Gli ultimi ORRORI
La cosa più triste e inutile: il ridoppiaggio. E mi fermo qui, sto troppo male!
Commenti
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17 settembre 2008, 13:47 di LorCio
Il ridoppiaggio di C'ERA UNA VOLTA IN AMERCA dove lo mettiamo? Orrore. Non tanto per i doppiatori impeganti, quantro proprio per il senso dell'operazione.
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17 settembre 2008, 14:35 di Utente rimosso (Bright Parker)
Aggiungerei "Apocalypse Now Redux"........
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17 settembre 2008, 14:48 di old boy
quoto anche le virgole di lorcio
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17 settembre 2008, 17:08 di whiteeyes
C'è da dire che il doppiaggio italiano è uno dei migliori al mondo...la cazzata capita anche a noi!
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17 settembre 2008, 17:29 di carlos brigante
Molti registi (a parte Kubrick che voleva e aveva più di un occhio di riguardo per il doppiaggio) preferirebbero che i loro film venissero distribuiti ( e dunque visti) in originale sottotitolato. Io anche prediligo ciò e quando posso lo metto in pratica. L'Infernale Quinlan lo vidi in originale così come ii film orientali (quasi sempre).......volenti o nolenti il doppiaggio fa perdere qualcosa al film, anche se gli italiani sono bravi in ciò. Insopportabile è il doppiaggio dei film anni '30 o '40..... Su tale argomento ricordo un dibattito al Festival di Venezia nel 2001....
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17 settembre 2008, 19:15 di serpico
Il doppiaggio italiano è il migliore al mondo perchè siamo l'unico paese al mondo (insieme alla Francia) che doppia i film... Tuttavia ho paura che per un popolo pecorone, ignorante e pigro come il nostro il doppiaggio sia un male necessario. Discorso vecchio che ciclicamente torna.
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17 settembre 2008, 19:28 di TeresaLo
Ciao a tutti ragazzi. La lista dei ridoppiaggi vecchi e nuovi è lunga ed è qualcosa che fa venire i brividi. Pensate anche a Lo squalo, E.T , L'infero di cristallo, Amadeus ... che scempio! Rispondo a LorCio: avrei da ridire anche qualcosa sui "doppiatori" ... Stiamo piangendo la "scomparsa" del doppiaggio di Luca Ward in "Robin Hood - il principe dei ladri " e poi lui mi va a ridoppiare Pino Colizzi in Superman!! No dai non è solo il senso dell'operazione! - Rispondo a carlos brigante: giustamente se a uno non piace il doppiaggio sceglie l'opzione della lingua originale e volendo anche i sottotitoli. Almeno uno può fare delle scelte. Io invece adoro i vecchi film anno '30 e '40 e quei ridoppiaggi li trovo adeguati ... ma alle volte capita di sentire una voce di un nuovo doppiatore in un vecchio film: che ci fa quella nuova voce in un film di quegli anni?. Fosse un film inedito lo capirei. - Non passa tempo Alla menoria dei più grandicelli il film si ricorda per averlo "guardato" con quella voce e risentirlo con un'altra ti sembra di vedere un altro film. A parte il colpo al cuore e allo stomaco. Poi ti viene anche il dubbio: ma mi sono rimbambita o cosa? Io mi sono inventata la "sindrome da CIDARI" (sta per i grandi doppiatori Cigoli, De Angelis, e Rinaldi) ed è l'irritalibiltà e la voglia di spaccare tutto nel risentire un film ridoppiato.
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17 settembre 2008, 21:30 di alexscorpio
Io odio i film ridoppiati , magari solo per farne nuove versioni con livelli audio migliorati , vedi " Grease " in quanto mi affeziono al doppiaggio originale e piuttosto che vedere il film con il ridoppiaggio non lo guardo , cosa che ho fatto con gli ultimi DVD della serie animata di " Atlas Ufo Robot " , tanto per cambiare genere ... e comunque vi aggiungo che anche " Stripes-Un plotone di svitati " , che non è certamente all'altezza dei film che avete nominato , è stato ridoppiato senza motivo in DVD ed in maniera orribile , per cui io mi sono tenuta stretta la cara VHS !!! NO AL RIDOPPIAGGIO GRATUITO A MENO CHE LA VERSIONE ORIGINALE ABBIA SUBITO DANNI IRREPARABILI OPPURE SE LO SI VUOL FARE PER ADATTARLO AI NUOVI FORMATI AUDIO , CHE ALMENO VENGA LASCIATO L'ORIGINALE SIA PURE IN MONO : Questo è il mio pensiero !!! Ciao a tutti e brava Teresa per avere tirato fuori questo argomento troppe volte sottovalutato !!! :-)
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17 settembre 2008, 21:49 di annamartori
Verrebbe da dire "beata te che puoi permetterti il lusso di angosciarti per questi orrori (i film ridoppiati, appunto)", ma più che beata ti trovo ridicola, scusa la franchezza. Se un film mi è piaciuto molto, non disdegno di rivederlo, neanche se ridoppiato, In ogni caso, mi angoscio per motivi ben più futili, come per esempio quando un mio collega riceve una telefonata, in ufficio, che gli dice che suo figlio 14enne è morto, andando in motorino a trovare un amico. Giusto per fare un esempio banale.
