L'accecante asimbolismo di Kim Ki-duk
A mio questionabile avviso, sulla filmografia di Kim Ki-duk grava un gigantesco equivoco, quello del simbolismo. Nell'incapacità di leggere (e reggere) l'evidenza irrealistica delle sue immagini, il pubblico europeo si è affrettato ad interpretarla metaforicamente, trasformandola in veicolo di sovrasensi, in fonte di significazioni ulteriori. In realtà il cinema del cineasta sudcoreano è quanto di più lontano dal simbolico sia dato trovare: Kim Ki-duk crede all'inclemente innocenza delle immagini, alla loro potenza scardinante, alla loro elementare irriducibilità. In Kim Ki-duk l'immagine non è invito all'analogia o esortazione allegorica, ma pura materia iconica, accecante persistenza visiva. In altri termini - e tautologicamente - l'immagine è immagine. Alla lettera.
- Ag-o - Crocodile In "Crocodile", primo film del cineasta coreano, è già tutto evidente: l'atmosfera terrestre è feroce, ammorbante, letteralmente irrespirabile. Non resta che immergersi nell'acqua. E stare.
- L'isola - Seom Violentemente, le cose tornano alla loro radice: dai simboli agli elementi attraverso il dolore. Di una chiarezza abbacinante
- Indirizzo sconosciuto L'imperialismo americano lacera il tessuto coreano. Chank-guk ha un solo modo per rimarginare la ferita: sprofondare nel terreno. Fisicamente.
- Un tipo cattivo - Bad Guy Sulla spiaggia, una donna vestita di rosso entra in acqua e scompare. Lui e lei la osservano in silenzio. Poi lei guarda lui e realizza di essere definitivamente perduta. E nuovamente pura. Nessuna parola, soltanto immagini.
- Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera Una straziante riflessione sull'attrazione terrestre che impedisce di liberarsi dal peso della carne e delle colpe commesse. La rinuncia alla violenza non è rinuncia all'elementarità dello sguardo.
- La samaritana Un film in conflitto con se stesso, spaccato in due, in tre, in mille pezzi. Purezza e corruzione, santitè e voluttà, perdono e vendetta: il dramma del sacro è lì, impresso sulla pellicola. Fotogrammi (in)visibili.
- Ferro 3 - La casa vuota Ancora una volta gli oggetti non trasfigurano in simboli, ma restano presenza muta di loro stessi. Si può utilizzare il Ferro 3, si possono riempire le case vuote. Le pure immagini, sulla bilancia, segnano zero.
Commenti
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3 ottobre 2008, 11:18 di carlos brigante
Ag-O (insieme a Real fiction e The coast guard) è lì nella mia "videoteca" che aspetta di essere visto....nella play è citato tutto il meglio del buon Kim.....Ho visto pure "The Birdcage Inn" una sorta di proto-Samaritana, ma dal gusto più insipido....quanto all'introduzione da te scritta, pare proprio che sia come tu dici.
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3 ottobre 2008, 11:27 di joseba
Dei tre film che hai in programma di vedere "Ag-O" è senz'altro quello più significativo. "The Birdcage Inn" lo conosco e sono d'accordo con quanto dici, non è affatto imprescindibile. Invece desidero rivedere uno dei film più sgangherati e irrisolti di Kim: "Wild Animals" è un pasticciaccio parigino con tinte polar, ma che nella sua ingenuità dice più di quanto sembri. Forse. La seconda visione mi chiarirà le idee, spero.
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3 ottobre 2008, 11:35 di carlos brigante
"Wild Animals".....mmmmh spero di riuscirlo a reperire in qualche modo....
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3 ottobre 2008, 18:10 di kotrab
Ancora una playlist importante...... Credo che in generale L'arco sia stato un pò sottovalutato...
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3 ottobre 2008, 18:12 di joseba
Grazie kotrab! Forse perché gli manca un po' di tensione ;)
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3 ottobre 2008, 18:37 di LAMPUR
In Primavera, estate, autunno etc.. c'è nulla che ti rammenti Mission per caso?
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3 ottobre 2008, 18:53 di carlos brigante
concordo con kotrab....c'è tutto il cinema di Kim, anche se magari non raggiunge completamente alcune sue vette....
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3 ottobre 2008, 18:55 di joseba
La dicono un po' tutti 'sta cosa qui, Lampur, ma io codesto film non l'ho visto. Ravviso enormi analogie tra "Primavera, estate..." e "A Little Monk" ("Il piccolo monaco") di Joo Kyung-Jung e, in misura minore, "Perché Bodhi Dharma..."). Dammi lumi, se ti va.
