
2007 mon amour
Chiudo l’anno con la mia personale classifica dei migliori 7 film del 2007, annata di grande soddisfazione. Con menzione anche per Angel di F. Ozon, You The living di R. Andersson, L’arte del sogno di M. Gondry , Le luci della sera di A. Kaurismaki, Breakfast on Pluto di N. Jordan e Le vite degli altri di Von Donnersmarck. Nella classifica assoluta mancano gli italiani protagonisti di un’ annata mediocre. Si salvano forse Centochiodi di E. Olmi, il film di genere Notturno Bus di D. Marengo e Mio fratello è figlio unico di D. Lucchetti. Per il resto l’anno è stato dominato dagli scamarci, i soliti cinepanettoni e dallo scult La Terza Madre, di un sempre più scombussolato Dario Argento. Tra poche ore sarà già il 2008, anno bisesto, anno funesto. Speriamo di no. Cominciamo con l’Halloween - the beginning di R. Zombie e poi stiamo a guardare che succede. Buon anno a tutti gli anonauti che abitano questo buco nero di sito. Bye Roto
- Inland Empire Grandangolo sparato sul cinema. Tutti i piani temporali sono perfettamente a fuoco. La vita passa lasciando tracce di sé. Epocale.
- La promessa dell'assassino La scrittura di una storia. La pelle è libro. La famiglia è la carne. La mutazione è negli squarci. L’identità è un’idea fallace di endemica violenza. Mitosi di un genio.
- Paranoid Park Plastica del nulla. Censura del mondo adulto, fuori fuoco e impotente. Viaggio allucinante nel vuoto dell’ essere umano, dove “essere” è infinito, sempre presente. Entomologico.
- Lettere da Iwo Jima La vita esiste grazie alla memoria. L’immortalità delegata alle poche pagine scritte in tempo di morte mentre l’urgenza di vivere sradica alla radice l’impianto strutturato dell’uomo destinato al sacrificio. Il destino si scrive a posteriori. Vitale.
- Zodiac Poche cose che so di lui. L’ossessione guida nel profondo dello spirito, quasi fosse un pretesto. E’ tempo di violenza e nessuno può farci nulla se non assecondarla nel modo in cui ognuno ritiene più giusto. Disilluso.
- Grindhouse - A prova di morte La parola sostituisce la vita, stile inconfondibile e iper realismo della comunicazione. Sempre un po’ più avanti di quanto siamo disposti ad ammettere. Il cinema nella sua più pura accezione. Salvifico.
- Io non sono qui Montaggio analogico, varietà di stile, intellettualizzazione della materia, genio e ingegno nella rappresentazione di un’arte che veste corpi diversi, identità che si mantiene tale attraversando il Tempo. Magistrale.
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