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24/07/2009 h. 18.07 Registi: Playlist libera

Cinema Italiano; crisi o no?

Dopo aver letto e sentito innumerevoli volte parlare di cinema italiano in crisi mi sono deciso a redigere la mia prima play pubblica con l'obiettivo di cercare di risolvere insieme a voi il mio dubbio; lo sentiamo da tempo, ma il cinema italiano è davvero in crisi? Io mi limto ad elencare quelli che secondo me sono esempi di chiara smentita, segni che un cenno di vita c'è, segni che qualcosa abbiamo, e che forse in futuro potremmo anche sperare.
Purtroppo temo per il peggio: la crisi del cinema italiano non sta nelle sue stesse produzioni ma più forse nella loro distribuzione, ma andando a monte quindi anche nel suo pubblico. Da qui la seconda domanda; E' il cinema che nonsa più sognare o il suo pubblico? I film sono indicativi, la play mira ai loro autori, dei quali propongo un film più o meno rappresentativo.

  1. Le conseguenze dell'amore
    Sorrentino è il mioglior esempio di cinema visionario e questo film ne è la sua massima espressione
  2. Il vento fa il suo giro
    La più bella sorpresa italiana degli ultimi anni, autentico come un tozzo di pane e il suo calice di vino.
  3. Tutta la vita davanti
    Rappresentazione amara di qualcosa che ci appartiene, ma un sorriso vale sempre la pena farlo.
  4. Gomorra
    Uno splendido ritorno al neorealismo? Chi dice di si, chi dice di no.
  5. Nuovomondo
    Lo ammetto, mi sono annoiato abbastanza, ma la regia mostra segni di grande cinema e le immagini sono bellissime.
  6. L'ora di religione
    Ci siamo mai chiesti davvero chi siamo?
  7. La Stella Che Non C'è
    C'è sempre una speranza, magari lontana, ma esiste, e noi dovremmo sempre cavalcarla.
SI

Commenti

  • 25 luglio 2009, 12:56 di bradipo68

    cinema italiano in crisi?secondo me assolutamente si:Gomorra e Il divo sono due rondini che non hanno fatto primavera,ci sono film o di vecchi autori(Bellocchio che tu citi) o di autori meno vecchi ma di successo(Tornatore,Virzì),poi autori di belle speranze(Crialese e i succitati Garrone e Sorrentino).Per il resto i grossi numeri li fanno i soliti cinepanettoni,cinecocomeri,pieraccionate:magari Verdone è un gradino più su.Secondo me molto buon cinema italiano sta affiorando nel genere no budget:tu qui citi Il vento fa il suo giro ma ce ne sono molti altri.Il probelma è dare loro visibilità...che al momento è chimera quasi irraggiungibile...

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  • 26 luglio 2009, 14:50 di billykwan

    Il cinema italiano di oggi è decisamente in crisi, soprattutto se paragonato a quello di ieri. Non abbiamo più i grandi autori (nessun nome di oggi può essere accostato a un Fellini, Visconti, De Sica, Rossellini...ma neppure a uno Scola) e non abbiamo più i grandi artigiani (Leone e Germi, che possono anche assurgere ad autori, e poi Corbucci, Blasetti, Matarazzo, Soldati...). Il problema del cinema italiano, a mio parere, sta alla base: non c'è più il cinema di genere che faceva da palestra; da lì si forgiavano dei buoni artigiani e il talento, avendo possibilità di venir sollecitato, aiutava l'autore a venir fuori. Oggi si tende solo a far cinema pretenzioso, intimista, d'autore senza averne le capacità o la maturità. Sorrentino mi urta abbastanza ma magari è una mia visione personalissima, fatto sta che negli ultimi anni qualcosa di nuovo l'ho trovato soltanato in "Notturno bus" che ho trovato tarantineggiante, un po' diverso dal solito modo di fare cinema in Italia negli ultimi 10 anni. Per tornare alla tua domanda, a mio avviso, il pubblico sa ancora sognare ma deve essere il cinema a stimolarlo in tal senso con prodotti che si discostino dal grigiore in cui si è precipitati. Bye

