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24/03/2009 h. 00.22 Attori: Volti da ricordare
Il caos miracoloso dell'infanzia

Il caos miracoloso dell'infanzia

simboleggiato da alcune figure...

  1. Timothy Bottoms L'unico rimasto a pensare che il cielo all'imbrunire sia la pellicola più bella che sia mai stata proiettata.
  2. Cécile De France Dormire fuori, sul tetto di un vecchio teatro, con le rasoiate del vento sul viso e un misero giubbotto di jeans sulle spalle, e godersi la Tour Eiffel e i suoi capillari intermittenti nel buio della notte.
  3. Cary Grant L'incarnazione dell'antiamericanesimo, contro coloro che anelano soltanto all'accumolo e beatamente si crogiolano tra i magnati di questo mondo...lui ha deciso di vendere noccioline.
  4. Sarah Patterson Alla ricerca di una "educazione sentimentale" ci penseranno i lupi a istruirla.
  5. Sabu è i ladro di Bagdad...
  6. Balthazar Getty Anche l'atterraggio mortale di un paracadutista può diventare un idolo; il mondo non è mai quello che sembra anzi; per capirlo basterebbe guardare i suoi occhi.
  7. Robert Sean Leonard E' il poeta che deve morire...il visionario.
SI

Commenti

  • 24 marzo 2009, 12:46 di bradipo68

    sinceramente pur apprezzando gli attori e i commenti non riesco a capire che cosa c'entra il caos miracoloso dell'infanzia

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  • 24 marzo 2009, 14:54 di russell84

    L'infanzia è il tempo in cui il mondo non fa paura, in cui la percezione della propria finitudine non esiste, o quantomeno è sospesa, rinviata a un poi. In questi termini essa si presenta come caos nell'accezione positiva del termine, potevo scrivere ricerca, scoperta, avventura, o scelto caos pur essendo minimamente fuorviante come termine. La formula comunque non è mia ma di uno scrittore francese che si chiama Michel Leiris. Tornando ai personaggi della lista, pur non essendo più infanti essi conservano qualcosa di quel tempo, e lo esprimono nel modo in cui agiscono, avrei potuto inserire qualsiasi cosa, queste sono le prime scelte che mi sono venute in mente. Spero di aver risolto i tuoi dubbi almeno in parte.

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  • 24 marzo 2009, 14:59 di Death By Water

    Ops ho usato il vecchio pseudonimo, chiedo venia.

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  • 24 marzo 2009, 16:55 di jonas

    Scrivi molto bene, ma secondo me dovresti essere un po' più chiaro: non tutti sono in grado di cogliere certi riferimenti (a me per es. qualcosa sfugge).

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  • 24 marzo 2009, 18:19 di Death By Water

    A volte (diciamo assai spesso) tendo a essere un tantino empirico. Credo tuttavia che ognuno debba trovare la propria chiave di lettura, senza titubanze, senza aver paura di andar fuori dal seminato. Qui in realtà si parla di un seminato-sconfinato. Io non voglio indottrinare nessuno, lungi da me; scrivo quello che suscita in me la visione del reale, o del reale-filmico. Avevo pensato a questo proposito a Cillian Murphy, lui è un cult, ma l'avevo già citato di recente, e ho quindi deciso di lasciar spazio ad altri attori. Per quanto riguarda Brel: Bien sur nous eumes des orages...

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  • 24 marzo 2009, 19:24 di Death By Water

    ho saltato un 'h' nel precedente intervento, che guaio, non ci badate...

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  • 24 marzo 2009, 21:04 di spopola

    Non importa quele è il nick che usi... è ciò che dici che è importante... che accende riflessioni...riscopre memorie..... Vorrei contribuire anche io citando Victor Erice (e qualcosa che mi è particolarmente caro.. lo sento "mio) sempre pertineente con l'infanzia (non so se proprio con il caos... ma con qualcosa che ci è attinente come giustamente osservi tu.... il caos della scoperta e della vita): SI E' DETTO E SCRITTO MOLTE VOLTE CHE LA VERA PATRIA DI OGNI ESSERE UMANO E' LA SUA INFANZIA. L'INFANZIA E' IL LUOGO DELL'ORIGINE, L'ETA' (che nons empre coincide anangrafica, aggiungo io, perchè questa play e u commenti lo confermano...) IN CUI LE COSE ACCADONO PER LA PRIMA VOLTA E SI ACCEDE A UNA FORMA SPECIALE DI CONOSCENZA, DI COMUNIONE CON LA VITA CHE, DOPO, DIVENTATI PERSONE ADULTE (quando si rinnega il fanciullino che c'è in noi) PERDIAMO.....

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  • 24 marzo 2009, 21:06 di spopola

    (che non sempre coincide con quella anagrafica, si deve leggere e mi scuso perchè precedo sempre con troppa fretta la tastiera che è lenta)

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  • 24 marzo 2009, 22:16 di Death By Water

    Zanzotto ha ripetuto più volte che la vera voce cui dovrebbe tendere la poesia è la voce del bambino. Pascoli ce lo conferma, e non c'era anche qualcuno che aveva tirato in ballo un "garzoncello scherzoso"?

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  • 24 marzo 2009, 22:29 di Estonia

    Aborro mughianamente tutto questo mitizzare l’infanzia. Non ci vedo nulla di magico nel fanciullino. Ma solo un coacervo di egoismo ed egocentrismo, spesso di una crudeltà inaudita. Più che di caos miracoloso parlerei di caos pericoloso. L’essere umano comincia a diventare interessante con la complessità dell’adolescenza.

