Settespaghetti
Facile: sette spaghetti western che mi piacciono molto.
- Per qualche dollaro in più (1965) Lo metto a rappresentare tutta la trilogia del dollaro, ma dei tre film è quello con la maggiore attenzione al lato umano e che preferisco nettamente. Anche se so benissimo come andrà a finire, il duello finale sulla musica del carillon rimane sempre struggente.
- Vamos a matar compañeros (1970) Un buddy movie solo apparentemente leggero, in realtà un film politico e smaccatamente umanista, di quelli dove vorresti essere anche tu amico dei protagonisti.
- Il grande silenzio (1968) Ingiustamente poco conosciuto, questo western atipico girato sulle Dolomiti è l'altra faccia di Compañeros: si vive insieme, si muore soli. E c'è Kinski che fa lo spietato mercenario!
- Django (1966) Diseguale, a tratti confuso... ma avercene di antieroi come Django. Quando scoperchia la bara non ce n'è per nessuno - e anticipa di una decina d'anni il filone gotico degli spaghetti western tardivi.
- La resa dei conti (1967) Van Cleef versus Milian e l'ipocrisia del potere. Solido. E cuchillo che fugge nel campo di grano su uno dei migliori temi western scritti da Morricone.
- Faccia a faccia (1967) Forse manca un po' del ritmo del film precedente, ma l'analisi psicologica del personaggio di Volonté vale da sola tutto il film.
- I quattro dell'Apocalisse (1975) Altalenante e discontinuo, ma salvato da un'efficace ambientazione onirica e nebbiosa (che si ritrova anche in Mannaja: pare che quando si vede la nebbia in uno SW sia perché si dovevano camuffare i set ormai in rovina...) e da punte di puro sadismo che lo fanno virare verso l'horror.
Commenti
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7 settembre 2009, 19:32 di bedlam
una spaghettata non si rifiuta mai
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7 settembre 2009, 20:15 di poggy
Non adesso che è ora di cena, tra l'altro
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7 settembre 2009, 22:29 di billykwan
Personalmente preferisco il western classico a quello italiano ma in una mia ipotetica lista, al di là di Leone, avrei scelto anch'io i tuoi Sollima e Corbucci (che ne Il grande silenzio è ancor più estermo e tragico che in Django). Io ricordo con piacere anche Qien Sabe? di Damiani e, perchè no, Il ritorno di Ringo con Giuliano Gemma come Ulisse al ritorno a Itaca. Bye
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8 settembre 2009, 00:52 di poggy
Quien Sabe? è piaciuto molto anche a me, infatti sono stata indecisa fino all'ultimo se inserirlo o no :) Ma ho voluto fare spazio ai Quattro dell'Apocalisse per rappresentare la deriva gotico/surreale del genere che trovo interessante. In quanto a Corbucci penso che il suo unico problema sia stato quello di aver fatto moltissimi film e, vuoi per la legge dei grandi numeri, vuoi perché ad un certo punto ha gettato la spugna, ha prodotto molte cose di dubbia qualità... Ma alcuni dei suoi western sono, secondo me, tra i migliori del genere.
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8 settembre 2009, 05:06 di LAMPUR
Inserisco in menù Pronti a morire. Western nouvelle cuisine. Indigesto a parecchi. L'ho trovato appetibile invece... ;)
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8 settembre 2009, 14:16 di poggy
Era piaciuto anche a me in effetti! D'altra parte, ho un debole per Sam Raimi pre-Spiderman.
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