Il vademecum del critico italiano
Critici e opinionisti di Filmtv attenzione!!!! Da qualche mese sto spulciando la concorrenza(leggasi Ciak) in primo e unico luogo perchè sotto forma di abbonamento aggratis.Visto poi che hanno proposto un abbonamento a prezzi stracciatissimi può darsi anche che darò loro un altra possibilità.Certo la rivista di fine anni 80 che compravo puntualmente è solo un pallido ricordo sbiadito dal tempo,quella di oggi a confronto è un misero fascicoletto....Ma non divaghiamo.Nell'ambito di un inchiesta più profonda articolata in più puntate e di cui qui si è già parlato brillantemente con le playlist di AlexPortman80 e di Daskabinett ,questo mese viene data parola ai registi liberi di dire ciò che non sopportano della critica italiana.Accanto a risposte molto ragionevoli ve ne sono alcune curiose che mi sono preso la briga di riportare.L'articolo comunque è meritevole di lettura approfondita perchè le posizioni dei registi sono interessanti.C'è chi se ne frega ampiamente(Vanzina,Parenti,Brizzi che vorrebbe metri di giudizio diversi a seconda del genere di film),chi manifesta poche idee ma ben confuse,chi dimostra grande equilibrio(Verdone,Vicari,Piccioni).La cosa che però mi pare molto evidente è che molti dei registi interpellati sopportano poco la critica,ritenendola quasi un male necessario o peggio ancora, essendo dotati di una gigiantesca coda di paglia, un insulto personale alle loro capacità....
- Giuseppe Tornatore Non sopporta i mezzi voti.Preferisce che gli diano il voto più basso ,piuttosto che quel mezzo voto che non è carne nè pesce....
- Silvio Soldini Non sopporta le frasi come "riuscito a metà" o "convince a metà",in più afferma che non sopporta il tono supponente di chi non comprende e rispetta il lavoro altrui ....
- Michele Placido Afferma che "la maggior parte dei critici non ha alcuna considerazione per il lavoro e i sacrifici di un regista costretto a realizzare un film con pochi mezzi....
- Ferzan Özpetek Dice che "non gli piace quando il -per me- diventa il -per tutti-.Il critico deve sottolineare ogni volta che si tratta di un giudizio personale...."
- Cristina Comencini Afferma che "la critica non dovrebbe essere l'espressione di un gusto personale nè di un giudizio,ma un analisi di coerenza del film".Proporrei di organizzare subito un incontro tra Ozeptek e la Comencini per confrontare i loro pensieri sull'argomento....
- Antonello Grimaldi Non vorrebbe più leggere la definizione "regia televisiva"...non sa che cosa vuol dire....
- Marco Risi Non sopporta le stellette,a volte causa di clamorosi errori e intanto se la prende con Fofi che fa parte di quel gruppo di critici che ha passato metà della sua vita a parlare male di film e di registi e l'altra metà a correggere il tiro..
Commenti
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6 settembre 2009, 04:13 di supadany
Beh Ciak si è inflaziato come un pò tutti i giornali, io ho tutti i numeri fin dal primo ed adesso l'abbonamento annuale lo pago 19.99 euro che ci sta, perchè comunque parlano di tutto e tante cose mi interessano (proprio perchè sulle nuove uscite affrontano praticamente tutto). Non ho ancora cominciato a leggere il numero di questo mese, ma le dichiarazioni che hai riportato sono abbastanza strambe! Su tutte Placido ... grazie al piffero che dietro comunque ci son sacrifici (che poi lui non può certo lamentarsi dei pochi mezzi e non credo che si sia scagliato a proteggere i poveri registi indipendenti che fanno anche buoni film che nessuno riesce a vedere), allora cosa devono dire che son tutti belli?!?!? Forse non dovrebbero farci caso ai critici, la maggior parte dei film (come su un sito come questo) ricevono giudizi ottimi, ma anche negativi (vabbè poi un film che prende quattro da tutti i critici che mi sia piaciuto non me lo ricordo), alla fine siamo tutti soggettivi (ed è anche questo il bello), uno può leggere in un film un significato che un altro non ha per niente captato, cioè mi sembrano un pò permalosetti, sarebbe meglio che pensassero a fare bei film dato che un pò tutti hanno qualche prodotto alle spalle di cui non possono sicuramente vantarsi!
