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17/02/2009 h. 15.44 Film: Playlist libera genere: Horror
Horror... vacui

Horror... vacui

A prescindere dal fatto, innegabile, che "Venerdì 13" ora (sciaguratamente) presente nelle sale, sia un 'film' insulso e squallido, a fine visione desta tuttavia qualche riflessione. Dopo un'interminabile e insostenibile ora e mezza di biondone (peggio che) svampite, in irrinunciabile minigonna e tette grosse messe in mostra ogni qualvolta latita anche un minuscolo barlume d'idea (e cioè, decine di volte), dopo lo spettacolo di una gioventù tutta sesso e droga (ma niente rock'n'roll purtroppo), dopo squartamenti, pezzi di carne che volano e pezzi d'acciaio dentro gli occhi, il petto, i piedi, e dopo schizzi di sangue putrido, ecco, dopo tutto questo -e il discorso è applicabile anche ai vari Saw e Hostel- sale alla mente un interrogativo. Cosa cerchiamo davvero, quando guardiamo un horror? Sarò tremendamente ingenua e banale, lo so, ma non posso fare a meno di pormi delle domande. E di provare malessere e inquietudine, in mancanza di risposte vere e proprie. Perchè? Cosa ci troviamo in una sequela di ammazzamenti, per inventare i quali un sacco di gente si è messa a spremersi le meningi? Perchè paghiamo il biglietto, o accendiamo il telecomando, per assistere a stragi, persone fatte a pezzi, personaggi al macello? Dove scatta l'immedesimazione, se scatta: nell'assassino che trucidando questi sballati deficienti ci dà un senso di piacere e soddisfazione, o nelle vittime urlanti e dilaniate senza pietà, senso, spiegazione? Il fiotto di sangue diventa sinonimo di catarsi? La violenza ci fa tirare un sospiro di sollievo, perchè 'se lo meritano?' Cosa nasconde davvero, qual è il senso, del gustarsi con gli occhi una carneficina, seppur finta? Finta, sì, ma che abbiamo scelto di vedere. E vediamo così la morbosa pornografia, la simulazione della morte, le urla disperate, spinte al limite. Come se nella realtà non ce ne fossero già abbastanza, di atrocità. Non contenti, ce le andiamo anche a cercare al cinema, al cinema come in televisione, come nelle arene in cui si incitavano i gladiatori ad ammazzarsi a vicenda (guarda caso proprio oggi ho letto i bellissimi articoli di Fittante e Labranca sull'ultimo numero di FilmTV, dall'argomento poi non così diverso). Non tutti gli horror creano questo sgomento, perchè utilizzano l'etichetta del genere per dire qualcos'altro. Mi riferisco a Lasciami entrare, all'ultimo Romero: espressioni di una società malata e decadente. E già Funny Games ci aveva gettato la pulce nell'orecchio, con due biondi giovinetti biancovestiti che ti fissano e ti dicono: "Volevi vedere la violenza? Eccola." Ma perchè la vogliamo vedere?

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Lasciami entrare
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Grindhouse - A prova di morte
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Planet Terror
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile The Others
  5. DvdBlu-RayUmd non disponibile La terra dei morti viventi
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Funny Games
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Venerdì 13
SI

Commenti

  • 17 febbraio 2009, 15:50 di MegaDrill

    All'inizio tio poni una domanda sull'esistenza del genere Horror ma finisci con porti una domanda sulla violenza, se per te non c'è differenza no abbiamo altro da dirci.

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  • 17 febbraio 2009, 15:56 di elendill

    La differenza c'è, ma il mio è uno sfogo perchè mi domando che senso abbia davvero tutta questa eccessiva violenza in parecchi horror (ma non tutti...), cioè cosa ci spinge a vedere delle pellicole senza né capo né coda come questa, che cos'hanno da dirci e cosa cerchiamo noi in esse.

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  • 17 febbraio 2009, 16:04 di alexscorpio

    L'horror è il mio genere preferito come ho scritto più volte , ma con le dovute differenze ( odio film come " Saw " , " Hostel " , " Frontiers " dove c'è solo un compiacimento quasi " malsano " nel mostrare litri di sangue e macelleria varia senza senso e penso che sia da " voyeur " ) , in quanto della tua lista non ho visto solo il primo ed il sesto , mentre , sull'ultimo " Venerdì 13 " , ho già espresso la mia opinione ( film a malapena sufficiente , ma essendo proprio di " manica larga " ) , gli altri tipo il terzo , il quarto ed il quinto mi sono piaciuti , un po meno il secondo...comunque io penso che questo genere piaccia molto , perchè " dentro l'essere umano " , vi è una forte componente che attira verso " il macabro " è come , tanto per fare un esempio che avevo letto su di un libro di Vittorio Andreoli , quando vi è un incidente ... tutti , o quasi , a precipitarsi per vedere se c'è scappato il morto o se c'è del sangue ( come in formula 1 dove il momento più visto è quello della partenza , quando c'è più possibilità che avvengano incidenti spettacolari )...non saprei dare una spiegazione , se non quella di prima ( certo che io non credo che questi film " istighino " la violenza , perchè se uno ha dei problemi mentali , non è certo vedendo Jason che peggiora !!! ) .Ciao e complimenti per l'interessante analisi.

