Le scelte dell'Academy
Ogni anno arrivano gli Oscar, manifestazione "baracconesca" in cui si fa, spesso, sfoggio del peggio della Cultura Americana, cioè gente abbigliata come ad un funerale, con l'unica differenza che indossano papillon e smoking. Niente "fosforescenze", tutt'alpiù qualcosa di luminoso, leggi brillantina, sulle gambe delle gentili donne, attrici spesso puttane, o giù di lì, col beneficio del dubbio, per via del fatto che sono donne "ben curate". Che volete? In un ambiente così è facile che una come Cameron Diaz la dia di qua e di là, ed il ragazzo "lucky" del momento urli quando la prende: "Ops, stavolta è mia", come a Carnevale, quando gettano i regali dai carri allegorici. Salti più in alto, sei quello coi riflessi più pronti del momento ed acchiappi la chiappa di Cameron. "E' mia, la possiedo io", poi una volta "fatta" la lascia a qualcun altro, la legge di Hollywood: "Un po' a me, un po' a te, tieni qua, prendi là". In poche parole una schifezza, un gioco di letti, donne smaltatissime su odore bidet, ed uomini puzzolenti su sapore "money". Sarò pure un balocco, ma non sono un allocco, eh sì. Fatto sta, torniamo a noi, che gli Oscar di quest'anno dovrebbero vedere, come sempre accade, 5 attori selezionati. Il favoritissimo dell'anno è sempre lui: Daniel Day-Lewis. Un attore che gira poco ma cucca molto. Pare che lui e Sinead O'Connor urlassero, in tempi non sospetti: "Non siamo bestie ma non siamo (neppure, già il purè bianco...) uomini", durante la pausa del film: "Tarzan fa il falegname in India", film mai completato in cui Daniel si dilettava a preparare croci di legno, ma Sinead voleva solo la carne, e disprezzò il Papa, arrostendosi col bell'inglesino. Da cui il film, tutt'ora distribuito in homevideo: "La donna poco benedetta volle maledirsi col bastone del marpione". Una storia ad alto tasso "skifiltoso", con Daniel che al terzo minuto di sesso, corre in bagno e vomita. Quando il sesso sortisce l'effetto boomerang. "Lui si allunga e lei te lo rimpicciolisce". Gli altri sono quelli che cito, io, a volte, Cita. La scimmia che va... dove, poi, non si sa... SA...
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