Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

scrivi la tua opinione

Non ancora bookmarkato  
04/11/2008 h. 22.42 Film da ricordare genere: Poliziesco
Police Stories

Police Stories

Dagli anni '50 ad oggi il poliziesco americano ha impiegato due grandi modalità discorsive per rappresentare vizi e virtù dell'istituzione preposta al mantenimento dell'ordine: o la parabola dell'agente idealista che vede infrangere i suoi sogni contro la durezza della realtà ("Serpico") o l'affresco corale ricco di chiaroscuri, caratteri antitetici e tensioni professionali ("L.A. Confidential"). Con il bellissimo "Pride and Glory", Gavin O'Connor sembra oggi indicare una direzione narrativa inedita, fatta di percorsi che si intersecano e sovrappongono mantenendo tuttavia la dilemmaticiità della parabola soggettiva. Una terza via tra ritratto e affresco in grado di costruire una nuova etica dei figli sulle macerie della morale dei padri. Un poliziesco dalla narrazione pluriprospettica ma dalle forme visive soggettivamente interiorizzate.

  1. Il grande caldo Dietro lo sbirro tutto d'un pezzo, la furia dell'uomo offeso negli affetti. Il sergente Bannion è solo contro tutti: gli fa compagnia la sua sete di vendetta. La doppiezza come chiave di lettura della natura umana.
  2. L'uomo dalla cravatta di cuoio Un cowboy a New York: nella Grande Mela la stella d'argento di Coogan è una patacca senza valore. Tra garantismo e psichedelia, il vice sceriffo è un tantino spaesato, finché non inforca un cavallo d'acciaio e si lancia in un bike riding da pelle d'oca.
  3. Gli amici di Eddie Coyle Negli anni '70 il genere si complica ulteriormente: non più la doppiezza degli anni '50 né l'individualismo anarcoide dei '60, ma il dilagare di scorrettezza, inattendibilità e opportunismo. Un affresco di indicibile grigiore dove i topi volano.
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Vivere e morire a Los Angeles Le superfici degli anni '80 non sono mai state così falsificanti. La giustizia si è dissolta, al suo posto è rimasta una costruzione vuota da cui fare bungee jumping: privato di basi morali, il poliziesco si fa spettacolare controsenso.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L.A. Confidential Anni '90: incapace di dialogare col reale, il genere si specchia nei suoi gloriosi anni '50. Un'operazione di chirurgia estetica che cancella le rughe a colpi di bisturi cinematografico: il poliziesco come nostalgia cosmetica.
  6. DvdBlu-RayUmd non disponibile I padroni della notte Anni 2000: ripartire dagli uomini, dai loro particolari. Gray despettacolarizza il genere, lo depriva cineticamente e si concentra sull'imponenza delle espressioni facciali. Imponenza come grandezza che si impone: poliziesco antropometrico.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Pride and Glory - Il prezzo dell'onore "Orgoglio e Gloria", o del malinteso spirito di corpo: il dolentissimo film di O'Connor indica una terza via tra l'individualismo idealista e l'affresco disilluso, edificando un'etica condivisa ma non connivente. Il poliziesco è pesto, malconcio, ma vivo.
SI

Commenti

  • 5 novembre 2008, 12:10 di joseba

    Grazie Jay, sono particolarmente contento che la mia lettura tipologico-cronologica del genere ti convinca. Non vedo l'ora di recuperare i due film che tiri in ballo e ti suggerisco di recuperare "Pride and Glory", è un poliziesco paludoso e impegnativo che rischia di essere clamorosamente frainteso e sottostimato.

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 13:01 di joseba

    Ah, Jay, dimenticavo: grazie per il bellissimo film di Yates. La seconda visione mi ha regalato gioie infinite!

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 14:46 di bradipo68

    scusate se mi impiccio..di quale film parlate?perche'Yates lo reputo autore veramente interessante ..come al solito bella play Jos,volevo sapere come collochi i titoli di Michael Mann(diciamo Heat)rispetto ai titoli che meritoriamente hai messo(anche se l'ultimo anocra non l'ho visto...)

    cancella commento cancella commento e blacklista bradipo68
  • 5 novembre 2008, 15:03 di joseba

    Grazie Brad! Parliamo del grigissimo "Gli amici di Eddie Coyle". Quanto a "Heat" per me non è un poliziesco puro, ma un sublime ibrido tra poliziesco e noir che sfrutta l'impalcatura drammatica dei generi frequentati per mettere in scena un duello di caratteri. Di tragedia si tratta, forse. Ma la cosa più rilevante ai miei occhi è che costituisce una rilettura postmoderna di uno dei capolavori di Melville, "Le deuxième souffle". Prova a rivedere il noir di Melville e subito dopo "Heat", sarai sorpreso dall'enorme quantità di analogie. Cosa diversa per "Miami Vice", che fa parte di un altro filone ancora, quello degli agenti infiltrati, a mio avviso sottogenere che deriva dalla tendenza affrescante.