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6 settembre 2009, 10:23 di bradipo68
infatti a quel prezzo è ampiamente potabile...le dichiarazioni di Placido sono abbastanza strmabe in effetti...poi ho messo vicine le opinioni di Ozpetek e della Comencini proprio per evidenziare le loro contraddizoni....ciao Dany
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6 settembre 2009, 15:32 di Utente rimosso (astronomy domine
Hanno da rdire anche sul metodo di giudizio dei critici, ma non è già tanto che si parli di loro?
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6 settembre 2009, 18:48 di Daskabinett
Interessante confrontare questa play con quelle sui critici. Sicuramente anche tra i critici c'è gente che si è montata la testa, come tra i registi; chi prende delle topiche, chi non è sempre lucido, chi magari ha antipatie personali, e chi fa quel mestiere per sbaglio (come tra i registi). Tuttavia, le esternazioni dei registi mi sembrano sottolineare una mancanza di autocritica che va a sommarsi ai loro difetti.. Dire poi che non si accettano i mezzi voti o frasi come "regia televisiva", denota anche un arrampicarsi sugli specchi. Geniale l'uscita di Ozpetek: un critico dovrebbe ribadire ogni volta che il giudizio è personale. A parte il fatto che è sottinteso, ci sono critici che hanno visto migliaia e migliaia di film e credo possano permettersi di giudicare una pellicola, e Ozpetek dovrebbe prendere atto che il suo ultimo film è indifendibile.
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6 settembre 2009, 19:07 di callme Snake
Io dico che con tutti i soldi che si beccano potrebbero pure tapparsi la bocca. Se a questo si aggiunge che non sono certo dei Kubrick o dei Visconti, un po' più di modestia non farebbe male. Antonello Grimaldi non sa cosa voglia dire regia televisiva? normale, è l'unica che conoscono dunque non possono fare paragoni con quella cinematografica. Mah, che desolazione, che poca intelligenza
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6 settembre 2009, 20:05 di bradipo68
si è incantato il commento di Dask....avete ragione i nostri autori peccano di un immodestia che li rende ancora più antipatici....secondo me dovrebbe far parte del loro lavoro accettare le critiche e farne tesoro,invece pensano che tutti i critici ce l'abbiano con loro...grazie per gli interventi...
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6 settembre 2009, 20:51 di jackNONsquartatore72
Sono d'accordo con Tornatore sui mezzi voti, meglio arrotondare.
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6 settembre 2009, 21:07 di Dalton
Concordo con Ozpetek e la Comencini: la recensione, in fin dei conti, è sempre il frutto di una visione arbitraria, nutrita da una conoscenza del settore inevitabilmente relativa. Per questo nelle mie (pur dilettantesche) opinioni introduco spesso frasi colloquiali: fare cinema è qualcosa di ben differente dal discuterlo o proporlo.
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6 settembre 2009, 22:14 di Utente rimosso (pithecusano)
Tra quelle lette qui e le tante sentite altrove, mi sembra che quella detta dalla Comencini sia una delel cose più sensate: un film, come qualsiasi opera, va giudicato non (o almeno non solo) attraverso i gustipersonali, ma soprattutto attraverso la coerenza interna, insomma, dalla propria capacità di esprimere quel che vuol dire attravwerso gli strumenti che si pone. Strumenti che devono a loro volta essere comprensibili attraverso la struttura stessa del film o almeno la più generale conoscenza del mezzo espressivo tout court.___ Un simile metro di giudizio porta necessariemente ed inevitabilmente alla stroncatura dei "parlarsi addosso", delle elucubrazioni fine a sé stesse, delle contraddizioni esplicite, della confusione mentale che dispensano alcuni dei registi intervistati, molti dei registi in giro o passati a miglior vita, e pure qualcuno di quei mostri sacri che ogni tanto si nominano. E molti, ma molti , dei critici. A proposito, avete notato quanti refusi ci sono, nelle schede di filmtv, sulle trame dei film? E uno che manco si ricorda come finisce "Il Buono. il Brutto e il cattivo", e ci mette nel triello il carillon che invece è ne "Per qualche dolalro in più", che razza di attendibilità pretende per la propria critica?
