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10/08/2009 h. 10.42 Film: Playlist libera genere: Thriller
Citazioni hitchcockiane

Citazioni hitchcockiane

La mia ammirazione per Hitchcock mi spinge ancora una volta a dedicare una play a Sir Alfred. Questa volta, però, vorrei farmi portavoce della grandezza del maestro senza parlare direttamente dei suoi film. Il genio di Hitch, infatti, è testimoniato anche dall’influenza che la sua opera ha avuto sulle generazioni successive di registi. Ecco, dunque, una carrellata di film in cui si riscontrano degli elementi tipicamente “hitchcockiani”. Come sempre, l’elenco potrebbe essere lunghissimo: conto dunque sul vostro contributo per allungare la lista!

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Complesso di colpa (1976) Un uomo perde la moglie e la figlia a causa di un rapimento finito in tragedia. Molti anni dopo, però, lo stesso uomo incontra una donna che assomiglia incredibilmente alla moglie morta. La donna che visse due volte è dietro l’angolo.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Ti piace Hitchcock? (2005) Dario Argento menziona Hitchcock già nel titolo. Delitto per delitto e La finestra sul cortile sono probabilmente le citazioni più evidenti, ma in questo caso un elenco esaustivo sarebbe decisamente impossibile.
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Scoop (2006) Il film nel suo complesso ha assai poco di hitchcockiano, ma la scena in cui Scarlett Johansson e Woody Allen si ritrovano soli nella cantina è un palese omaggio all’omologa scena di Notorious - L'amante perduta, con Cary Grant e Ingrid Bergman protagonisti.
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Disturbia (2007) Un ragazzo costretto agli arresti domiciliari si convince che il suo vicino di casa sia un assassino. Riuscirà a scoprire la verità grazie ad un’attraente ragazza, di cui ben presto s’innamora. Ancora una volta, la vicinanza con La finestra sul cortile è evidente.
  5. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile Frantic (1988) Un uomo comune coinvolto in una storia straordinaria. Un McGuffin di cui allo spettatore importa poco, ma che per i protagonisti del film riveste un ruolo fondamentale. Le somiglianze con Intrigo Internazionale sono parecchie: una specie di omaggio di Polanski all’arte di Hitchcock.
  6. DvdBlu-RayUmd non disponibile Flightplan - Mistero in volo (2005) Una madre vede sparire la figlioletta durante un volo da Berlino a New York. Nessun altro, però, sembra aver visto la bambina salire sul velivolo. Pazzia o complotto? La trama presenta delle similitudini con La signora scompare e l’idea di ambientare l’intera vicenda su di un mezzo di trasporto è ripresa da I prigionieri dell’oceano.
  7. Formula per un delitto (2002) Due studenti mettono in scena quello che secondo loro dovrebbe essere un Delitto perfetto, ma un’ostinata poliziotta riesce a metterli con le spalle al muro. Forti richiami soprattutto a Nodo alla gola.
SI

Commenti

  • 10 agosto 2009, 22:14 di montelaura

    Uau! Anch'io sono un'amante di Hitch, e do' volentieri il mio contributo... Di hitchcockiani, così su due piedi, mi vengono in mente soprattutto "Intrigo a Stoccolma" con Paul Newman e il mitico Edward G. Robinson, che sicuramente deve molto a "North by Northwest" del grande Hitch (ed in effetti, se nn fosse che Cary Grant avrebbe giudicato al di sotto della propria dignità girare delle scene in veste da ubriaco, ci sarebbe stato benissimo pure lui, nel ruolo del protagonista... anche se Paul Newman, bellissimo e scanzonato, è meglio qua che nel VERO Hitchcock "Il sipario strappato"....); e "Merletto di Mezzanotte" con Doris Day e Rex Harrison, palesemente ispirato a "Dial M for Murder": anche se ovviamente nn ne raggiunge le vette di suspense, non è comunque malaccio...

