
Questa di Fabrizio è la storia vera
E' un sito di cinema, d'accordo. Ma non possiamo ignorare che dieci anni fa Fabrizio De André se ne andava. Mi sembra doveroso ricordarlo. Volevo scrivere qualcosa riguardo colui che reputo uno dei più importanti poeti italiani del secolo, ma la lettura di questo articolo mi ha fatto capire che ogni mia parola non può che essere vana. Ve lo linko: http://www.diebrucke.it/speciali/la-buona-novella.html. E poi, sempre meglio far parlare le canzoni.
- Amore che vieni, amore che vai Quei giorni perduti a rincorrere il vento | a chiederci un bacio e volerne altri cento | un giorno qualunque li ricorderai | amore che fuggi da me tornerai | un giorno qualunque ti ricorderai | amore che fuggi da me tornerai.
- Tempo di uccidere Sparagli Piero, sparagli ora | e dopo un colpo sparagli ancora | fino a che tu non lo vedrai esangue | cadere in terra a coprire il suo sangue.
- Adua e le compagne E quelle andarono dal commissario | e dissero senza parafrasare: | "Quella schifosa ha già troppi clienti | più di un consorzio alimentare".
- Il camorrista Don Raffaè voi politicamente | io ve lo giuro sarebbe ‘no santo | ma ‘ca dinto voi state a pagà | e fora chiss’atre se stanno a spassà.
- Le stagioni del nostro amore Andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori | o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori | o resterai più semplicemente | dove un attimo vale un altro | senza chiederti come mai...
- Del perduto amore E quando ti troverai in mano | quei fiori appassiti al sole | di un aprile ormai lontano, | li rimpiangerai || ma sarà la prima che incontri per strada | che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
- Genova Ama e ridi se amor risponde | piangi forte se non ti sente | dai diamanti non nasce niente | dal letame nascono i fior | dai diamanti non nasce niente | dal letame nascono i fior.
Commenti
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10 gennaio 2009, 20:08 di alexscorpio
Mi associo caro Lorenzo al tuo omaggio nei confronti del mio concittadino " Faber " , di cui sono contento che la " nostra " squadra del cuore ( Genoa ) lo abbia celebrato nel migliore dei modi con una bella prestazione , vittoria rotonda ( 3-0 al Torino ) e che la gradinata gli ha tributato un doveroso ed affettuoso omaggio dall'inizio alla fine della gara , chiedo venia per la divagazione sportiva , ma , pur non essendo mai stato un grande appassionato della sua musica , riconosco il suo valore artistico !!! Ciao
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10 gennaio 2009, 20:10 di Utente rimosso (pithecusano)
L'utile link di Tiresia dice davvero molto più su l'aria di quegli anni (ad uso dichi non c'era o di chi se ne fosse scordato o di chi non vuole ricordarlo) che di De André. Che a me, come a tanti di una certa area culturale propria di quei tempi, non ha maifattoimpazzire. A De André, allora, avremmo dedicato piuttosto quel che potete trovare qui, di Giorgio Gaber, uno davvero scordato da tutti http://www.giorgiogaber.org/testi/veditesto.php?codTesto=187 /// Sono però soggettivamente molto legato a "Non al denaro nè all'amore né al cielo", mi pare titolasse, in pratica la rivisitazione dell'antologia di Spoon River, che credo resti uno dei suoi migliori lavori, insieme a Creuza de mas, e ricordo anche certi pezzi de "Storia di un impiegato", che fu uno dei pochi LP che vendetti, al tempo. Per carità, tutte le opinioni sono rispettabili, ma in quel secolo, sinceramente, tra i più grandi poeti italiani, omettendo Carducci che pure si prese un Nobel ma non mi piace, allineando De André, Ungaretti, Montale, Quasimodo dovrei rispolverare uno slogan degli anni settanta: "Che cosa c'entra il primo con gli altri tre?"
