I "miei" capolavori di Alfred Hitchcock parte 3°
Alfred Hitchcock ha percorso e dipinto nelle sue straordinarie opere, con tocchi di rara maestria, ogni sfumatura della suspense e del mistero. Dai gialli ai thriller, dai noir ai polizieschi, ha diretto con il suo inconfondibile stile, eccezionale, geniale e inimitabile, autentici capolavori del grande Cinema Classico, sublimi e perfetti, spettacolari e inquietanti, che rimarranno per sempre nella nostra memoria. Dal periodo inglese a quello americano, le sue straordinarie opere rimarranno, per sempre, pietre miliari della storia della Settima Arte.
Commenti
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10 marzo 2009, 14:46 di Scotty
Grande Hitchcock! Ogni volta che vedo una play a lui dedicata non riesco ad esimermi dal commentarla. Sono tutti grandi film. "Nodo alla gola" lo si ricorda soprattutto per l'uso insistito del piano sequenza, ma penso che meriti la menzione anche per la storia raccontata (l'atto superfluo) e la cura di ogni minimo dettaglio (ad esempio, la luce che si vede fuori dalle finestre diminuisce in intensità, come se effettivamente dall'inizio alla fine del film fosse passata un'ora e venti ed il sole fosse tramontato). A proposito di "Delitto perfetto", mi viene in mente la frase di Hitchcock secondo cui "le forbici sono il modo migliore", intendendo che esse sono sia uno strumento adatto a commettere un omicidio (come accade nel film), sia lo strumento che, attraverso il montaggio, permette di rendere un film efficace. "Marnie" e "Gli Uccelli" rappresentano veramente la classicità hitchcockiana. Alcuni critici tendono un po' a snobbare il primo. Personalmente non sono d'accordo, e metterei "Marnie" ad un livello di intensità emotiva parti a quello di "La donna che visse due volte". "Il club dei 39" è forse il capolavoro del periodo inglese, una sorta di "Intrigo Internazionale" ante litteram. A quale versione di "L'uomo che sapeva troppo" ti riferisci? A quella del '34 o al remake americano del '56? Io li ho visti entrambe e se è vero che già il primo promette molto bene, è probabilmente il secondo a stamparsi di più nella memoria (sicuramente in quella collettiva). In "Giovane e innocente", un film che ha ormai più di settant'anni, si ritrovano già tutti i temi prediletti dal Maestro: l'innocente accusato, l'amore combattuo, la sottile doppiezza delle bionde, tutti elementi che attraverseranno tutta l'opera del regista.
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10 marzo 2009, 14:54 di sabrina
Grazie per il tuo dettagliato commento. Sono completamente d'accordo con i tuoi giudizi riguardanti i film citati. Per quanto riguarda L'uomo che sapeva troppo mi riferisco a quello del '34, avendo già inserito in una mia precedente play il remake del '56. Sono sempre felice di conoscere persone che apprezzano il grandissimo maestro Alfred Hitchcock. Ancora tante grazie.
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10 marzo 2009, 16:14 di kubritch
Grande e secondo me, nonostante la rivalutazione, ancora sottovalutato a giudicare dai thriller, anche televisivi, che vengono confezionati. Ho apprezzato la riedizione filologica di Psyco ad opera di Gus Van Sant, anche se non è stato colto in pieno lo spirito di Hitchcock e non si è riusciti ad agganciare il pubblico a cui l'operazione era rivolta. H. andrebbe reiterpretato come con i capolavori di Shakespeare mantenendone intatta la struttura e l'idea di umanità.
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11 marzo 2009, 00:44 di Dalton
Manco a farlo apposta, ho recentemente visto e recensito CACCIA AL LADRO ... :-)
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