Roman Polanski LIBERO SUBITO
Apprendo oggi che gli svizzeri, solerti e scodinzolanti cani da riporto dei giudici americani, hanno arrestato Roman Polanski, per un "crimine" di trent'anni fa. La gravità del fatto si commenta da sé, come la ridicolaggine di un paese che fa sembrare l'italietta berlusconiana un avamposto di civiltà. Credo che dal mondo del cinema, e della cultura in genere, debba arrivare una risposta potente e condivisa. Il boicottaggio internazionale della Svizzera (diserzione di tutti i festival, le anteprime e le iniziative culturali) sarebbe un ottimo primo passo. Già la Francia (di cui Polansky è cittadino) dovrebbe chiudere immediatamente la sua ambasciata a riciclaggiolandia. Intanto ecco di seguito, per chi se li fosse persi, sette film del grande Roman.
- Il coltello nell'acqua
- Repulsion
- Rosemary's baby
- Frantic
- La morte e la fanciulla
- La nona porta
- Il pianista
Commenti
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27 settembre 2009, 18:46 di spopola
... io ci aggiungerei anche Cul de sac e Chinatown
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27 settembre 2009, 18:55 di maldoror
Sottoscrivo in pieno. Tra l'altro mi pare che la ragazza fosse consenziente all'epoca, se Polanski è stato accusato è solo perchè per la legge americana un rapporto con una minorenne è stupro a prescindere. Senza contare il fatto che la ragazza, oggi ultraquarantenne, ha pure perdonato pubblicamente Polansky, e che a quanto pare lo stesso regista avrebbe deciso di risarcire la suddetta di alcuni milioni di dollari mi pare. Veramente ridicolo.
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27 settembre 2009, 19:02 di serpico
Io invece NON sottoscrivo. Che cosa c'entra la sua abilità di regista (innegabile) con la sua contorta vita privata? Polanski è stato condannato per aver avuto rapporti sessuali con una tredicenne (che, anche ammesso che sia stata consenziente, è comunque un fatto squallido). A differenza nostra, nel resto del mondo andare a letto con minorenni non è sinonimo di limpidezza... e certi reati non vanno in prescrizione. Sinceramente non ci trovo niente di scandaloso nell'applicare la legge, pratica che qui da noi è decisamente in disuso.
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27 settembre 2009, 19:41 di maldoror
Tutto sta nello stabilire se quella fosse consenziente o no. Se la ragazza lo era allora direi che la condanna è semplicemente idiota, ipocrita e ridicola, perchè è ipocrita non voler ammettere che ci siano ragazzine di tredici anni (se non ancora più piccole) che già la vadano a dare a destra e sinistra, la minore età non significa nulla, è un fatto relativo; se si è trattato di violenza sessuale allora già è un altro discorso, però bisogna tenere presente anche che la stessa ragazza (oggi adulta) ha detto che per lei la questione si potrebbe anche chiudere, e che i suoi familiari all'epoca non chiesero neanche che il regista andasse in carcere. In ogni caso oggi, a distanza di quarant'anni, con Polanski ormai 73eenne, direi che si potrebbe anch'essere un po' più elastici, tenuto conto di tutte le circostanze, e del fatto che si tratta comunque di un grande regista che ancora potrebbe regalarci dei grandi film. Cioè, 50 anni di carcere mi pare veramente troppo, è una condanna a morte.
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27 settembre 2009, 20:02 di Cidrolin eLST
io sostanzialmente me ne frego anche se la notizia mi ha fatto sorridere. stare in fermo per qualche giorno non sarà peggio di charles manson!
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28 settembre 2009, 05:09 di LAMPUR
Trentanni orsono le ragazzine di tredici anni non erano certo "consenzienti" come, magari, quelle di oggi. Comunque sempre di violenza si tratta e, Polanski o non Polanski (novello Craxi), si sarebbe dovuto sottoporre al corso della giustizia senza scapparsene a destra e a manca. Magari ci sarebbe stato solo di un processetto tranquillo, "una pura formalità", (gran bel film non ufficialmente attribuitogli e non incluso nella lista dei sette).