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 15:57 di pimpi

    anche io stamattina, leggendo la play, avevo pensato, così d'istinto, a Mann... pensandoci ancora nemmeno se se ci mettessimo Manhunter al posto di Heat o Miami Vice si potrebbe parlare però di poliziesco in senso stretto... mann continua a sfuggire ... in compenso mi hai convinta a vedere Pride and Glory per il quale avevo un pò di diffidenza.

    cancella commento cancella commento e blacklista pimpi
  • 5 novembre 2008, 16:00 di pimpi

    i ragazzi del coro, invece, è un affresco corale un pò invecchiato oramai, ma che costituisce quello che si potrebbe definire un poliziesco familiare.

    cancella commento cancella commento e blacklista pimpi
  • 5 novembre 2008, 16:05 di joseba

    D'accordo con te, Pimpi: Mann eccede i generi pur frequentandoli, nelle sue mani diventano palinsesti da riscrivere e riformulare da cima a fondo. Quanto a "Pride and Glory" c'è da dire che non è un film esenta da limiti, ma alla seconda visione (almeno per me) vengono riscattati ampiamente dall'apprezzamento del disegno narrativo e dal taglio poderosamente basico della pellicola. Un film spavaldamente low-profile ma con tutte le carte in regola per essere un blockbuster. Evidentemente c'è un deliberato sabotaggio dei codici più spettacolari del genere a favore di una forma cinematografica più interiorizzata.

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 16:08 di joseba

    Un altro film che vorrei vedere e che sto cercando disperatamente è "T-Men contro i fuorilegge" di Anthony Mann del 1947...

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 18:58 di absurda

    Ciao Jo! E' un pò che non ci incrociamo! Bella play come sempre. Il 2 non mi ha mai particolarmente colpito, pur rappresentando una vera e propria prova al successivo e mitico Ispettore Callaghan. L.A Confidential lo considero invece più un noir. 2 punti fondamentali del genere per me sono: Serpico e il meraviglioso esordio da regista del grande Takeshi Kitano, Violent cop, film in cui è il lato della corruzione interna ai dipartimenti ad essere messa in risalto, nelle due diverse culture e con reazioni diverse dei due protagonisti. Saluti.

    cancella commento cancella commento e blacklista absurda
  • 5 novembre 2008, 19:14 di joseba

    Ciao Absurda!Grazie per i complimenti e per lo stimolante commento. Sulla non eccezionalità di "Coogan's Bluff" la penso esattamente come te, ma il carattere smaccatamente western e il fatto che solitamente gli si preferisca - a ragione - "Dirty Harry" me lo rende particolarmente simpatico. Ecco il motivo della mia preferenza, insieme al taglio marcatamente individuale che esemplifica alla perfezione una delle due tipologie che intendevo mettere in evidenza. D'accordo anche su "Serpico", mentre sull'esordio di Kitano - che adoro quanto te - non rientra nel discorso perché un filo decentrato dal punto di vista geografico ;) Saluti. PS- "Pride and Glory" l'hai visto?

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 19:21 di joseba

    Jay, altroché se mi accontento :D

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 19:28 di joseba

    Ancora per Absurda: "L.A. Confidential" è chiaramente a cavallo tra noir e poliziesco. Se le atmosfere sono inequivocabilmente noir, l'ambiente che predomina è quello della centrale di polizia con le sue tensioni e le sue storture, sicché a mio avviso puù benissimo essere considerato sia l'uno che l'altro.

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 20:08 di BobtheHeat

    Pride & Glory cercherò a questo punto di vederlo. Anche se a legger il soggetto sembra arrivi in sala troppo tardi, comunque "colpevolmente" dopo "I padroni della notte".

    cancella commento cancella commento e blacklista BobtheHeat
  • 5 novembre 2008, 20:34 di joseba

    Ciao Bob, il film di O'Connor è un oggetto fuori dal tempo ed è molto meno convenzionale di quanto sembri (a partire dalla durata). "We Own the Night" è certamente più potente e riuscito, ma dal punto di vista dell'impostazione narrativa "Pride and Glory" è davvero singolare. Per non parlare della forma cinematografica interiorizzata che lo contraddistingue...

    cancella commento
  • 5 novembre 2008, 21:09 di BobtheHeat

    Hai ragione, meglio sempre utilizzare il titolo originale in certi casi e "We Own the Night" (film da me amato a "metà", con alcune sequenze mozzafiato ma con un finale molto debole a mio avviso) è effettivamente uno di questi ! Spero che "Pride & Glory" lo diano anche la settimana prossima: avrei dovuto vederlo questa sera ma la pioggia e l'umidita' di questi gg mi hanno messo "ko" , prima febbre e mal di gola della stagione!

    cancella commento cancella commento e blacklista BobtheHeat

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?