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17 settembre 2008, 22:14 di alexscorpio
Scusa Anna , non voglio fare polemica perchè è proprio l'ultima cosa che mi interessa , ma , siamo su un sito dedicato al cinema , almeno spero ... ed è logico che si parli di film e pareri anche in maniera ironica , come evidenziato dal punto esclamativo dopo la scritta che Teresa ha messo per dire che si sentiva male... se non capiamo neanche questo allora non scriviamo più nulla e poi parli di essere ridicoli quando metti una situazione di vita reale come una tragedia vicino ad un intervento ironico : Scusa ma se c'è qualcosa di banale sono le tue parole scritte senza cogliere nel segno il senso leggero del discorso !!! Ciao !!! :-)
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17 settembre 2008, 22:34 di annamartori
Alex, gli esclamativi, spesso abusati, non denotano che ci sia ironia, altrimenti dovrei pensare che tu sia sempre ironico, anche quando dici "ciao", e non credo. [se non capiamo neanche questo allora non scriviamo più nulla...] Mi stai invitando a non scrivere più nulla? Tra le tante minchiate che leggo qui, se ne scrivo un paio al giorno anch'io, che vuoi che sia? Al massimo se non ti piacciono, passi oltre...
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17 settembre 2008, 23:38 di alexscorpio
Senti , per me puoi scrivere quanto vuoi e amici come prima , ok !!! Ciao e buona serata !!! :-)
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18 settembre 2008, 03:16 di carlos brigante
quando è possibile il film va visto in originale sottotitolato.......
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18 settembre 2008, 11:24 di j.d.
Il nuovo doppiaggio del dvd CUORE SELVAGGIO di David Lynch è penoso!! Ma non potevano lasciare l'originale??
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18 settembre 2008, 15:54 di mc 5
io di solito evito di dire la mia sul doppiaggio perchè so benissimo di appartenere, almeno tra gli appassionati di cinema, ad una nettissima minoranza: io sono PER il doppiaggio. Per svariati motivi. Intanto il doppiaggio è un'arte, e la voce calda e duttile di alcuni nostri doppiatori è un "arricchimento" dell'opera, un valore aggiunto, e non una nefandezza. Poi dietro questo dare per scontato che TUTTI sappiano l'inglese o il francese, c'è una fastidiosa arroganza "fighettina". Poi, ancora, ma davvero è tutto questo godimento lo sdoppiarsi il cervello (e l'attenzione) fra gli occhi che osservano le immagini e un altro paio d'occhi (per chi ne ha 4, quei fortunati!!) che devono tener dietro a dei sottotitoli che cambiano di continuo?? Io lo troverei faticosissimo ed estenuante. Chiaro poi che anch'io sono curioso di conoscere le voci vere degli attori stranieri, ma questo deve esser reso possibile programmando nei cinema delle rassegne di film in lingua originale (cosa che peraltro già viene fatta in alcuini circuiti di sale).
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18 settembre 2008, 19:43 di TeresaLo
Spesso mi sono detta: ma è talmente semplice indicare sul dvd "edizione con doppiaggio originale" . o “edizione con il nuovo doppiaggio” ! Almeno uno può sceglire. Entrano in gioco diritti, tasse, concessioni, avvocati, eredi e tanti bla bla bla? La legge di mercato impone certe “strategie e trovate? Non è molto leale e certo non accontenta tutti.
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18 settembre 2008, 19:45 di TeresaLo
... il mago di oz ha subito tre edizioni di ridoppiaggio!
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18 settembre 2008, 19:47 di tika
Mi inserisco in questa minoranza. Sono d'accordo con te. Non conoscendo alla perfezione le altre lingue vedere un film sottotitolato è per me una tortura! Come fai a seguire immagini e sottotioli? Lo guardi due volte?... una per leggere i sottotitoli e una per seguire la storia... ma che schifo dai... Io non son capace quindi preferisco i doppiaggi, anche se in realtà a volte i doppiaggi ti ci fanno rimanere un po' male... Ciao ♥
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18 settembre 2008, 20:44 di carlos brigante
mc 5 esistono i sottotitoli appunto per questo e vengono "sfruttati" in quasi tutte le latitudini......cmq de gustibus......sull'arricchimento che porta il doppiaggio non sono d'accordo. Quello voluto in origine dal regista è quello giusto. Quello è l'arricchimento. per tika: dopo un pò che guardi coi sott., ti abitui....
