
I registi con quel "quid"
Ci sono registi che hanno uno stile particolare, che riescono a discostarsi notevolemente dai canoni basilari del cinema classico. Questi sono i miei preferiti....
- Jean-Pierre Jeunet Per me è un genio, un fumettista carico di idee bravo nel rendere speciali le cose naturali del nostro vivere quotidiano. Ha conservato il suo stile anche con l'assenza di Marc Caro.
- M. Night Shyamalan O lo ami o lo odi... io lo amo. Affronta temi profondi (la solitudine, la forza dell'amore, i pregiudizi ecc ecc) nascondendoli e camuffandoli sotto trame di tutt'altra caratura. Spesso penalizzato da alcune manovre errate di marketing..basta vedere ke molti dei suoi dilm vengono presentati furbescamente come film horror.
- Kim Ki-duk Il re dei silenzi, il mammasantissima delle cose non dette. A parlare per lui sono le immagini, la gestualità, l'essenza della natura...xkè l'amore è un valore trascendentale.
- Alejandro González Iñárritu Gran parte dei suoi meriti vanno allo sceneggiatore Arriaga (da cui si è artisticamente separato) bravo nel creare trame fitte ed apparentemente confusionarie supportate da uno stile registico di taglio realistico. Insieme ci insegnao come un piccolo evento possa cambiare la vita di migliaia di persone.
- Clint Eastwood L'unico cineasta americano a conservare uno spirito epico in ogni suo film. E' incredibile come non ne sbagli una. Un grande.
- Paolo Sorrentino In Italia è davvero l'unico che prova dire qualcosa di nuovo. Musiche e montaggi alternativi quanto insoliti per il nostro cinema. UNa boccata d'ossigeno.
- Mel Gibson Secondo me è un folle...
Commenti
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27 luglio 2009, 18:56 di Scotty
Paolo Sorrentino è l'esempio che cito sempre quando parlo della pesante eredità del neorealismo, che è oggi una delle peggiori piaghe del cinema italiano (e badate bene, sto parlando dell'eredità del neorealismo e non del neorealismo in sé). Mi spiego: film come "Il Divo" sono pensati appositamente per aver successo nel mercato italiano, nel caso di specie almeno per la notorietà del "protagonista". Oltrepassati i confini, però, perdono completamente di significato e di attrattività nei confronti del pubblico, che Andreotti, magari, lo conosce solo di nome. Il mercato cinematografico italiano è troppo piccolo per poter camminare sulle proprie gambe, e realizzare opere incapaci di imporsi all'attenzione del pubblico straniero non lo aiuta certo a superare le sue difficoltà.
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27 luglio 2009, 19:16 di midnight express
Io mi riferisco soprattutto alla voglia di cambiare lo stile del cinema italiano...di darci qualcosa di più pop e meno standardizzato come il classico dramma all'italiana con lo sfascio del nucleo familiare. Ke poi sia un prodotto decisamente idoneo al mercato italiano questa può essere una scelta ke in se dimostra di non essere affatto commerciale....e ke nn è tutto per un regista il volersi imporre al mercato straniero...non è importante dover dimostrare agli "Americani" quanto valga il cinema italiano..questa è la nostra forza e la forza del cinema europeo..
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27 luglio 2009, 23:38 di Utente rimosso (pithecusano)
Mel Gibson: secondo me, invece, è un imbecille. Ma è solo un punto divista, né più né meno valido del tuo o di tanti altri
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28 luglio 2009, 08:42 di Scotty
Non è il regista che deve per forza volersi imporre nel mercato straniero, né - come dici tu - è importante dimostrare qualcosa al cinema americano. Il mio è un discorso industriale più che artistico: in Italia il mercato è troppo piccolo per poter consentire all'industria cinematografica italiana di prosperare senza il ricorso all'esportazione delle proprie opere. Film che non vengono apprezzati all'estero rischiano di uccidere il cinema italiano.
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28 luglio 2009, 19:40 di marlucche
La penso come scotty su sorrentino... un autore sopravvalutato (e questa è colpa nostra) e molto furbo (e questo è colpa/merito suo)... il plauso che riceve la dice lunga sullo stato del cinema italiano costretto a tributare certi onori...
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29 luglio 2009, 09:33 di midnight express
Semplicemente secondo me Sorrentino sarà pure furbo ma riesce a fare cose, ad adottare uno stile che molti altri vorrebbero usare ma nessuno di questi ci riesce....e poi condannare uno stile ritenendolo furbo mi sembra qualunquista.....
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28 settembre 2010, 11:12 di nandolustig
PAOLO SORRENTINO FOREVER !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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