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10 gennaio 2009, 21:36 di sasso67
Bravo LorCio, hai fatto bene a ricordare De André. Eppure, prima che morisse, mica tutti lo apprezzavano... Oggi è diventato Faber anche per chi non lo conosceva nemmeno. Una delle sue canzoni che preferisco l'hai citata nella play ("La canzone dell'amore perduto"); le altre mie favorite sono "Amico fragile" (diffidare delle imitazioni), "Coda di Lupo", "La ballata degli impiccati", "La ballata dell'amore cieco", "Nella mia ora di libertà", "Il testamento di Tito" (e così ho anch'io rispettato la regola del sette).
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10 gennaio 2009, 23:45 di Utente rimosso (pithecusano)
Certo, cara Tiresia, per fortuna Carducci è nel XIX secolo, ma il nobel glie lo hanno dato nel 1906 e mi correva obbligo ricordarlo anche nel '900. E se prendiamo per buona la tesi del nostro amico in altri momenti illuminato LorCio, per cui De Andrè sarebbe "uno dei più importanti poeti italiani del secolo", (LorCio ipse dixit nella prefazione a questa play, in alto) su quel tram, si troverebbe in compagnia anche di quei tre. E, spero, tra "il mio cuore è il paese più straziato", e "la chiamavano bocca di rosa", siamo tutti capaci di trovare qualche differenza sostanziale e formale. Non discuto che piaccia, e che piaccia la sua musica, per quanto, in quel periodo in altre parti del mondo c'era anche un tizio chiamato Freddie Mercury a cantare e far musica, ma per carità, evitiamo di farne quello che non è mai stato.
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11 gennaio 2009, 09:20 di Estonia
Bellissima play, Lorcio. A me viene in mente anche Soldato blu di Ralph Nelson. Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte / c'erano solo cani e fumo e tende capovolte / tirai una freccia in cielo / per farlo respirare / tirai una freccia al vento / per farlo sanguinare / la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek. http://www.youtube.com/watch?v=UYSorczUfEE&feature=related
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11 gennaio 2009, 13:03 di annamartori
Estonia, grazie per la segnalazione, non la conoscevo, è bellissima.
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11 gennaio 2009, 13:25 di LorCio
"E poi se la gente sa, | e la gente lo sa che sai suonare, | suonare ti tocca | per tutta la vita | e ti piace lasciarti ascoltare. || Finii con i campi alle ortiche | finii con un flauto spezzato | e un ridere rauco | ricordi tanti | e nemmeno un rimpianto" ... Sì, è stato tra i migliori (anzi, tra i più grandi) poeti del secolo. Lo ribadisco. Lui non si considerava poeta, affermava le sue distanze dal movimento poetico: e proprio per questo sono convinto della sua grandezza. ... "C'è un bambino che sale un cancello | ruba ciliege e piume d'uccello | tirate sassate non ha dolori | volta la carta c'è il fante di cuori".
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11 gennaio 2009, 13:54 di LorCio
(Ma cos'è tutta questa gente che mi adora? Dovrebbero conoscermi davvero... eheheh). Comunque, non credo di esagerare. Graduatorie non ne faccio perché, oltre che sciocco, sarebbe fuori luogo.
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11 gennaio 2009, 16:06 di billykwan
Bravo Lorenzo, "Il suonatore Jones" è probabilmente uno dei testi più poetici di De André. A Pithecusano dico due cose: io Gaber non l'ho mai dimenticato e conosco molti altri come me, quella di De André (a mio avviso) è poesia in musica, e non va paragonata con la poesia letteraria. Accosterei piuttosto De André a un Trovatore tanto chè alcuni suoi lavori richiamano anche nelle musiche una impiantistica medievale.
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11 gennaio 2009, 16:39 di jonas
L'idea della play è veramente carina e ben svolta, peccato che i posti siano solo 7. Seguendo l'esempio di Estonia, mi permetto di aggiungere idealmente il De André che preferisco, "Canzone del padre". Potrebbe essere abbinata a "Padre padrone" dei Taviani.