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28 settembre 2009, 14:25 di toni70
Io sottoscrivo Serpico ! Caro Maldoror, che una minorenne sia consenziente o meno non intacca il principio di illegalità o il fondamento di un reato. "In ogni caso oggi, a distanza di quarant'anni, con Polanski ormai 73eenne, direi che si potrebbe anch'essere un po' più elastici, tenuto conto di tutte le circostanze, e del fatto che si tratta comunque di un grande regista che ancora potrebbe regalarci dei grandi film.". Sai che non capisco proprio questo ragionamento: allora se son passati 40 anni e uno è un grande regista possiamo perdonargli tutto? Sembra quasi che tu voglia perdonare il fatto perchè Polanski ci puo' ancora regalare grandi film. Ecco perchè molti perdonano Berlusconi, perchè il miglior presidente degli ultimi 150 anni.
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28 settembre 2009, 15:59 di maldoror
Berlusconi è semplicemente riuscito a narcotizzare la coscienza e il senso critico di gran parte degli italiani, si è fatto un casino di leggi ad personam in modo da evitare il carcere, ha un intero esercito di servitori pronti a parargli il culo in qualsiasi circostanza e inoltre si trova di fronte una sinistra inetta che non è in grado di contrastarlo, per questo è ancora al potere e non è andato in galera, non certo perchè qualcuno lo "perdona" (senza contare il fatto che Berlusconi in realtà è stato il peggiore presidente del consiglio degli ultimi 150, mentre Polanski è veramente un grande regista). Inoltre, credo che avere rapporti con minorenni sia un'azione ignobile e da condannare solo in alcune circostanze, cioè solo quando il minorenne non ha ancora raggiunto una maturità psicologica per avere rapporti sessuali, ma ci sono delle ragazzine che già a 11 anni hanno perso la verginità e che a 14 praticano la fellatio, ma non parlo mica di umanità degradata o di gente che vive in periferia o nei quartieri popolari, no, quasi sempre sono proprio i ragazzi "bene" ad essere così precoci, solo che questo viene negato perchè siamo tutti ipocriti e non vogliamo riconoscere la realtà dei fatti. Poi va be', giustamente la creazione delle leggi non consente questa "elasticità", perciò i rapporti sessuali con minorenni vengono tutti condannati, indipendentemente da chi sia effettivamente il minorenne, ma la mancanza di elasticità della legge non significa effettivamente che alcune leggi siano inadeguate. La ragazza che Polanski avrebbe "violentato" era già una modella, una che faceva servizi fotografici e sfilava, dunque già non era più "bambina"; perciò, se effettivamente è stata consenziente, allora quello di Polanski non dovrebbe essere considerato un reato, lo sarebbe solo "nominalmente", "in teoria", ma in sostanza no. Se invece l'ha effettivamente violentata allora questo è un altro discorso, ripeto, però bisogna tenere presente che i parenti della ragazza all'epoca non hanno neanche chiesto che il regista venisse incarcerato (almeno da quanto ho sentito io), dunque questo forse dovrebbe far riflettere. Poi va be', credo che in ogni caso prima di dare giudizi definitivi (che io infatti non ho dato, ho parlato solo per ipotesi) ci si debba informare più chiaramente possibile sulla vicenda.
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28 settembre 2009, 16:42 di jonas
Più che altro vorrei capire come mai è successo proprio adesso, non sapevano dove stava di casa? la cosa mi suona strana. Per il resto, non mi precipito a offrire la mia solidarietà a uno che si fa le tredicenni, anche se è un bravo regista e anche se è una storia di tanti anni fa.
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28 settembre 2009, 16:55 di BaroneBirra
Trovo davvero incredibile l'accostamento spericolato operato da alcuni utenti tra Polanski e Berlusconi. Una simile banalizzazione della sessualità e del connubio sesso-potere fatta da chi si vorrebbe alfiere dell'autodeterminazione femminile risulta sconcertante. Berlusconi ha messo su un circo in cui passatori di infimo ordine si premurano di portare alla corte dell'imperatore nugoli di ragazze incaricate di intrattenerlo, magari con il miraggio di futuri vantaggi professionali (in tv o in Parlamento non fa differenza). La questione in tal caso riguarda la torsione del potere a uso e provvigione personale, il declino della sessualità maschile, la reificazione del corpo femminile a merce di scambio, etc. La vicenda di Polanski invece è tutto un altro paio di maniche. Polanski non ha violentato nessuno, ha solo ceduto alle avances di una ragazza arrivata lì accompagnata dalla madre (a conoscenza di quanto sarebbe avvenuto) con il preciso scopo di trarre in qualche modo vantaggio dalla situazione "festa in villa con uomini famosi". Ha sbagliato Polanski ad acconsentire a una relazione sessuale con una ragazza di 13 anni (non "una bambina") sessualmente matura? Sì, per questioni di opportunità e non di morale. Merita per questo il carcere dopo trent'anni? Ma non siate ridicoli....