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  • 17 febbraio 2009, 16:16 di MegaDrill

    Forse non hai capito la differenza tra horror e thriller. Nell Horror la violenza è necessaria, perchè deve mostrare la morte. Nel thriller non è necessaria alcuna violenza perchè non racconta come si arriva alla morte, ma la paura di morire, quindi film come the Others non hanno a che fare con la tua playlist. Ora ti chiedevi perchè è necessaria tutta questa violenza nei film horror. Venerdì dovevo vedere Venerdì 13 ma non ce l'ho fatta, quindi non posso condividere il tuo parere. Lo scopo primo dei film Horror è indagare la malvagità nella sua forma più palese. Spesso però in questi film si insinua un giudizio ciò che la malvagità sia inappellabile ( ingiustificabile ) per questo la violenza ( cioè la forma che prende la malvagità per palesarsi ) non viene motivata. Uno dei grandi temi horror è Dracula. Uno dei peggiori horror recenti è " la maschera di cera ". Cosa dici può essere una giustificazione plausibile. P.s. quel film " la maschera di cera " non è completamente da buttar via, in una scena di 2 minuti ammazzano Paris Hilton!!!!!

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  • 17 febbraio 2009, 17:37 di callme Snake

    forse vedere una violenza così cruda (ma platealmente finta, eccessiva, "estetica") al cinema ci ricorda inconsciamente che siamo vivi. come quando la gente va al funerale di una persona che appena si conosce (e ce ne sono molti che lo fanno), o con cui addiritura non si ha mai avuto a che fare. o,come ricordato da alexscorpio, come quando ci si ferma a vedere un incidente, con tanta più morbosità tanto più l'incidente è grave. non sto dando giudizi (né a film come Hostel o Venerdì 13, né ai suoi spettatori: tra l'altro amo particolarmente l'horror, in specie il New Horror), è un fenomeno che regolarmente accade, anche a casa guardando (chi lo fa) Real Tv. riguardo a questo tema è essenziale vedere Cigarette Burns di Carpenter e Diary of The Dead di Romero, già citato da Elendill nella sua sensata e legittima introduzione.

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  • 17 febbraio 2009, 17:38 di bradipo68

    secondo me è proprio pertinente il dubbio di elendill,visto che stiamo vivendo in una nazione dove c'è gente che va a picchiare gente con la mazza da baseball solo percchè di una certa nazionalità....secondo me l'horror di questo tipo attira solo per la voglia di proibito,per l'istinto voyeuristico che alberga in molti,lo stesso che fa scattare fotografie a una persona morta rimasta infilzata in un cancello(successo qualche mese fa a Torino se non sbaglio,ma potrei sbagliare) invece di distogliere pudicamente e rispettosamente lo sguardo.E il pubblico che apprezza tutti questi smembramenti è sempre più giovane,senza una conoscenza storica ma con una cultura basata sul sentito dire...e per piacere questi film devono osare sempre di più,alzare sempre di più l'asticella....

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  • 17 febbraio 2009, 18:52 di alexscorpio

    A proposito di violenza , avete letto a pag. 3 cosa scrive Aldo Fittante a proposito dei film di Steven Seagal , come se fossero tutta colpa sua , forse non ricorda che di " fascismo o presunto " nei poliziotti , se n'era già parlato molto ed a sproposito per i film di Callaghan o de " il giustiziere della notte " : Io non ho parole !!! :-(

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  • 17 febbraio 2009, 23:19 di billykwan

    L'horror degli albori era un qualcosa giocato sulla tensione, era l'immaginazione a generare la paura. Penso a Murnau, Browninig, Tourneur ... Oggi pare aver predominanza l'impatto visivo, con grangougniol ed efferatezze che il mio stomaco delicato impediscono ai miei occhi di guardare. Anch'io mi chiedo il perchè di tanto compiacimento. A me pare il festival del ribrezzo, più che dell'orrore.

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  • 18 febbraio 2009, 00:33 di callme Snake

    a livello storico, billykwan, hai ragione: agli albori l'horror era giocato sulla tensione (termine forse improprio: rischiando la tautologia era giocato sull'orrore, che non veniva però da immagini efferate, ma dal violento impatto visivo). il discorso però credo sia più complesso: il New Horror degli anni '80, tutto costruito sui corpi smembrati e violentati dalla macchina da presa, non credo abbia nulla da invidiare all'Espressionismo o ai capolavori prodotti dalla Rko negli anni '40. Lo schifo ed il ribrezzo nel New Horror hanno decisamente un senso, sia quando si tratta di un "gioco" come nei film di Raimi sia quando l'impegno è molto più evidente come in La Cosa o Videodrome. Per quanto riguarda l'horror odierno il difficile è stabilire se in Hostel e co. la violenza abbia o meno un senso: è solo un mezzo per far soldi e accontentare l'anima voyeur che c'è in ogni spettatore o, ponendoci il problema, finge di darci quello che vogliamo per poi schoccarci e mostrarci, attraverso la sua gratuità, quanto morboso sia il nostro atteggiamento? difficile dirlo. per ora ho raggiunto un verdetto stabile solo con due autori della nuova generazione di "figli della violenza": da un lato Rob Zombie e la sua violenza estrema sembrano sinceri e realmente disturbanti; dall'altro Aja e Le Colline Hanno Gli Occhi, operazione sfacciatamente ipocrita e commerciale, violenta e senz'anima, non si distaccano dal modello Real Tv, ci lobotomizzano fingendo di essere impegnati e politici (tutto il contratrio del New Horror, che ci "liberava" fingendo di essere uno spettacolo fine a se stesso!)...

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