Visions in Paris
Uno dei lati buoni di questa città è rappresentato dalle sale di quartiere; quelle che vivono ancora dei fasti dei vecchi film e che organizzano proiezioni anche alle undici di mattina. I biglietti per i più che ventenni costano assai poco, e di colpo si riescono a ritrovare cose già viste su cassetta, nella comodità domestica, la quale per forza di cose ruba l'anima al film. Parigi merita il mio plauso per la sua vasta attenzione verso coloro che ancora trovano nell'andare al cinema quella preziosa forma di rituale necessario all'esistenza.
- La notte (1960) Visto all'Accattone: Monica Vitti può condividere solo una parte del mal di vivere che da tempo tormenta silenziosamente Jeanne Moreau. Non ha dalla sua la force de l'age, che è tuttavia debolezza se immersa nelle profondità della notte.
- Scandalo a Filadelfia (1940) Visto a l'Action Ecoles: Da un testo teatrale Cukor ricava un'altra delle sue simmetrie; ed è stato grandioso vedere sul grande schermo Miss Hepburn liquefarsi tra le braccia di James Stewart, lei che come dea inveiva spudoratamente contro la debolezza umana.
- Partitura incompiuta per pianola meccanica (1976) Visto al Reflet Médicis: dal Platanov di C(h)ecov, Mikhailkov raffigura lo stato decadente dell'alta borghesia Russa mettendone in mostra le insofferenze; tutti i talismani contro la noia e il tempo che scorre cui nemmeno il furore di un antico amore può porre rimedio.
- Paris, Texas (1984) Visto alla Filmothèque Quartier Latin: non l'avevo mai visto e questo me lo ha fatto apprezzare ancor di più. Harry Dean Stanton andrebbe mostrato a tutti coloro che intedono intraprendere una carriera d'attore; la regia di Wenders è lieve gonfia di emozione; la Kinski non è mai stata così bella.
- Eyes Wide Open (2009) Visto all'UGC Georges V: l'ennesima storia di amore "irregolare" stavolta arriva da Israele. A questo mondo non esistono, per certe cose, società diverse dalle altre, sono tutte tristemente uguali.
- L.A. Confidential (1997) Visto al Racine: mi ha fatto tornare alla mente i miei sedici anni, quando sognavo di poter acquisire, crescendo, almeno un decimo della fibra di Bud White. Spacey visto in V.O. è gigantesco attore.
- Il romanzo di Mildred (1945) Visto all'Action Christine: immaginate Joan Crawford sul grande schermo...
Commenti
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8 settembre 2009, 09:59 di spopola
Ti invidio sai, Lorenzo (nel senso buono naturalmente). Non puoi nemmeno immaginare quanto!!! Anche io "vorrei" tanto essere là... chissà che un giorno non trovi davvero il coraggio per farlo "il grande passo"
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8 settembre 2009, 11:20 di Conf
Se ti piacciono le sale parigine adorerai questo blog che traccia la storia delle sale piu antiche... http://sallesdecinemas.blogspot.com/
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8 settembre 2009, 12:11 di Daskabinett
Bentornato a Death by Water in Paris (a proposito, come procede la ristrutturazione del casolare nel sud della Francia? Qui la situazione degenera e noi non si aspetta che traslocare..., mentre tu vaghi per le rues e les places tra un matiné e un bicchierino di assenzio - cosi mi ti immagino io)
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8 settembre 2009, 17:11 di Death By Water
Valerio, io il grande passo l'ho fatto...per ora non rimpiango niente di quello che ho lasciato (a parte la famiglia per ovvi motivi). Posso dirti che ne avevo davvero bisogno, l'apatia in cui versa la nostra, pur sempre ricca e piacevole regione, non riuscivo più a sopportarla...e finalmente mi ritrovo a casa, a casa mia intendo. Sì, Das, per citare qualche noto poeta scomparso ormai da un po' di tempo: "Vado avanti tristemente a Champagne e bon bon[s]...", tra un picnic sul quai de Valmy, alle passeggiate al Butte Chaumont, tra le ore perse a guardare la perfezione imperfetta di Place des Vosges, ai cinema del 5°, indi per cui la ristrutturazione sarà molto in là nel tempo, ma vi invito tutti a prendervi una pausa dalle italiche nevrosi e a venire a trovarmi, a godere brevemente di questo splendido caos che assorbe tutto, la cui assenza ho sopportato sin troppo a lungo. Comunque farò in modo di rimanerci il più possibile, quindi il mio invito si estende indefinitamente nel tempo. A presto per un nuovo resoconto, un abbraccio.
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8 settembre 2009, 17:13 di Death By Water
Ah, domenticavo: grazie conf per il link, ho visto che ci sono tutte le sale più famose di Francia, magari ne trovo una adatta al Das, cosicché il sogno auvergnate del casale da ristrutturare non vada del tutto perduto.
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8 settembre 2009, 18:46 di bradipo68
grazie per i sogni che mi hai regalato in questa playlist.Io adoro Parigi e la Francia ma non sono potuto andare troppe volte e sapere che tu puoi assaporare quell'atmosfera tutti i giorni,beh mi gonfia il cuore di invidia(bonaria)...