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28 settembre 2009, 17:37 di toni70
Ciao Maldoror, la battuta su Berlusconi era ovviamente una provocazione; mi riferivo a quanti, sentita una delle tante accuse che si possono fare al nostro preesidente, replicano in unanime coro "ma tanto lo fanno tutti"; bè, prima non è venuto fuori, secondo non mi sembra una comunque una buona ragione. Un po' come non mi sembrano buone ragione il fatto che Polanski sia un buon regista e che il reato sia stato commesso molti anni fa. Sul fatto che le leggi non siano "elastiche" direi che dovrebbe essere uno dei principi fondamentali della giustizia; si traduce infatti nel togliere discrezionalità al giudice, anche se in parte non è sempre cosi ma il principio di giustizia dovrebbe essere quello; per fortuna aggiungerei. Infatti tu scrivi "lo sarebbe solo "nominalmente", "in teoria", ma in sostanza no"; infatti nominalmente o in teoria il reato esiste sia per me che per te, in sostanza esiste per me e non per te.
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28 settembre 2009, 17:44 di perunavolta
Quoto Lampur. Stiamo parlando di 30 anni fa e il regista ha tacitato la famiglia della ragazzina (ok, consenziente) con una paccata di quattrini, ma non doveva "scappare"! Regista bravo o no, doveva presentarsi e scontare l'eventuale pena. Pero' è davvero ridicolo intervenire dopo cosi' tanti anni, quando nessuno ricorda piu' questo fatto. Jacopetti era incorso in una faccenda simile e - se non sbaglio - aveva dovuto sposare la zingarella minorenne.
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28 settembre 2009, 17:48 di toni70
Ciao Maldoror, la battuta su Berlusconi era ovviamente una provocazione; mi riferivo a quanti, sentita una delle tante accuse che si possono fare al nostro preesidente, replicano in unanime coro "ma tanto lo fanno tutti"; bè, prima non è venuto fuori, secondo non mi sembra una comunque una buona ragione. Un po' come non mi sembrano buone ragione il fatto che Polanski sia un buon regista e che il reato sia stato commesso molti anni fa. Sul fatto che le leggi non siano "elastiche" direi che dovrebbe essere uno dei principi fondamentali della giustizia; si traduce infatti nel togliere discrezionalità al giudice, anche se in parte non è sempre cosi ma il principio di giustizia dovrebbe essere quello; per fortuna aggiungerei. Infatti tu scrivi "lo sarebbe solo "nominalmente", "in teoria", ma in sostanza no"; infatti nominalmente o in teoria il reato esiste sia per me che per te, in sostanza esiste per me e non per te.
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28 settembre 2009, 17:49 di toni70
Ciao Barone, ci tengo a precisare che la mia uscita su Berlusconi era ironica e provocatoria. E si riferiva al commento di maldoror; non volava essere un raffronto con la vicenda Polanski. Non mi sembra di averlo fatto ma di aver appositamente circistanziato la battuta ad un suo commento. Lui mostrava più tolleranza perchè Polanski è un grande regista e io ho detto che a Berlusconi molti perdonano tutto perchè il miglior presidente degli ultimi 150 anni. Non mi sembra ci siano raffronti alla vicenda e mi sembra abastanza chiaro il senso ironico della frase. Ciao a tutti.
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28 settembre 2009, 17:51 di maldoror
Per toni70: dunque il concetto di "reato" si basa su dei presuposti sbagliati, perchè la legge deve adeguarsi necessariamente al principio di "generalità", principio che non rispetta le differenze che esistono fra i singoli esseri umani. Dunque se la ragazza era consenziente, o se addirittura era andata lì accompagnata dalla madre che avrebbe approfittato della situazione, diciamo che condannare Polanski a 50 anni mi pare una cosa che definire "ridicola" sarebbe un complimento. Concludo soltanto dicendo che la legge e la morale non sono la stessa cosa, anzi a volte possono anche essere contrapposte, cosa sostenuta anche un certo signore di nome Kant.