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11 gennaio 2009, 17:16 di MegaDrill
Allora Lorcio ti offendo volentieri io. Quanto a poesia e musica è una faccenda che compete a chi la poesia la esprime e allo stesso tempo la musica la fa suonare, non possiamo metterci noi " poveracci " a giudicare. Ed ecco quì la mia " offesa " che spero ti faccia piacere. Un pò fumosa vero? Oh chi ha capito capisca. ;-)
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11 gennaio 2009, 18:33 di LorCio
Carissimo, io non giudico: esprimo il MIO parere, che è ben diverso. E PER ME, De André è un poeta. Dopotutto è dalla notte dei tempi che la poesia si declama su una base musicale, basti pensare alla canzonetta dell'Arcadia. De André (ma non solo lui) è stato il corrispettivo moderno di una lunga tradizione, niente di scandaloso. Non si accosta De André la poesia letteraria, ma all'universo poetico.
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11 gennaio 2009, 20:21 di alessiakies
mah... sono estimatrice di de andré da tempo ed è uno degli artisti di riferimento della mia vita, eppure tutto questo trambusto mi irrita, commemorazioni di qua e celebrazioni di là. si rischia di oscurare la persona per illuminare solo alcuni tratti del personaggio (e in ombra continuano a finirci i suoi tot collaboratori, poco considerati e spesso non accreditati -anche quando de andré era in vita, peraltro, e di questo lato vampiresco del tanto idolatrato cantautore genovese ben in pochi ne parlano-). per di più mi pare si vada contro quella poetica di emarginazione costante nella sua produzione, facendo il gioco di ciò che lui ha spesso rifiutato. niente contro la play eh, al solito ottima, ma è un di più che si aggiunge all'insopportabile clima di questi giorni.
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12 gennaio 2009, 09:54 di Utente rimosso (pithecusano)
Scusate se userò un po’ di spazio. Come diceva Keating, e dopo dilui Tiresia la poesia non si misura col teorema di Pitagora, e tentare di quantificarne l’importanza è come cercare di misurare in kilogrammi il peso di un ricordo o di un pensiero. Né per esser poeti, caro LorCio, occorre iscriversi ad un apposito circolo o vincere un concorso, né se ci riesci in mancata nomina sei più bravo. Ma hai voluto tirare in ballo superlativi relativi, non accontentandoti degli inespugnabili assoluti che esprimi, poi, in corner. Citi versi della raccolta ispirata a Spoon River, musicata insieme a Nicola Piovani, che ne curò arrangiamenti e direzione d’orchestra. Se leggi l’originale, ci troverai molte, iù sfumature,nei personaggi e nei loro racconti. Perché, come in più evidenza quando usa solo farina del suo sacco, De Andrè non si discosta da un sistema solare di icone facilmente riconoscibili (e per questo popolari, nel più ampio senso), limitandosi a distorcere gli assi cartesiani dei valori, ma senza rinunciare alla vecchia lavagna un po’ manichea divisa tra buoni e cattivi, a due sole dimensioni. Personaggi appena sgrossati con pialla e accetta, in questo fece meglio Geppetto, come le rime baciate che ne cantano le gesta. Anche quelle, popolari, e non è né lode né insulto. Ahimè, insufficienti a rispondere a quel che è ormai solo un vecchio spot: “Ma quanto mi ami?”, così il solo ad aiutarci sarà il sistema metrico decimale: chiedersi un bacio e volerne altri cento (e quanti, se no?). Non ha potuto però prevedere, come non lo ha potuto il massimalismo di quegli anni, che il mostro della mercificazione e del profitto in agguato da millenni, può insinuarsi dentro le teorie,succhiarne la linfa, quindi esplodere, distruggere ogni traccia umana lasciando poche tracce organiche: Alien è venuto dopo.//// Così, la sua definitiva beatificazione artistica giunge ora che quei nani, ballerine, malfattori e malefemmine, usciti dalle sue osterie hanno preso il Palazzo e dettano legge a sbafo della legge e dei gendarmi. Per altre Galassie, più lontane, ancora si aggira le levità di Endrigo e Tenco, dei suoi colleghi. Più in là, i precisi buchi neri di Primo Levi, le iridi reduci da antiche guerre di Ungaretti. De Andrè non è mai arrivato a descrivere in soli tre versi, come Quasimodo (Ed è subito sera), tutta la parabola dell’Uomo, Dell’uomo che per essere misero e grande non ha bisogno di essere né Re né Ladro. Solo Uomo. Sospetto che della poesia, non solo quella italiana del ‘900, tu ne abbia una mera conoscenza scolastica , anche quella, popolare.
