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25/01/2008 h. 19.18 Film: Playlist libera genere: Sentimentale
Heathcliff non abita più qui

Heathcliff non abita più qui

28 anni, solo ventotto anni. L’hanno trovato morto in mezzo a delle pasticche. Se n’è andato Heath Ledger e ci rammarica molto, moltissimo. Era bello, Heath – la madre lo chiamò così in onore del personaggio di “Cime tempestose”, anzi, era bellissimo. Aveva il volto efebico di quei bravi ragazzi dei college d’oltre oceano, lo sguardo vivace eppure non vispissimo. Ed era uno dei migliori della sua generazione, ammettiamolo. Poteva essere il nuovo Marlon Brando, poiché, come il Divo per eccellenza, aveva negli occhi la luce nervosa che illumina pochi eletti, uno stile recitativo scarno e mai enfatico, così sobrio da risultare vita vissuta in celluloide. Non ci sta più, Heath Ledger, e ci dispiace assai. Non ci interessa sapere la causa di questa morte troppo prematura – overdose di farmaci, suicidio, fatalità –, ormai niente più si può fare. Heath è morto. La disgraziata fortuna degli attori, quelli veri, è che il loro ricordo, la loro testimonianza ai posteri, sta nella loro arte recitativa, in ciò che hanno compiuto in carriera. Heath sarà ricordato soprattutto per il suo taciturno e dolente cowboy gay di “Brokeback Mountain”, un film silenzioso e secco nel quale offre un irripetibile saggio di bravura, un’interpretazione che sta tutta nella capacità di sottrarre, di calibrare intelligenza e passionalità. Fu candidato all’Oscar, ma quello era l’anno di Philip Seymour Hoffman, camaleontico “Capote”, e non si fece nulla. La stella di Heath cominciò a brillare quando si fece notare accanto a Mel Gibson ne “Il patriota”. Sembrava il solito bamboccio da film pop-corn, ma evidentemente non era così. Diede prova di essere anche un dignitoso attore brillante nel pop e divertente “Il destino di un cavaliere”, si cimentò anche col drammone storico avventuresco “Le quattro piume” e col thriller esoterico “La setta dei dannati”. E, altro ruolo emblematico nella sua breve carriera, quel “Casanova” sbarazzino e seduttivo nella poco risoluta opera di Lasse Hallstrom. Scrittore un po’ folle ne “I fratelli Grimm e l’incantevole strega”, comprimario di lusso in “Lords of Dogtown”. Fino all’ultima apparizione che ci ha regalato sul grande schermo: uno degli innumerevoli Bob Dylan di “Io non sono qui” di Todd Hayness. Andò a Venezia, a ritirare la Coppa Volpi per conto di Cate Blanchett, vestito da clown, fregandosene del rigore lagunare. E un altro bizzarro – e terribile – personaggio pagliaccesco sarà il suo ultimo passaggio sul grande schermo: pazzoide e psicopatico the Jocker nel prequel di “Batman”. E sarà curioso vederlo l’ultima volta nei panni di un fumetto così dannato e decadente, quasi una metafora di questa morte assurda ed inconcepibile. Perché ciò che può non ci si spiega è, appunto, il perché? Come si fa a morire in tale modo, all’apice del percorso artistico, sena un apparente motivo? Domanda retorica, risposta banale e crudele. Ciao Heath, ci mancherai.

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile I segreti di Brokeback Mountain
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Il destino di un cavaliere
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Casanova
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile I fratelli Grimm e l'incantevole strega
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Io non sono qui
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Lords of Dogtown
  7. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile La setta dei dannati
SI

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