Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

scrivi la tua opinione

Non ancora bookmarkato  
06/06/2009 h. 14.03 Film da ricordare

Jean-François Richet: cinema della sommossa

Classe 1966, Jean-François Richet è un cineasta geneticamente "banlieuesard". Cresciuto a Meaux (a una quarantina di chilometri da Parigi), il suo cinema è tutto all'insegna della ribellione, sia che questa si proponga come sollevazione proletaria ("État des lieux", 1995) sia che si presenti sotto forma di sommossa incendiaria ("Ma 6-T va crack-er", 2001). Senza tuttavia trascurare i focolai di resistenza sentimentale che abitano la "banlieue" ("De l'amour", 2001) o disdegnare escursioni deterritorializzanti nel cuore freddo dell'Impero ("Assault on Precinct 13", 2005). Infine il confronto con il bandito-icona più celebre dell'Esagono, quel Jacques Mesrine che tra gli anni '60 e '70, con le sue innumerevoli rapine in banca e le sue clamorose evasioni, ha osato sfidare le istituzioni sul loro terreno: lo spettacolo. Un cineasta che, muovendo da basi marxiste-leniniste, ha radiografato la deriva autoritaria di un paese che etichetta come "casseurs" ("vandali") e "racaille" ("feccia maleodorante") tutto ciò che rovina la sua immagine ufficiale.

  1. État des lieux 1995 - Richet e il cosceneggiatore Patrick Dell'Isola realizzano il film a partire dai loro sussidi di disoccupazione. Un agit-prop-rap che demolisce i cliché dell'emarginazione con un montaggio alla Ejzenštein. L'"Ottobre" della banlieue.
  2. Ma 6-T va crack-er 1997 - Altro che "L'odio" di Kasso: è questo il vero manifesto dello scontento delle cité parigine. Attori non professionisti, esperienza di prima mano e assoluto realismo fanno di questo film un esemplare sovversivo di "cinéma-armé".
  3. De l'amour 2001 - Dopo due film eversivi, Richet mostra l'altra faccia della banlieue, quella dei sentimenti. Nel cemento della cité (r)esiste la possibilità "De l'amour", ma sempre minacciata dai soprusi dell'autorità. Un mélo scontrosamente antipoliziesco.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Assault on Precinct 13 2005 - Trasferta americana (e remake carpenteriano autorizzato) per Richet che, guidato dalla sceneggiatura “character-oriented” di James deMonaco, trasporta la ribellione nella gelida periferia di Detroit.
  5. Nemico Pubblico N.1 - L'Istinto di Morte 2008 - Saga Mesrine capitolo 1: l'apprendistato criminale e l'ascesa malavitosa di Jacques Mesrine, professione bandito. Nessuna prospettiva ideologica né progettualità eversiva nelle sue azioni: solo megalomania e "Instinct de mort". Tronfio.
  6. DvdBlu-RayUmd non disponibile Nemico Pubblico N.1 - L'ora della fuga 2008 - Saga Mesrine capitolo 2: la conquista del titolo di Nemico Pubblico n.1. Il duello tra Mesrine e il flic Broussard è spettacolo nella società dello spettacolo. L'esecuzione del bandito si fa sfarzosa esibizione nel teatro di Porte de Clignancourt.
SI

Commenti

  • 6 giugno 2009, 17:25 di bradipo68

    grazie jos per le belle parole che hai speso su Richet:ho visto il dittico su Jacques Mesrine e l'ho trovato notevolissimo,la seconda parte mi ha quasi rapito.Ho in casa Assault on Precinct 13 ,acquistato due tre anni fa ma ancora sigillato perchè amo moltissimo l'originale carpenteriano e avevo paura di provare cocente delusione.Ora lo vedrò con l'occhio del fan .Volevo provare a vedere se in qualche maniera gli altri fossero disponibili ma vedo che anche da quel lato non c'è verso.L'unico mezzo è caricare il mulo....

    cancella commento cancella commento e blacklista bradipo68
  • 6 giugno 2009, 17:43 di joseba

    Grazie a te Brad! Indubbiamente il dittico su Mesrine è il lavoro più importante di Richet, ma a mio avviso le sue cose più significative sono i primi tre film (soprattutto "Etat des lieux" e "Ma 6-t va crack-er"). Purtroppo il solo modo di procurarseli è quello a cui hai accennato tu ed entrambi i film, parlati in gergo banlieuesard (non privo di inversioni verlan) e col sonoro in presa diretta, sono di difficoltosa comprensione linguistica. Ma la fatica è ampiamente ripagata dalla ricchezza e dalla flagranza delle situazioni rappresentate. Si impara molto vedendo questi film e si viene direttamente a conoscenza di una realtà rappresentata senza i filtri deformanti dei reportage o dei servizi televisivi. Quanto al remake del film di Carpenter, devo confessare che è il titolo di Richet che mi ha entusiasmato meno (insieme alla prima parte del dittico Mesrine), ciononostante ha una sua energia e una sua strategia delocalizzante che ne giustificano la visione. Saluti.

    cancella commento
  • 6 giugno 2009, 22:02 di joseba

    Spero prima o poi di incontrare qualche altro squinternato come me che si sia preso la briga (o che se la prenda) di vedere i primi due film di Richet. "Ma 6-t va crack-er" tanto tanto, ma "Etat des lieux" era davvero un invisibile fino a pochissimo tempo fa. Saluti a te, Roark!

    cancella commento

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?