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12 gennaio 2009, 10:59 di Utente rimosso (pithecusano)
per billykwan: non era affatto un confronto, ma una dedica. A chi, a quel tempo, come diceva Gaber in quel recital, "aveva la sedia ma restava in piedi". Non se se dei poeti devonoparlare i poeti. Preferisco che dei disperati ne cantino i disperati, e come trovatore preferisco Fo. Anzi, Franca Rame, che dei due è la più brava.
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12 gennaio 2009, 14:22 di Utente rimosso (pithecusano)
No, Tiresia, ma ho dovuto abbreviare: il riferimento a te era limitato al tuo invito, se ho ben capito, s'intende, ad evitare di fare graduatorie tra poeti. /// L'invito a lasciare i poeti a parlare dei poeti è di Megadrill. E questo è un sito di cinema... e se continuiamo ad allargarci giuro che metto su prima la lista dei vini, poi dei formaggi e quindi delle verdure che preferisco, naturalmente sette per ogni lettera dell'alfabeto...
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12 gennaio 2009, 14:39 di LorCio
Mah, qui si sta andando un po' oltre... Innanzitutto non mi sono mai considerato poeta (sono troppo materialista) nè tantomeno "occorre iscriversi ad un apposito circolo o vincere un concorso" per esserlo. Pur amando L'attimo fuggente (e apprezzando, per inciso, anche la nostra tiresia), non ritengo che di poeti debbano parlare solo i poeti. Sarebbe anche autoreferenziale per la categoria. Ogni parere, anche dell'ultimo della classe, seppur banale e finanche sbagliato, ha la sua importanza. Intenzione di questa play era soltanto di omaggiare un artista magnifico e di conseguenza esprimere il mio parere sulla sua opera (che, scusate, l'insistenza, continuo a ritenere poesia in musica come alcuni di voi continueranno a ritenerla musica - non vedo lo scandalo nell'affermare due pareri discordanti). (Se è vero che tutti scrivono poesie fino a diciotto anni e poi continuano a scriverle solo i poeti e i cretini, allora annetto, per la mia ottica, De André tra i poeti). Poi è uscito il dibattito che è uscito e siamo arrivati a questo punto. Piuttosto mi interessa rispondere ad alessiakeas. E' vero, sono stati giorni in cui De André sbucava ovunque, e dico, io che ascolto De André praticamente da una vita (da quando tanti anni fa mio padre mise nel lettore cd dell'auto il disco del concerto con la PFM), che la commemorazione ha i suoi pro e i suoi contro. Pro: far conoscere l'opera di un artista (detto niente) anche ai neofiti. Contro: banalizzarlo (e qualcuno è caduto nella trappola) e assuefarci della musica deandrèiana. Per pithecusano: io Masters l'ho letto, e molti pezzi li ho anche riletti, al punto che ho fatto mia una "presentazione" di un personaggio ("Da giovane le mie ali erano forti..." e via dicendo, non voglio tediarvi). E ora basta, ho anche divagato troppo, in tutti i sensi, in direzione ostinata e contraria.
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12 gennaio 2009, 14:59 di MegaDrill
Io ripeterei volentieri che la poesia non si scrive ma si esprime spontaneamente.
