La malinconica solitudine di un freak
Il cinema ci ha regalato spessissimo ritratti preziosi di personaggi unici,totalmente avulsi da qualsiasi contesto,afflitti da una dolorosa solitudine consapevolmente malinconica.Ritratti a tutto tondo per soggetti al di fuori di ogni definizione.....
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La moglie di Frankenstein (1935) I primitivi ammassi neuronali della creatura vagheggiano già un futuro meno solitario,non più unico abitante del proprio pianeta.Ma basta un tragico sguardo,un urlo lancinante per ripiombare nella solitudine....
- Bad Boy Bubby (1993) Un trauma infantile,una vita in solitario,una morte,una fuga nel mondo degli altri.Una parabola filosofica di un diverso che vuole uniformarsi al mondo che progressivamente sta conoscendo.La comprensione è di lì a venire.....
- Aguirre furore di Dio (1972) Il prototipo dell'eroe negativo megalomane e solitario.Dalla sua visione deformata nasce una lotta contro la Natura matrigna che lo circonda e lo inghiotte.Definitivamente.
- Morgan matto da legare (1966) Artista folle,lasciato da una moglie che ama,teorizzatore del ritorno alle origini si scontra in una lotta impari contro una madre padrona stalinista e un mondo con troppe convenzioni.Lo chiudono in manicomio,ma lui continua a farsi beffe di tutti.....
- Zelig (1983) Ritratto di un uomo alla disperata ricerca della sua diversità.Inconsapevole che il suo potere di unformarsi a chi lo circonda è esso stesso la cagione della sua diversità....
- Gli amanti del Pont-Neuf (1991) Alex mangia il fuoco,fa il saltimbanco,si fa investire dalle macchine,incendia i manifesti della stazione,ama disperatamente la sua Michèle.E dalla sua malinconica solitudine ritrova la forza di partire....
- Frank Costello faccia d'angelo (1967) Un antieroe solitario e silenzioso,un freak inseguito da tutti che sceglie di andare incontro alla morte.Non c'è solitudine più profonda di quella del samurai.....
Commenti
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24 agosto 2009, 02:05 di carlos brigante
Così su due piedi mi vengono in mente anche Travis Bickle/Robert De Niro in Taxi Driver, le varie solitudini kitaniane in Dolls, quelle molteplici malinconie solitarie disperse nei film di Kaurismaki o il triste (ed impossibile) autoisolamento del protagonista de "L'anguilla" di Imamura che conferisce un'immensa tristezza, pena e malinconia persistente....Jeff Costello rimane indubbiamente una delle icone che più rappresentano il tema da te trattato....
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24 agosto 2009, 08:05 di Johnny Depp
Robert De Niro è il malinconico esistenziale per antonomasia. Anche in "Ronin".
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24 agosto 2009, 09:21 di spopola
... The Elephant Man e tutti gli straordinari ritratti del due Burton/Deep
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24 agosto 2009, 10:05 di bradipo68
grazie per i commenti...effettivamente il cinema è stracolmo di ritatti di eroi o antieroi in solitario.Le vostre aggiunte sono preziose e tutte calzanti....un saluto a tutti
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24 agosto 2009, 10:31 di carlos brigante
Non sono affatto d'accordo che De Niro sia "il malinconico esistenziale per antonomasia".....
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24 agosto 2009, 11:13 di steno79
Aggiungerei alcuni film di Fassbinder, la solitudine disperata del protagonista di Il diritto del più forte, quella del trans in Un anno con 13 lune, forse la stessa Maria Braun del suo film più famoso...
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24 agosto 2009, 11:55 di Inside man
Il protagonista di "Fuoco fatuo". Daniele Domenici de "La prima notte di quiete", ed anche "Lo scambista".
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24 agosto 2009, 12:15 di bradipo68
vedo che stano uscendo molti titoli interessanti....quasi da taglist....
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24 agosto 2009, 12:53 di marlucche
tra i freak dolenti metterei anche il peter sellers di oltre il giardino (antesignano di bad boy bubby) e poi aggiungerei "fricchettonaggio" al femminile in Butterfly Kiss, il buio nella mente ma anche in le nozze di muriel... che ne dite?
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24 agosto 2009, 13:45 di Inside man
Per continuare al "femminile", notevolissima la Carla di Emmanuelle Devos ("Sulle mie labbra").
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24 agosto 2009, 13:49 di marlucche
anche nikita, boy don't cry, che fine ha fatto beby jane per continuare al femminile....
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24 agosto 2009, 14:56 di bradipo68
Amanda Plummer di Butterfly kiss secondo me risponde perfettamente alla definizione così come la postina di Il buio nella mente,la Emmanuelle Devos di Sulle me labbra è personaggio tra quelli a cui sono più affezionato....
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24 agosto 2009, 17:34 di Daskabinett
Robin Williams in "One Hour Photo" che sogna (anche letteralmente) di far parte di una famiglia; Kevin Bacon che lotta con la propria attrazione per le ragazzine e cerca anch'egli la normalità in "Woodsman"; Timothy Hutton perseguitato dal senso di colpa per la morte del fratello in "Gente comune"; Ralph Fiennes alla riscerca di un filo conduttore verso la ragione in "Spider".... Bella play, Brad.
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24 agosto 2009, 18:22 di bradipo68
grazie dask...oltre ai tuoi tutti meritevoli ne aggiungo un altro paio io entrambi legati al mondo di Batman:lo strepitoso Pinguino di Danny De Vito e il Joker di Heath Ledger che a differenza di quello di Nocholson è più impegnato contro i suoi demoni interiori...
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24 agosto 2009, 18:46 di Daskabinett
Già, perchè anche i cattivi possono essere tristi... e talvolta i tristi diventano cattivi.. (?)..
