Una vita alla Steve McQueen
Il "Re del cool" è per me una recente scoperta ( tremenda vergogna!) ma che scoperta!! Un attore ruvido, vero e sempre coerente con se stesso. Ora capisco Vasco...
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Getaway! (1972) Con Ali McGraw coppia splendida di nuovi "Bonnie e Clyde".
Doc McCoy: "Sai in che cosa ho fiducia? In Dio ho fiducia, c'è scritto sul retro delle banconote".
- Bullitt (1968) Lo stridere delle gomme della sua Ford Mustang per le strade di San Francisco risuona ancora dolce nelle mie orecchie!
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Papillon (1973) "Sono ancora vivo, bastardi!"
Eccezionale prova di attore. Perchè McQueen non era solo un uomo d'azione.
- La grande fuga (1963) il salto di McQueen/Hilts per la conquista della libertà va oltre ogni possibile metafora.
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Cincinnati Kid (1965) "Dopo la partita sarò il più grande. Sarò il migliore di tutti. La gente verrà a sedersi al tuo tavolo soltanto per poter dire che hanno giocato con il migliore. Ecco che cosa sarò"
Che "Spaccone", ragazzi! - Il caso Thomas Crown (1968) raffinato, sofisticato e credibile.La forza non è più nell'azione ma nell'astuzia di un piano perfetto e preciso come un orologio svizzero.
- Il cacciatore di taglie (1980) L'addio cinematografico dal gusto fortemente autoironico: un Ralph "Papa" Thorson maldestro alla guida(!!) e che dichiara: " Fa troppo caldo, non ho voglia di inseguirti e non ho voglia di sparare a nessuno.ci siamo capiti?"
Commenti
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17 agosto 2009, 22:59 di Utente rimosso (pithecusano)
E "I magnifici Sette" dove lo mettiamo?
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17 agosto 2009, 23:16 di Sigfrida
per pithecusano: "i magnifici 7"? in una prossima playlist, ovviamente!
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20 agosto 2009, 16:39 di fixer
Vorrei ricordare qui "TOM HORN", che considero un addio struggente, pessimistico e disperato alla vita. Steve era già malato quando ci lavorò e nel film si respira un'atmosfera da grande congedo alla vita. Tom Horn è l'emblema dei "losers", personaggi cui la vita non risparmia nulla, nel male più che nel bene. Horn è realmente esistito. Aveva catturato Geronimo (niente meno) ed era stato assunto dagli allevatori per cacciare i ladri di bestiame. Poi le cose girarono male e tutti, al momento buono, gli volsero le spalle. Lasciato solo, fu incastrato da chi aveva interesse a levarselo di mezzo e finì impiccato come un ladro, come quelli che egli aveva cacciato ed inseguito per anni. Bella metafora sulla vita. Steve McQueen, che considero un buon attore, ma non ottimo, qui dà forse il meglio di sè (sorretto anche da una buona sceneggiatura): è un uomo stanco, malato, deluso e disilluso. La vita lo sta lasciando, ma forse, è meglio così. E' rimasto solo, tutti lo hanno abbandonato. Allora, forse, meglio morire. E farlo da uomo, guardando in faccia la morte. Steve, invece, era molto attaccato alla vita e cercò di vincere il male con diete e stili di vita salutisti. Ma invano. Forse Steve McQueen, mentre interpretava Tom Horn, stava già sentendo l'alito fetido della morte e, sempre forse, capiva che la morte di Tom era solo un avviso ravvicinato del "lungo addio".
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23 agosto 2009, 16:43 di Daskabinett
Un attore se vogliamo non tanto espressivo ma per il quale è difficile non provare subito simpatia; uno sguardo disincantato e vagamente malinconico e al tempo stesso tenace, una filmografia tosta. I titoli 1, 3 e 6 sono per me capolavori.
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