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30/10/2007 h. 13.31 Film da ricordare genere: Drammatico

innumerevoli giorni di nuvole.e poi, le stelle...

Non ci sono nubi sopra il cielo di Genova. "Le nuvole" di DeAndre' non le vedi mai (anche se lui, Faber, lo senti alla deriva nell' aria melodica...). Solo un cielo compatto di blu...quello inconfondibile che precede il temporale piu' mastodontico. Scroscia l'acqua dalla doccia, come pioggia incessante, sulla nuca e sul corpo di Albanese. Un corpo arreso perche' disperato, che si rannicchia con la testa tra le braccia, in posizione fetale. Un uomo nudo, spogliato del suo ruolo, spaventato per non averlo piu'; spaventato per non poter piu' garantire stabilita' e benessere a chi ama. Un uomo avvilito da un male sociale tra i piu' feroci, di quelli che possono ribaltare il tuo destino e minarlo al nocciolo, farlo crollare su se stesso. La tua strada tracciata con tanta cura (tanta dedizione), che non ha piu', dopo tanto tempo, il sapore sudato e faticoso del sentiero montano; che e' diventata una posizione panoramica tranquilla in alto ad una collina. Che ormai a cinquant'anni cosa puo' succedere. Invece. Crolla tutto. Il Caso con un ghigno ti sfida a giocare dadi ormai impolverati. E non ce la fai. E allora la frustrazione e l'IMPOTENZA e la paura ti rendono straniero a te stesso e a chi ti ama. MA. Nei film di Soldini non si sprecano grida e non ci si strappano i capelli. Si profila la realta', "interpretata" da due persone che si vogliono bene, che tengono l' uno all' altra e l' una all' altro egualmente e fortemente. che sono risolutivi l' uno per l' altra. E allora. Dopo essersi distrutti come singoli e reciprocamente...si puo' risalire. Soldini l' ho amato, in questo bel film visto col mio amico piu' caro. Perche' non contempla il suicidio e regala una chance di farcela. Non chiude drammaticamente. I suoi personaggi non si "uccidono". Hanno momenti di "bruttura", come tutti noi possiamo averne...e come certamente ne avremmo nelle loro condizioni. Ma e' disperazione che non si allarga come i cerchi sull' acqua (si allarga dentro, con discrezione...). Deflagra, si', ma poi si supera. Parallelamente, sotto la calce, un affresco straordinario si delinea, si intravvede...VIENE RI-PORTATO ALLA LUCE, restituito agli occhi, all' ossigeno. E alla fine non ci sono nuvole. Ma stelle. Stelle e mani che si avvicinano le une alle altre. Una figlia da sostenere e la cui vicinanza puo' essere di sostegno. Un padre anziano che voleva solo vedere i pesci nuotare, accompagnato dal figlio. Un acquario, sempre il solito acquario ("...we are just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year..."), e' vero...ma un po' piu' spazioso. Un acquario che viene osservato (e affrontato, vissuto)in modo diverso. Come si osserva un cielo terso, di notte, a naso in su. Come fosse splendido, come se vi germogliassero le stelle. Osservarlo INSIEME. E scoprire che PUO' ESSERE SPLENDIDO.comunque. ancora. "Sono qui, sono io" ..."Anch'io"...

  1. Giorni e nuvole
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SI

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