
Oscar 2008: qualcosa si muove
Sono stati i fratelli Coen, con il loro "Non e' un paese per vecchi" a vincere quest'anno il maggior numero di Oscar: non si puo' parlare di un vero e proprio trionfo ma i 4 Oscar vinti (Film,regia,adattamento e attore non protagonista, Javier Bardem) sono tutti "pesanti". Premi ampiamente preannunciati, visto i numerosi riconoscimenti ricevuti dal film nel corso degli ultimi mesi (New York Film Critics Circle, Director Guild of America, Producer Guild of America etc). Il loro successo, con un film decisamente poco in linea con i convenzionali canoni dell'Academy, pare dunque la fotocopia di quello ottenuto lo scorso anno da Scorsese: segno che, all'interno dell'Academy, qualcosa si "muove" e un minimo di aria di cambiamento, finalmente, si respira: per altro e'inutile dire che ci sono state comunque delle grandi assenza anche quest'anno, leggi segnatamente "Into the wild" di Sean Penn.(personalmente ho molto amato anche Tarantino e Cronenberg). La stessa serata e' stata molto piu' veloce, dunque meno stucchevole e noiosa del solito: sempre una palla x carita', nonostante la simpatica e brillante conduzione. Certo che mentre Scorsese, l'anno scorso, aveva quasi esultato alla premiazione, complice il trio di amici sul palco, Ethan sembrava quasi infastidito durante la premiazione quale miglior regista: a dir poco malmostoso. Meno male che c'era quello "spilungone" del fratello Joel, un pochino piu' sorridente e diplomatico. Nessuna sorpresa anche nelle premiazioni degli interpreti maschili: Daniel Day Lewis, miglior attore protagonista per la sua titanica interpretazione nel "Il Petroliere" e Javier Bardem, come detto, come attore non protagonista per il film dei Coen. Inaspettate invece le premiazioni in campo femminile, dove alle favorite Julie Christie e Cate Blanchett, sono state preferite rispettivamente, Marion Cotillarde (La Vie en Rose) e Tilda Swinton (Michael Clayton). Queste sono state le maggiori sorprese della serata, insieme alla "sconfitta", nella sezione miglior canzone originale, del colosso Disney "Come d'incanto", rimasto a bocca asciutta nonostante avesse ben 3 canzoni (troppa grazia) in gara. A vincere e' stata "Once" , Glen Hansard,Marketa Irglova (Falling Slowny): increduli e per una volta, sinceramente emozionatissimi, i due ragazzi sul palco. In questa categoria pero', l'assenza di almeno una/due delle canzoni (segnatamente "Guaranteed") composte da Eddie Vedder per "Into the Wild", non si puo' non rimarcare: sconfortante. Come spesso accade, anche quest'anno c'e' un pizzico d'Italia tra i premiati: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, infatti , portano a casa un altro Oscar per il loro consueto splendido lavoro in "Sweeney Todd" ; Dario Marianelli vince con la sua suggestiva partitura musicale di "Espiazione". A questo proposito, mi permetto di segnalare l'esclusione tra le nominations di quella eccellente, martellante ed ossessiva del "Il Petroliere", evidentemente troppo "sperimentale" per i "vecchi" membri dell'Academy. Riguardo alle altre premiazioni, successo pieno, nelle categorie tecniche, per "The Bourne Ultimatum" che si aggiudica tutte e tre le candidature (Montaggio, Suono, Sonoro) a cui era candidato. E ancora, un premio ovviamente a Ratatouille" che era fuori competizione tra i cartoni animati e non poteva non vincere. Altro premio (di "consolazione" ma comunque importante) a "Il Petroliere" per la stupenda direzione della fotografia di Robert Elswit (la mia preferita era quella di Roger Deakins per "L'assassinio di Jesse James"): "La bussola d'oro" vince per gli effetti visivi, superando, a mio avviso "stranamente", "Transformer": "Elizabeth the Golden Age" si porta a casa il premio per i costumi, "Il falsario", altra sorpresa, quello per miglior film straniero: e ancora "Juno", il piccolo film indipendente, vero caso dell'anno (visto i suoi incredibili incassi in America, circa 130 milioni di dollari) e' stato premiato, come da copione, per la miglior sceneggiatura originale, prima sceneggiatura di Diablo Cody...sicuramente anche la peggio vestita della serata. Inguardabile! A bocca asciutta gli altri. Nota stonata: l'incredibile dimenticanza, nel momento sempre commovente del ricordo di coloro che se ne sono andati, dell'attore Ulrich Muehe, meraviglioso interprete di "Le vite degli altri", scomparso come sappiamo lo scorso Luglio. E questo e' quanto.
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