni nelle ombre e nei soprassalti vertiginosi delle sue sequenze.Gli analisti si sono equamente diffusi nel noir(per esempio Kent Smith in Il bacio della pantera di Tourneur,Lew Ayres in Lo specchio scuro di Sidmak,Art Garfunkel in Il lenzuolo viola di Roeg,Michael Caine in Vestito per uccidere di De Palma),nella commedia(dai tanti analisti che fatto accomodare sul divano l'eterno secondo Tony Randall a Janet leigh che rischia di perdere il multiforme fidanzato Jerry Lewis in Tre sul divano,dagli strizzacervelli di Allen,Brooks e soci all'assatanato Fritz Fassbender di Peter Sellers in Ciao,Pussycat),nei drammi psicologici e sociali(dal capolavoro di Fuller,Il corridoio della paura,a Qualcuno volò sul nido del cuculo di Forman,da Splendore nell'erba di Kazan a Gente comune di Redford).Infine,Sigmund Feud in persona :Montgomery Clift(che era già stato analista in Improvvisamente l'estate scorsa di Mankiewicz)nel contorto e irrisolto Freud,passioni segrete(1962) di John Houston e Alan Arkin in in Sherlock Holmes:soluzione sette per cento(1976) di Herbert Ross,dove il dottore cura con l'ipnosi l0investigatore dalla dipendenza dalla cocaina.Ma il suo pazinete più bizzarro fu senza dubbio Zelig che,immutato negli anni,avrà finito,probabilmente,per andare a Lourdes.
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