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  • 26 luglio 2009, 14:50 di billykwan

    Il cinema italiano di oggi è decisamente in crisi, soprattutto se paragonato a quello di ieri. Non abbiamo più i grandi autori (nessun nome di oggi può essere accostato a un Fellini, Visconti, De Sica, Rossellini...ma neppure a uno Scola) e non abbiamo più i grandi artigiani (Leone e Germi, che possono anche assurgere ad autori, e poi Corbucci, Blasetti, Matarazzo, Soldati...). Il problema del cinema italiano, a mio parere, sta alla base: non c'è più il cinema di genere che faceva da palestra; da lì si forgiavano dei buoni artigiani e il talento, avendo possibilità di venir sollecitato, aiutava l'autore a venir fuori. Oggi si tende solo a far cinema pretenzioso, intimista, d'autore senza averne le capacità o la maturità. Sorrentino mi urta abbastanza ma magari è una mia visione personalissima, fatto sta che negli ultimi anni qualcosa di nuovo l'ho trovato soltanato in "Notturno bus" che ho trovato tarantineggiante, un po' diverso dal solito modo di fare cinema in Italia negli ultimi 10 anni. Per tornare alla tua domanda, a mio avviso, il pubblico sa ancora sognare ma deve essere il cinema a stimolarlo in tal senso con prodotti che si discostino dal grigiore in cui si è precipitati. Bye

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  • 27 luglio 2009, 19:03 di Scotty

    Gomorra e Il Divo mi sembrano avvoltoi, più che rondini, e dove ci sono avvoltoi normalmente non c'è più molta vita. Come ho scritto poco fa in un'altra play (perdonatemi se mi ripeto), questa pesante eredità del neorealismo anni '40 secondo me è una zavorra per il cinema italiano che, raccontando storie eccessivamente legate al proprio territorio ed alla propria storia, finisce con il perdere qualsiasi potere attrattivo nei confronti del pubblico straniero. Il mercato cinematografico italiano non è sufficientemente grande per poter essere completamente autonomo, né gli aiuti di Stato possono sopperire a questa carenza, dal momento che i criteri per la loro assegnazione nella maggior parte dei casi non tengono conto dei gusti del pubblico. Con questo, non voglio certo tessere le lodi del cinema natalizio dei fratelli Vanzina o della ditta Boldi-De Sica, che pur ottengono notevoli risultati al botteghino, ma è un dato di fatto che l'industria cinematografica ha bisogno di incassi elevati per poter esistere.

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  • 28 luglio 2009, 12:57 di toni70

    Ciao a tutti e ringrazio per gli interventi. Bradipo ha un po' sollevato quello che voleva essere il discorso di base. Che i cinepanettoni facciano incasso e pubblico non c'è ombra di dubbio, ma il problema della visibilità sta anche nel suo pubblico. Il vento fa il suo giro o altri film del genere no budget non so quanto pubblico possano avere anche se distribuiti in diverse sale. Sorrentino sta diventando famoso ora, ma se due anni fa chiedevi a qualcuno chi fosse in molti non lo sapevano, eppure si era già parlato molto di lui e del suo cinema, aveva già fatto due grandi film; a molti "il divo" non è neppure piaciuto, non ne colgono l'ironia, non c'è predisposizione. I paragoni col passato li eviterei per non morire anche se condivido molto anche quanto scrive billykwan, se non per la sua parte finale. Io penso che il pubblico di oggi non sia più in grado di sognare; mi capita di far vedere assoluti capolavori del passato ad amici e conoscenti e nessuno è in grado di lasciarsi andare, magari guardano il film mandando sms, parlando la telefono, con un occhio su Mammuccheri e l'altro a Facebook.

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