Un bacio LUNAtico
Strani tizi lungo il percorso, davvero, gente che meritava di squagliarsi prima. Starsene chiusi e bere a più non posso, scolandosi l’ennesima birra balorda di un fottuto treno smargiasso. Forse, è necessario, giusto andarsene. Indossare un po’ d’umiltà, sgomitare e vivere. Senza dannarsi troppo. Perdo quell’antica, lunare ispirazione che mi permise di vivere, quella linfa ossigenante, che mi dava libertà, un volo nitido, acceso. Ero l’uomo che ogni donna, madri anche, soprattutto loro, avrebbero voluto come figlio, come amante, come tutto. Dentro lenzuola, dentro gemiti a lume di candela. Afferro una sigaretta e la butto via, e tu mi condanni all’espiazione totale dei miei peccati. Mi divori, bastardo. Mi lecchi addosso, e forse dopo tanto, indigesto trambusto, ritrovo me stesso, l’anima più solare, più effervescente, quella parte di me che mi dà più gusto. Forse è ora di smetterla e non lagnarsi, arpionare un po’ di roba e deglutirla di gusto. Mordendo la vita per le palle. A costo che gli altri non capiscano, no. Affatto. Recuperi quelle antiche speranze, e gratti la strada, morendo di nuovo. Con la speranza di vivere, per una volta di più. Forse, almeno per un po’, ritrovi te stesso, mentre tutto scoppia, intorno, un uomo decisamente meno sofferente, o forse migliore. Cristallino. Forse sono i tuoi a trattenerti, a non permettere che tu prenda il largo, ti tengono a casa, perché ti vogliono bene, o forse vogliono ucciderti, di più, lentamente, strozzandoti. Od i tuoi amici, che per fare il tuo bene non capiscono nulla e ti trafiggono di mille pugni, che non meritavi. Cazzo, no, è una porcata bella e buona, ce n’è di che arrabbiarsi. Di che non starsene buoni e zitti e ritirarsi in buon ordine. Qua non è un granché, un bel mortorio ed è difficile pensare ad un passato così quando si è belli. Già, belli, purtroppo, è una sfortuna la fortuna. Se sei bello ti danno tutti addosso, vorrebbero lacerarti la pelle per mangiare un po’ di fiche al posto tuo. Oppure bruciarti l’anima per putrefarti, così non godi più, arderti vivo, come un Cristo piangente lacrime di sangue. Ti agiti, bevi un po’, molto, e ti trascini lungo una via “impervie”… le ruote dell’asfalto. Mordendolo, con grande classe. Alla fine desideriamo un po’ tutti le stesse cose, e ti pare raccapricciante non riuscire ad ottenerle, se dessi retta al Fato rimarresti intrappolato per parecchio tempo. Cazzo, non sfuggi, il Mondo ti ammorba e ti tedia. Prendi la vita per le palle, la pilucchi, te ne inebri, e sgualcisci ogni parola di troppo, ogni pesantezza. Lucido, frettolosamente lucido, resistente alla fatica, con in grembo un’enorme fortuna, te stesso. Che terribile sbaglio commisero sulla mia testa, Dio solo sa, e alle volte lo prego, sappiate, che il Mondo mi voglia bene. Come io lo guardo nei momenti di siesta, quando parlo senza che nessuno ascolti il mormorio del mio Cuore. Stefano Falotico
- Mickey Rourke bastardamente romantico
- Robert De Niro melanconicamente innamorato
- River Phoenix troppo grandi per essere come gli altri
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