Cinema italiano: il peggio (è passato?)
So di essere banale, ma credo che il cinema italiano a cavallo fra gli ultimi anni 90 e i primi anni del 2000 sia stato una sorta di buco nero della cinematografia mondiale, forse il periodo più deprimente e desolante che il nostro cinema (e forse non solo il nostro) abbia conosciuto fino ad ora. Eppure, dopo il recente successo dei Garrone e dei Sorrentino, sembra quasi che quel periodo sia passato e che qualcosa stia cambiando. In ogni caso, ecco una rassegna di quello che secondo me è stato il peggio del nostro cinema a cavallo tra la fine del secolo e l'inizio del nuovo: ROBERTO FAENZA: il classico regista da fiction, è uno dei pochissimi rimasti, insieme a Ozpetek, che si ostinano a scegliere cast come: Cristiana Capotondi, Alessandro Preziosi, Isabella Ferrari e compagnia bella; I giorni dell'abbandono, che lui ha difeso a spada tratta dalle critiche ricevute a Venezia con una irritante presunzione e con fare piccato (ha detto che addirittura avrebbe dovuto partecipare agli oscar!!!), come se gli avessero criticato il suo Otto e mezzo, è un film ridicolo, televisivo e kitsch, che sprizza autocompiacimento e artificiosità da ogni singola inquadratura e movimento di macchina. ALESSANDRO D'ALATRI: il suo è un cinema insulso, insignificante, superfluo, forse il più rappresentativo della sterilità e del vuoto pneumatico dei valori della neoborghesia, oltre ad essere anche l'apogeo del "carinismo" post-mucciniano; l'attore feticcio di Fellini era Mastroianni, quello di Hitchcock era James Stewart, quella di Bergman Liv Ullman, il suo è Fabio Volo... CRISTINA COMENCINI: vedi sopra MARCO PONTI: altro esponente del carinismo post-mucciniano; quando ha esordito è stato subito definito un innovatore, e probabilmente lui stesso si credeva tale, talmente innovatore che nel giro di 3-4 anni è praticamente sparito, quando cioè è finita l'onda dei registi emuli di Muccino, e credo senza la nostalgia di nessuno; patetiche le strizzatine d'occhio, i riferimenti cinefili e metacinematografici, l'ostentazione di un inutile e vuoto virtuosismo tecnico. Insomma, un patetico imbellettatore del nulla. MICHELE PLACIDO: uno degli autori più presuntuosi del nostro cinema attuale, con in più, rispetto ai suoi colleghi, dei vezzi autoriali e delle pretese intellettuali alquanto irritanti. FAUSTO BRIZZI: vabbe', cinema del nulla... FRANCESCO NUTI: da ogni singolo fotogramma dei suoi film traspare un'arroganza, un narcisismo e una ipertrofia dell'ego al limite del patologico (anche se prima era abbastanza simpatico). FRANCO ZEFFIRELLI: per carità, alcuni film sono decenti, ma altri sono di un kitsch e di un ridicolo involontario tremendi...Fratello Sole sorella Luna lo considero un film comico, al pari di Una pallottola spuntata e simili, idem Il giovane Toscanini, incredibilmente sciatto e oleografico. TINTO BRASS: va be', DEMENZIALE dal punto di vista cinematografico (non sa come si muove una macchina da presa, come si dirigono gli attori, crea personaggi che neanche in un film porno ecc.); inoltre pretenderebbe di essere un alfiere della liberazione sessuale e di riportare la sessualità a una dimensione ludica e gioiosa (per questo in Francia lo definiscono regista "eretico", cosa che sottolinea spesso), quando i suoi film non sono altro che l'equivalente cinematografico di un peep show. GIUSEPPE TORNATORE: va peggiorando sempre di più...