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3 ottobre 2008, 18:56 di joseba
E' vero che c'è tutto il cinema di Kim ne "L'arco", carlos, ma non c'è più la realtà, è quello il guaio. Comunque ve lo lascio volentieri, a me basta tutto il Kim ante "The Coast Guard".
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3 ottobre 2008, 19:03 di carlos brigante
cosa intendi per "la realtà"?.....Io ti lascio invece tutto il cinema pre-Coast guard e me ne prendo solo una parte....;)
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3 ottobre 2008, 19:05 di sasso67
Non mi ricordo quale regista russo disse pressappoco "come hanno detto alcuni critici, nel mio film ho messo numerosi simboli: un tavolo, una porta, una casa. Simboleggiano rispettivamente un tavolo, una porta, una casa".
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3 ottobre 2008, 19:11 di joseba
Carlos, intendo dire che Kim non è regista cinefilo, il suo cinema si nutre necessariamente di realtà (vedi "Crocodile", "Address Unknown" o "Bad Guy"). Una volta che l'assimilazione di esperienza (e successiva trasfigurazione) è venuta meno, il suo cinema si è fatto asfittico, improduttivo, costipato. Tutto qui, ma non è un qui da poco. Era senz'altro un regista costruttivista, sasso67 ;)
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3 ottobre 2008, 19:16 di joseba
Quanto allo scambio, Carlos, in fede mia ecco fatto!
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3 ottobre 2008, 19:24 di carlos brigante
non è un regista cinefilo e non viene da nessuna scuola di cinema o simili, semmai dal mondo della pittura......ritengo che la realtà non manchi neppure ne L'arco; si è fatta solo più rarefatta......Facciamo così: Io ti lascio "The Birdcage Inn" del periodo pre-Coast Guard, io mi tengo L'Arco del periodo successivo.....;) io ho apprezzato pure "Soffio" che, seppur non raggiungendo le vette ad es. di "Bad Guy", "L'Isola" o "Indirizzo sconosciuto", mischia in maniera tutto sommato buona REALTA' con un chè di surreale....
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3 ottobre 2008, 19:38 di joseba
Oddio, non lo sapevo che Kim venisse dalla pittura, davvero? ;) Mi sa che, nonostante alcune analogie superficiali, i nostri gusti cinematografici hanno poco in comune e credo sia motivo di intima e reciproca soddisfazione. "Soffio" è un filo meglio de "L'arco" e di "Time" ma è di un sorvegliato intollerabile per i miei gusti. Preferisco mille e mille volte le velleitarie e sbalestrate ingenuità di tutto il Kim precedente a "The Coast Guard", anche del suo peggior film (leggi "Real Fiction"). Il fatto è che il cinema di Kim ormai non mi interessa più, mi annoia o mi lascia del tutto indifferente. La verità è che trovarsi a tu per tu con "Address Unknown" nel 2001 - a consacrazione critica lontana - è stato uno shock troppo sublime per il sottoscritto. Vedere folle di cinefili in visibilio per il lirismo d'accatto dei suoi film successivi non è stato un bello spettacolo. Comunque.
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3 ottobre 2008, 19:55 di carlos brigante
"Oddio, non lo sapevo che Kim venisse dalla pittura, davvero? ;) Mi sa che, nonostante alcune analogie superficiali, i nostri gusti cinematografici hanno poco in comune e credo sia motivo di intima e reciproca soddisfazione." Sinceramente non capisco perchè tu ti esprima in tal maniera! Io non ho nessuna soddisfazione in ciò e mi sembri un pò supponente dicendo così. Dico solo che IO mi prendo le cose buone pre e post "Coast Guard"....infatti nella play lo fai pure tu (vedasi 5,6,7). Secondo me ha forse perso un pò di spontaneità, quello sì. Peraltro il primo film che ho visto di Kim è stato "L'Isola" e l'ho rivisto 2 o 3 volte, riaprezzandolo sempre di più.....dunque non faccio parte della schiera di persone che lo ha esaltato quando ha avuto successo di critica e pubblico.....Inoltre "Indirizzo sconosciuto" fu un ciclone che mi colpì in maniera entusiastica. Ripeto, sinceramente non mi è piaciuto il tono del tuo ultimo commento....Ciò che affermi tu non è un dogma, come non lo è ciò che affermo io. mi pare che qui dentro ci sia più di un individuo che ne sa di Cinema.....ovviamente ognuno ha le proprie preferenze. Spero di avere travisato il tuo tono.....