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6 settembre 2009, 23:11 di bradipo68
io la vedo più come Ozpetek.Ogni critica è assolutamente personale perchè ognuno di noi elabora il film che vede attraverso le proprie esperienze personali.Ogni critico ha il suo gusto personale e io non ci vedo nulla di male.Quelle che facciamo noi su questo sito sono chiacchiere tra amici e le facciamo assolutamente gratis.Loro sono pagati per farlo.E fanno bene ad esprimere il proprio pensiero.Anche qui c'è gente che stronca Quarto potere,a cui non piace Fellini(io per primo) o Kubrick(come pithe).Ma perchè io dovrei imporre il mio punto di vista a un altro?Mi piace conoscere il punto di vista altrui e se ben argomentato va benissimo non c'è problema.Il regista cinematografico invece questo discorso non lo accetta.Il critico quando dice che un film non gli piace allora viene preso come un attacco personale perchè non sa dei sacrifici fatti,delle difficoltà di budget ecc ecc.Io credo che ognuno dovrebbe rispettare il proprio ruolo.Il critico è fallibile così come un determinato film può essere brutto.Perchè a sentire loro,i signori registi,pare che girano solo capolavori(con buona pace dei Vanzina e di Neri Parenti che invita i critici a non guardare i suoi film...)
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6 settembre 2009, 23:12 di bradipo68
ah poi un altra cosa sollevata da pithe:ha perfettamente ragione nel dire che molti critici professionisti dovrebbero avere molta più cura per il loro lavoro e prestare molta più attenzione a quello che dicono...
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7 settembre 2009, 00:06 di Utente rimosso (pithecusano)
Vero: in effetti la differenza è sottile. Sta nell'aggiungere alla critica personale___ A)quella capacità oggettiva che ogni sapere professionale dovrebbe avere. Quindi, come minimo, vedersi tutto in film prima di piantar là giudizi, e non emettere "critiche" sulla memoria, come invece dichiaratamente fannoi nostri amici redattori di filmtv per le schede dei film____ B) sempre grazie alla capacità professionale, la critica del film secondo gli stessi elementi strutturali del film (esempio stupido ma facile a capirsi: le incongruenze nella trama), come mi sembra dica la Comencini più di Ozpetec Insomma, un bravo sommelier sa giudicare anche i viniche non gli piacciono, e sa dirtene pregi e difetti. Io, da dilettante, ci provo, pure quando sparlo di Kubrick: un critico che è pagato, DEVE farlo. Né deve aver paura di sparlare di quel che è più in voga, e viceversa elogiare quel che è deriso. Non dimentichiamo che Totò, al tempo, riceveva solo emerite stroncature. E che Chaplin, a differenza di Salvatores, non ha mai preso un Oscar
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7 settembre 2009, 00:57 di poggy
Pithe, ma qual è la scheda su Il Buono, il brutto e il Cattivo cui ti riferisci? Perché quella qui sul sito mi sembra a posto...
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7 settembre 2009, 02:04 di carlos brigante
@bradipo "Ogni critica è assolutamente personale perchè ognuno di noi elabora il film che vede attraverso le proprie esperienze personali.".....ma un critico (e non solo) deve analizzare un film (fotografia, regia etc).....chiaramente, poi ognuno ha i suoi gusti e le sue esperienze personali, però ci sono anche dei caratteri oggettivi. D'accordo sul fatto che ognuno ha poi i propri gusti personali. Io ad esempio non ho nulla da eccepire su un'opera come "Morte a Venezia" da punto di vista formale e dei contenuti, ma di certo non me lo rivedrei perchè quello stile non rientra nelle mie corde. Il giudizio al film, però, rimane alto....
