La valanga Nanni – David di Donatello 2008
La notizia è questa: “Caos calmo”, il film diretto Antonello Grimaldi, tratto dal romanzo di Sandro Veronesi e – soprattutto – interpretato da Nanni Moretti è stato travolto da una valanga di nomination agli annuali David di Donatello. 18 candidature, non era mai successo. E, diciamolo subito, alcune sono abbastanza magnanime. Comunque, a far bella compagnia nella cinquina del miglior film ci sono “Giorni e nuvole” di Silvio Soldini, “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati, “La ragazza del lago” di Andrea Molaioli e, udite udite, “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti. Che questo piccolo film ambisca a vincere il premio più importante ci riempie di gioia e di tenerezza, come una lotta tra Davide e Golia. Certamente non vincerà, ma è un segnale positivo e importante. Come migliori registi, l’Accademia ha designato Grimaldi, Soldini, Mazzacurati, Molaioli (esordiente, dunque auguri) e Cristina Comencini per “Bianco e nero”, grande trombata dell’annata. Interessante la categoria dei migliori registi esordienti, che vede in pole position i già citati Diritti e Molaioli assieme all’ottimo Fabrizio Bentivoglio di “Lascia perdere, Johnny!”, al mediocre Marco Martani di “Cemento armato” e al presuntuoso Silvio Muccino, factotum di “Parlami d’amore”. Tra i migliori produttori sono in gara Domenico Procacci, mai come quest’anno onnipresente, per “Caos calmo” (guarda un po’) e gli outsider Lionello Cerri per “Giorni e nuvole” (già vittorioso con “Fuori dal mondo”), Nicola Giuliano e Francesca Cima per “La ragazza del lago” (candidati nel 2005 per “Le conseguenze dell’amore”), Andrea Occhipinti e Gianluca Arcopinto (chi si rivede!) con l’epico “Sonetàula” e Simone Bachini, Mario Chemello e Giorgio Diritti per “Il vento fa il suo giro”. Questi ultimi due hanno il compito di mettere i bastoni tra le ruote al rinato Procacci: chissà se l’Entè apprezzerà gli sforzi produttivi per costruire i due film. Si ripete nella sezione della migliore sceneggiatura la cinquina del miglior film: quindi ecco Moretti-Paolucci-Piccolo per “Caos calmo”, Leondeff-Piccolo(e so’ due!)-Pontremoli-Soldini per “Giorni e nuvole”, Leondeff(doppietta!)-Mazzacurati-Pettenello-Piersanti per “La giusta distanza”, Petraglia (senza Rulli) con “La ragazza del lago” e Diritti-Valla con “Il vento fa il suo giro”. In un anno nel quale si registrano poche prove femminili degne di nota, è comunque generoso onorare la pur efficace Anna Bonaiuto de “La ragazza del lago” con la candidatura per la miglior attrice protagonista, dal momento che compare in due scene (bellissime, ma due scene). Non sarebbe stato scandaloso vederla in gara per la migliore attrice non protagonista… La più quotata come miglior protagonista sembra essere l’ormai blasonatissima Margherita Buy, sublime in “Giorni e nuvole”. Ad ostruirle il passaggio alla vittoria ci sono Antonia Liskova con “Riparo”, Valentina Lodovini per “La giusta distanza” e Valeria Solarino sofferta “Signorinaeffe”. Dà più soddisfazioni la sezioni dei migliori attori, con Antonio Albanese nominato per “Giorni e nuvole”, il ritrovato Lando Buzzanca per “I Viceré”, il Nanni Nazionale per “Caos calmo”, lo splendido Kim Rossi Stuart per “Piano, solo” e il magnifico Toni Servillo per “La ragazza del lago”. Sfida ardua. Incomprensibilmente piena la categoria delle migliori attrici non protagoniste. Vada per Paola Cortellesi in “Piano, solo”, vada per Valeria Golino in “Caos calmo”, vada per Sabrina Impacciatore con “Signorinaeffe”, vada per Alba Rohewacher in “Giorni e nuvole”, ma è generoso presentare Carolina Crescentini, vittima del megalomane Muccino in “Parlami d’amore” e la Isabella Ferrari di “Caos calmo”, brava ma non da premio. Tra i migliori attori non protagonisti se la vedono Giuseppe Battiston per “Giorni e nuvole” (perché non per “La giusta distanza”?), il sorprendente Alessandro Gassman per “Caos calmo”, Fabrizio Gifuni assassino de “La ragazza del lago”, il forestiero Ahmed Hafiene de “La giusta distanza” e il ritorno alla grande in celluloide di Umberto Orsini, strozzino ne “Il mattino ha l’oro in bocca” (ma forse sarebbe stata più inopinabile una candidatura per Carlo Monni). Miglior film europeo: “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” di Cristian Mungiu, “Cous cous” di Abdellatif Kechine, “Elizabeth – The Golden Age” di Shekhar Kapur, “Irina Palm” di Sam Garbaski e “Lo scafandro e la farfalla” di Julian Schnabel. Miglior film straniero: “Across the universe” di Julie Tamor, “Into the wild” di Sean Penn, “Nella valle di Elah” di Paul Haggis, “Non è un paese per vecchio” dei Coen e “Il petroliere” di Paul Thomas Anderson. Meno male che non hanno copiato paro-paro le