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09/11/2008 h. 14.58 Film da ricordare genere: Horror

French Frayeur

"Le peculiarità dell'horror d'Oltralpe sono principalmente tre: il carattere derivativo, debitore in special modo dello slasher e dei suoi codici; il concept visuale estetizzante, che ha metabolizzato le estremizzazioni visive degli enfant prodige di ieri - Besson, Beineix, Carax - e di oggi (soprattutto Gaspar Noè); la cattiveria e l'eccesso di violenza". A questi aspetti, messi brillantemente in evidenza da Mauro Gervasini, ne vanno aggiunti almeno altri tre: 1- La quasi assoluta centralità delle figure femminili: "Alta tensione", Saint Ange", "Ils", "À l'intérieur" e "Frontière(s)" vedono protagoniste donne combattive e ben più intraprendenti dei partner di turno (immancabilmente rappresentati come fantocci imbelli o inconsapevoli responsabili del precipitare degli eventi); 2- La pregnanza orrorifica dei luoghi: la cella del carcere in "Maléfique", la casa in campagna in "Alta tensione" e "Ils", l'orfanotrofio vittoriano in "Saint Ange", il motel isolato in "Calvaire" e "Frontière(s)" e la dimora urbana in "À l'intérieur"; 3- Il taglio ferocemente politico del genere: l'annientamento endogeno della famiglia in "Alta tensione", il terrore dell'invasione esterna in "Ils", la xenofobia strisciante in "À l'intérieur" e il criptonazismo in "Frontière(s)". E su tutto il macrotema della maternità come luogo di elaborazione delle paure incubate nella Francia delle sommosse e della programmatica segregazione della "racaille" nelle città-ghetto: la madre di tutte le angosce è perdere il proprio figlio. Etnia, proprietà, identità: la nouvelle trouille è vecchia come il cucco, è la paura dell'Altro.

  1. Maléfique
    CLAUSTROFOBIA. Quattro detenuti tentano l'evasione tra mutilazioni, sodomia e formule esoteriche contenute in un libro vergato da un serial killer ossessionato dal terrore di invecchiare. Horror placentare.
  2. Alta tensione SCHIZOFRENIA. Il primo horror di Aja è di quelli che lasciano il segno: uno scorrettissimo, paranoico e fracassante assalto alle convenzioni rassicuranti. Preparare un esame universitario non è mai stato così ansiogeno e destabilizzante.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Saint Ange PSICOGOTICO. L'esordio al lungometraggio di Pascal Laugier è un perfetto inveramento del fantastico di Todorov: l'esitazione tra lo strano ("Les diaboliques") e il meraviglioso ("Suspiria"). Immacolata indecidibilità.
  4. Calvaire PULSIONI. Fabrice Du Welz affonda lo sguardo nella melmosa bestialità della campagna belga. Un agghiacciante campionario di aberrazioni animalesche, proiezioni erotiche e spedizioni punitive. Horror tellurico.
  5. Them INVASIONE. La paura dell'intrusione è il nucleo fobico del primo horror del duo Palud-Moreau. L'assedio notturno di una coppia di francesi in Romania si fa emblema della fragilità domestica: un gioco innocentemente, sadicamente infantile.
  6. À l'intérieur
    XENOFOBIA. Bustillo e Maury girano l'horror del decennio: il ventre materno come territorio di rapina, le mura domestiche come tempio da violare, la maternità come sopraffazione. La difesa della razza è imbrattata di sangue. Implacabilmente.
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Frontiers CRIPTONAZISMO. Xavier Gens trasfigura il razzismo sotterraneo della Francia in rigurgito veteronazista e militarizzazione famigliare. La "racaille" è carne da macello o utero da sequestrare. "Gott mit uns" rimbomba cupo nel cuore nero dell'Esagono.
SI

Commenti

  • 9 novembre 2008, 15:49 di bradipo68

    naturalmente l'inchino è d'obbligo:di questi che hai indicato ne ho visti tre ,due mi sono piaciuti ,uno un po'meno.Una cosa che mi è sembrata comune a questi tre film è che secondo me c'è sempre una grande cura formale della messa in scena,che quasi è un contrappunto alla brutalita'che viene descritta...non so se mi sono riuscito a spiegare....