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18 settembre 2008, 21:05 di tika
Meno male anche perchè sennò sarebbe davvero difficile ♥
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6 ottobre 2008, 23:05 di robertokeane
ben detto mc 5 anch'io sono per il doppiaggio, innanzitutto studiando lingue straniere se vedo, poniamo un film inglese, a quel punto già che lo vedo in inglese lo vedo o senza sottotitoli o coi sottotitoli inglesi, questa è una mia deformazione che mi porta però a vedere una prima volta ogni film col doppiaggio italiano, potendo, per capirlo davvero bene(o uno è madrelingua o vive in un paese anglofono da anni o non lo capirà mai al 100% un film). I sottotitoli sono fastidiosissimi trovo, e il doppiaggio è una vera arte, ci sono doppiatori, specie nei vecchi film, per cui bisognerebbe spellarsi le mani dagli applausi, dirò di più: è scandaloso che non siano neanche conosciuti e celebrati doppiatori di cui ho in testa la voce per mille film ma non so come si chiamano, dovrebbero essere famosi come gli attori.
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6 ottobre 2008, 23:12 di robertokeane
PS: è altrettanto vero che un film doppiato è, in un certo senso, un'altra opera rispetto all'originale, come un romanzo tradotto in italiano è un'altra opera rispetto, che ne so, all'originale russo..ma tutti conosciamo la storia della torre di babele, con tutte le conseguenze, beato chi conosce mille lingue..cosa non facile..saluti
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22 dicembre 2008, 21:18 di Kilgore Trout
Anche se la discussione sembra essere ormai defunta, spero di non offendere nessuno intervenendo a posteriori e chiosando le affermazioni di taluni partecipanti. Il fatto è che sembra proprio che si sia discusso di un argomento di cui si conosce ben poco, e per quanto io mi guardi bene dall'atteggiarmi ad "espertone", penso proprio di saperne abbastanza sull'argomento, da permettermi di smentire certe affermazioni apodittiche. Rispondo a SERPICO. L'Italia non è "l'unico paese al mondo (insieme alla Francia) che doppia i film". Sono quattro le lingue principali del doppiaggio, ci sono anche lo spagnolo e il tedesco. Ma anche il turco e altre lingue estraeuropee: nell'ex-URSS e in Cina i film sono addirittura pluridoppiati, una versione per ogni lingua locale. Dunque un buon quarto della popolazione mondiale vede i film doppiati. Certo, puoi sempre sostenere che anche tutti costoro sono pecoroni, pigri e ignoranti. Eh, sì, solo voi happy few sapete dove c'è cultura e dove panem et circenses... Ma ciò che più mi urta non è tanto il tuo atteggiamento sprezzante (che potrei definire, come fa mc5, di "arroganza fighettina"): è un tipico vezzo italico, quando ci si trova in minoranza, la colpa è del popolo pecorone, ignorante e pigro (lo si dice anche ad ogni elezione perduta). No, mi urta il modo in cui liquidi l'argomento, "discorso vecchio che ciclicamente torna", come se la questione del doppiaggio fosse ormai superata, e non vi sia più nulla da aggiungere. Mi sa tanto che di questo vecchio discorso tu non abbia ascoltato molto, avendo a priori preso partito, e decretato che il doppiaggio è una vergogna culturale, e la lingua originale ha invece una valenza totemica. Se ti fossi preso il disturbo di leggere in proposito, non dico Roland Barthes, ma che so, Georges Sadoul, o Quargnolo, o Guidorizzi, sapresti che il discorso, pur essendo vecchio, torna ciclicamente perché è una questione tutt'altro che risolta. E forse irrisolvibile, come concludeva Michelangelo Antonioni 50 anni fa, in conclusione dei suoi tre acuti saggi sul doppiaggio apparsi nella rivista "Cinema". Rispondo a CARLO BRIGANTE. E' pacifico che, potendo scegliere tra la lingua originale e il doppiaggio, tu possa optare per la prima soluzione. Nessuno ti criticherà per questo (anche se a molti sembra una forma di masochismo), basta che tu non critichi sprezzantemente, come ha fatto Serpico (che non è certo il solo, come lui ne conosco a centinaia) chi opta per la versione doppiata. Ma anche tu, pur tenendo un atteggiamento soft a riguardo ("quando è possibile il film va visto in originale sottotitolato", sembra una prescrizione igienica!), dimostri comunque di aver preso partito a favore della lingua originale, senza conoscere molti aspetti del problema. Per esempio, non è affatto vero che "molti registi... preferirebbero che i loro film venissero distribuiti ( e dunque visti) in originale sottotitolato". Non è vero perché i registi in effetti se ne fregano altamente di come il loro film sarà visto all'estero. Tutti tranne Kubrick, come giustamente ricordi. Il geniale regista era anche un perfezionista tremendo, e pretendeva la supervisione