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25/08/2008 h. 21.34 Attori: Volti da ricordare genere: Western

Americani puri!

L’artigliere si rivolge al ragazzo e chiede : “Come ti chiami?”. “Caribù” risponde il ragazzo. L’artigliere: “Sei indiano?”. Il ragazzo: “No. Americano puro!” Si conclude in questi giorni a Santa Fe’ “The 8th Annual Native Cinema Showcase”: tanti documentari, qualche lungometraggio e interesse dei media vicino allo zero. Non è una novità: la cassa di risonanza non è più quella di Wounded Knee ’73 e le proteste dei nativi, le loro rivendicazioni vengono puntualmente ignorate. Le riserve indiane continuano ad essere le zone più povere del grande paese ma manifestazioni come queste, al di là dei contenuti artistici, sono espressioni di una rinata auto-coscienza da parte di un popolo che oppose una fiera resistenza alla nascita di una nazione. Per quanto vinti e ghettizzati, oggi alcuni di loro continuano a lottare. Anche Hollywood è stata avara con loro, li ha relegati in ruoli di secondo piano ma i loro volti tragici hanno impressionato la pellicola e hanno reso appieno la dignità di una nazione.

  1. Chief Dan George Salish. Vancouver ’67: ”Così noi infrangeremo le barriere del nostro isolamento. Così i prossimi 100 anni saranno i più gloriosi nell’orgogliosa storia delle nostre Tribù e Nazioni”. La tradizione
  2. Will Sampson Creek. Chief Bromden in “Qualcuno volò sul nido del cuculo” esce dal proprio isolamento, si ribella, fugge e afferma la propria dignità. La speranza.
  3. Russell Means Oglala. Prese parte attiva alle occupazioni di Alcatraz nel 69 e Wounded Knee nel 73. Oggi presta il proprio volto a Hollywood e continua a battersi per i diritti civili dei nativi. L’orgoglio.
  4. Wes Studi Cherokee. In gioventù comunica soltanto in Cherokee. Scrittore e scultore oltre che attore. Il suo Geronimo, l’unico possibile, è l’emblema della resistenza.
  5. Graham Greene Oneida. Non si considera un portavoce dei diritti dei nativi ma i personaggi che interpreta sono sostanzialmente positivi e del pellerossa esaltano la dignità.
  6. Sheila Tousey
    Menominee. Una delle poche donne pellerossa ad emergere. Il suo volto in “Cuore di tuono” è quello del coraggio.
  7. Adam Beach Creek. Il pellerossa che trova rifugio nell’alcol in “Flags of our fathers” è il lato oscuro del nativo di oggi. C’è ancora un barlume di dignità ma la sconfitta è pesante. La disillusione.
SI

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