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15/07/2009 h. 10.17 Film: Playlist libera
Rivelazioni sensoriali: il cinema di Jacques Audiard

Rivelazioni sensoriali: il cinema di Jacques Audiard

Cinque lungometraggi all'attivo, il figlio d'arte Jacques Audiard (il padre Michel è stato uno dei mostri sacri del cinema francese, ha messo lo zampino in più di 120 sceneggiature) è un auteur che si sporca le mani con gli ingranaggi del polar (ma non solo) fin dal suo primo film (Regarde les hommes tomber, 1994, mai distribuito in Italia). L'opera del cinquantasettenne cineasta e sceneggiatore parigino si sviluppa essenzialmente su due linee guida: un'estetica cinematografica di grande pregnanza sensoriale e una predilezione per vicende individuali sconvolte dall'improvvisa rivelazione di un'inclinazione nascosta. Non solo il già citato noir d'esordio, ma anche i successivi Un héros très discret (1996, anche questo mai uscito da noi), Sulle mie labbra (2001), Tutti i battiti del mio cuore (2005) e il recente Un prophète (2009) raccontano, variazioni permettendo, la stessa storia: quella di un uomo che, messo alle strette da eventi e circostanze fortuite, scopre improvvisamente dentro di sé (o lo coltiva con ossessivo accanimento) un talento fino ad allora soltanto in nuce. Rivelazione sconvolgente: da quel momento la sua esistenza non potrà più essere come prima.

  1. Regarde les hommes tomber (1994) Adattamento del romanzo "Triangle" di Teri White, l'esordio alla regia di Jacques Audiard è un noir psicologico con sottili sfumature omoerotiche che non degenera mai nello psicologismo o nel sensazionalismo d'accatto. Palpitante.
  2. Un héros très discret (1996) Secondo film del quarantaquattrenne Audiard: una commedia con venature drammatiche sui sogni di gloria di un uomo in bilico tra mitomania e genialità, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Dal romanzo omonimo di Jean François Deniau.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Sulle mie labbra (2001) Spalleggato in sede di sceneggiatura dal romanziere Tonino Benacquista, Audiard dirige un noir teso come un arco, sbalzando vigorosamente i caratteri in azione e facendo emergere le loro personalità attraverso i comportamenti. Avvolgente.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Tutti i battiti del mio cuore (2005) Remake dell'inarrivabile Fingers di James Toback. Penalizzato dalla presenza di Romain Duris, De battre mon coeur s'est arrêté è senz'altro il titolo più fragile della preziosa filmografia audiardiana.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un prophéte (2009) Nella vicenda di (de)formazione carceraria di Malik, parabola individuale, quadro d'insieme e tensione drammatica armonizzano perfettamente per dare vita a un Bildungspolar da brividi. Ad oggi il capo d'opera di Audiard.
SI

Commenti

  • 15 luglio 2009, 10:46 di bradipo68

    ho visto solo due film di Audiard ma condivido la tua passione su un autore di cinematografia preziosa.Sai per caso se e quando uscirà in Italia Un prophete?

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  • 15 luglio 2009, 10:52 di joseba

    Ciao Brad, i diritti per "Un prophète" sono stati acquistati dalla BIM. Il film dovrebbe uscire in autunno ma la data non è stata ancora stabilita (o quanto meno annunciata). Saluti!

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  • 15 luglio 2009, 13:31 di Inside man

    Audiard è uno dei pochi autori veramente originali da 15 anni a questa parte (purtroppo lo conosco solo dal bellissimo "Sulle mie labbra", ma le tue recensioni sui precedenti Jo, sono per me una garanzia). Sono anch'io in trepida attesa per "Un prophete", Oltretutto a Cannes, nonostante sia stato considerato dalla critica, quasi unanimemente, il migliore del concorso, e pur essendo un film francese (con presidente della giuria la Huppert), non ha conseguito la Palma d'oro. Joseba ci conferma trattarsi di un capolavoro (insieme a Nickoftime e Marlucche). Quale miglior viatico per aspettarsi un'opera d'arte tout court! Un saluto.

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  • 15 luglio 2009, 21:06 di joseba

    Grazie dei commenti, per il sottoscritto è un autentico piacere leggere interventi così calzanti e competenti. Inside: confermo perentoriamente il titolo di capo d'opera (inteso come lavoro più compiuto e imponente tra quelli realizzati da Audiard) per "Un prophète" e non mi lamento affatto per la mancata Palma d'Oro. Oltre ad essere un riconoscimento di enorme prestigio, il Gran Premio della Giuria negli ultimi anni è andato a pellicole di assoluto valore cinematografico: giusto per fare due nomi nel 2006 è stato assegnato al magnifico "Flandres" di Bruno Dumont e nel 2008 è andato allo splendido "Gomorra" di Garrone, due film che alla potenza estetica uniscono un'inquietudine di ricerca che spinge il cinema in territori inesplorati. "Un prophète" è in ottima compagnia, insomma :) Roark, quello che dici sulla spaccatura tra Arte e Vita mi dà da riflettere: così su due piedi i primi film di Audiard non mi sembrano esplicitamente attraversati da questa frattura ("Tutti i battiti del mio cuore", al contrario, lo è senz'altro), ma se è dato interpretare lo scarto di cui parli come improcrastinabile necessità di reinventarsi completamente da un giorno all'altro, ebbene hai colpito nel segno. Un caro saluto a entrambi!

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  • 15 luglio 2009, 22:00 di Daskabinett

    Play molto interessante e approfondimenti come sempre non banali. Io ho visto solo "sulle mie labbra": al cinema lo trovai un capolavoro, in TV normale... forse servirà una terza visione per definire il giudizio. Di sicuro sembra di capire che Audiard non faccia film scontati, e questo per me è già tanto.

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  • 16 luglio 2009, 09:51 di joseba

    Grazie Daska. Che fortuna vedere SULLE MIE LABBRA al cinema! Si tratta di uno di quei film per cui l'immersione sensoriale è strettamente necessaria, inevitabile che in tv perda gran parte del suo fascino avvolgente. La stessa cosa vale per UN PROPHETE: privato della concentrazione assicurata da quella che i filmologi chiamavano "situazione cinematografica", l'impianto spaziale segregante risulterà senz'altro indebolito. Quando uscirà in sala, in autunno, vederemo anche se e quanto il trilinguismo del film (francese, corso, arabo) verrà rispettato. Saluti e grazie ancora del commento.

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