del doppiaggio nelle 4 lingue principali. Mario Maldesi, il direttore del doppiaggio italiano dei suoi film, può mostrare con orgoglio le lettere di complimenti ricevute da Kubrick. E probabilmente possono fare altrettanto i suoi colleghi francesi, spagnoli e tedeschi. Ma, a parte Kubrick, non ho mai sentito dire da nessun regista anglofono, in tanti anni di lettura dei Cahiers e di Positif, che si preoccupasse del doppiaggio o dei sottotitoli. E d'altra parte, quando scrivi del doppiaggio che "quello voluto in origine dal regista è quello giusto" (intendendo, penso, l'audio registrato in diretta durante i ciak), commetti il comunissimo errore di pensare a TUTTO il cinema come "opera d'autore". Sono ben pochi, in realtà, i film "d'autore": solo ed esclusivamente quelli prodotti, sceneggiati, diretti e montati dalla stessa persona. In tutti gli altri casi, attribuire l'opera al regista è un'impostura che deriva dalla fallace (sia pur fascinosa) politique des auteurs propugnata dai Cahiers alla fine degli anni 50, e attecchita tenacemente qui da noi, quando ormai è stata abbandonata in Francia dagli stessi Cahiers. Il regista in realtà deve subire, tra le altre cose, attori non richiesti e però imposti dalla produzione, e molto spesso il meglio che riesce a cavare da essi non è per nulla ciò che avrebbe desiderato. Dunque secondo te il regista vorrebbe congelare, cristallizzare, ciò che riprende sul set, in presa diretta, perché "prodotto genuino" della sua arte? Pensa solo che uno come Fellini (per tutti un "autore") raccomandava ai suoi attori di non far caso alla precisione delle battute, al limite bastava che recitassero una sfilza di numeri, perché poi faceva doppiare (o autodoppiare, se capaci) tutti quanti. “Per me il doppiaggio è indispensabile – diceva Fellini – è un’operazione musicale con la quale si rinforza il significato delle figure”. E' ovvio che i numerosi attori stranieri che hanno lavorato in Italia, sono stati doppiati (a volte non sapevano una parola di italiano, ma più spesso era l'accento a tradirli), ma è meno noto che anche centinaia di nostri attori erano doppiati da altri, almeno fino agli anni 80 (in certi film, perfino un Gassman o un Mastroianni!). Qualcuno si è mai chiesto se i signori Mario Girotti e Carlo Pedersoli, in arte Terence Hill e Bud Spencer, avrebbero mai raggiunto il successo con le loro voci, anziché con quelle di Pino Locchi e Glauco Onorato? A giudicare dai loro esiti nei vari Don Matteo e Piedone, c'è da dubitarne assai. D'altronde tutto il grande momento del neorealismo italiano si è basato sul doppiaggio: facce "vere" spesso prese dalla strada, ma le voci erano quelle di attori professionisti. Cosa vuoi che importasse a un De Sica, a un Rossellini, a un De Santis, se altre voci professionali doppiavano quelle stesse facce in altre lingue? Quanto alla tua difesa dei sottotitoli, tralasciando il fatto che le scritte deturpano le immagini, e questo è davvero uno sfregio all'opera, altro che il doppiaggio!, è comunque verissimo che sembra difficile seguire due flussi contemporanei di informazioni, ma che col tempo ci si abitua. A tutto si fa l'abitudine, anche alle privazioni. Perché di privazione vera e propria qui si tratta: fai una prova, prendi il DVD di un film italiano, e seguilo coi sottotitoli inglesi, o francesi, o della lingua che meglio conosci. Ti accorgerai con orrore che nei sottotitoli c'è solo LA META' delle parole pronunciate nei dialoghi. Per ovvi motivi di ingombro, il sottotitolo è costretto a rendere solo IL SENSO del dialogo, e tanti saluti alle sfumature, a tutti quei particolari pregni di significato che danno più precisi contorni alle situazioni e ai personaggi. A questo punto, non pensare che io sia contrario ai sottotitoli per partito preso: sono anzi uno dei pochi italiani che collaborano allo sterminato database di opensubtitles.org, dove per migliaia e migliaia di film puoi trovare sottotitoli in tutte le lingue (greco, rumeno, polacco, ceco, ebraico!) TRANNE che in italiano. Predicare bene e razzolare male, ecco la coerenza dei cinéphiles italiani, grandi teorici della lingua originale sottotitolata. Qualcuno di loro ha forse tradotto dal russo Sorok Pervyy (Il quarantunesimo), o dall'ungherese Csillagosok, Katonak (Stellati, soldati, alias "L'armata a cavallo")? Nossignori, l'ha fatto un teorico del doppiaggio come il sottoscritto, e ha condiviso il proprio lavoro perché ne usufruissero anche loro (pecoroni, ignoranti e pigri??) Polemiche a parte, hai ragione quando dici che il doppiaggio fa perdere qualcosa al film. Purtroppo è un fenomeno inevitabile, in ogni caso di riadattamento linguistico (pensa alla traduzione di poesie straniere, per esempio), tuttavia fa perdere