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  • 11 agosto 2009, 04:58 di LAMPUR

    Carina l'idea, un pò meno il coinvolgere grosse ciofeche come Flightplan e Formula per un delitto per richiamare il panorama hitchcockiano. Ci mancava solo un accenno all'orrido Delitto perfetto con M.Douglas protagonista, per devastare ulteriormente lo scenario ... ;)

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  • 11 agosto 2009, 09:23 di Scotty

    @montelaura: Secondo me "Il sipario strappato" è una pellicola parecchio sottovalutata nella filmografia di Hitchcock. Di sicuro non è uno dei suoi film più rappresentativi, ma credo che il giudizio che comunemente se ne dà andrebbe un po' rivisto. Grazie del tuo contributo! @LAMPUR: Hai ragione: Flightplan è proprio una ciofeca! L'ho inserito perché ci ho visto qualche elemento che magari Hitchcock avrebbe gradito e che sicuramente avrebbe saputo sviluppare in modo più dignitoso. Formula per un delitto, invece, non mi era dispiaciuto, anche se, per così dire, non è certo da top seven. Non parlo di Delitto perfetto (che comunque è un remake e non una citazione) perché sarebbe come sparare sulla croce rossa!!

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  • 11 agosto 2009, 14:15 di carlos brigante

    beh, "Vestito per uccidere" di De Palma presenta diverse citazioni hitchockiane....pure troppe! (Psyco)

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  • 11 agosto 2009, 17:25 di bradipo68

    secondo me De Palma lo cita quasi sempre...a ragione ,soprattutto nella prima parte di carriera...complimenti per la bella play...

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  • 12 agosto 2009, 01:37 di montelaura

    Si, "Sipario strappato" non è così male com'è stato spesso spacciato, ma si ha davvero la sensazione, guardandolo, che Hitch non sia stato libero di DIRE quello che voleva lui... e come lo voleva lui, a parte alcune sequenze davvero magistrali (ad es. la scena in cui Paul Newman elimina lo scagnozzo che gli sta alle calcagna nella capanna in mezzo alla campagna, se nn erro). Concordo con bradipo68 su Brian De Palma!

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  • 12 agosto 2009, 02:16 di carlos brigante

    De Palma lo cita anche troppo.....è ossessionato dall'autorialità non potendo assurgere a tale grado....In "vestito per uccidere" il puzzle hitchockiano si sfalda poco a poco risultando fine a se stesso.....saper maneggiare la mdp non significa essere un grande regista. Spesso De Ppalma è sostenuto da sceneggiature lacunose e il risultato tra forma e sostanza non è adeguato....Non basta copiare i maestri per diventare come loro.....

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  • 12 agosto 2009, 17:55 di BaroneBirra

    Stupisce che un utente che si affibbia il nickname "carlos brigante" non apprezzi De Palma, anzi lo insulti pure. Ma quello che per tale personaggio è "copiare" in realtà è manifesta affermazione di inimitabile e personalissimo stile. De Palma è un grandissimo esteta dell'inquadratura e cultore dell'immagine, e in tutti i suoi film il canovaccio narrativo è assolutamente secondario rispetto al dispiegamento di mezzi con cui l'autore (perché è un autore a tutti gli effetti) decide di metterlo in scena. Non capire questo significa non capire De Palma, e scambiarlo per un qualunque mestierante da quattro soldi che si rifugia nel cinema derivativo per darsi un tono.

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  • 12 agosto 2009, 18:59 di carlos brigante

