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13/11/2008 h. 19.50 Registi: Gli inutili
successo immeritato

successo immeritato

Hollywood ha sempre avuto il suo lato ipocrita. nel caso di Bay, Stone e Spielberg questo lato è accompagnato da una fama che solleva perplessittà sulla nostra capacità di essere manipolati. grande spreco di retorica, di effetti speciali che coprono il vuoto delle idee sottostanti, mancanza di autoironia. Bay è disastroso, molto peggio di Ed Wood. Stone e Spielberg a volte ci azzeccano (Jfk, Munich, Lo Squalo, 1941), ma per mancanza di coraggio e moralismo risultano consolatori ed alla moda. avrei dovuto inserire anche Michael Moore, ma si meriterebbe una playlist a parte

  1. Michael Bay è responsabile della creazione di mostri (cinematografici) che neanche nelle fantasie più malate di Lovercraft...il trionfo del tronfio e dell'"estetica" da videoclip
  2. Oliver Stone il più moralista ed "edificante" retore di hollywood, sarebbe capace di rendere pesante e ricattatorio anche un episodio dei simpson.
  3. Steven Spielberg e qui arrivano le note dolenti: Spielberg avrebbe le carte in regola per essere un grande. ha l'abilità, la fantasia, il potere. ma come c'è arrivato? scendendo (quasi) sempre a compromessi "politically correct". peccato
SI

Commenti

  • 14 novembre 2008, 18:30 di LAMPUR

    Mi sfugge il "politically correct" di film come Schindler's list, Amistad, The terminal, e pure Munich và... seppur molto attento a non dar troppo giù ne da un lato ne dall'altro... ,9

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  • 14 novembre 2008, 18:33 di LAMPUR

    Quel ,9 voleva essere un sorrisino - ;) - se avessi utilizzato corettamente i tastini della tastiera...

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  • 14 novembre 2008, 19:30 di callme Snake

    Munich io lo inserisco tra gli Spielberg azzeccati; ha il coraggio di non concedere sconti e il buon senso di non mostrare l'america come un paradiso in cui rifugiarsi, ma solo come una scelta obblgata e sofferta. The Terminal mi fa rabbia: per un'ora e mezza è gustosissimo, arguto, mostra una situazione paradossale in cui molti fantasmi della storia americana recente vengono a galla (dalla xenofobia fino alla mania del controllo), poi nel finale diventa una melassa insopportabile, un distillato di buoni sentimenti con lieto fine obbligatorio, così tutti si sentono meglio e Tom Hanks può mostrare il suo proverbiale occhio lucido e guadagnarsi la stima del pubblico (Prova a Prendermi, per molti versi simile, è due gradini sopra: non rinuncia al suo lato amaro). Amistad non l'ho visto, e Shindler's List...beh, meglio che me lo riguardo prima di dire cose non vere. è un film che non riesco ad amare. per niente. Sarà che amo Carpenter (che è l'antispielberg per eccellenza): conflitto d'interessi...;-)

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  • 14 novembre 2008, 22:00 di joe cavana

    Secondo me Stone è uno dei più grandi e intelligenti registi contemporanei.

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  • 15 novembre 2008, 07:54 di LAMPUR

    Magari è l'eclettismo di Spielberg che fuorvia, è un tipo che ha dato i natali a roba inguardabile e quando sforna l'eccellenza tutti stanno a cercare il pelo nell'uovo... prendiamo il buono (l'ottimo direi) e scartiamo il resto senza troppe elucubrazioni...

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  • 15 novembre 2008, 12:00 di callme Snake

    Il fatto che tutti cerchino il pelo nell'uovo dopotutto è lecito, dal momento che a Hollywood è il boss: è il prezzo del successo. l'unico flop della sua carriera è il suo film più anarchico, o forse l'unico anarchico, 1941 allarme a hollywood...per il resto ha saputo costruire successi annunciati senza sbagliare un colpo, anche quando l'obiettivo era fare cinema "impegnato"...forse mi ripeto, ma per farlo a cosa ha rinunciato?

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  • 15 novembre 2008, 16:43 di LAMPUR

    Secondo me non ha rinunciato proprio a niente, ha prodotto di tutto, diretto altrettanto... forse gli manca una botta alla Coppola che s'è voluto togliere un sassolino dalla scarpa con Un'altra giovinezza, ma prima o poi arriva pure quella, tu guarda...

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  • 16 novembre 2008, 04:19 di Inside man

    Su Spielberg concordo in pieno con Lampur. Come moltissimi autori ha avuto alti e bassi, ma avendo realizzato, per me, più di un capolavoro non può non essere considerato fra i massimi artisti della storia del cinema (e per diventarlo ne basta una di grande opera, una soltanto).

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  • 18 novembre 2008, 18:50 di Utente rimosso (pithecusano)

    Sì, inside e lampur, è vero: Spielberg ha prodotto e diretto veri capolavori, 1941 allarme a Holliwood ne è un esempio, e Shindler's list, chi non se lo ricorda, andasse a rivederlo, non solo come documento (estremamente rigoroso) ma anche come film. E proprio lì sta il punto: se fosse un ciabattino qualunque, sarebbe facile perdonargli certe "boiate pazzesche" (Fantozzi però usò un altro vocabolo) che ha fatto. Questo non è eclettismo: da un grande è lecito, corretto e doveroso aspettarsi cose grandi. Eclettico sarebeb stato fare cose differenti ma grandi. Sempre. Anche perchè non credo abbia esigenze alimentari da tenere a bada.

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  • 6 luglio 2011, 16:18 di cinemasquallor

    Concordo con Bay e Stone, ma su Spielberg no; fino al 2005 è stato bravissimo

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