MENO dei sottotitoli. Semplificando la questione, c'è da scegliere tra ascoltare le voci originali, capendo la metà di quello che dicono, o ascoltare invece altre voci, che nella tua lingua replicano (più o meno esattamente) tutte le sfumature dei dialoghi. Personalmente, non sono sensibile ai totem divistici, per cui poco o nulla mi interessa se la voce di Clooney è la sua, oppure quella di Pannofino (così come un tempo non mi interessava se Renato Salvatori parlava con la voce di Peppino Rinaldi, o Silvana Mangano con quella di Lydia Simoneschi): mi interessa invece cogliere l'emotività trasmessa attraverso le parole (tecnicamente, "informazioni extratestuali"), e il doppiaggio, pur con tutti i suoi problemi di traduzione, lo permette assai più dei sottotitoli. Last but not least, eccoci ora allo spinoso problema delle scelte altrui. Dici che "esistono i sottotitoli appunto per questo e vengono sfruttati in quasi tutte le latitudini", e fin qui siamo d'accordo. Ma commetti evidentemente l'errore di pensare che ciò sia dovuto a una precisa scelta artistica. Niente di più lontano dalla realtà. Dietro a queste scelte vi sono invece - manco a dirlo - motivazioni meramente economiche. Ti devo proprio rimandare, a questo punto, al *Manuale del cinema - Tecnica, industria e organizzazione del film* di Georges Sadoul, Cap. VII – Il doppiaggio, dove il santone francese del cinema illustra chiaramente la politica protezionista dei Paesi anglofoni. Se il film rimane in lingua originale, solo quattro gatti andranno a vederlo. Hai presente Woody Allen e la sua cerchia di intellettuali newyorkesi, clienti affezionati del "pidocchietto" all'angolo, dove proiettano film stranieri? Sono gli happy few della situazione, e vantano questa loro frequentazione come una medaglia, perché il 99% del pubblico americano non sa nemmeno che fuori dagli States si producono dei film... Se in Italia si vuol fare un film con un occhio al mercato americano, lo si deve girare in inglese (o meglio, lo si deve doppiare QUI in inglese, perché là non lo faranno). Tutti gli spaghetti-western erano girati sul set con una babele di lingue, e poi distribuiti doppiati sia in italiano che in inglese: è per questo che in America li conoscono! Altrimenti, quando gli addetti ai lavori si accorgono che in Europa c'è qualche film che sbanca il box office, mica lo doppiano. Semplicemente LO RIFANNO a Hollywood, coi loro attori. Se mi mettessi a fare una lista dei soli film francesi rifatti (quasi sempre peggio) in America, passerei una notte insonne. Mi limito quindi a uno dei pochi casi in cui il remake non fa rimpiangere l'originale: *La signora in rosso*. Meglio sorvolare invece sui ben due (!) remake dei Soliti Ignoti confezionati in America, un vero obbrobrio. Mentre nei Paesi "minori", dove il doppiaggio non usa, non si può parlare di protezionismo dell'industria cinematografica nazionale, perché quella proprio non esiste. Si producono sì dei film, ma a livello artigianale, non certo industriale. Non appena un regista ceco, o polacco, o ungherese, si segnalava per qualche bel film "artistico", veniva invitato immediatamente ed emigrare dove esiste un'industria evoluta (Francia, Italia, USA: qualche nome? Milos Forman, Roman Polanski, Jerzy Kawalerowicz, Miklos Jancsò, Krzysztof Kieslowski), lasciando la cinematografia dei loro Paesi nelle stesse misere condizioni di prima. E se non c'è un'industria forte, non c'è nemmeno una distribuzione adeguata: poiché il doppiaggio dei film stranieri è compito della distribuzione, ecco spiegato il perché della "scelta" dei sottotitoli. Una scelta obbligata, come vedi, ma poiché alcuni Paesi godono della gemellanza linguistica con altri Paesi "doppiatori", puoi andare in Belgio e vedere film americani doppiati in francese (quelli li puoi vedere anche alla Martinica o a Tahiti, a proposito di "quasi tutte le latitudini"), mentre nella vicina Olanda se li vedono coi sottotitoli. Va da sè che il doppiaggio in spagnolo ha un enorme bacino di diffusione nell'America Latina, perciò l'adozione dei sottotitoli non è così universale come sembri credere. Detto ciò, ho il massimo rispetto per la tua preferenza verso i sottotitoli, sperando di averti fatto capire che è una TUA preferenza, e non "la cosa giusta". Rispondo a MC5 (e anche a TIKA) Gli spettatori che preferiscono il doppiaggio non sono una minoranza, bensì una maggioranza! Anche se poni la condizione "almeno tra gli appassionati di cinema", bisogna intendersi su CHI SONO questi appassionati. Certamente sono quelli che, pur non essendo critici di professione, non si perdono i festival e altre kermesse cinematografiche in Italia e dintorni, quelli che vedono film in lingua originale provenienti