    caro BaroneBirra se il mio nick è "carlos brigante" un motivo ci sarà...."carlito's way" lo reputo un grande film e opere come "Scarface" o "carrie lo sguardo di satana" sono di indubbio valore. detto questo altre sono criticabili. L'ho sempre sostenuto che con la mdp ci sappia fare, ma bisogna anche saper forgiare la materia combinando forma e sostanza. Non capire questo significa non capire il Cinema. Saper eseguire in maniera impeccabile degli arpeggi, non significa essere per questo un grande direttore d'orchestra (è l'ennesima volta che scrivoquesto per far capire il MIO punto di vista).....Per me De Palma non è un autore (riserviamo questo termine a chi lo è veramente!!!). Inoltre, a volte si diverte ad eseguire arpeggi e non a dirigere....vedasi "omicidio in diretta" dove dopo un folgorante inizio in piano sequenza, perde colpi (per usare un eufemismo).....Col tempo sono diventato molto esigente con la "materia cinema".....10-15 anni fa avevo altri interessi cinematografici (tra cui De Palma), ora ben altri.....fortunatamente. e costui mi sta totalmente indifferente. Non lo attendo e non lo guardo. già non riesco a stare dietro a ciò che più mi attrae, figuriamoci se perdo tempo con ciò che mi scivola addosso ORMAI con totale indifferenza. Tientelo pure Barone; io mi tengo ben altro....P.S. non lo considero un mestierante da quattro soldi....non mettermi in bocca parole che non ho detto....adios

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  • 12 agosto 2009, 19:07 di Inside man

    Sottoscrivo la prima posizione di carlos brigante (evidentemente non capiamo De Palma, addirittura finendo per insultarlo senza volerlo!). Il dispiegamento di mezzi con cui De Palma mette in scena i suoi canovacci pre anni "90, non possono certo modificare la sostanza che quasi sempre abbia ecceduto in personali, virtuosistiche, e diegeticamente forzate imitazioni di gran parte degli stilemi hitchcockiani (generate da una parossistica adorazione), tendenzialmente portate, il più delle volte, ad un risultato di pura e semplice estetizzazione (ora di matrice thriller ora horror), fino a toccare punte imbarazzanti pure negli immancabili e scoperti omaggi ad altri maestri (la carrozzina a "la Potemkin" ne Gli intoccabili). Concordo parzialmente con BaroneBirra invece sul fatto che il regista statunitense sia stato, a mio parere, per un lungo periodo esclusivamente un "grandissimo esteta dell'inquadratura e cultore dell'immagine" rientrando in un quadro di eccellenza formale (ed ovviamente tecnica) purtroppo insufficiente a farne un grande autore. Un capolavoro come Carlito's way ha rappresentato da questo punto di vista un importante punto di svolta e maturazione. Un saluto.

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  • 13 agosto 2009, 02:11 di carlos brigante

    temevo di essermi espresso in arabo caro Inside....;) vista la reazione del barone.....la penso come te e l'ho espresso (la seconda volta in maniera un po' più "colorita".....unico appunto, IO "grandissimo" lo sostituirei con "più che buono"....

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  • 14 agosto 2009, 22:49 di BaroneBirra

    Ragazzi siete liberi di condannare ciò che per voi è manierismo (per dirla con Inside Man "estetizzazione") e di continuare a privilegiare sempre comunque e in ogni caso l'oggetto al contesto, il "messaggio" allo strumento. Solo che una simile rigidità concettuale io la trovo non solo deleteria ma controproducente ai sensi della piena fruizione (non sempre e non solo razionale) di un'opera d'arte. Io in questo sono maggiormente elastico, distinguo tra i film che acquisiscono un senso in rapporto a quello che dicono e quelli che invece contano per come lo dicono. Il linguaggio è importante quanto la storia che si racconta perché è esattamente il linguaggio che differenzia il cinema dalla televisione. De Palma è un cineasta irriducibile alla semplificazione paratelevisiva, un cineasta puro, ed è questo il suo pregio. I discorsi di Carlos Brigante sugli arpeggi e i direttori d'orchestra mi ricordano certe tirate con cui Sacchi giustificava il fatto di tenere i fuoriclasse in panchina perché li considerava un ingombro per il funzionamento corretto, scolastico della squadra. Sacrificare il talento, mettere la testa a posto, farsi ammaestrare da griglie narrative ed espressive codificate e maggiormente vendibili è una scelta che magari potrebbe fruttare nel breve periodo (in termini di consensi di bocca buona e probabilmente di incassi) ma che alla lunga si rivelerebbe per quella che è: una scelta pavida e conformista. La sovrapposizione tra forma e sostanza che richiede Carlos Brigante si realizza se la materia filmica trattata lo richiede, non per forza come da manuale di regia. Guardatevi ad esempio REDACTED, e anche adottando il vostro criterio ditemi se non è un capolavoro. Ma se lo è (e lo è) non è perché De Palma ha addomesticato il suo stile, ha rinunciato agli arpeggi (per usare la metafora di Carlos Brigante). Lo è perché il "messaggio" (inteso come direzione del discorso) che scaturisce dalla trattazione della materia, lungi dal tradirla risulta (ancora una volta) perfettamente coerente alla cifra stilistica dell'autore.