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24 agosto 2009, 19:03 di bradipo68
il Joker di Nocholson è un refuso eccezionale...cattivo/triste...triste che diventa cattivo?Vero...vero dask...i tristi spesso tendono a diventare cattivi....
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24 agosto 2009, 19:29 di Mr.Klein
"Sweetie" di Jane Campion
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24 agosto 2009, 23:19 di serpico
Strano che in questa play non ci sia nessun personaggio creato da Tim Burton: eppure nessuno meglio di lui, a parer mio, ha creato personaggi bizzarri e malinconicamente romantici, spesso tremendamente soli e ripudiati dalla gente "normale": su tutti Edward Mani di Forbice e Ed Wood. Era solo un'idea...
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25 agosto 2009, 00:12 di bradipo68
devo confessare che avevo intenzione di inserire il Pinguino ma poi chissà perchè,nella lista mi è sfuggito....a Ed Wood non avevo pensato a Edward Mani di forbice si,ma ne volevo inserire solo uno di Burton e poi neanche quello...grazie serpico...e ringrazio anche Mr Klein per l'ottimo suggerimento....
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25 agosto 2009, 00:24 di ilpanda
A me balza subito alla mente "Il fantasma" (O fantasma, di Rodriguez, 2000). La solitudine di un netturbino nella fredda Lisbona, con un epilogo imprevedibile. Qui il triste diventa cattivo....
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25 agosto 2009, 15:08 di Utente rimosso (pithecusano)
Due classici: Brando de "Il Selvaggio" e Bogart di "Casablanca".___ Un dolente scippato d'ottimismo di poco fa, se 30 anni son pochi: Nanni Moretti de "La Messa è finita" . ___ Due contemporanei emblema di una solitudine squartata e non riparabile, tra altrettante maschere tragiche: Ciki e Nino di "No man's land" .___ Infine una straziante e straziata figura femminile in un film che tutti dovremmo vedere: Kseniya Rappoport ne "La sconosciuta"
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25 agosto 2009, 16:40 di bradipo68
Il fantasma , di Rodriguez non lo conosco ma da quanto affermi è d'obbligo procurarselo.Sulla protagonista de La sconosciuta sono d'accordissimo su Brando e Bogart non so,non so vederli come freaks....ma probabilmente è una mia topica...grazie ancora per gli interventi
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26 agosto 2009, 00:57 di steno79
Non sono d'accordo sul Bogart di Casablanca. Invece, tanto per restare nel cinema tedesco, come nel mio precedente intervento, citerei altri film di Herzog : oltre ad Aguirre, almeno Kaspar Hauser e Stroszek, forse anche Woyzeck (Herzog era un pò fissato su queste figure di marginali, ancor più di Fassbinder a mio parere).
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26 agosto 2009, 11:33 di bradipo68
effettivamente Herzog ha molto a cuore questo tipo di figure,avrei potuto anche inserire gli altri senza problemi ,,,,
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26 agosto 2009, 12:06 di carlos brigante
ci starebbero pure bene molti personaggi bressoniani,,,
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27 agosto 2009, 19:55 di Utente rimosso (pithecusano)
"...totalmente avulsi da qualsiasi contesto,afflitti da una dolorosa solitudine consapevolmente malinconica". A questo ho pensato citando Bogart. Che però forse non è nel profilo che aveva in mente l'estenore di questa play. Profilo che potrei aver frainteso
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27 agosto 2009, 23:09 di bradipo68
no,figurati...io Bogart non lo associo con la malinconia,lo associo sempre con personaggi sicuri di se,al limite dello spaccone.Forse è il retaggio del suo Marlowe o del suo Sam Spade con cui tendo ad indentificarli e forse è un mio errore....
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27 agosto 2009, 23:15 di Utente rimosso (pithecusano)
Mi sono appena rivisto "la Fuga". Anche lì, non si può non vedere quella sottile malinconia perdente che in Casablanca è il liet motiv: Bogart non parte, rimane, contro ogni evidenza e contro la sua natura, rinunciando all'amore e alla tranquillità, in Casablanca. Consapevole che ciò non è il miglior bene per sè, ma per la donna che ama e per qualcosa che è al di sopra di tutti e due. Quindi, è anche la cosa migliore per sé. In cambio, in questi casi, si viene ripagati proprio con quella sottile malinconia che tanto il regista quanto Bogart sanno rendere così sottilmente bene.
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28 agosto 2009, 12:32 di bradipo68
La fuga non l'ho visto (ma sono riuscito a registrarlo)quindi non so dirti,per quanto riguarda Casablanca,diciamo che io non ho esattamente il culto per quel film....
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28 agosto 2009, 13:01 di carlos brigante
pure io, come bradipo, non associo Bogart alla malinconia, ma piuttosto mi vengono in mente la sua sicurezza, la sua sfrontatezza, nonostante abbia visto "La fuga" e "Una pallottola per Roy" dove sì la sua figura è quella di un perdente, ma dove prevale la sua anima di lottatore dal cuore tenero. Diciamo che alcuni suoi personaggi possono essere sfiorati dallla malinconia, ma a mio modesto avviso non rappresentano quegli individui "afflitti da una dolorosa solitudine consapevolmente malinconica" come ad esempio Jeff Costello
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29 agosto 2009, 00:26 di Utente rimosso (pithecusano)
Sì capisco. Credo che sono invece io, ad avere una visione diversa della malinconia come concetto esistenziale: non una condizione perdente né a perdere, ma elemento imprescindibile del riscatto, dell'orgoglio, giustamente della lotta, come dice carlos, quindi dela voglia e della riaffermata volgia di vincere nonostante tutto. Anche nonostante la rinuncia. Ecco, questa la mia chiave di lettura. Ripeto, assolutamente personale.
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