dall'Afghanistan o dal Burkina Faso e li trovano sempre dei sublimi capolavori. Gli spettatori "militanti", insomma. Beh, sarebbero una maggioranza? Semmai una minoranza rumorosa, giacché le maggioranze sono sempre, chissà poi perché, "silenziose". Figurati, questi "militanti" sono così numerosi, che non sono mai riusciti a tenere in vita almeno una sala per ogni grande città, specializzata in film in lingua originale. A Milano l'unica sala di quel genere chiuse i battenti vent'anni fa, e se ora sopravvive qualche sporadica rassegna nei cosiddetti cinéma d'essai (da 300 posti), è perché ogni giorno si proietta un film diverso. Ma con la normale programmazione delle novità non camperebbe nessuno. Che ci vuoi fare, c'è chi sentenzia che siamo pecoroni, ignoranti e pigri, e lo fa a voce così alta, e con piglio così deciso, che poi qualcuno si vergogna a sussurrare timidamente "a me il doppiaggio piace...". Rassicuratevi, siete (siamo) una grandissima maggioranza, ma dovete invece preoccuparvi perché il vento contrario di quelle voci stentoree contribuisce a peggiorare la qualità dei doppiaggi, in quanto gli specialisti del genere stanno perdendo la convinzione di fare un lavoro culturalmente qualificato, e allora si impegnano sempre meno: tanto, le loro fatiche saranno fruite da un pubblico "pecorone" di bocca buona, al quale va bene tutto... Eh, no, cari miei, i doppiatori italiani non sono più i migliori del mondo (come ci riconoscevano le majors americane fino a vent'anni fa): lo sono stati per due generazioni, quella dei Cigoli, dei De Angelis, dei Panicali, delle Simoneschi e Calavetta, e poi quella dei Rinaldi, Locchi, Barbetti, Di Meo, tanto per citarne qualcuno (e mi scusino le beate anime dei troppi che ho dovuto omettere). Ha in parte ragione chi critica il doppiaggio degli anni 30: a parte che si era agli inizi e si doveva fare esperienza, le voci non erano certo all'altezza di quelle del dopoguerra, quelle cioè che hanno ottenuto tutti quei riconoscimenti internazionali . A quell'epoca sì che si poteva parlare di "arricchimento dell'opera" (quando il doppiatore era più bravo dell'attore, e questo accadeva regolarmente nei film italiani del dopoguerra). Difficile stabilirlo invece per i film stranieri, perché bisognerebbe essere capaci di giudicare l'impostazione della voce in un'altra lingua, e ben pochi sono all'altezza di farlo. Può servire, però, l'attestato di stima di James Stewart al suo doppiatore abituale, Gualtiero De Angelis (gli disse testualmente: "sentivo LA MIA VOCE pronunciare parole sconosciute, non potevo crederci"), oppure la soddisfazione di Kubrick, espressa per iscritto a Mario Maldesi, perché era riuscito a impostare la voce di Giancarlo Giannini, in *Barry Lyndon*, meglio di quanto lui stesso fosse riuscito a ottenere da Ryan O'Neal. Bei tempi, quelli. Ma oggi sono molto meno i doppiatori di talento, e soprattutto sono troppi quelli che ne sono totalmente privi, eppure lavorano lo stesso perché la richiesta delle TV è incessante e impellente. Doppiare una serie televisiva è infatti un impegno enormemente superiore al doppiaggio di un singolo film, e così si moltiplicano le cooperative di doppiatori (farisaicamente, si "creano posti di lavoro"!) e si promuovono a direttori del doppiaggio persone di scarsa esperienza e capacità. E i peggiori mi sembrano proprio quelli destinati al ridoppiaggio dei film in DVD. Rispondo a ROBERTOKEANE. Bello ed equilibrato il tuo intervento. E' verissimo, un film in lingua originale, sottotitoli o non sottotitoli, non verrà mai compreso al 100%. Ma c'è chi si accontenta anche del 50%, purché il film sia "come l'ha pensato l'autore". Ahimé, quanti guasti ha fatto la benedetta politique des auteurs! Un film è una catena infinita di compromessi e di finzioni (si pensi alle controfigure, per esempio, o ai tagli post produzione), ma se qualcuno osa sostituire la voce di un attore, si levano alti lai come se avessero sfregiato la Gioconda. Vabbe', sono pienamente d'accordo che i doppiatori (soprattutto quelli dei vecchi film, che sono appunto i rappresentanti delle due generazioni di cui parlavo), meritano applausi e standing ovation, però l'esperienza ha insegnato che è meglio se rimangono nell'ombra, se vengono percepiti solo come voci e non abbiano anche una faccia. Perché quando ti capita di vedere un film doppiato da Sordi, o da Manfredi, al suono delle loro voci ti si sovrappone la loro faccia, e allora addio alla famosa "sospensione dell'incredulità" di cui parlava Coleridge. Meglio, molto meglio, se la voce del doppiatore non ha faccia, perché ti dà l'illusione che provenga davvero dalla bocca dell'attore che stai vedendo sullo schermo. Comunque, tutti i grandi doppiatori erano attori di