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12 gennaio 2009, 21:25 di Utente rimosso (pithecusano)
Caro LorCio, non sarei certo intervenuto e non certo con una critica, che sarà strampalata ma argomentata e su qugli argomenti rispondo e non su altri, se davvero tu avessi solo espressoilt uo apprezzamento. Sacrosanto. "Inespugnabili assoluti", infatti. Nè ho mai detto che De Andrè non abbia fatto poesia in musica, benché molto opportunisticamente, dal putno di vista ideologico. Solo, e ripeto, non facciamolo diventare quello che non è. E certamente non è stato uno dei maggiori poeti italiani del '900. Scusa tanto, ma la tua enfasi e la tua passione ti ha fatto esagerare e perseverare nell'esagerazione. In quanto a chi davvero è sempre andato in direzione ostinata e contraria, ti consiglio vivamenteil libro della Levi Montalcini "Senza olio e controvento". Non si parla di barche a vela. Te lo dice uno che non ha mai fatto l'alternativo con la sicurezza della famiglia alle spalle. Te lo dice uno che ha iniziato facendo la fame, e non me ne vergogno, e ora ha un'azienda sua, per quanto piccola. Uno che ha combattuto davvero il pregiudizio e l'ipocrisia, e non dalla sua villa in Sardegna ma in prima persona nella vita e per le strade, al tempo di de Andrè e ancora oggi perché il destino mi ha dato il privilegio di esser più giovane. Per favore, non usiamo parole più grosse di noi. Il tempo che tu hai conosciuto ha perso persino le tracce, delle direzioni contrarie e dell'ostinazione.
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14 gennaio 2009, 18:04 di spopola
LA TERRA TI SUSCITA // VIBRAZIONI NEL CUORE: SEII TU // E SE LA GENTE SA CHE SAI SUONARE, // SUONARE TI TOCCA, PER TUTTA LA VITA. // CHE COSA VEDI, UNA MESSE DI TRIFOGLIO? // O UN LARGO PRATO TRA TE E IL FIUME? // NELLA MELIGA E' IL VENTO; TI FREGHI LE MANI // PERCHE' I BUOI SARAN PRONTI AL MERCATO; // O TI ACCADE DI UDIRE UN FRUSCIO DI GONNELLE // COME AL BOSCHETTO QUANDO BALLANO LE RAGAZZE. // PER COONEY POTTER UNA PILA DI POLVERE // O UN VORTICE DI FOGLIE VOLEVAN DIRE SICCITA'; // A ME PAREVA FOSSE SAMMY TESTA-ROSSA / QUANDO FA IL PASSO SUL MOTIVO DI TOOR-A-LOOR. // COME POTEVO COLTIVARE LE MIE TERRE, // - NON PARLIAMO DI INGRANDIRLE - // CON LA RIDDA DI CORNI, FAGOTTI E OVATTINI // CHE CORNACCHIE E PETTIROSSI MI MUOVEVANO IN TESTA, // E IL CIGOLIO DI UN MOLINO A VENTO - SOLO QUESTO? // MAI UNA VOLTA DIEDI MANI ALL'ARATRO, // CHE QUALCUNO NON SI FERMASSE NELLA STRADA // E MI CHIAMASSE PER UN BALLO O UNA MERENDA. // FINII CON LE STESSE TERRE, // FINII CON UN VIOLINO SPACCATO - // E UN RIDERE RAUCO E RICORDI, // E NEMMENO UN RIMPIANTO. (Edgar Lee Master: Il suonatore Jones - Antologia di Soon River - traduzione Feranda Pivano)
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16 gennaio 2009, 09:22 di Utente rimosso (pithecusano)
Sì, insomma... quello "vero". Un po' più della sola "gonna di Jenny", mi pare. Grazie, Spopola!
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11 gennaio 2010, 18:25 di Peppe Comune
Ti faccio i complimenti con un anno di ritardo. Bellissimo tributo. Sono arrivato secondo anche se ho seguito una strada diversa dalla tua. Saluti e buona musica.
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22 giugno 2010, 19:28 di Dandy Rotten
Ottima playlist, grande Faber! Ne "La cuccagna" di Salce è cantata "La ballata dell'eroe" (qui cantata dal suo amico Luigi Tenco, anch'egli tristemente scomparso) e in "Gran Bollito" di Bolognini è cantata una versione di "Via del campo" intitolata "La mia morosa la va alla fonte" composta da Jannacci.
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