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18/05/2009 h. 12.12 Attori: Volti da dimenticare
Le avventure di Nicholas Kim Coppola 11

Le avventure di Nicholas Kim Coppola 11

Quest'oggi, ragazzi miei, ci soffermeremo sui punti "calienti" della monografia Cageiana. Di come abbia incontrato Lynch ed abbia girato quel pasticciaccio brutto di nome "Cuore selvaggio", di come venne scelto da De Palma per "Omicidio in diretta", e di come, soprattutto, riuscì ad aggiudicarsi il grande "Al di là della vita" di Scorsese. La questione è presto detta. Molti, tra cui i maestri sopra citati si sono lasciati ingannare dall'aspetto del Cage persona(lità). Lynch credeva di aver incrociato Elvis Presley con la pettinatura ribalda di un criminalotto romantico e gli appioppò un ruolo cucito su misura per il suo istrionismo molto eccessivo, De Palma "comprese" il suo Oscar e fu fuorviato dalla faccia del Nicolas. Una faccia da lucertola, adatta ad interpretare Rick Santoro, un poliziotto lestofante e sguaiato con un suo codice di moralità. Un ruolo perfetto per il Nicolas, un ruolo scolpito nei suoi occhi, di un verde mare vivissimo. Strambo film quello di De Palma, prendere o lasciare, lo stesso discorso fatto per la pellicola di Lynch: ciofeca o capolavoro? Di "Cuore selvaggio" rimangono impressi i tramonti accecanti e la melodia incantatoria di Chris Isaak, la brutalità rozza di un Dafoe guittissimo e la bellezza acqua e sapone di Laura Dern, che poi ritroverà il nostro in seguito, con l'altrettanto discutibile "Inland Empire", a mio avviso un gradino sotto l'invece immenso "Mulholland drive", l'opera più compiuta di David. Esercizio di stile quello di De Palma? Manierismo? Vuoto a riempire? Chissà. Dell'abbagliante Scorsesiano "Al di là della vita" ci sono molte cose da dire. L'atmosfera allucinatoria, gli incubi del protagonista, la dimensione onirica, il finale pirotecnico e scintillante, il tutto corroborato da una notte incendiaria, buia e tremenda. Un Don Chisciotte che soffre di complessi di colpa in un Inferno in Terra. Cage va benino, soprattutto quando tiene a freno il suo "nervosismo". Ma il Nicolas come ha fatto ad aggiudicarsi questi tre film? Rimane un mistero che il Nicolas lavori con grandi registi e non "marchi" le loro suddette opere. Il Nicolas ha la faccia giusta, il fisico adeguato, la mimica che fa al caso nostro. Una faccia ovalica, imperfetta, senza rughe, con due labbroni penzolanti, la "barbetta" sul petto e l'aria discola di una fiammella nelle tenebre. Il Nicolas sa conquistare le sue prede col fascino ammaliatorio della sua retorica attoriale. Facile cadere nella trappola, troppo difficile non lasciarsene imbrigliare. Un uomo che rimane un dubbio. Un cane fatto di carne umana che, trepidamente, canta e corre come un eterno giovincello, col fumo "protuberante" che gli spunta dalle orecchie, orecchie incastrate al collo, appese al suo filo. Patricia Arquette se ne innamorò, ma poi fu lite furibonda, ed oggi l'Arquette non lavora quasi più, Cage se n'è andato e non tornerà. La tradisce con nuove squinzie, più in linea col suo temperamento puttanesco.

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SI

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