
Playlist senza senso e trollesca
Mi restava di lei qualche piattola che forse le aveva rifilato un prostituto. Ero certo che quegli insetti avevano vissuto sul suo corpo, se non tutti almeno uno, le cui uova invadevano i miei peli con una colonia che si insediava, si moltiplicava ancora e moriva tra le pieghe della pelle dei miei testicoli. Badavo a che rimanessero in quel posto e nei dintorni. Mi piaceva pensare che conservassero una memoria oscura dello stesso punto del corpo di chissà quale entità senziente, di cui avevano succhiato il sangue. Eremiti minuscoli e segreti, erano incaricati di tener vivo in quelle foreste il ricordo di una giovane morta. Rappresentavano davvero i resti viventi del mio profiterol. Per quanto possibile, mi prendevo cura di loro, evitando di lavarmi, persino di grattarmi. A volte mi capitava di strapparne una che afferravo tra l'unghia e la pelle: l'esaminavo un istante da vicino con curiosità e affetto, poi la posavo di nuovo sulla mia peluria riccioluta.Gocce roventi su pietre d'acqua. Forse i suoi fratelli vivevano ancora tra i miei peli ? Il problema è che stasera ero chiuso in una stanza a giocare a briscola con Donato Bilancia e Angelo Izzo. Gli amici del baretto. Abbiam fumato una canna, abbaiamo ascoltato quelle merde dei Sex Pistols, abbiamo parlato del più e del meno, del passato, delle occasioni perse, di "quella maledetta troia che mi ha sporcato di rossetto il colletto della camicia", ci siamo scambiati qualche utopia, qualche confessione di troppo, cose così, cose che succedono. Ad un tratto mi sono alzato per ordinare a quei rotti in culo della stanza adiacente di abbassare il volume della musica. Ho fatto irruzione nella loro stanza, dove si stava tenendo un festino a base di oppio a cui sarebbe seguita una gangbang a cui sarebbe seguito un dibattito politico. Li ho fissati per qualche istante... siringhe sporche e strisce di coca dappertutto, sacchetti dell'immondizia agli angoli della stanza, poster vecchi e consumati attaccati alle pareti. Vecchia carta da parati. Dopo qualche secondo si sono gonfiati fino a scoppiare... io rimango fermo, immobile sulla soglia... coperto di pezzi di tette, interiora e cartilagini. Un lampo verde, un rumore assordante, come di linea telefonica interrotta... e una colomba su un pero. Non ho mai visto due handicappati fare sesso, a dire la verità. Due cani sì, due gatti... anche. Una colomba? Solo con l'Ulivo. Ieri mi sono alzato e sono andato all'ipercoop. Scaffale vhs. Scaffale libri. Scaffale surgelati. Ho girato per gli scaffali. Ho sbattuto in due o tre carrelli. Ho salutato la donna dei salumi. Nessuno mi ha riconosciuto. Avevo voglia di dire qualcosa. Di non essere necessariamente il numero ventitrè. Volevo che la mia scelta non si limitasse necessariamente ai pistacchi. Il fatto è che nessuno mi ha chiesto cosa ne pensassi di Antonveneta... Ed è così: si è soli, sempre soli. Soli in mezzo agli altri, i mezzo alla moltitudine, nella ressa. Soli quando si è in discoteca, quando si lavano i piatti o ci si calano due acidi. Soli mentre si tromba. Soli con il proprio corpo.Con la propria vita che, come un tunnel buio ed interminabile, è impossibile da condividere. Credo che poche cose luccichino come diamanti. Poche cose si salvano dalle valanghe della stupidità. Quelle cose sono le poche isole felici che restano.Mi guardo intorno. Mi alzo e vado in bagno. Alzo il telefono e lo riabbasso. Poi muovo il mouse, pigio un pulsante, e torno punto e a capo. Il problema è che il mondo è fottuto, ed una rivoluzione non è più possibile. Troppo poco è il tempo a disposizione. Schizzi dall'oltretomba e astrazione esagerata, da far impallidire anche il più idiota di tutti. Quello più dissociato. Delfini che vengono squartati e gabbiani che prendono fuoco. Si rompe una petroliera e una macchia nera si espande nel mare. Muoiono cose, persone, animali, idee, concetti più o meno importanti. Il fatto è che il colletto non mi sta su, e stasera neanche l'alcool potrebbe salvarmi dalle pacche sudicie sulle spalle. Troppe file. Troppe fighe.Troppi coglioni da leccare. Troppe parrucche da salutare. Troppa forfora sui soprabiti. Affermazioni patetiche.Scelgo la lobotomia, le sigarette fanno bene. E "imbecillizzandomi" ballo il tango suonando l'orgao-tango mentre lei in tanga canta "E' l'unico fruto del amor... è la banana!E' la banana!". Cammino per le strade. Queste strade puzzano. Qui c'è troppa puzza di dio. Credo che poche cose nella vita contino più di Umberto Smaila.Un ebreo mi ferma per strada, vuole rifilarmi della pessima merda, roba tarocca, e qualche diamante del Sudafrica dell'Apartheid. Ultimamente riesco solo a scorgere campi di merda a perdita d'occhio. La volta che incontri qualcuno di speciale , puoi farci affidamento il giorno che è già morto e sepolto".Perciò mangiate.Ma non ruttate PIU' qui sopra. Amen, e una colomba su un pero. Continuo a vivere il purgatorio dei miei giorni. Questa è l'esistenza: Elena Santarelli e Giorgia Palmas che si baciano sotto la doccia... c'è qualcosa di gigantesco in tutto ciò: un complesso di Edipo esasperato, una televisione invadente e onnipresente che inquina anche la sessualità dell'individuo. Sotto lo scroscio dell'acqua i miei pensieri viaggiano un po' per i cazzi loro. Non mi son mai piaciute le docce, ho sempre l'impressione di essere osservato, forse, la prossima volta, chiuderò la porta. Così lui intasca i soldi di quella povera gente, e con quelli si fa la villa con le troie che glielo leccano. Il proprietario di un certo sito di trigonometria pare che per anni lo frequentasse. Assieme ballavano il "lento" alla De Piscopo, fra una troia e l'altra. Ed ora datemi una spada che inculerò un altro mostro. In fondo, l'esistenza è solo questa: una scheggia di luce... che finisce nella notte.
Commenti
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10 settembre 2008, 18:56 di anticamera dell obitorio
Billy, tu sei il gestore, hai cancellato il mio commento! Cose da pazzi, in questo sito nulla è ciò che sembra, bisogna essere studoisi di dietrologia per capirci qualcosa...
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11 settembre 2008, 00:00 di Dying Theatre
io, per esempio, sono una giovane prostituta vietnamita.. dù dòlla ciucciaciuccia signòle.. io faccio amòle te, du dòlla.... (memorabile quell'episodio..)
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12 settembre 2008, 05:15 di LAMPUR
Qui il gestore sono io, non cominciamo ad usurpare ruoli per cortesia...
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