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27/03/2009 h. 22.47 Attori: Volti da ricordare

L'ordine feroce della virilità

simboleggiato da alcune figure...

  1. Donald McCann Colui che per tutta la vita è stato spodestato senza rendersene conto, non può capire l'amore. Solo i morti ne conservano silenziosamente la memoria...
  2. Phyllida Law Affrontare la morte significa affrontare la cancellazione; nessuno ha lamine così affilate ai pattini da poter solcare indisturbatamente l'oceano ghiacciato.
  3. Burl Ives La materialità che sembra legarci indissolubilmente a questo mondo non è àncora, non è pulpito, è solo l'epitaffio lussuoso dell'inevitabile dissoluzione.
  4. Gloria Swanson L'ordine feroce della virilità nella fase del finale declino. Non c'è bisogno che Gloria Swanson abbia vortici al posto delle mani; quell'ultima tortuosa scalinata conduce direttamente all'oblio.
  5. Harriet Andersson Il capezzale di qualcuno è il luogo più terribile che esista, peggiore della tomba dove tuttavia non v'è traccia di alcunché; mentre Harriet Andersson è circondata da grida e da sussurri.
  6. Irène Jacob Véronique romanticamente conserva scaglie d'infanzia in una preziosa scatola di legno. Ciononostante la ferocia con cui si sono scagliati sulle sue corde vocali, l'ha distrutta all'istante.
  7. Ed Harris E' il poeta che deve morire...il visionario.
SI

Commenti

  • 28 marzo 2009, 10:25 di Death By Water

    Mi ricordo all'uscita di The hours, era il 3 marzo 2003, sono stato male tre giorni, capii immediatamente che quel film mi avrebbe segnato. Ma se prima lo vedevo romanticamente come l'ultimo volo del poeta inghiottito dal roboante nulla della contemporaneità (all'epoca scrissi tutta una serie di cose sull'argomento, tanto da pensar di laurearmi sul libro di Cunningham e sui sottesi rapporti con Mrs Dalloway e non solo), adesso che il caos miracoloso si è assopito lo guardo con occhi diversi, occhi che presagiscono l'ineluttabile, e ciò che rimane è l'incedere perpetuo delle ore prima una poi l'altra (il che non è poco). Ecco il parallelo con Robert Sean Leonard dell'atto I, il poeta fanciullo, vittima sacrificale della società più che di se stesso, mentre Harris è la speculare controparte del fenomeno, il poeta che demiurgicamente si è innalzato sopra il mondo empirico e ha decretato la sua impossibilità di sovvertirne i canoni (infatti Harris si chiede a più riprese cosa la scrittura possa avere di vantaggioso nel corso di un'esistenza). Non so cosa ne pensi, sicuramente sarà capitato anche a te di subire la visione di qualcosa (non credo che alcuni utenti esagerino quando parlano di film che cambiano la vita, forse l'errore commesso è l'uso di un prurale scorretto, il cambiamento avviene nell'intimo di ciascuno, ciò che può aver significato per me, non è detto che debba averlo anche per te e via dicendo), e se così fosse, vorresti raccontarmeli come io ho fatto con te? Magari distesi su un'ampia prateria col vento in faccia e nessuna parete intorno.

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  • 28 marzo 2009, 16:43 di Death By Water

    benjamin mi hanno detto tutti che è un ottimo film, purtroppo io vado al cinema molto di rado perché nel mio paese non ci sono sale, e nelle vicinanze i film proiettati sono l'apoteosi del cinema commerciale che aborro; preferisco scaricare, ma la lentezza della tecnologia trama alle mie spalle. E' sconvolgente a ogni modo come un film possa riempirsi di vissuto, ci sono molte pellicole per me legate a momenti particolari, oltre al dato puramente contenutistico il coefficiente interpretativo ha senz'altro un grande peso. "Buoni propositi per l'anno nuovo: andare più spesso al cinema"...

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  • 30 marzo 2009, 11:08 di Daskabinett

    Al termine della visione di The Hours, uno scoppio di singhiozzi... Una mia cara amica non era passata indenne dalla visione. Non era solo commozione, era empatia dovuta a paralleli con la propria vita... Quanti sono i personaggi e i film che hanno fatto centro, che ci hanno ammutolito mentre gli altri, all'uscita, parlavano già d'altro... Ne dico uno, per me: Gente Comune.

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  • 30 marzo 2009, 15:29 di Death By Water

    Fu davvero una cosa stranissima, mai provato niente del genere. Avevo diciannove anni, mai avevo visto niente di più bello; ogni volta che lo rivedo capisco di non aver avuto torto, anche se parlare di torto non sarebbe appropriato, il sentire non si quantifica , non si gestisce, non si comanda. Hai ragione l'ammutolimento è la diretta conseguenza...e ognuno si ammutolisce senza un perché, di fronte a qualsiasi cosa.

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