
Momenti sospesi
Ci sono, in alcuni film, momenti in cui la narrazione si sospende, oppure si concentra in attimi prevalentemente visivi e sonori, il cui valore va oltre la funzione immediatamente narrativa. Possono essere momenti puramente descrittivi, o scene particolari che liberano la tensione fin lì accumulata. Nella scelta delle scene ho preferito escludere registi come Kurosawa, Tarkovskij, Malick o Tarr, perché la dialettica e la compenetrazione fra sospensione e narrazione è alla base della poetica di tutti i loro film, ed è ciò che li porta ad essere fra i migliori artisti del cinema.
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Ghost in the Shell (1995)
la storia si ferma per dare spazio alla descrizione della città. con l'accompagnamento di una canzone in giapponese dai suoni rituali e tradizionali, è solo il mondo futuristico di oshii che si mostra, attraverso i suoi dettagli.
- Fino alla fine del mondo (1991) una sospensione anche in senso letterale, quando il satellite precipita sulla terra e per alcuni istanti ferma il tempo. i protagonisti sono su un piccolo aereo che vola col motore spento, peter gabriel canta blood of eden.
- Collateral (2004) pochi secondi, tutto si ferma, un coyote attraversa la strada al taxi del protagonista, parte la musica degli audioslave.
- The Mist (2007) l'intera scena 35, drammatica e spettacolare, girata in un modo unico. l'attacco delle "cavallette" nel market è un clip a sé stante, dove il realismo documentaristico si fonde con l'assurdità di quel che viene mostrato.
- Sognando Manhattan (1991) fra i film "nostalgici" alla grande freddo, di certo uno dei più sottovalutati. mentre diverse vicende s'intrecciano, kevin bacon offre una pausa suonando con la tromba il canone di pachelbel, e per un minuto osserviamo, non visti, tutto dall'alto.
- Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004) i protagonisti ammassati in un minuscolo sottomarino, si trovano d'un tratto di fonte allo squalo giaguaro: essere alieno e meraviglioso, una chimera che ha preso vita dai rimpianti e dagli errori. sigur ros e tutti vicini a bill murray.
- Go Go Tales (2007) in un film in bilico fra poesia e sciatteria, willem dafoe canta con voce incerta "shining brighter than the brightest star in the sky", alle ragazze del suo locale, dove si vedono spogliarelli e sogni infranti.
Commenti
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18 luglio 2009, 09:32 di Scotty
A me ha colpito molto l'inizio di "C'era una volta il west", dove per alcuni lunghi minuti si attende che succeda qualcosa, che inizi il film, fino a quando la macchina da presa gira attorno a Henry Fonda e ci rivela il suo volto. Magistrale.
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18 luglio 2009, 11:24 di iosif
ciao scotty, sì, anche io avevo pensato subito a leone, che è il mio italiano preferito. non l'ho citato perché idealmente l'ho messo con kurosawa, visto che tutto il suo cinema è costruito sull'attesa e i tempi lunghi.
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