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3 ottobre 2008, 23:19 di joseba
Se sospetti che mi esprima in toni dogmatici, hai travisato senz'altro: nessun dogmatismo da parte mia, solo la netta e categorica volontà di marcare l'irrinunciabile singolarità del gusto, che, vivaddio!, è diverso per ognuno di noi (e della qual cosa, ebbene sì, mi compiaccio). Sicché nessuna supponenza, solo intima soddisfazione di coltivare percorsi rigorosamente personali. In realtà nella play non do giudizi di valore, ma sviluppo un approccio anticonvenzionale (quindi ancora una volta individuale) al cinema di Kim, proponendone una lettura provocatoriamente "asimbolica". Una play sui film di Kim che mi piacciono di più (per i motivi di cui sopra) sarebbe stata sicuramente diversa: in questo caso invece ho tracciato un percorso nel suo cinema che ne in luce l'elementarità delle sue immagini, anche perché mi pare che le letture simboliche dei suoi film siano quelle largamente maggioritarie. Tu parli di parziale perdita di spontaneità: per me non si tratta tanto di minore spontaneità, ma di una separazione del suo cinema dalla principale fonte di ispirazione: attingendo ai propri film Kim ha smarrito il legame con l'esperienza diretta che rendeva le sue immagini così potenti e incisive. La dimensione intellettuale o autoreferenziale depotenzia il suo cinema, a mio avviso è sempre stato così: è quando incanala i suoi film in tracciati programmatici (vedi "Real Fiction" o "The Coast Guard", per non parlare della sua produzione posteriore a quest'ultima pellicola) che le sue pellicole si irrigidiscono e si fanno costipate. Questa è la mia questionabilissima opinione, di cui però sono sufficientemente (non incrollabilmente, stare attenti!) sicuro. Quanto al fatto di "saperne di Cinema", ecco questa è una cosa che davvero non mi interessa: preferisco un gusto fondato a una conoscenza quantitativa, per quanto smisurata questa possa essere. Spero di avere chiarito l'equivoco.
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3 ottobre 2008, 23:21 di joseba
ERRATA CORRIGE: "in questo caso invece ho tracciato un percorso nel suo cinema che metta in luce l'elementarità delle sue immagini..."
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3 ottobre 2008, 23:35 di carlos brigante
Forse hai travisato tu....non ho detto che tu parli per dogmi.....il senso era semmai tutto l'opposto. il punto centrale era anche per me che ognuno ha le proprie opinioni.....il fatto è che dall'apertura del tuo commento sembravi un pò indispettito e con tono CHE IO ho interpretato supponente e un pò fastidioso. te lo riscrivo: 3 ottobre 2008, 19:38 di joseba Oddio, non lo sapevo che Kim venisse dalla pittura, davvero? ;) Mi sa che, nonostante alcune analogie superficiali, i nostri gusti cinematografici hanno poco in comune e credo sia motivo di intima e reciproca soddisfazione. nè tu nè io siamo portatori di verità assolute per cui ognuno può avere la sua idea fondata sulle proprie conoscenze. Ognuno ha i propri gusti e per fortuna non tutti abbiamo visto gli stessi film. Io prediligo certi autori, tu altri, magari con qualche punto di contatto. Cmq posso anche io permettermi di parlare di Kim Ki-duk visto che ho visto una decina di film....per cui un pò lo consoco..... Spero di aver mal interpretato, ma ripeto che l'apertura di quel tuo commento mi aveva infastidito per il tono.....
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4 ottobre 2008, 00:00 di joseba
"Forse hai travisato tu....non ho detto che tu parli per dogmi.....il senso era semmai tutto l'opposto". Già, ma il fatto che tu abbia sentito il bisogno di specificare "Ciò che affermi tu non è un dogma" un po' lo insinuava, dai. L'apertura del mio commento non era indispettita ma leggermente ironica (dai, è cosa arcinota che Kim abbia dipinto prima in Corea e poi a Parigi) e volutamente perentoria (a sottolineare la provvidenziale diversità dei nostri gusti). Comunque il problema è un altro: chiunque può parlare di qualunque cosa ritenga opportuno, su questo non ci piove. Altra cosa è esporre il proprio punto di vista in modo soggettivo e costruttivo e tu dicendo che ne "L'arco" "c'è tutto il cinema di Kim" non fai né l'una né l'altra cosa, enunciando quella che suona come una verità di fatto. Proponi pure come vuoi le tue angolazioni sul cinema di Kim, ma per imbastire uno scambio bisogna esporsi e dare all'altro la possibilità di confrontarsi con qualcosa di consistente, altrimenti è difficile dialogare. Io la mia posizione sul cinema di Kim l'ho chiarita (almeno credo), la tua a dire il vero non l'ho ancora ben afferrata. Ripeto: si può conoscere benissimo un autore senza essersi fatti un'idea negoziabile con gli altri.
