
Insiemi di famiglie omogenee
Insiemistica. La fanno alle elementari. I bambini devono riunire in famiglie omogenee dei simboli sparsi per il foglio a quadretti, devono inserirli in un contesto unico, chiuso da un incerto recinto di grafite gracchiata sul foglio con quelle manine che ancora devono capire ciò che stanno facendo. I numeri pari coi pari, i dispari coi dispari. Le mele con le mele e le pere mai con le banane. I maschietti coi maschietti e le femminucce in un altro recinto. I buoni e i ricchi senza poveri e quindi rognosi. Simboli innocenti portatori di significati di pandemica ingiustizia. La famiglia così com’è, così omogenea sta dimostrando di non essere più una cellula affidabile. Chiusa nella propria esclusività si ammala di inedia, non si rinnova di linfa nuova, si riproduce con gli stessi stilemi e si indebolisce, di una debolezza Bizantina, decadente e stupida. E tutto comincia da lì, con la selezione innaturale di ciò che è omogeneo e ciò che non lo è. Secondo una concezione profondamente banale che considera omogeneo tutto ciò che non disturba la maggioranza delle caratteristiche dominanti un dato gruppo. Una concezione adulta, responsabile e tendente all’ordine, quello costituito e rassicurante. Io sono sicuro però che se lasciassimo fare ai bambini i loro insiemi, senza correggerli e senza l’assillo delle “famiglie omogenee”, troverebbero una spiegazione assolutamente plausibile ad un insieme composto di una mela, un numero dispari, e una stella blu. Qualcosa di molto simile alla felicità. Di seguito qualche film recente in cui le famiglie hanno un ruolo dominante, nel bene e nel male. In rima, perchè è un gioco da bambini.
- Il petroliere Trivella trivella/come sei bella/terra polverosa/triste/miracolosa/la prova del tuo orgoglio/Esiste un figlio migliore del petrolio?/Beh, è nero/è l’unico difetto/In questo paese perfetto/darà qualche problema davvero.
- Onora il padre e la madre Il precetto disatteso/di due figli uno scemo e l’altro obeso/fecero vergognare un sacco/di non aver finito il figlio/ a Isacco/E’ il figliol prodigo assente/la felicità del vitello grasso/E’ la parabola senza morale/dell’unica parola presente/Male.
- Juno Noia, sesso e amore/sembra un libro di Moccia/(dolore)/ma è solo idraulica che perde una goccia/Juno sa nulla dei lucchetti?/Trabocchetti di Ponte Milvio/gli ingenui si danno un bacino?/Solo non lo chiami Silvio/che il figlio di Moccia è solo Muccino.
- La casa del diavolo Eccoci al nostro desco/mentre taglio l’orecchio destro/E’ ornato con gusto retrò/coi chiodi ficcati negli occhi/però/gradirai trine e fiocchi?/Il tatto non ti puoi aiutare/non parlo di buona educazione/ma di indice medio anulare/Parlo di amputazione.
- Cous cous Tre ore a cianciare/semolino e ditoni unti/ bocche aperte a ciancicare/di torti veri falsi presunti/annoia, lo ammetto/Tre ore a far la ruggine/mentre una dimena il ventre/Che arrivi il cous cous al muggine/che arrivi finalmente/ ci faccia andare a letto.
- Tideland - Il mondo capovolto Non ha fatto successo?/ Droga morte pedofilia/nei TG succede spesso/una spolverata di follia/ e Jaliza Rose è servita/Ci si copre gli occhi con le dita/ la droga è malattia/che butta la vita in un cesso/e poi suvvia/ la colpa è pur sempre un complesso.
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