Il segno di Dino
Allora è proprio vero che giugno è il più crudele dei mesi per il cinema italiano. Nel 1994 se ne andò Massimo Troisi, nel 2000 ci lasciò Vittorio Gassman, nel 2004 fu la volta di Nino Manfredi. Stavolta è il turno di Dino Risi. Inutile dire che siamo tristi, tristissimi. Simpatica età, novantadue anni. Ma a lui non garbava, non gli piaceva portare appresso questo fardello di esperienza. Una volta disse – credo quando ritirò il Leone d’Oro alla carriera (che carriera!) – che avrebbe preferito morire nel 2000. Ormai i suoi amici erano tutti volati via – Gassman in primis – e vivere gli pesava. Girare film non gli interessava più, l’ultima cosa che abbiamo di lui è un imbarazzante fiction su Miss Italia. Almeno così diceva, in quelle rare occasioni in cui veniva chiamato in causa. Cinico com’era – o come voleva essere? – non ci dovrebbe sorprendere. Ultimamente lo si vedeva sempre con quegli occhialoni scuri che gli proteggevano gli occhi, con l’atteggiamento altero e sobrio che è caratteristico di chi è Qualcuno. Insomma, è l’ennesima perdita che dobbiamo subire. A poco a poco se ne stanno andando tutti, sono rimasti pochi di quei registi che costruirono e fecero grande il cinema italiano – la vecchia guarda degli ultraottuagenari è ormai rappresentata solo da Mario Monicelli e Luciano Emmer – e ciò è anche normale, in fondo, per quanto possa essere malinconico. Come si dice in questi casi, per un’artista parlano le opere. Ed ecco allora i setti film più belli – a parer di LorCio, naturalmente – che l’immenso Dino ci ha lasciato nel suo invidiabile percorso d’artista. Non bastano sette posti però, i film memorabili di Risi ne sono di più. Ma ci affidiamo ad altri. E rimandiamo gli utenti alla visione dello splendido documentario “Una bella vacanza”, in cui si confessa senza peli sulla lingua e giunge, tra ricordi e pensieri, ad amare riflessioni. Ciao Dino.
- Una vita difficile Il capolavoro. Un memorabile affresco del nostro primo dopoguerra con uno stupendo Alberto Sordi.
- Il sorpasso L’altro capolavoro. Il ritratto di Italia in preda al boom economico amaro e brillante, con un magnifico Vittorio Gassman.
- Profumo di donna Il film che più amava, forse perché il più aspramente crudele e beffardo. E un insuperabile Gassman.
- In nome del popolo italiano Premonitore di incubi contemporanei, graffiante e tagliente. Grande duetto Tognazzi-Gassman.
- Il giovedì Qualcosa di personale c’è, in questa agrodolce commedia sentimentale impreziosita da un superbo Walter Chiari.
- I mostri Carrellata di mostruosi individui del quotidiano. L’apice dell’alchimia con Tognazzi e Gassman.
- Il vedovo Commedia nera, mordace e cinica, resa memorabile da trovate geniali e dai mitici Sordi e Franca Valeri.
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