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  • 15 agosto 2009, 02:45 di carlos brigante

    "continuare a privilegiare sempre comunque e in ogni caso l'oggetto al contesto, il "messaggio" allo strumento." CHI HA MAI DETTO CIO'??!! Parli di De Palma come se fosse il Messia del Cinema......come se fosse un innovatore del MEZZO e del MESSAGGIO. Hai mai visto Godard? Svankmajer? Welles? Greenaway? Kitano? Kaurismaki? Lang? Trier? Russell? Jarman? Kieslowski? Vigo? Bunuel? Herzog? Bergman? (alcuni) Lynch? Sokurov? Fellini? Tarkovskj? Tsukamoto? Tati? Bene? Pasolini? Solondz? Melville? Dreyer? Imamura? Bresson? Jodorowsky etc etc etc etc etc etc etc etc etc Ecco qualche esempio di FUORICLASSE che non tengo in panchina....qualcun altro, invece, vuole far passare un giocatore normale, o buono, per un fuoriclasse....Hai mai visto come utilizzano la mdp? Come "fondono" (o sfondano) mezzo e messaggio? Come certi INNOVANO e RINNOVANO l'Arte filmica? Come (alcuni) distruggono la narrazione classica? Come cercano nuove vie d'espressione? vabbè tutto, ma fare un'elegia di De Palma non si può sentire. ha fatto cose buone, altre meno. Molte volte ARPEGGI!!! Nella storia del Cinematografo non è che sia imprescindibile....altri lo sono.....se il mio nick è "carlos brigante" vuol dire che ho molto apprezzato il suo "Carlito's Way" e quel personaggio (se mi iscrivessi ora, però, userei un altro nick più "consono" alla mia odierna "fase").....Poi, uno è libero di affermare che il Sole ruoti intorno alla Terra, che 1+1 = 7, che Moana era vergine. Questo non significa che siano cose vere però....

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  • 15 agosto 2009, 03:24 di Inside man