candidature agli Oscar per il miglior film, come fanno di solito. Per la miglior fotografia se la vedono Bigazzi per “La giusta distanza”, Calvesi per “I Viceré”, Catinari per “Parlami d’amore”, Civita per “La ragazza del lago”, Pesci per “Caos calmo”. Miglior musicista gara aperta tra il Buonvino di “Caos calmo”, Marchitelli per “Piano, solo”, Mesolella per “Lascia perdere, Johnny!”, Teardo per “La ragazza del lago” e Venosta per “Giorni e nuvole”. Sicuramente una delle categorie più difficili da scegliere. La migliore canzone sarà scelta fra “L’amore trasparente” di Fossati (“Caos calmo”), “Senza fiato” di Buonvino (“Cemento armato”), “Amore fermati” di Gorni, Zapponi e Terzoli (“Lascia perdere, Johnny!”), “L’arrivo a Milano” di Dosaggio (“Milano – Palermo. Il ritorno”), “Tear down these houses” di Skin e Guerra (“Parlami d’amore”), “La rabbia” di Bacalov dal film omonimo. La statuetta per lo scenografo dell’anno vedrà contendenti Bizzarri per “Giorni e nuvole”, Calabria per “Caos calmo”, Frigeri per “I Viceré”, Mura per “La ragazza del lago” e Zera per “Hotel Meina”, mentre quella per i migliori costumi ha in gara il premio Oscar Canonero per “I Viceré”, De Francesco per “Lascia perdere, Johnny!”, Dottori per “Hotel Meina”, Millenotti per “Parlami d’amore”, Nebiolo e Mazzon per “Giorni e nuvole” e Toesca per “Caos calmo”. Due nuove categorie: tra i migliori truccatori se la vedono Cossu per “Come tu mi vuoi”, Mecacci per “Caos calmo”, Perez per “La ragazza del lago”, Sciarono per “Giorni e nuvole” e Tamagnini per “I Viceré”, migliori acconciatori Corridoni per “I Viceré”, Governatori per “Giorni e nuvole”, Gregorini per “Scusa mai ti chiamo amore”, Merolla per “Hotel Meina” e Sabatini per “Caos calmo”. Cottignola con “La giusta distanza”, Cristiana per “Giorni e nuvole”, Crespo e Diritti per “Il vento fa il suo giro”, Franchini per “La ragazza del lago” e Nicolini con “Caos calmo” si combattono il David per il miglior montaggio. Puntano alla vittoria come migliori fonici Carito per “Caos calmo”, Musy per “Giorni e nuvole”, Pupparo per “Bianco e nero”, Ugolinelli per “La giusta distanza” e Zanon per “La ragazza del lago”. I migliori effetti speciali da scegliere tra “Caos calmo”, “Cemento armato”, “La ragazza del lago”, “La terza madre” e “Winx Club”. Interessante la selezione dei migliori documentari: “Centravanti nato” di Gianclaudio Guiducci, “Madri” di Barbara Cupisti, “La minaccia” di Silvia Luzi e Luca Bellino, “Il passaggio della linea” di Pietro Marcello e “Vogliamo anche le rose” di Alina Marazzi. Oltre 6000 giovani hanno prescelto i loro contendenti al David giovani: “La giusta distanza”, “Lezioni di cioccolato” di Claudio Capellini, “Parlami d’amore”, “Piano, solo” di Riccardo Dilani e “I Viceré” di Roberto Faenza (e non c’è “Caos calmo”!). I David speciali se li beccano Carlo Verdone (che aveva ritirato dalla gara il suo “Grande, grosso e… Verdone” dopo le note polemiche), Luigi Magni alla carriera e Gabriele Muccino per i successi oltreoceano. Insomma, dopo questa sfilza di candidature, le conclusioni sono queste: siamo più che felici di vedere, dopo aver girato i festival di tutto il mondo, l’indipendente Diritti correre per il miglior film, testimonianza di una cinematografia attiva, impegnata e, perché no, sorprendente. Non vincerà, ma chi se ne frega, se ne parlerà – il che è importante. E ci rallegra pure la quaterna che accompagna “Il vento…”, con quella corazzata di “Caos calmo” (presentato a Berlino) alla riscossa, seguita dagli autoriali “Giorni e nuvole” e “La giusta distanza” (passati entrambi alla Festa di Roma) e dal gioiellino della stagione, il noir dell’anima “La ragazza del lago” (rivelazione di Venezia 64). Non vinciamo ai festival, ma almeno portiamo film dignitosi. Qualche mancanza: Laura Morante tra le migliori attrici per “Il nascondiglio”, Luigi Lo Cascio per “Il dolce e l’amaro” (ma comprendo la fiorente annata di buoni talenti cinematografici), Lucia Bosè ne “I Viceré”.
- Caos calmo
Certamente miglior film, dopo 18 candidature! E anche sceneggiatura, canzone, montaggio e fonico. - Silvio Soldini Forse miglior regista.
- Andrea Molaioli Il più quotato tra gli esordienti.
- Margherita Buy Miglior attrice. Che novità.
- Nanni Moretti Probabilmente miglior attore, anche se lo meriterebbero tutti gli altri quattro ad ex equo. Anzi, è quasi certamente quello che meno colpisce, rispetto al magnifico Servillo, al magnetico Rossi Stuart, all’enorme Buzzanca o all’amaro Albanese.
- Paola Cortellesi Miglior attrice non protagonista? Chissà. O forse la Rohewacher. O la Golino. O la Impacciatore. Chissà.
- Alessandro Gassman Più che altro una sorpresa. Non sfigurerebbe una vittoria di Orsini.
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