Parte 3 :
Notte, pioggia, fulmini, saette. Interno di un locale. L aria satura di fumo si sposa perfettamente con il chiasso provocato dalle voci sovrapposte dei clienti.Sul pavimento lercio vi sono molteplici mozziconi di sigaretta, qualche carta di identità abbandonata da qualche sprovveduto e gli immancabili profilattici usati. Seduto su uno dei tanti banconi vi è un uomo corpulento sulla sessantina, intento a conversare con un ragazzino di dodici anni. Il contenuto di questa conversazione era quantomeno singolare: "ti cospargerei di gelato e ti leccherei tutto" disse il vecchio grassone prendendo una boccata di fumo dalla sua sigaretta. Il ragazzino si irrigidì e lo guardò con aria attonita. I movimenti che il panzone faceva compiere al mozzicone con le dita e le ripetute bestemmie che accompagnavano il suo eloquio provocavano nel ragazzino un disgusto inverecondo. "Se vuoi che ti faccia quel favore di cui abbiamo parlato devi venire a letto con me e i miei amici" intimò il vecchio. "Allora, che ne dici?!" il bambino annuì , dopodichè proferì più volte "va bene , signore, ma prima le devo necessariamente dire un paio di cose: 1- chi cazzo sei? 2- toglimi la mano dal culo e smettila di chiamarmi Mercoledì, cazzo!". Questa affermazioni fecero sobbalzare il vecchio pedofilo , il quale sbottò in lacrime: "perchè aspettare domani, per un bacio, perchè aspettare domani per una coccola, perchè aspettare domani per un sorriso: oggi pago, oggi trombo!" Si rese conto che il bambino non era uno sprovveduto a differenza di quanto poteva far supporre la sua età anagrafica. "Ora" disse il ragazzo, con l aplomb di un ministro della giustizia "andrò a chiamare mio padre e gli riferirò quanto lei ha appena detto, mi divertirò vederla suppliocare!" . Il vecchio avvertì che era giunta l ora di telare. Non aveva voglia di ascoltare l ennesima filippica del padre apprensivo di turno. Prese il cappotto e si diresse in fretta verso l uscita. Talmente in fretta che dimenticò di pagare il conto. "Testa di cazzo!" gli urlò il barman, ma lui non ci fece caso. La sua uscita dal locale segnò l ingresso di un povero disperato a cui avevano appena sparato alla mano. Tentò di chiedere aiuto, ma tutto quello che riuscì ad ottenere fu qualche risata di scherno da barte del proprietario del locale. Fuori diluviava. La macchina del signore si trovava all altro capo della strada. Vi entrò e si diresse ad un bordello vicino . Soddisfò la sua concupiscenza con una prostituta minorenne. Rincasò a mezzanotte, abitava in uno squallido appartamento di periferia a cui ogni tanto mancava la corrente. Non appena mise piede dentro casa venne assalito dalla moglie "Faccia di culo! Avevi detto che stasera mi portavi a vedere Bergonzoni, dove cazzo sei stato". Il marito non rispose. Aveva sognato una meravigliosa silfide a cui potersi sposare e si ritrovò pe moglie un incrocio tra Jhon Lennon e un rompighiaccio arrugginito. Si diresse in bagno e si masturbò contemplando il catalogo di una linea i abbigliaqmento per neonati, ma la verità è che anche due scarpe di ginnastica lerce e consunte gli sarebbero bastate. Prima dell orgasmo ci fu un blackout, avevano sospeso l erogazione della luce. Si recò in camera da letto e si addormentò tra le braccia di Morfeo in posizione fetale. Il rumore della pioggia battente concigliò il sonno. Quella notte il signore sognò i gesti di tenerezza che solitamente seguono un rapporto sessuale. Anche per lui era giunta l ora di dormire, ma non per sempre.
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