    In linea teorica Barone, sottoscrivo totalmente la prima ineccepibile parte del tuo pensiero (oggetto/contesto), tuttavia non posso seguirti nell'applicarlo tout court alla lezione di De Palma (in sostanza lo faresti risalire all'intero arco temporale della sua filmografia). Sembrerà strano, ma vedo parecchi punti di contatto con quanto ho precedentemente affermato, infatti il mio intervento verteva proprio sull'aspetto del linguaggio cinematografico, "dell'importanza di senso acquisita da un film per come lo dice e non per cosa dice" (d'altronde i canoni tutt'altro che innovativi del soggetto di Carlito's way, lo testimoniano in modo evidente, non inficiandone la grandezza). Imitazione ed estetizzazione quindi, erano termini chiaramente riferibili agli strumenti linguistici (gli stilemi ripresi dai vari maestri del cinema) ed alla loro specifica utilizzazione (difficile equivocare, come poteva essere diversamente?). Ritieni l'opera omnia del regista statunitense frutto di un'omogenea cifra stilistica, coerente, irriducibilmente pura (riporto i tuoi termini, anche se il significato di purezza in questo caso andrebbe chiarito), mentre io la avverto in maniera decisamente diversa, riscontrandovi almeno nei primi 20 anni la carenza di uno stile genuinamente personale, principale causa di una diffusa insicurezza linguistica (vedi le molteplici e difformi citazioni, gli eccessi kitsch, l'imprescindibile esigenza di strafare, dimostrando ad ogni sequenza le indubbie capacità di controllo tecnico del mezzo: ergo consapevolezza delle qualità a fronte di palesi tentennamenti nel giungere ad una distintiva autorialità). Poi la maturazione è andata compiendosi fino alla realizzazione delle vette dell'ultimo periodo (e giustamente poni in evidenza Redacted). Perchè mai un simile percorso dovrebbe denotare conformismo e pavidità? Chi ha mai accennato a griglie narrative codificate ed ammaestranti, talentuosità sacrificate, vendibilità ed amenità varie? Nient'affatto! Al contrario la tua accusa "del mettere la testa a posto in funzione di consensi di bocca buona ed incassi" calza a pennello con il giovane De Palma di Carrie, Vestito per uccidere, e degli osannati e popolarissimi successi di Scarface e Gli Intoccabili, laddove esattamente l'opposto si può sostenere per Black Dahlia e Redacted (flop inevitabili al botteghino perchè "il vecchio" De Palma non si conforma più pedissequamente al genere, al banale intreccio noir o gangster movie oppure thriller, abbellendolo di omaggi, dolly a profusione, effetti grand-guignol unicamente votati alla spettacolarità, ai meccanismi della suspense, all'estetica della violenza). L'estro, l'inventiva, l'abilità nel dipanare gli elementi filmici senza un'inedita impronta creativa, un'orientamento evolutivo (orientamento non è sinonimo di schema), risultano fatalmente sterili fino alle soglie dell'irritante (accettando il tuo paragone calcistico un pò banalizzante, nei Galacticos giocavano tanti fuoriclasse con esiti ben poco stellari). L'unico, reale e deleterio sacrificio che un regista possa chiedere al proprio talento, è sopperire alla mancanza di coraggio nel ricercare (osando e rischiando) un'autentica ispirazione, la sola capace di generare effettivamente una "purezza" di intenti (di nuovo Carlito's e Redacted) ed in qualsiasi frangente, sia esso semiologico (film privilegianti il messaggio, la forma, o le gradazioni variabilmente in equilibrio fra entrambi) o narrativo nel senso più ampio della parola (pellicole di genere, d'autore, di serie B, documentario, kolossal e quant'altro). Questa "via maestra" per De Palma è stata lunga, tortuosa ma in fondo ben coronata (invece, ricollegandomi al dibattito su Grindhouse, Tarantino mi pare aver seguito un percorso specularmente inverso. Spero vivamente di essere al più presto smentito dagli "Inglourious Basterds").

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  • 16 agosto 2009, 15:06 di BaroneBirra

    Hai ragione, Inside Man, abbiamo sulla filmografia di De Palma opinioni radicalmente differenti, tanto che pare che non abbiamo visto gli stessi film. Tu nel suo percorso riscontri una lineare, anche se accidentata, evoluzione stilistica e concettuale che lo avrebbe portato dalle insicurezze e dagli eccessi degli esordi (anzi, addirittura dei primi vent'anni) alla placida e risoluta dimensione adulta in cui inscrivi le sue prove più recenti. Per me invece De Palma è tutto nella scena del ballo in CARRIE, in quello splendido (splendidamente NON NECESSARIO) carrello circolare che accarezza sinuoso i protagonisti. Per te CARRIE è un film da venduto, appiattito su standard espressivi ortodossi buoni a garantire accessibilità e conseguente esito commerciale positivo. Io, scusami, ma la trovo una bestialità. CARRIE praticamente reinventa un genere, con una professionalità, una maestria, una CLASSE che lo pongono indiscutibilmente nel solco di un percorso espressivo assolutamente personale, non derivativo e non piattamente commissionato. Stesso discorso per i da te disprezzati DRESSED TO KILL, SCARFACE e THE UNTOUCHABLES, film a tuo avviso emblematici di uno stile e forse di un modo di intendere il cinema da "tradire" per crescere come autore e liberarsi della mediocrità dei tentativi iniziali. Pare che la "colpa" rimproverata a De Palma sia quella di aver incrociato qualche volta il gusto del grande pubblico. Anche Carlos Brigante, nell'escludere drasticamente De Palma dall'Olimpo dei suoi inarrivabili dei della cinepresa mi sembra vittima dello stesso, inconfessato snobismo. Mi spiace, caro Carlos, ma non riscontro in quello che scrivi alcuna ragione oggettiva, analitica, nemmeno culturale, che giustifichi il divieto di accesso a De Palma nel tuo country club. Alcuna ragione, intendiamoci, diversa da legittimi e insandacabili gusti personali. Che hanno però lo stesso valore di quelli che portano me a escludere da quel club gente come Kitano. De Palma può ovviamente non piacere, lo si può detestare (DRESSED TO KILL per esempio quando uscì fu fatto letteralmente a pezzi) ma negare alla sua opera la coerenza stilistica, il rigore autoriale, la cifra espressiva sui generis che possiede mi sembra miope. E non in nome di "un'elegia". Solo di una serena, distaccata analisi.

