Memorie di Viaggio
A pochi giorni dal rientro restano tracce di graffi, voli neanche troppo chimici verso Oasi cementificate, ansimanti grappoli di Dove agghindati a festa e squarci. Squarci d'una New York febbrilmente rilassante, votata al rotear magmatico di neon e illusioni, speranze e posture, tratti somatici d'uno spazio prospettico che lì è già presente, sebbene allo stato gassoso, etereo, tangibile e non. Il mio pegno di affettuosa dipendenza dai vari scrigni lasciati a impolverarsi dietro innumerevoli angoli è sotto i vostri occhi. Siatene avidi. No, questa giungla è tuttaltro che cannibale, certo meno ostile di quanto non ami disegnarsi quando vuol far dispetto (di sè) agli astanti. Figure, scìe, balbettante scintillar di luci, fuori e dentro i corpi, annunciano l'eversivo benvenuto che ogni Luogo dell'immaginario dovrebbe poter permettersi. Che sia visto o no. Fosforescenti presagi di mescolate autoindulgenze plasmano, a forma di Me, il contesto. E' nondimeno un contestabilissimo contesto, per carità.. ma forse che ogni lusinga non sia, di suo, soggetta ad anatemi e ribaltamenti? e sia! l'essenziale è, come sempre, cedere. La New York che ho lasciato dietro me Mi ha ben presente. Poichè essa vede lungo, gode di gittate quasi mai autocommiserantisi. Spazio tra i corpi in movimento: ridottissimo. Sorrisi da sconosciuti. Mani tese, per conoscere e non per chiedere. Obblighi etici e solidarismo tra entità. Il volto luminoso e, per questo, oscuro, d'un non luogo Ove procedere (scusate, umorismo da giuristi). L'eretta, assertiva staticità di simboli, vessilli e grida può opprimere certo, ma costringe senonaltro a guardare in su, in un mondo che tutti attraversano ad occhi bassi. Ove qua è silenzio, là è ritmo. Ove qua è lamento, là è rabbia. Quel che qua è vanagloria, là è tenzone. Smascherato incrociar di sciabole. Evidenza. Fin troppo caricaturale ostentazione d'ingenuità spiazzante, comunque onestissima, viva, umana nel senso più proprio. Su troppe strade ho seminato spiccioli di memorie, diamanti di sterco intenti a partorir contraddizioni, riflessioni neanche troppo riflettute, istintivi svenimenti cerebrali al cospetto del mareggiar delle pulsioni basiche. L' Impero, dite? Dei sensi. Probabilmente.
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