08/08/2009 h. 21.49
Film: Playlist libera

Ordinary people
Gente alla disperata ricerca di qualcosa di eccezionale.
- Hi, Mom! (1970) Il formicaio metropolitano come punto di osservazione da cui catturare, nascosti, silhouettes anonime da collezionare nel canovaccio di una "storia". Illudendosi che basti questo a renderle, forse a renderSI, originali. Quando invece nemmeno una bomba, forse, sarà sufficiente.
- Un giorno di ordinaria follia (1993) L'uomo comune disperso in territori limitrofi da colonizzare, così come insegnano i tutori dell'ordine e gli agenti patogeni di professione. Dove osano i tg, e muoiono le aquile.
- Edmond (2005) Più consapevolezza in Mamet (e Gordon), più stile, forse l'ombra di un'effimera "morale". L'uomo comune maschio bianco occidentale di cui sopra pateticamente "rigenerato" dalla pochezza delle sue pulsioni elementari. Clinico grandguignol periferico destinato a concludersi in farsa. Muffa rosa confetto.
- Collateral (2004) Muoversi ai margini, mimetizzarsi tra comparse travestite da bersagli. Eseguire ordini, professionali, facendo al meglio il proprio neutro lavoro. Ma non basta specializzarsi per essere speciali. Quella del samurai è una maschera infida da portare.
- Onora il padre e la madre (2007) Infimo cabotaggio di rotte di rivalsa da falliti, miserabili sogni di svolta concepiti in vite asfittiche, sfiorite e inerti come piante di città. Guizzi da pesci in barile, anonimato che diventa impotenza che diventa dramma.
- The Weather Man (2005) Quando tutte le identità che sognavi, tutti gli alter ego in cui immaginavi di trasformarti si riducono progressivamente a una singola unità. Quando le opzioni sono finite, e non sarai più chi vorresti essere ma solo chi ormai già sei. Entrare nel gruppo, rinunciare a ballare da soli. Lucidamente, come una consolazione.
- Revolutionary Road (2008) Sapersi diversi e vedersi come si vedono gli altri. Porsi fuori dal quadro e poi subire attorno una cornice che ogni giorno si espande, sempre di più, fino a tenerti dentro per forza. Credersi migliori, spostare il traguardo più in là. Per accorgersi che la corsa è finita da un pezzo.
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