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  • 16 agosto 2009, 17:42 di Inside man

    "Sacrificare il talento, mettere la testa a posto, farsi ammaestrare da griglie narrative ed espressive codificate e maggiormente vendibili è una scelta che magari potrebbe fruttare nel breve periodo (in termini di consensi di bocca buona e probabilmente di incassi) ma che alla lunga si rivelerebbe per quella che è: una scelta pavida e conformista." è una tua frase Barone, e trovo si adatti perfettamente a DRESSED TO KILL, SCARFACE e THE UNTOUCHABLES, in cui gli unici tratti stilistici personali sono rappresentati dai pregevoli virtuosismi tecnico-linguistici che tanto ti hanno ammaliato, fino a farti travisare (secondo la mia opinione) il senso e la riuscita complessiva di queste pellicole (e di altre del "primo De Palma"). Poi è palese l'idealizzazione di fondo: "..De Palma è tutto nella scena del ballo....in quello splendido carrello circolare.."; se c'è un aspetto inequivocabile a trasparire dalle tue prese di posizione, e che non siano frutto di "serena e distaccata analisi". Il regista americano in quel periodo ricercava ed incrociava eccome (e non "qualche volta") i gusti del grande pubblico, e mi preme sottolineare come tale tendenza non possa a priori considerarsi un difetto (al contrario di te). Mi sono quindi semplicemente limitato a confutare l'arbitrario ed ambiguo metro di giudizio che avevi precedentemente messo in gioco (ripreso qui nella frase d'inizio). Parlando in termini linguistici (contesto) e non narrativi (oggetto) fra Scarface e Carlito's, fra Vittime di guerra e Redacted non c'è assolutamente la medesima coerenza stilistica, rigore autoriale e cifra espressiva (invece è assai probabile riscontrare un nesso, un filo conduttore nel messaggio, nella poetica , ma entreremmo nella, da te disprezzata, sostanza, nei contenuti, il solo elemento ove riscontrare in De Palma, dagli esordi ad oggi un'ineccepibile coerenza autoriale). Spiacente ciò ti offenda e ti porti ad offendere. Inoltre noto che con estrema facilità includi ed escludi intere filmografie nel fantomatico "Country club" (sì a tutto De Palma, no a "gente come Kitano"). Fortunatamente il bianco ed il nero non fanno parte del mio modo di approcciare il cinema. Viaggiamo su strade distaccate e parallele, credo con buona pace di entrambi.

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  • 16 agosto 2009, 17:54 di carlos brigante

    Tienti pure De Palma "Il Sommo" nel tuo Olimpo svuotato dei VERI Autori.....io mi tengo Kitano e opere come "Sonatine", "Il silenzio sul mare" "Violent Cop", "Dolls", "hana-bi" e "l'estate di Kikujiro".....più tutti gli altri che ho nominato prima...