prosa, cui mancava le phisique du role per essere adatti al cinema: ma li puoi aver visti, magari, in ruoli minori di qualche sceneggiato TV di tanti anni fa. Puoi toglierti tutte le curiosità nei riguardi dei doppiatori, esplorando a fondo il completissimo sito www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci.htm, dove di ognuno puoi vedere la faccia, e ascoltare anche una campionatura della voce. Rispondo a TERESA (e a tutti quelli che si lamentano dei ridoppiaggi). Le ragioni che sono alla base della decisione di ridoppiare un film per la sua edizione in DVD, te le ho esposte in commento alla tua recensione a *L'infernale Quinlan*. Talune sono anche condivisibili, altre francamente non lo sono (mi riferisco alle questioni di copyright, che ci vuole in fondo per trovare un ulteriore accordo tra le majors, che comprenda l'uso del doppiaggio originale?). Intanto tranquillizzo ALEXSCORPIO, non è questione di adattare l'audio ai nuovi formati, tipo Dolby a 5 o 6 canali: questo si può fare tranquillamente partendo anche da una pista mono. Sono capace di farlo perfino io, con un semplice PC. I problemi tecnici sono risolvibili, certo più facilmente che non mettere d'accordo le Corporations che detengono diritti diversificati per l'opera originale e le sue versioni doppiate (è un fenomeno che colpisce anche l'editoria, i diritti di un libro possono cambiare di mano dopo tot anni, ma le traduzioni rimangono sempre proprietà di chi le ha pagate). Ciò che più mi colpisce, in questi sfoghi di Teresa e Alex, sono frase come "mi affeziono al doppiaggio originale e piuttosto che vedere il film con il ridoppiaggio non lo guardo" oppure "Alla menoria dei più grandicelli il film si ricorda per averlo "guardato" con quella voce e risentirlo con un'altra ti sembra di vedere un altro film". Perbacco, io sono grandicello, ma a distanza di tempo mica posso ricordarmi che voce aveva il tal attore nel tal film! Figuriamoci, avevo già visto almeno dieci volte *Intrigo internazionale*, quando mi è capitato di leggere che Renato Turi aveva doppiato Cary Grant in quel film. Come, come? Si sbagliano di grosso, era il solito Gualtiero De Angelis! Beh, prendo il DVD, lo metto nel lettore e... cavolo, avevano ragione, è proprio Renato Turi! Non me n'ero mai accorto. Ne ho tratto la conferma che i doppiatori di quella razza erano così bravi, così duttili, da essere intercambiabili. Ma come fai tu, Teresa, a ricordare così bene le voci, da provare un pugno nello stomaco quando poi le senti diverse? E cosa ti capita, allora, quando vedi un film con Al Pacino doppiato da Amendola, e subito dopo un altro dov'è doppiato da Giannini? Qual'è per te *LA* voce di Pacino? E se un domani Giannini dovesse ridoppiare, per un DVD, un Pacino già doppiato a suo tempo da Amendola, come la prenderesti? Non sono domande polemiche, sono proprio curioso di conoscere meglio questo fenomeno di "memoria storica" delle voci. Perché anche ai tempi eroici della CDC, quelli della prima generazione del dopoguerra, c'era poca coerenza nella scelta dei doppiatori. Credo che il massimo delle voci ruotate su un singolo attore, sia stato raggiunto con Kirk Douglas, che ha avuto le voci di Sandro Ruffini, Emilio Cigoli, Gualtiero De Angelis, Giulio Panicali, Stefano Sibaldi, Pino Locchi, e perfino di Paolo Stoppa e Arnoldo Foà! Credo di aver visto almeno l'80% dei film di Douglas, ma se a memoria dovessi dire, per ogni singolo film, chi era il doppiatore, ne azzeccherei si e no la metà (beh, quelli di Stoppa e Foà sono facili da ricordare, con voci così particolari...) A mio parere (e sottolineo che si tratta di un parere, dunque per tale va preso) se abbiamo potuto gustare senza problemi tanti bei film con lo stesso attore che dall'uno all'altro cambiava voce, non possiamo scandalizzarci perché in un ridoppiaggio cambia voce un'altra volta. O no? Io credo che se il ridoppiaggio è fatto bene, "con sentimento", si può accettare: come nel caso di Quinlan, nonostante le proteste di Teresa. Il vero problema è che i ridoppiaggi dei DVD sono di regola così sciatti e trascurati, sia nella recitazione che nel mixaggio, da essere davvero uno sfregio al film. Teresa, qui hai pienamente ragione, il ridoppiaggio dovrebbe essere segnalato sul retro di copertina, e non solo: anche nelle note di catalogo sui vari siti, così uno sa a cosa può andare incontro prima ancora di decidere se acquistare il prodotto. In tutti i casi, c'è sempre un rimedio a queste situazioni: crearsi una nuova pista audio con l'audio originale (anche prendendolo da una VHS, da una registrazione TV o altre fonti reperibili in rete), muxarla al DVD, e masterizzare il tutto. Può sembrare faticoso - e certe volte lo è - ma sai che soddisfazione?
