Tramonti
Oggi voglio parlare di tramonto. Ma non del tramonto che nelle sere d’estate illumina di rosso il cielo. Voglio parlare del tramonto inteso come fine di qualcosa. Fine di un amore, di un periodo della vita, di un personaggio, di una persona (regista, attore, ecc.). Detto così, l’argomento potrebbe sembrare triste e persino un po’ macabro. In realtà nel tramonto c’è anche parecchio romanticismo, anche se forse è venato da un filo di malinconia. E poi, è bello pensare che dopo un tramonto c’è sempre un alba e che la luce prima o poi tornerà a rischiararci tutti.
- Complotto di famiglia (1976) Il tramonto di un regista, del grande Hitchcock, il suo ultimo film, in cui compare solo la sua silhouette vista in trasparenza. Il film si chiude con la protagonista che strizza l’occhio al pubblico guardando direttamente in camera. Hitchcock si congeda così dai suoi estimatori, consapevole ormai di essere giunto al capolinea della sua carriera e della sua vita.
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Il pistolero (1976) Il tramonto di un attore, John Wayne, e probabilmente anche del western classico. Il Duca è malato, nella finzione come nella realtà, e questo rende il film ancora più commovente e toccante.
- Atollo K (1951) Il tramonto della coppia più comica di tutti i tempi, l’ultima volta di Stanlio e Ollio al cinema. La salute dei due attori, benché per nulla anziani, era ormai piuttosto cagionevole, e vederli sullo schermo mette tristezza più che allegria.
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Rocky Balboa (2006) Il tramonto di un eroe. Dopo l’ultimo combattimento, Rocky dice definitivamente addio al ring. Trova un lavoro al figlio nel suo ristorante, dà un ultimo saluto ad Adriana. Poi svanisce, come un eroe stanco ma complessivamente soddisfatto della sua vita.
- Match Point (2005) Il tramonto di una speranza, della speranza che in questo modo esista ancora la giustizia. Forse sarebbe sufficiente che la pallina oltrepassasse la rete, ma la rete sembra essere ogni giorno un po’ più alta…
- Il laureato (1967) Il tramonto di un periodo della vita, la fine degli studi e l’inizio di una nuova fase. C’è paura, apprensione, timore per il futuro, ma anche speranza e volontà di costruire qualcosa di importante.
- Marie Antoinette (2006) Il tramonto di un’era, dell’era di Versailles, del lusso sfrenato in cui viveva la nobiltà che faceva da contraltare ad una povertà sempre più diffusa. La rivoluzione è l’alba che segue questo tramonto. Ma quanto durerà la luce?
Commenti
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1 agosto 2009, 11:40 di serpico
Ho adorato "Marie Antoinette", uno dei film più clamorosamente sottovalutati degli ultimi anni. Hai reso bene l'idea: lo straniamento, l'incredulità, la tristezza di una sovrana-bambina "costretta" a fare i conti con il mondo che sta "aldilà" della sua prigione dorata. E il suo commiato, tragico e dignitoso. Gran film, grande Sofia Coppola.
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1 agosto 2009, 16:47 di jonas
Lo avevo notato anch'io, l'ultima inquadratura della carriera di Hitchcock è un primo piano di Barbara Harris che fa l'occhiolino allo spettatore: grandissimo congedo, più o meno come quello di Cukor (Jacqueline Bisset e Candice Bergen brindano insieme).
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