
il battito del cuore è in pausa caffè ma torna.
a colin sembrava non gli battesse il cuore da un pò ma provò a guardare i due sfigati vestiti da babbo natale e li vide, così pensò di essere ancora vivo. sputò il fumo della sigaretta e riprese a respirare, o quella cosa che gli somigliava. i due sfigati vestiti da babbo natale, adesso che aveva realizzato di vivere, in effetti gli davano parecchio fastidio. che poi era uno che sbraitava con quella faccia da stronzo secco pestato che guardava una corsa di cani. l'altro invece sembrava non muoversi, stava solo sudando. sembrava una statua in una chiesa che suda e i fedeli ci inzuppano fazzolettini o pezzi di pane da mangiare. parevano(anche lo stronzo silente) dar fastidio anche quella tristissima esemplare di femmina stramazzato sul bancone, con una sigaretta in una mano e un bicchiere davanti. mezzo vuoto, mezzo peino non riusciva a vedere tanto bene. non si ricordava di aver mangiato, ma gli scappava da pisciare e il resto. forse un hamburger a casa della madre quando aveva parcheggiato il piccolo liam. la moglie gli aveva sbattuto un vaffanculo in faccia insieme alla porta. il piccolo liam lo indicava e rideva bello come il padre. ma colin girò sui tacchi sentendo il giudizio della madre che lo inseguiva fino alla fine della strada, sul bus e ora si era seduto, forse dietro a lui perchè continuava a sentire un cigolio. incuriosito riuscì a girarsi tenendosi al bancone e vide sta stanga che si strusciava sul trespolo e lo guardava con una sigaretta in mano, lunghe unghie scure, lunghi capelli, bocca invitante, occhi da cerbiatta ammiccante e forse gli venne duro. gli scappò da ridere e si rigirò barcollando e vide lo stronzo sbraitante che stava tirando dei ceffoni in testa allo stronzo silente e seguendo lo sguardo di questo giunse mentalmente al suo cazzo di pacco... e così abbassò la mano e si cercò la vita dei jeans trovandolo ma non dove pensava di averla solitamente. e prima di arrivarci si sentì i peli. si grattò e si afferrò il tutto, faticosamente. doveva pisciare e partì e fingendo di cadere piantò "la mano" in faccia a martin lo sfigato silente e lo guardò in cagnesco. lo stronzo sbraitante gli latrò qualcosa e colin lo vide e gli giurò tutti i denti davanti di sopra dritti in gola. barcollò sul serio e urtò la tristissima creatura. gli comunicò un sorry da vero gentleman irlandese mentre questa parlava con la sua immagine riflessa bevendo per non pensare alla madre impotente a letto, più cattiva del cancro che non riusciva ad ammazzarla. martin si girò a guardare il culo di quel magnifico esemplare di maschio mentre stephen lo picchiava in testa e gli urlava della corsa. la cerbiatta intanto veniva osservata dal barman harry, manzo da balera, senza un occhio e con tre denti di ferro. si agitava su quel trespolo ripensando a quel film giapponese dove la donna veniva scopata dai compagni. la puttana del collettivo era quello che le sarebbe piaciuto fare. ma adesso non si ricordava cosa doveva fare fuori da lì e approfittando dell'assenza di quel bel pezzo di carne tentava di ricordare. harry salutò megan che si sedette giusto al posto di colin. le chiese gentilmente cosa desiderava e megan scostandosi una ciocca della sfatta parrucca rispose "un vino bianco". harry annuì e le allungò del sidro. megan ringraziò assicurandosi di essere ben seduta, cercò di scostarsi qualcosa da un occhio ma se la ritrovò sulla mano. non erano capelli, non riusciva a togliersela dalla mano e intanto cadde malamente dal trespolo. la testa non se la ruppe cadendo da lì. la cerbiatta ricordò l'impegno. martin cercava di sniffare l'odore del pacco di colin. la tristissima creatura aveva finito quella che sua mamma chiamava la pausa caffè: "il tempo per bere un caffè e fumare delle sigarette con la mia pensione li trovi sempre vero karen?", e la crisi si vede che aveva colpito anche la malattia della madre. qualche cazzo di sindacato doveva aver indetto uno sciopero e le cellule cancerose avevano incrociato le braccia. 24 giorni a natale.
- Colin Farrell pride and glory
- Martin Freeman glory and joy
- Stephen Graham joy to the world
- Paul Giamatti world of devotion
- Johanna Wokalek devotion and assumption
- Megan Mullally assumption and contrition
- Karen Young contrition and joy in this world
Commenti
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20 novembre 2008, 18:24 di LAMPUR
C'è sempre Colin (in eterna pausa caffè - è tornato solo per In Bruges) a guastarti il pathos...
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20 novembre 2008, 21:25 di strunztruppen
secondo me quest'uomo ha delle enormi potenzialità.
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21 novembre 2008, 06:14 di LAMPUR
Me sà che è donna... ;)
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22 novembre 2008, 13:18 di zombi
e per quella cacatona di praid end glori. ma ripeto chissenefrega. è troppo bello. se vi riferivate azombi, omo sono. sicuramente uomo e altrettanto sicuramente OMO. colin for everything
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