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28 dicembre 2008, 20:27 di Dalton
ad ANIMAL HOUSE gli hanno scippato la colonna sonora, sostituendola con musichette strumentali.
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28 dicembre 2009, 01:52 di Neve Che Vola
@Kilgore Trout: Grazie per aver riassunto tonnellate di notizie tutte qui, evitandomi la seccatura di leggere riviste del settore. _ Vorrei risponde io ad una domanda che fai a TeresaLo, visto che le affermazioni che citi potrebbero benissimo essere le mie: "Ma come fai tu, Teresa, a ricordare così bene le voci, da provare un pugno nello stomaco quando poi le senti diverse?" Prima di tutto, dipende dal numero delle visioni. Quindi, dalla propria memoria uditiva. Io non sarei in grado di ricordare CHI aveva doppiato Cary Grant in Intrigo internazionale (per il semplice motivo che evito a bella posta di sapere chi era stato), ma sono quasi certo che difficilmente potrei ingannarmi se si presentasse un nuovo doppiaggio o comunque diverso. Naturalmente non parlo dei casi in cui ho rivisto alcune singole scene decine di volte di fila (per esempio il finale di "Hombre" o la dichiarazione di Lancaster in "Vincitori e vinti" o i monologhi di Vincent Price in "L'ultimo uomo della Terra"), ma dei films che ho comunque visti cinque o sei volte. Saranno almeno 15 anni che non vedo "L'eterna armonia", non sarei in grado di richiamare alla memoria con esattezza la voce che dice "Io non suono per i macellai dello Zar!" e non sono neppure certo che siano le parole letterali, ma sono ragionevolmente certo, avendolo visto 6 o 7 volte, che difficilmente mi si potrebbe ingannare con un doppiaggio diverso. Lo stavo registrando da Sky, quando ho sentito che era stato ridoppiato, ho spento il video rec. e anche la tv. Naturalmente la memoria interviene e ci mette del suo, quindi non sarei quasi certamente capace di distinguere l'originale da una eccellente imitazione di questo, ma difficilmente riuscirebbero a infinocchiarmi con un semplice BUON ridoppiaggio. Sarebbe possibile, invece, nel caso che Kirk Douglas fosse stato doppiato nello stesso periodo due volte da due diversi dei suoi doppiatori, visto che la memoria opera riempiendo i vuoti tramite la logica (che non corrisponde necessariamente ai fatti), ed io avessi visto il film una sola volta o due. I fatti accaduti nel frattempo possono benissimo ingannarmi. Non riesco neppure a ricordare se al cinema vidi Onibaba in originale sottotitolato oppure in italiano... ma l'ho visto una sola volta. Ci sono dei momenti in ogni film che fungono da memorizzatori: per esempio, in Sfida all'OK Corral, Douglas dice "Ne ho fin qui.....!" portandosi la mano sul petto, credo di averlo memorizzato piuttosto bene... Ci sono poi fatti curiosi: per esempio, John Wayne dice "belve umane" in Un dollaro d'onore, ed io ho sempre creduto di averlo sentito in "L'ultimo uomo della Terra", cercandolo invano in questo... il doppiatore era lo stesso Emilio Cigoli... _ Fammi un favore: dimmi come si fa ad operare per un ridoppiaggio casalingo....te lo chiedo in ginocchio e piangendo....fai conto che te lo chieda con la voce di Emilio Cigoli.... doppiami con chi preferisci.....
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28 dicembre 2009, 02:37 di TeresaLo
@Neve Che Vola: non potevi rivolgerti a Maestro migliore. @ Kilgore Trout : a distanza di un anno, doverosamente colmando la dimenticanza, Grazie.
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5 gennaio 2010, 23:56 di cantautoredelnulla
Ora è da tanto che non lo rivedo, ma la mia gioventù è stata costellata da Grease e quando l'ho visto la prima volta in DVD ero disorientato non solo per le voci cambiate, ma perché addirittura la sceneggiatura era stata modificata. Così quando si arriva sulla battuta che conoscevi a memoria e non ritrovi le stesse parole ti chiedi: ma sono io che ho un tracollo o mi hanno fatto un brutto scherzo? Per fortuna era la seconda, ho ritrovato l'audio originale negli audio opzionali e mi sono tranquillizzato.
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