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09/03/2009 h. 16.15 Attori: Volti da ricordare
La virtù delle mogli dei marinai

La virtù delle mogli dei marinai

Prendo spunto da una canzone di Barbara per affidare a chi volesse approfittarne questa nuova lista di donne, stavolta raffigurate in situazioni di attesa. Riflettevo in questi giorni su quanta disillusione si accumuli nell'arco di un'esistenza; personalmente (ma che credo che sia patologicamente condivisibile da molti) realizzo la mia attrazione verso quello che non possiedo, o che si trova lontano, o che in modo ancor più semplice è inconoscibile. E ci sono dei frangenti in cui ho davvero l'impressione di rivire una seconda adolescenza: che faccia anche questo parte del passaggio da "il caos miracoloso dell'infanzia all'ordine feroce della virilità"?

  1. Joan Crawford "Johnny Guitar" non è soltanto la rappresentazione di un'insulsa caccia alle streghe, ma è soprattutto il racconto di una donna in attesa del ritorno del suo uomo; una donna che si tinge di rosso...
  2. Norma Shearer Cukor è stato benevolo con lei; le leggi dello star-system gli avrebbero impedito di nuocerle maggiormente. In "Donne" mostra il carapace per credersi un'altra, ma in sé, anch'essa non fa che bramare il ritorno...
  3. Gene Tierney Ne "Il filo del rasoio" dimostra di non possedere la virtù delle mogli dei marinai...al cospetto di Tyrone Power la sua compostezza di statua non viene affatto scalfita anzi, colui che ha fatto ritorno perisce di fronte al suo diniego.
  4. Katharine Hepburn "Sei la mia rossa!", e così un uomo tornò per portare a compimento il "magnifico piano originale, meravigliosamente". Cìè stato bisogno di James Stewart affiché tutto ciò potesse accadere.
  5. Greer Garson La fidanzata d'America non poteva essere trafitta da un rifiuto, quand'anche fosse stato Laurence Olivier a imporlo. La sua Miss Bennett è leggera eppure costantemente sulle spine, quasi presagisse la difficoltà del ritorno.
  6. Natalie Wood In "Splendore nell'erba" si abbandona ai sensi, e ciò è a dir poco pericoloso. Il ritorno di Warren Beatty corrisponde all'apice del suo collasso, una vita spezzata che svanisce di tra i fili verdi dell'erba.
  7. Geraldine Page La sua bravura è massima in "Interiors" allorché le sue attese si fanno troppo pressanti. E se gli uomini preferiscono annegare il tempo che resta loro tra braccia sconosciute, non rimane che affidarsi al mare; perché coloro che se ne vanno non possono to
SI

Commenti

  • 9 marzo 2009, 17:12 di jonas

    "Forse da anni lui naviga già lungo correnti che non porteranno ai tuoi fianchi il suo amore mai più..." (Branduardi, Il marinaio). Il tema è suggestivo e lo hai svolto benissimo.

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  • 9 marzo 2009, 17:16 di maxcalifornia

    Romy!! Ci vorrebbe sempre la Romy Schneider!! Infine potrei aggiungere Julie Cristhie nel ruolo di Lara in "il Dottor Zivago"...

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  • 9 marzo 2009, 17:22 di MegaDrill

    Non lo so forse ci sono donne che hanno rappresentato meglio al cinema questa condizione. Per prima mi viene in mente Polette Godard, che più che mostrare la sua bellezza mostra di avere una energia ed una caparbietà ( a cavallo tra gli anni '20 e i '30 ) che dilaniano la condizione della donna in quegli anni. Poi ce ne sono molte altre dovrei però fare ordine nei miei pensieri ora non riesco a pensare che a lei. Se mi permetti una riflessione, non ti pare che fosse parecchio avanti nel modo fisico di recitare?

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  • 9 marzo 2009, 17:44 di Death By Water

    Caro Mega, io purtroppo ho il difetto di scrivere tutto tutto d'un fiato senza ragionare molto sugli esiti e sulla ragionevolezza di certi accostamenti; seguo in questo le mie "libere associazioni mentali" e non me ne rammarico. Trovo che tu non abbia torto, in queste lista coesistono senz'altro forzarture e nessi logici, la Crawford l'ho forse sovraccaricata di senso, è un mio difetto, ma fa parte di me. Certo tutto quello che si scrive è opinabile, basta solo che esso venga legittimato in qualche maniera. La Godard la ricordo solo in "Donne" e ciò ti dimostra quanto io sia pigro nello scegliere i miei soggetti di scrittura, sì, potremmo direi che anche lei sottosta alle leggi dell'attesa in un certo senso, magari sfoggiando un piglio meno melodrammatico (a differenza della Shearer) e più negli schemi (a differenza della Russell); quel film comunque dà veramente molti angoli di riflessione non trovi? Sono aperto a qualsiasi suggerimento non appena avrai acquietato il tuo disordine mentale, so di potermi fidare.

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  • 9 marzo 2009, 17:46 di Death By Water

    In ogni caso la canzone di Barbara di cui parlo s'intitola "Dis, quand reviendras-tu?", scaricatela sono convinto che vi piacerà soprattutto a Jonas che mi cita Branduardi e mi fa venire i brividi.

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  • 9 marzo 2009, 17:56 di MegaDrill

    Non hai visto tempi moderni? avevo in mente questo film quando ti ho risposto ( difficile toglierselo dalla testa ed è probabile che abbia peccato di superficialità ) ti assicuro che l'energia che ha nel dimostrare la sua condizione è eccezionale.

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  • 9 marzo 2009, 18:04 di Death By Water

    Non ho visto tempi moderni, te lo ripeto sono molto pigro e molto legato a quello che ho già visto, vengo qui per occasioni di incontro e per arricchirmi. Vedrò "Tempi moderni" e poi ne parleremo, grazie per lo stimolo (nel senso intellettuale del termine s'intende).

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  • 10 marzo 2009, 17:10 di jonas

    L'ho ascoltata anch'io, non la conoscevo e non sapevo che il titolo della playlist prendeva spunto da un suo verso.

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  • 11 marzo 2009, 12:47 di Death By Water

    In realtà l'intero album è meraviglioso, melanconico sì ma al contempo intenso; il titolo è "Ma plus belle histoire d'amour", e voi avete della musica da consigliarmi? Ascolto tutto senza distinzioni aprioristiche.

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  • 11 marzo 2009, 19:52 di Death By Water

    Me l'hanno unavailablelizzato maledetti, comunque mi è venuta la curiosità, domani faccio un passaggio rapido dal discaio a vedere cosa mi propone.

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