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8 settembre 2009, 19:03 di Death By Water
Ciao Bradipo. E tanti auguri, mi pare d'aver letto che compi gli anni in questi giorni. Non ci sarà mai abbastanza tempo per vivere Parigi nemmeno per chi ha deciso di trasferirvisi, o per chi ci è nato e vi ha sempre vissuto. Parigi non dorme mai, si prende qualche pausa, ma in genere non dorme davvero mai. Mi piacerebbe potervi mostrare di persona tante cose nuove, che mi è capitato di scoprire recentemente e che avevo tralasciato nei soggiorni precedenti. Se volete io ve l'ho già detto, non posso ospitarvi perché manna se c'entro io qui dentro, ma potrebbe essere un'idea interessante e un modo prezioso di trascorrere il tempo. Ad ogni modo sono felice di aver destato in te dei bei ricordi...e anche quell'invidia bonaria di cui parli...a presto.
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8 settembre 2009, 23:28 di billykwan
Io sono uno di quelli che rimpiange di non aver visto in sala tanti film della mia vita...ogni tanto dalle mie parti, grazie soprattutto alla Cineteca Griffith, qualche retrospettiva va in cartellone e il bello è che spesso ci sono più spettatori che a una prima visione infrasettimanale... Ti saluto e ti auguro tante buone visioni, al cinema, a place des Vosges e dans le Marais, che è il quartiere che più mi è rimasto impresso della ville lumière.
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9 settembre 2009, 00:39 di Inside man
E' uno degli aspetti (l'amore per il cinema, l'arte e la cultura in generale) in cui i francesi non hanno rivali al mondo; mentre noi italiani (la maggioranza) si veleggia in zona retrocessione...
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9 settembre 2009, 00:46 di Death By Water
Eh sì, le vie sono più strette, il decoro ricorda una cittadina bretone o del Rossiglione un po' alla Rohmer, e il sabato pomeriggio ci si pesta i piedi tanta gente arriva per osservare la giostra che gira, con le sue proposte d'alta moda, le pasticcerie ebraiche, i salons de thé colmi da strabordare, le signore a passeggio con cagnolini di taglia ignobile sovente spolverati di fresco e addobbati con copertine a scacchiera di trama scozzese; gli omossessuali che si tengono per mano sotto gli occhiali da sole sgargianti; le ragazze di ventanni magrissime piene di rossetto che rincorrono, nei jeans attillati, il fumo delle sigarette espettorato alla rinfusa per le strade. E' bello il Marais anche se un po' fuori portata. E' un centro, come ce ne sono altri, il bello è che tutti questi 'centri' vivono contemporaneamente e mentre tu siedi sul prato di Place des Vosges ad aspettare il tramonto, negli altri angoli della città c'è gente che lo aspetta a sua volta, tuttavia seduta su un cavallo diverso della giostra.
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9 settembre 2009, 00:57 di Death By Water
Sono d'accordo Inside Man, se c'è una cosa che non hanno perso è l'amore per il cinema, e mentre noi chiudiamo le sale storiche in cui si poteva andare a vedere il cinema anche al primo pomeriggio (sono di Firenze, e ho assistito alla chiusura di non poche sale in centro negli ultimi anni, a discapito di quella 'vecchia' clientela di appassionati riluttante nel prendere la macchina per andare a sprecare il tempo nelle multisale di periferia-le uniche che avranno un futuro purtroppo), loro, infischiandose del mercato, fanno retrospettive, indicono festival, organizzano cineforum, e poco importa loro se a vedere "Incantesimo" di Cukor eravamo in sei, provano semplicemente piacere nel proporre il bello a chi vuole riceverlo.
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9 settembre 2009, 10:23 di steno79
Complimenti per aver aperto una finestra su un mondo cinefilo molto più stimolante del nostro... Purtroppo anche io sono stato poche volte a Parigi, e non ho potuto vedervi dei film (riuscii invece a vederne uno a Londra, del grande regista indiano Ray, al National Film Theater). A proposito, visto che citavi il cinema Reflet Medicis, ho letto che c'è stata una lunga retrospettiva sui Cento film più belli del mondo scelti dai critici dei Cahiers du cinema : ne hai visto qualcuno?
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9 settembre 2009, 12:29 di Death By Water
Ah non te lo saprei dire, penso che Mikhailkov facesse parte di tale rassegna. In effetti io sono qui solo da un mese, e il 5° arr. è un po' lontano da dove abito anche se ci sono i cinema migliori, ossia quelli che hanno in programmazione i vecchi film. C'era una retrospettiva noir al Racine sicuramente, Cary Grant all'Action Ecoles, Douglas Sirk alla Filmothèque, mentre inizia adesso la stagione della cinémathèque française (di stanza a Bercy purtroppo e non più al vecchio Palais de Chaillot) che propone quest'anno percorsi su Fellini, Aldrich e un regista francese che personalmente non conosco e di cui non ricordo nemmeno il nome. Ma basta guardare sull'Officiel des spectacles per avere le lacrime agli occhi tante sono le cose. Addirittura c'era alla Villette sino a metà agosto il cinema all'aperto GRATUITO!!!!! Ci ho visto "Il sorpasso", ti danno sdraio e cuscini, ovviamente non a pagamento, e quando la notte è tersa, siccome ci sono poche luci lì intorno, sembra davvero di essere al planetario...mentre si guarda un film, il piacere è dunque doppio.
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