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  • 9 novembre 2008, 15:57 di joseba

    Grazie Bradipo, ricambio l'inchino. Sei riuscito a spiegarti perfettamente e hai individuato quello che Gervasini, con la consueta finezza critica, ha definito "concept visuale estetizzante". Al di là del fatto che i singoli film possano piacere o meno, è importante registrare il fenomeno in atto e metterne in evidenza i tratti salienti. Se quelli indicati dal Gerva sono aspetti innegabili, mi sembra che non bastino a inquadrare correttamente il filone del "Nouveau horror", ecco il perché della mia play e della sfiancante introduzione...

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  • 9 novembre 2008, 19:17 di bradipo68

    e pensare che conosco persone che appena sentono le parole cinema francese storcono la bocca....chi mi tocca conoscere.....

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  • 9 novembre 2008, 19:22 di joseba

    :) PS- personalmente considero il cinema francese il migliore al mondo, seguito a ruota da quello coreano (che però sta perdendo qualche colpo e va un po' a intermittenza).

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  • 9 novembre 2008, 19:31 di Z

    Play che coglie l'essenza di un mo(vi)mento, straordinariamente esatta, che leggo dopo aver visto FRONTIERS. Concordo su quanto dici di A L'INTERIEUR, film tanto straordinario per complessità quanto immediato per disturbo, cose che difficilmente vanno a braccetto: non vedevo un horror così limpidamente bello da anni. Di DuWelz ho già detto: spero che tu veda presto VINYAN, sono curioso di sapere cosa ne pensi. MALEFIQUE non l'ho visto ma provvedo. Il cinema francese è il più bello del mondo.

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  • 9 novembre 2008, 19:32 di Z

    ah cavolo, abbiamo scritto la stessa cosa, non ti avevo lettoooo

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  • 9 novembre 2008, 19:42 di joseba

    ;) Mi sono dimenticato di aggiungere un tratto determinante, come al solito snobbato da tutti (me compreso): il sound design. Queste pellicole creano un ambiente sonoro di inaudita potenza: ronzii tenuti all'inverosimile, improvvise interferenze, ariose distensioni in melodie celestiali. Si tratta di una gamma acustica in grado di spaziare dal rumorismo più molesto all'armonia più avvolgente, un flusso sonoro che sa aggredire sensorialmente e avvolgere sinuosamente con immutata efficacia. Grazie della sincronicità!

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  • 9 novembre 2008, 19:51 di Z

    Come cantava Sting With one breath, with one flow/ You will know/ Synchronicity. Che poi Stewart Copeland fosse quello buono dei tre è un'altra storia.

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  • 9 novembre 2008, 20:22 di absurda

    Ciao Jo, ecco svelato il tuo lato nocturniano. Conosco tutti i titoli ma non ho visto ancora il 4 e gli ultimi 2. Bellissimi e originali Malefique e Them. Non mi è piaciuto Saint Ange, deludente il finale di Alta tensione. Uno degli horror francesi visti di recente (registrazione da Fuori Orario) che ti consiglio è stato Dans ma peau - Nella mia pelle di e con Marina De Van.Scioccante e sconvolgente, oltre che originale. Saluti.

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  • 9 novembre 2008, 20:32 di joseba

    Ciao Absurda! "Dans ma peau" l'ho visto e apprezzato (http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/215849/nella-mia-pelle-2001/), ma personalmente ho qualche riserva a rubricarlo come horror: a mio avviso è troppo marcatamente autoriale (sia detto senza giudizio di valore: il film è soavemente disturbante) per horrorificarlo senza tentennamenti. Ai miei occhi è e rimane un film di Marina De Van, sublimemente autofagico ma pur sempre di irriducibile impronta autoriale. Inoltre la mia play è descrittiva (pensavo fosse evidente): dei titoli citati a me sono piaciuti solo gli ultimi quattro, con "À l'intérieur" che fa corsa a sé, ça va sans dire. Saluti.

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  • 9 novembre 2008, 21:35 di Z

    Il commento di absurda mi fa ricordare che anche io trovai il finale di ALTA TENSIONE molto deludente, tanto più perché voleva chiaramente suonare come un cambio di marcia. E invece si rivelava una frenata brusca. -Viva viva la De Van-

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