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12/06/2009 h. 10.39 Film: Off Topic
L'importanza di chi non c'è più

L'importanza di chi non c'è più

Cari amici di FilmTV, ultimamente mi capita spesso di svegliarmi al mattino e ripercorrere mentalmente alcune tappe della mia vita, ricordando i tempi spensierati della scuola, le escursioni in montagna con gli amici o le lunghe serate passate a chiacchierare con loro. Questa mattina, però, è stato diverso. Il ricordo si è spinto più indietro negli anni. Mi sono rivisto spaventato il primo giorno di scuola, in lacrime dopo essere caduto dalla bici o ridere per le buffonate di qualche adulto. Ho rivisto i miei nonni ed ho ripensato a loro, ai loro insegnamenti ed alla pazienza che hanno sempre avuto nei miei confronti. Purtroppo non posso dire che la cosa sia sempre stata reciproca. Mi è tornato in mente il giorno in cui mio nonno se n’è andato. Guardavo le sue mani incrociate sul petto, e pensavo che quelle mani erano le stesse che mi tenevano quando si andava a passeggio, le stesse che mi rialzavano quando cadevo, le stesse che mi prendevano in braccio e mi coccolavano. Le stesse che avrei dovuto stringere quando lui aveva bisogno di me, del mio affetto e del mio conforto nei giorni bui della malattia. Da adolescente codardo non sempre ho affrontato le difficoltà nel modo giusto. Spesso me ne sono andato, a volte anche sbattendo la porta. Quello che ora resta, insieme al suo ricordo indelebile, è la consapevolezza di aver sbagliato e di non poter far nulla per rimediare. Si capisce sempre troppo tardi l’importanza delle persone che si hanno a fianco. Nonni, zii, genitori, amici, amanti… solo quando la vita ce li strappa o ce li allontana si capisce quanto siano importanti.

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SI

Commenti

  • 12 giugno 2009, 10:51 di spopola

    .. più gli affetti sono importanti e vicini... più è pesante il senso di colpa che ci opprime insieme alla comsapevolezza di non avere davvero (purtroppo) più tempo per rimediare... per dire tutte quelle cose che non sono state dette (non è retorica credimi ma una dolorosa constatazione personale) quando ancora >"il tempo poteva essere benigno".

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  • 12 giugno 2009, 12:13 di LAMPUR

    Siamo pigri e leziosi. Rimandiamo sempre. Posticipiamo. Ed avere coscienza di ciò ora, renderà ancor più doloroso il dopo. Quando non ci sarà più tempo, ma solo pianto e rimpianto.

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  • 12 giugno 2009, 14:39 di Daskabinett

    Non solo pigri e leziosi, ma anche egocentrici, tutti concentrati su noi stessi magari anche a causa di qualche sofferenza ma commettendo il grave errore di non permettere agli altri di entrare.. Poi quel problema specifico passa, ma intanto noi abbiamo perso minuti e ore preziose e le persone che in quei momenti ci stavano accanto, discretamente, non ci sono più. Per quanto riguarda gli amanti, la cosa più atroce è non poter tornare indietro a cancellare il male fatto... non resta che perdonare e cercare di perdonarsi...

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  • 12 giugno 2009, 15:31 di marlucche

    concordo con lampur! pigri e leziosi! quando si acquisisce una consapevolezza invece di piangere sul latte versato si cambia e si inizia a vivere pienamente.... augh!

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  • 12 giugno 2009, 16:47 di giusal

    e'sempre cosi',pensiamo di doverci a qualunque costo avvelenare la vita con i nostri senzi di colpa,cosa che ho fatto io fino a poco tempo fa ,ma piano piano sto imparando che volere bene a qualcuno non vuol dire non vivere la propria vita.Non vuol dire che per farci volere bene,o per far stare bene gli altri dobbiamo stare male noi.i nostri nonni o padri o zii hanno vissuto o continuano a vivere la propria vita come hanno voluto loro,e noi dobbiamo vivere la nostra come noi crediamo che sia meglio,senza farci influenzare da eventuali eventi.perche'non e'possibile che un figlio rimedi agli sbagli fatti dal padre.Per quanto mi riguarda io ho 2 figli maschi ,li sto crescendo ed educando come meglio posso,li aiutero'anche finanziaramente secondo le mie possibilita',mentre saro'ancora in vita ,ma non pretendero'mai che uno di loro sacrifichi la sua vita per la mia.se quando saro'vecchio non mi andra'bene,vorra'dire che ho sbagliato io in gioventu',e sara'solo colpa mia,non pretendero'niente dai miei figli,e mi vedranno sempre con il sorriso perche'per loro se ogni tanto vorranno venire a trovarmi dovra'essere un evento piacevole e non dovra'essere un obbligo...un peso ...un dovere da assolvere ogni tanto!