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  • 16 agosto 2009, 18:07 di callme Snake

    mi inserisco interrompendo per un attimo l'interessantissima conversazione (Conversazione? alla Coppola? io che vi spio mentre discutete?mmm...hitchcockiano)...vorrei solo ricordare un film che omaggia Hitchcock spingendosi fino al limite della parodia, un piccolo gioiellino spesso dimenticato del grande Mario Bava: La Ragazza che Sapeva Troppo. Per quanto riguarda De Palma: secondo me è un maestro nel fare a pezzi e ricostruire il cinema altrui in forme nuove, un po' come fa' Carpenter con Hawks e la fantascienza degli anni '50 (e spesso anche con Hitchcock: si veda Procedura Ossessiva, omaggio a La Finestra sul Cortile, o Fog, che riprende Gli Uccelli). Nel cinema di De Palma i corpi vengono smaterializzati, è come se fossero pure funzioni narrative che portano inesorabilmente ad un corto circuito, quello del già visto e della citazione. De Palma lo amo (a volte) per questo, il suo è un cinema che sapeva troppo e che visse due volte, anche quando esagera e diventa involontaria parodia. Teorico fino all'inverosimile, non credo sia un regista da sottovalutare, sebbene si sia concesso molti scivoloni (Vittime di Guerra, Mission To Mars, Doppia Personalità e altri).

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  • 16 agosto 2009, 18:08 di callme Snake

    p.s. comunque preferisco Kitano! :-)

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  • 17 agosto 2009, 01:48 di BaroneBirra

    Non capisco, Inside Man, in quale passaggio di ciò che ho scritto avrei "offeso". E non vedo perché per chiudere la discussione rifugiarsi risentiti in identità inamovibili come quelle di due rette parallele che non si incontrano mai (anche se, detto per inciso, in uno spazio-tempo curvo quale è quello in cui viviamo due rette parallele alla fine si incontrano). Il discorso del "country club", che hai usato per accusarmi di manicheismo, era riferito alla sfilza di nomi elencati da Carlos Brigante quali unici degni di essere incisi nel marmo. Per spiegarti la mia opinione su De Palma però userò altre parole. Vedi, nel fare il proprio lavoro confrontandosi con la realtà (sono sicuro che sarà capitato anche a te) ci si trova sempre, a un certo punto, immancabilmente di fronte a un problema: come conservare la propria visione del mondo, la propria posizione, il proprio punto di vista dovendosi misurare con la mediocrità o l'opportunismo degli altri, che spesso sono anche quelli che decidono, quelli che comandano. E' una battaglia quotidiana che non esito a definire epica. De Palma è uno che ci si è frantumato le ossa, ma alla fine ne è uscito vincente. Per questo è un cineasta che ammiro. Punto. Coerenza, caro Inside Man, non significa coazione a ripeterere. E coerenza stilistica non significa fare sempre lo stesso film.

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  • 17 agosto 2009, 04:08 di maso

    -Il segno degli Hannan- di Johnatan Demme è un film Hitchcockiano al 100% procuratelo e visionalo ti appassionerà sicuramente.

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  • 30 agosto 2009, 00:25 di Laurelin

    Personalmente trovo che "The interpeter", di Pollack, pur non citando alla lettera, con la scelta del palazzo dell'ONU come nucleo intorno a cui ruota l'intera storia abbia voluto fare un omaggio al Maestro ("Intrigo internazionale"). Ma anche il tema della persona normale coinvolta per caso in una trama più grande di lei a causa di una frase ascoltata ("L'uomo che sapeva troppo"), e il modo lento e progressivo in cui riesce a costruire la tensione fino a renderla quasi intollerabile (la sequenza dell'attentato sull'autobus).

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  • 30 agosto 2009, 08:50 di Scotty

    Sono d'accordo, anch'io penso che The Interpreter si inserisca appieno nel filone dei "film hitchcockiani". L'unico aspetto hitchcockiano che forse non è sviluppato come in un film del maestro, è il tema dell'innocente accusato, perché se è vero che qualche sospetto pende sulla testa di Nicole Kidman, è altrettanto vero che mai la donna si trova a dover fuggire dalla polizia. Ma ripeto, condivido la tua aggiunta. PS: la sequenza dell'attentato sull'autobus sarà debitrice alla nota scena di Agente segreto?

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