
My Clint
Eccolo qui il mio Clint...che con il suo ultimo "Flags of our fathers" aggiunge un altro tassello importante alla sua monumentale carriera. Eppure lo scorso venerdi a vedere il nuovo Clint alla prima visione serale eravamo in 4 gatti in sala...Per certi versi meglio cosi', meglio SEMPRE evitare la confusione e "quei personagggi" che commentano il film ad ogni battuta. Forse in molti hanno pensato:ancora un film di guerra! Ma sulla seconda guerra mondiale cos'altro c'e' ancora da dire...A tutti coloro che, anche solo per un attimo, hanno pensato cio', posso dire che stanno commettendo un errore piuttosto grave. Perdersi "Flags of our fathers", che di "nuove cose" sulla Seconda Guerra Mondiale e non solo, ne dice parecchie, sarebbe infatti un grave peccato. Perche' si tratta di un film fortemente Fordiano, molto onesto e sincero, dolente e commovente, con immagini di guerra filmate ( con una fotografia che vira quasi al bianco e nero) in maniera straordinaria. Un film senza eroi, senza buoni e cattivi, che tra grande forza dal montaggio estremamente efficace del sempre bavissimo Joel Cox e dal commento musicale dello stesso Clint . Se non arriva al cuore come i suoi ultimi due ultimi capolavori, se non ne ha la stessa potenza, e' solo perche' il soggetto di Paul Haggis tende a volte a ripetersi. A spiegare un po' troppo, anche con la voce narrante, situazioni gia' ben (spesso amaramente) chiare. "Flags of our fathers" e un film che ci dice in modo esemplare che non si combatte per la patria, ma semplicemente per i propri compagni. Come dimostra Barry Pepper/Mike( forse l'unico personaggio eroico di un film che di eroi proprio non ne vorrebbe) quando decide di andare in prima linea per combattere, come promesso solennemente, insieme al suo plotone. E se nel sottofinale c'e' forse qualche retorica di troppo (il figlio sul letto di morte del padre) che qualcuno, ne sono certo, attribuira' malignamente al produttore Spielberg (ma la sua mano e' evidente sicuramente nella qualita' e nella ricchezza della produzione) e' vero pero' che poi il film torna a livelli altissimi con le immagini di chiusura. Le quali mostrano i nostri "antieroi" concedersi come meritato premio, subito dopo aver conquistato la vetta del monte Suribachi, fare un tuffo nelle acque di una spiaggia poco lontana dal campo di battaglia. Immagini toccanti e di sincera poesia tra le migliori del cinema di Clint. E non e' poco. **********playlist aggiornata dopo l'ennesimo grandissimo film...."Lettere da Iwo Jima"**********
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