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  • 12 giugno 2009, 16:47 di LAMPUR

    Tutti abbiamo ribadito e ringraziato Scotty per aver posto l'accento su qualcosa che temiamo non poter arginare. Siamo smancerosi nell'evidenziarne e sottolinearne motivazioni e conseguenze, e pigri nell'attuare le semplici contromosse. Una visita in più, una telefonata, un rigo appena (anche in box). Perchè vale per un parente, per un amante, per un amico, per un viso appena conosciuto, per una voce appena ascoltata. Il pensiero è importante e, spesso, chi ti vuole bene, lo percepisce. Ma potrebbe servire qualcosa di più. Siamo leziosi a ribadirlo e siamo pigri a far si che le persone che amiamo si sentano amate. E so quel che dico (pur razzolando una chiavica...)

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  • 12 giugno 2009, 16:55 di bradipo68

    beh Scotty conosco bene la sensazione che provi,il vuoto che assale quando perdi qualcuno così vicino.E da adolescenti è anche peggio,spesso non si ha modo di elaborare il lutto,per questo viene da fuggire.Io da poco più di un anno ho perso mio padre che tra tutte le altre cose mi ha insegnato(se così si può dire) lo smisurato amore che ho per il cinema.Normale che in un rapporto ci siano alti e bassi,ma sono orgoglioso di essergli stato vicino fino alla fine,mentre mi continuo a dolere del tempo trascorso lontano da lui e del fatto che è andato via così presto facendomi sentire come defraudato di un affetto per me fondamentale...

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  • 12 giugno 2009, 18:11 di Scotty

    Grazie a tutti per le vostre parole. Vorrei, però, precisare che ciò di cui vi ho parlato è accaduto ormai dieci anni fa. Il tempo ha cicatrizzato la ferita, anche se non ha lenito il senso di colpa per non aver fatto ciò che avrei dovuto. Non sbagliare mai è impossibile. Il dolore per gli sbagli commessi è il prezzo che dobbiamo pagare per crescere un po' ogni giorno.

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  • 12 giugno 2009, 18:53 di spopola

    .. non cambai molto sai quando è accaduto.. e quanto tempo è passato. Le cicatrici restano. Ce le portiamo impresse... si attutiscono le sensazioni, impariamo a conviverci, ma non per questo si annullano...

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  • 13 giugno 2009, 13:03 di Utente rimosso (pithecusano)

    Caro Scotty, parli di un'esperienza che, chi più e chi meno, si prova tutti, prima o poi. A farci perdere qualcuno non sempre è la Morte, verbo intransitivo coniugabile solo al passato, a portarlo via, a volte è la Vita, paradigma poliedrico di bivi, errori, trionfi e miserie. Non è detto che la prima sia più categorica della seconda. Nè credo che il tempo sia sempre galantuomo, anzi, come cantava la Bertè, a chi lo dice certe volte mi verrebbe da legarci un sasso stretto stretto e buttarlo in fondo al mare. Nella mia esperienza, che (complice l'età) mi fa ora fare precisamente la parte dell'impiccato ad una convention di venditori di corde, posso dirti che più del tempo è la capacità di diventare grandi, che ci aiuta ad andare avanti. Però, come mi porto ancora fisicamente addoso le cicatrici delle ustioni delle mie occasioni perse a 20 anni, fanno più male le cicatrici dello sfumare dei visi sorridenti di quegli amici con i quali avrei dovute condividerne la realizzazione nell'espressione di chi ti manda a quel paese e non ti risponde nemmeno al telefono quando stai per dirgli che uno di noi, sì, uno di quelli che 20 anni li abbiamo avuti insieme, è morto di malasanità a 45 anni. ____ Visioni consigliate: "Una storia vera" "il Sindaco del rione sanità" "Fiorile" "La messa è finita".

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  • 26 giugno 2009, 11:55 di fixer

    Cara Tiresia, la tua citazione di Foscolo mi ha commosso. Meno male che ci sei, anche se non scrivi di cinema. Non ti ringrazierò mai abbastanza!

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