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4 ottobre 2008, 01:09 di carlos brigante
Se è ironica ne prendo atto, però poteva suonare con tono altezzoso cosa che sinceramente mi era parso di scorgere anche nella tua "discussione" con kotrab su Dumont in un'altra play.....mi auguro di aver sbagliato e ne prendo atto. Chiaramente se parlo di qualcosa è evidente che sia il mio punto di vista, per cui l'angolazione è PER FORZA soggettiva. Se dico che ne "L'arco" c'è tutto Kim, significa chiaramente che lo è PER ME, per il mio punto di vista. Non significa di sicuro che debba esserlo per tutti!!! Mi pare invece, e me ne dispiaccio, che finchè si è d'accordo con quanto tu scrivi, vada tutto bene, altrimenti un pò ti infervori e tiri fuori una certa "aria da professore". E' capitato anche a me di avere discussioni più o meno animate con qualche utente, però con certi è finito tutto lì. Per fortuna non la pensiamo tutti alla stessa maniera e per fortuna non abbiamo visto tutti gli stesi film......tu magari conoscerai alcuni autori meglio di me, io altri, kotrab altri ancora. sasso ancora altri....etc etc. dico solo che con utenti come kotrab, sasso67, bradipo, ombradiluna e altri che stimo e che ora dimentico, ho trovato punti d'incontro e di "scontro", scambi più o meno vivaci, però il tutto è rimasto sul piano dell'umiltà, cosa che invece mi è sembrata mancarti in alcuni momenti. Non do retta alle voci che girano, ma alcuni mi avevano avvertito di stare attento.......dopo quello letto su Dumont, dopo la cancellazione della play causa scontri con un utente e dopo quanto da te esposto qui.....beh più di un sospetto che avessero ragione mi sorge. Mi dispiace perchè si vede che ami il cinema, che lo conosci, lo vivi e lo vivisezioni in maniera passionale, però in certi istanti sembra trasparire un chè di aria da saccente.....se non hai afferrato la mia idea su kim Ki-duk, pazienza non so che dirti. Dormirò bene stanotte come farai tu. Quanto al negoziabile, ripeto sembra che chi esponga un 'idea diversa dalla tua sia un folle, un inetto.....ma non è così.....Io cmq continuerò ad intervenire alle tue play che di sicuro trattano temi e autori che mi interessano nonostante la tua "intima soddisfazione" nel vedere che sotto "analogie superficiali" ci siano differenze di gusti.....io tale soddisfazione non la provo. sono altre le volte che provo soddisfazione!
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4 ottobre 2008, 01:12 di carlos brigante
"è cosa arcinota che Kim abbia dipinto prima in Corea e poi a Parigi" P.S. non credo che tutti lo sapessero su Film.tv però ero sicuro che tu ne fossi a conoscenza......
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4 ottobre 2008, 01:22 di joseba
E' ok per me: non cerco amicizie né complicità, Carlos, solo discussioni sul cinema, possibilmente costruttive. Se vuoi intervenire nelle mie play sei il benvenuto, se invece desideri fare altrimenti perché ritieni che io derida chi la pensa diversamente da me sei altrettanto benvenuto. Quanto a me, credo che solo dialogando si possa scoprire se, al di là dell'amore per certi film, cineasti e cinematografie, ci sono margini di effettivo e reciproco arricchimento, sicché sono sempre aperto al confronto, purché civile e articolato. Solo un'ultima precisazione: ho scritto intima e reciproca soddisfazione. In quel "reciproca" c'è tutto. Buonanotte.
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4 ottobre 2008, 12:22 di carlos brigante
Ok, quanto da te scritto vale anche per me. la complicità e l'amicizia sono cose che non cerco affatto nel mondo virtuale; qui voglio solo parlare di cinema, come lo vuoi tu. L'importante è essersi chiariti. Credo che entrambi abbiamo travisato qualche parola scritta. L'importante è che tutto si sia risolto civilmente e mi pare che ciò sia avvenuto da entrambe le parti. alla prox
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4 ottobre 2008, 18:27 di kotrab
Tornando a Kim: Soffio è un film di nuovo molto intenso, che ritrova la sua piena poesia; L'arco è un gradino al di sotto, ma l'ho ancora apprezzato; Time no, mi è sembrato fasullo e posticcio (a parte qualche momento interessante).
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