Commenti
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21 giugno 2009, 01:01 di Utente rimosso (astronomy domine
e continua ad essere una sorte di buco nero della cinematografia
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21 giugno 2009, 08:05 di supadany
Farei dei sistinguo totali sulla tua lista partendo dal presupposto che nessuno di quelli è un fenomaneo (tranne forse potenzialmente Tornatore per il passato). Faenza hai ragione è di una sciattezza sconvolgente (ma anche lui qualche film bello l'ha fatto). D'Alatri mi piace proprio accoppiato con Fabio Fly, sul resto meno. La Comencini mi piace proprio e basta come regista. Michele Placido dopo "Romanzo criminale" si è rivalutato parecchio, dato che veniva da una serie di film sconfortanti, aspetterei il prossimo che dovrebbe andare a Venezia. Fausto Brizzi ha talento, credo lo abbia dimostrato con "Ex", sciuramente non con i film sugli esami. Nuti poverino ormai è andato, ma anche lui, nella sue stramberie, qualche cosa di buono l'ha fatto, certo coem regista poco da dire. D'accordo su Zeffirelli, aggiungerei gli ultimi 20 anni di Dario Argento, il "buon" Veronesi che non strappa una risata ed anche Salemme, Fuori i concorsi i Vanzina e Parenti.
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21 giugno 2009, 11:41 di maldoror
Beh si, alcuni dei registi che ho citato hanno un certo mestiere per carità, anche D'Alatri è bravino ad esempio, anche Ponti, ma quello che criticavo è la totale vuotezza di contenuti, la sterilità dei loro film, delle loro storie, il loro stile televisivo. Insomma chi si ricorderà del loro cinema fra venti-trent'anni? (A questo punto ci metterei dentro anche la Archibugi e Giuseppe Piccioni)
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21 giugno 2009, 13:15 di supadany
Probabilmente ci si ricorderà semplicemente dei loro film migliori, mentre gli altri non si troveranno più.
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21 giugno 2009, 19:38 di jonas
Mi trovo d'accordo quasi su tutto con te. Faenza, più che incapace, è televisivo: dovrebbe fare fiction, non film per il cinema. Tornatore, D'Alatri e Placido qualcosa di buono in passato lo hanno fatto, poi in effetti si sono persi. La Comencini deve tutto al cognome che porta. Nuti, Zeffirelli, Brass... vabbé, questo è sparare sulla Croce rossa.
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22 giugno 2009, 15:49 di Johnny Depp
Tutto vero quello che scrivi, il Cinema italiano se n'è bello che andato, non ci rimane altro che contemplare il passato, conservando scrupolosamente quei pochi autori ancor oggi interessanti, vedi Marco Bellocchio. Ma siamo in Italia, e l'Italia di oggi fa un po' di tenerezza. Veniamo battuti ed umiliati dal Brasile in Confederations Cup e ci facciamo chiamare Campioni del Mondo, arriva nelle sale il nuovo "film" dei Vanzina, abbiamo un Presidente del Consiglio che va a mignotte e spende e spande, non votiamo ai referendum, le donne vanno con quelli coi soldi e vengono ammaestrate fin da bambine all'arte del "succhialo al direttore", le strade sono piene di puttane e i poliziotti si fermano in pasticceria, gli psichiatri emettono verdetti inappellabili sulla base di una seduta di un'ora in cui pretendono di "capire" i problemi di una persona, ed i tossici acquistano droga dal droghiere col beneplacito delle istituzioni.
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2 gennaio 2010, 22:31 di maldoror
Dei film italiani contemporanei ti posso consigliare quelli di Ciprì e Maresco, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino (avrai sentito parlare ad esempio di "Gomorra" e "Il divo" immagino...)
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4 gennaio 2010, 13:39 di maldoror
Come ho detto più volte altrove, La sconosciuta è fino ad ora il film che preferisco di Tornatore, e lo ritengo anche il suo miglior film degli ultimi anni; al contrario credo che a rovinare Tornatore sia proprio la volontà imperterrita di continuare a raccontare la "solare" Sicilia, probabilmente al solo scopo di ripetere il successo (e l'oscar) di Nuovo cinema Paradiso, visto che la Sicilia di Tornatore è quanto di più posticcio, fasullo e kitsch si possa immaginare. Baaria ad esempio è un film terribile, forse il suo peggiore insieme a Malena, quasi altrettanto terribile è La leggenda del pianista sull'oceano, mi riferivo soprattutto a questi film quando parlavo del peggioramento di Tornatore. Comunque il nascondiglio di Pupi Avati l'ho trovato un filmetto mediocre, i migliori film italiani degli ultimissimi anni, ripeto, sono soprattutto Gomorra e Il divo.
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4 gennaio 2010, 14:02 di maldoror
Salvatores non lo conosco quasi per niente, però Denti è un film interessante (più di quelli di Tornatore sicuro), merita una visione.
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