Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

scrivi la tua opinione

Non ancora bookmarkato  
27/05/2009 h. 11.15 Film da ricordare
La concezione del mondo secondo i Coen

La concezione del mondo secondo i Coen

Il cinema dei fratelli Coen spazia su tutti i generi dal thriller, al comico, al drammatico, al grottesco analizzando i comportamenti degli esseri umani, il loro fine ultimo. Ma qual'è il fine ultimo delle azioni umane? Il senso della nostra esistenza???

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Non è un paese per vecchi
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Burn After Reading - A prova di spia
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il grande Lebowski
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'uomo che non c'era
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Ladykillers
  6. DvdBlu-RayUmd non disponibile Fargo
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Blood Simple
SI

Commenti

  • 27 maggio 2009, 11:20 di Johnny Depp

    Playlist molto striminzita, aggiungi(ci) altri film.

    cancella commento cancella commento e blacklista Johnny Depp
  • 27 maggio 2009, 11:20 di Johnny Depp

    Playlist molto striminzita, aggiungi(ci) altri film.

    cancella commento cancella commento e blacklista Johnny Depp
  • 27 maggio 2009, 11:20 di Johnny Depp

    Playlist molto striminzita, aggiungi(ci) altri film.

    cancella commento cancella commento e blacklista Johnny Depp
  • 27 maggio 2009, 11:51 di H.A.L 9000

    "La concezione del mondo secondo i Coen": Si tratta di un argomento su cui sto riflettendo da un po' di tempo (anzi, volevo perfino compilare una playlist a proposito...). Secondo me - di recente ho scoperto e ho approfondito l'opera letteraria e filosofica di Albert Camus - nel cinema dei fratelli Coen si può riscontrare un'impronta profondamente filosofica (ed etica) molto vicina alla posizione esistenzialista di Camus: L'assurdità del mondo, il caos dominato dal caso, l'assenza di ogni sicurezza esistenziale (se si esclude la morte...), la mancaza di un senso della vita a priori. Mi riferisco sopratutto a "No country for old men" e "The man who wasn't there" che secondo me si rifà esplicitamente a "L'Etranger" di Camus: Basta pensare al personaggio di Billy Bob Thornton che tanto ricorda Meursault ò al processo finale. Qual'è il fine ultimo delle azioni umane? Mah, forse proprio il voler dare un senso ad un'esistenza che a priori non ne ha...

    cancella commento cancella commento e blacklista H.A.L 9000
  • 27 maggio 2009, 13:26 di quick

    Cacchio, Coen, Camus... tutti e tre cominciano con la C!!!! Scherzi a parte, Hal, ma lo sai che è davvero bella questa lettura e l'accostamento Uomo che non c'era/Straniero? Molto interessante

    cancella commento cancella commento e blacklista quick
  • 27 maggio 2009, 14:27 di Daskabinett

    Uhm, l'accostamento L'uomo che non c'era/ Lo straniero, per non dire quello Cohen/ camus mi sembra molto azzardato. Banalmente, i due registi condiscono le loro opere di un'ironia (anche in "Non è un Paese per vecchi" s ene trova traccia, seppur in mino misura) che nello scrittore è assente. Inoltre, Camus fa i conti con Dio o comunque con il discorso religioso, che nei film dei due fratelli visti finora non mi sembra di aver riscontrato. Un cosa in comune, però c'è, e non è di poco conto: l'assurdo. Ma il tema si fa complesso... Tornando alla play, più che spaziare tra i vari generi, direi che la maggior parte dei loro film è un concentrato di vari generi ben dosati e mescolati (a parte Burn After Reading, ciambella senza il buco) ed è questo a renderli degli chef.. pardon dei cineasti di alto livello.

    cancella commento cancella commento e blacklista Daskabinett
  • 27 maggio 2009, 15:09 di Daskabinett

    PS: personalmente nella play cambierei Burn After Reading, Ladykillerse Bllod Simple (quet'ultimo però non l'ho visto) con Fratello, Dove Sei (il miglio film dei Cohen secondo me), Prima ti sposo e poi ti rovino e Mr. Hula Hoop..

    cancella commento cancella commento e blacklista Daskabinett
  • 27 maggio 2009, 16:57 di tabula rasa elettrificata

    Inimitabili Coen , peccato che la tirannia dei 7 posti abbia impedito l'entrata di Barton Fink . Ciao a tutti

    cancella commento cancella commento e blacklista tabula rasa elettrificata
  • 28 maggio 2009, 10:33 di quick

    Rollo guarda le cose da un punto di vista più ampio. Strutturale diciamo. Certo è tutto diverso, ma l'assurdo e la posizione dell'uomo di fronte ad esso, che poi sono la cifra del pensiero di Camus, hanno in fondo un bel posto anche nella filmografia dei Cohen.In effetti la "spaesatezza" (che tu sai ben tradurre in tedesco...) nel film con Billy Bob è un dato. Un po' come fosse il contrario dell'esserci (anche questo sai come si dice in tedesco, no?). Nessuna derivazione stretta, ma un terreno comune. sì. E poi lo straniero è stato film. Il resto che citi no. Io continuo a dire bravo a Hal.

    cancella commento cancella commento e blacklista quick
  • 28 maggio 2009, 10:59 di Daskabinett

    Rollo concordo pienamente con la tua analisi; ho solo una riserva in merito al "calcolato appeal" per dare una parvenza di filosofia, non so se i Cohen abbiano tale malizia.. Per quanto riguarda l'accostamento finale che fai dei Cohen a Bergman, Dreyer, Kieslowsky, forse è quasi automatico che 3 registi europei (Nord-Europa per essere più precisi) degli anni '50-'90 si discostino molto da uno statunitense in quanto ad espressività; ma forse un film rouge c'è, cioè la sollecitazione che porta ed esprimerli, e qui mi collego a Quick quando dice che non c'è derivazione, collegamento diretto, ma un terreno comune si..

    cancella commento cancella commento e blacklista Daskabinett
  • 28 maggio 2009, 11:00 di Daskabinett

    intendevo "fil rouge", non film rouge... lapsus kieslowskiano.... :-)

    cancella commento cancella commento e blacklista Daskabinett
  • 1 giugno 2009, 13:25 di Utente rimosso (pithecusano)

    Credo che Camus - e lui più di Sartre - sia stato lo scrittore e filosofo contemporaneo che meglio ha definito e teorizzato l'assurdità dell'esistenza, laddove "assurdo" è l'assoluta mancanza di significati a priori tali da giustificare, invece, tutte le significanze e gli sforzi che ciascuno di noi e l'Umanità nel suo complesso persegue nella vita. Inevitabile, perciò, per chiunque si misuri con l'assurdità, il caso, l'indifferenza dell'esistenza al nostro penare e vagare, misurarsi anche con Camus. Senza per questo far diventare i Coen esistenzialisti e, come correttamente osservato, con i dovuti distinguo sulle matrici culturali. La differenza più grande, forse, è proprio questa: l'universalità dell'opera di Camus (saggi compresi) piuttosto che il profondo legame disincantato all'America dei Coen. ____ Anche io avrei trovato un posto per "Fratello dove sei?"___Grazie, mally!

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (pithecusano)

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?