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  • 25 marzo 2009, 00:29 di Death By Water

    Nell'adolescenza è già avvenuto un passaggio, si è acquisito un grado di consapevolezza seppur minimo di chi siamo e forse di chi diveteremo (oddio parlo al presente come se queste cose fossero sul serio a venire!), ma al contempo si è perso qualcosa, qualcosa di inestimabile, di potenzialmente sconvolgente, di miracoloso appunto. Passata "l'età di ragione" tutto scompare, o meglio si ridimensiona. Quel passato resta contratto tra i nostri muscoli di modo che esso può, se vogliamo, essere l'unica attenuate per quello che diveteremo o siamo diventati. E' così Tiresia? Non credo che fosse in atto una mitizzazione, ogni età ha il suo fascino e le sue sciagure a mio avviso, ma l'infanzia ha sempre costituito per me qualcosa di miracoloso e ora che quel tempo non c'è più il ricordo che ne conservo ravviva questo sentimento.

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  • 25 marzo 2009, 00:36 di steveun

    Adolescenza // ti ho visto arrivare // mi hai avvolto // mi hai dato la mano // e sono cresciuta. // Non sono donna, // ma non più bambina, // chi sono? // Tu mi accompagni ogni giorno // quanti problemi, // quante domande, // quanti sogni. // Fai parte dei miei anni più belli // le prime amicizie, // i primi amori, // i primi litigi, // le prime delusioni // che piano piano // mi scolpiranno // e avrò personalità più definita. // Mi faranno crescere // e allora dovrò abbandonarti, // per dare la mano // a qualcosa di più grande.

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  • 25 marzo 2009, 05:18 di Death By Water

    Brava, io avevo pensato ad "Alice nella città" ma trovo che anche in altri film di Wenders lo sguardo di chi racconta sia uno sguardo vergine di scoperta, "Il cielo sopra Berlino" per intedersi. Il film di cui parli me lo hanno rammentato in molti bisognerà pur che me lo procuri prima o poi. "Abbiamo così poco tempo e tante cose da vedere" per citare Gene Wilder...un altro che in quanto a caos miracoloso non scherza ma in questo caso si potrebbe parlare davvero di n'importe quoi, per dirla alla francese che suona meglio....

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  • 25 marzo 2009, 13:15 di Death By Water

    No, no che mattiniero è solo che dovevo andare a Bologna stamattina e mi sono alzato presto...allora Lisbona...è una delle città che devo assolutamente visitare, dopo questa descrizione-autobiografica mi viene ancor più voglia di partire.

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  • 25 marzo 2009, 14:19 di Estonia

    Chiarisco meglio. Non amo la retorica sull’infanzia non perché non amo i bambini, ma perché l’essere umano in nuce non è così innocente come si tende a far apparire. “L’uomo è aggressivo e crudele per natura” (cit.), poi l’educazione impone dei filtri, corregge (se è ben indirizzata) o alimenta l’aggressività (se messa in pratica in modo inadeguato). La prova ne è che quando gli individui arrivano ad essere molto vecchi, e tornano di nuovo un po’ bambini, è come se perdessero questi filtri e riacquistano parecchio di quell’egocentrismo assoluto tipico dell’infanzia. Per questo io non vedo neanche l’ombra di fanciullini o garzoncelli scherzosi nella condizione infantile. Vedo i bambini come piccoli uomini che lottano con se stessi e con la loro natura. E’ chiaro che la meraviglia e l’incanto che prova un genitore nei confronti dei suoi figli piccoli è innegabile. Ma oggettivamente l’infanzia, a mio parere, non ha nulla di magico o di poetico.

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  • 25 marzo 2009, 14:40 di Death By Water

    Non credo si sia mai parlato di innocenza, quanto di potenzialità che possono tradursi in positivo o in negativo (e su questo siamo d'accordo). Il miracoloso in questo senso è ambivalente ecco perché ho dovuto leggitimarlo rispondendo a Bradipo, l'ho inseirito per dover di citazione.

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  • 26 marzo 2009, 02:16 di Dying Theatre

    25 marzo 2009, 14:19 di Estonia ....dove debbo firmare....?

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  • 26 marzo 2009, 06:58 di steveun

    Ti vidi per la prima volta, // da bambino, // bere con le mani aperte // alla sorgente della vita, // avevi il volto dell'alba // chi eri? // e vidi // un albero di speranza // dai frutti maturi, // i riflessi del fiume // sembravano diamanti arabescati // e l'acqua // aveva il gusto della gioia. // il contadino // aveva il volto buono di mio padre // mani callose, dure, // ma che s'intenerivano // quando carezzavano la mia guancia. // L'irrazionale pensiero d'un bambino // assorto al gioco // aveva un suo "Credo"... // Ora il ricordo // non può colmare il vuoto // e la lontananza nemica // ha il più amaro dei sapori.

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  • 26 marzo 2009, 09:30 di Estonia

    Ringrazio vivamente Dying per l’apprezzamento e tiresia per gli auguri.

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  • 26 marzo 2009, 12:50 di Dying Theatre

    uff... le beghe da cortile... signori, sia chiaro per tutti... il sottoscritto, da entità distratta da Sè - e pure un po' dal (con)testo - non sta a badare da CHI proviene un'affermazione/uno scritto/un commento, preoccupandosi di dare-addosso-al-nemico perchè, a priori, s'è deciso così... questa è roba da servette lipidiche, vero tiresia? o da eunuchi dell'intelligere, tipo pithecusano, per dire... no... lasciateMi fuori da ste cosucce... per pietas... leggetevi la fallaci, o l'ultima fatica d maxcalifornia và, che non son nato donna, io

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