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7 settembre 2009, 08:01 di bradipo68
carlos,secondo me una buona regia,un ottima fotografia ,un ottima recitazione da sole non fanno un buon film.Secondo me ci deve essere qualcosa d'altro,deve scaturire qualcosa dalla visione.Il critico professionista più del dilettante deve saper valutare gli aspetti tecnici come dici a differenza degli altri....a mio modesto parere,per usare una frase inflazionata,la bellezza(di un film) sta sempre nell'occhio di chi la(lo) guarda...
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7 settembre 2009, 08:20 di Utente rimosso (pithecusano)
@poggy: Quella sulla rivista di carta di questa settimana (anno 17 numero 35, pag 95): "...passato alla Storia del cinema il triello finale, il cui vorticoso tempo d'attesa è scandito dalla musica di un carillon".___ Mi trovo sostanzialmente d'accordo con carlos.
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7 settembre 2009, 10:35 di Daskabinett
Io non sono per niente d'accordo che chi non fa non possa giudicare. Ripeto: chi ha passato la vita a guardare film e studiare di cinema, a meno che non sia un emerito stupido, è qualificato a giudicarlo; poi , va da sè che possa prendere una cantonata. E vi dirò di più, reputo degne di fede anche molte recensioni su questo sito, quando vengono da utenti che hanno grande passione e grandissime esperienze cinematografiche e approfondiscono, motivano documentano i loro scritti. Altrimenti, sarebbe come dire che un giornalista sportivo che non ha mai praticato non è in grado di dire se un giocatore è una schiappa o meno; oppure, come dice Pithe, che solo perchè non sono enologo non posso dire se un vino sia buono o cattivo. La critica dovrebbe essere presa per la funzione positiva che ha: per gli spettatori è utile per avere notizie, approfondimenti, dare chiavi di lettura; per i registi, avere un feedback che non sia solo quello del botteghino (che ovviamnete può essere fuorviante) per capire dove si è fatto centro e dove c'è da aggiustare il tiro. Ripeto, è ovvio poi che ci sia critica buona e cattiva, come registi e spettatori buoni e cattivi..
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7 settembre 2009, 10:36 di carlos brigante
sono d'accordissimo che una buona regia o un'ottima fotografia non facciano il film. Deve essere tutto legato al contenuto e al come viene espresso tale contenuto. Intendevo dire, che oltre ai propri gusti e/o esperienza bisogna tenere conto anche di diversi caratteri oggettivi...
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7 settembre 2009, 11:54 di gene55
Giusto visionare gli elementi tecnici:le già citate regia,fotografia,montaggio,ect...però penso anche(in particolar modo nel caso non professionistico,ma non è detto...)che l'emozione e il coinvolgimento che ti provoca un film sono elementi imprescindibili...magari,e non faccio nomi, c'è qualche film imperfetto che sa toccare le corde giuste e un cosidetto Kolossal talmente freddo e opaco da farti restare impassibile.. così(credo) è la vita...
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7 settembre 2009, 17:46 di poggy
@pithe: aaaahhh, ho visto! FilmTv ha decisamente toppato in questo caso :[ Adoro la scena del carillon di "per qualche dollaro..." e sta bene lì dove sta, grazie! Per quanto riguarda l'argomento rpincipale, beh, datemi pure della cerchiobottista ma per me la verità sta nel mezzo. Non lavoro nel cinema ma ho comunque un "lavoro creativo" e questo mi porta a simpatizzare almeno un pochino con i registi - ci sono tanti fattori che si mettono di traverso tra progetto/idea e risultato, e sono difficili da valutare se non ci sei dentro. D'altra parte sono anche dell'opinione che se tutti ti dicono (adducendo motivazioni, non tipo mobbing ;) ) che hai fatto una str***ata, non sei un genio incompreso... molto probabilmente hai proprio fatto una str***ata. E quindi dovrai tu, artista, rivedere il tuo approccio, non i critici: come diceva Machiavelli, bisogna salire sul monte per vedere la valle, e andare a valle per vedere il monte...
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