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28 settembre 2009, 17:54 di toni70
Qualcuno mi può dare una valida motivazione per cui passati 30 anni il reato non andrebbe più perseguito? Indipendentemente dal reato e da chi lo commette.
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28 settembre 2009, 18:56 di marlucche
quello che mi lascia sempre sorpresa è rilevare come sia sempre possibile parlare di berluscono anche quando non c'entra una benemerita mazza... a parte ciò.... ricordo boncompagni che era fidanzato ufficialmente con isabella ferrari che ne aveva 13 (erano lontani i tempi del cinema italiano impegnato...)... eppure c'erano i servizi su novella 2000 dell'epoca e nessuno si scandalizzava. ebbene sui rapporti con i minori la legge interviene perché non è semplice determinare la maturità psicologica nel periodo dell'adolescenza... sicuramente è un "reato" ma direi non sempre e comunque. nel caso di polansky credo che veramente la vicenda possa definirsi conclusa con il risarcimento che ebbe la ragazza (che si scoprì essere manovrata dalla madre). la legge comunque non è granitica... è granitica solo quando è applicata male... comunque sia pure farsi una canna è un reato... però sapete che c'è....
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28 settembre 2009, 19:34 di ligeya
Polanski ha VIOLENTATO una ragazzina di 13 anni...e 30 anni fa o ieri è comunque condannabile. consenziente o non consenziente la si può mettere come si vuole ma non mi venite a dire che a 13 anni questa era "sessualmente matura"! mi viene da ridere...anzi da piangere!
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28 settembre 2009, 19:57 di maldoror
Ligeya, per favore, leggi bene tutto il dibattito prima di intervenire, grazie...;)
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28 settembre 2009, 20:44 di ligeya
grazie per il consiglio,. ora che l'ho (ri)letto tutto e ho preso appunti posso tranquillamente ripetere quello che ho detto prima. e poi, maldoror, sono proprio le cazzate scritte da te ad avermi fatta sbottare senza argomentare: che la ragazzina faceva la modella non vuol dire che si possa disporre del suo corpo come si vuole, il perdono della famiglia non vuol dire che la legge non debba comunque fare il suo corso, ragazzine precoci che fanno cose da te descritte dettagliatamente ancora una volta non vuol dire che si possa violentarle perchè se ne è constatata la maturità sessuale. aveva 13 anni e non so cosa possa far pensare che a quell'età si possa essere consciamente "consenzienti", lui però aveva qualche anno in più, e la legge la conosceva, poteva farsi una 18enne...mica è una bestia che va dove gli tira no? e poi scusa, la cosa secondo me peggiore è che è fuggito per evitare la condanna, non l'ho decisa io la sua colpevolezza ma per me il fatto di essersi sottratto alla legge basta e avanza!
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28 settembre 2009, 21:06 di Signor Tabard
Polanski libero, subito!
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28 settembre 2009, 21:11 di BaroneBirra
Cara Ligeya, magari tu a 13 anni giocavi ancora con le barbie e guardavi candy candy ma il mondo, fuori dalle pareti pastello della tua cameretta, è diverso, sporco brutto e cattivo. E te lo dico sottovoce per non traumatizzarti. Parla con una tredicenne reale, non immaginaria, e prova a dirle cosa pensi di lei, ossia che a quell'età è totalmente incapace di intendere e di volere, che deve andare ancora mano nella mano di mamma e papà, e vedrai cosa ti risponderà. Ti poni come protofemminista rancorosa e inflessibile quando sei la prima a non avere idea di cosa significhi autodeterminazione femminile. Dare dei giustificazionisti dello stupro a chi ricostruisce correttamente i passaggi di una vicenda che evidentemente non conosci è poi semplicemente infame. Pensa prima di scrivere. E ricordati che la legge e la giustizia sono due cose che solo molto, molto raramente coincidono.
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28 settembre 2009, 21:16 di maldoror
@ligeya: Va be', lo avrai pure riletto, ma mi sa che non c'hai capito un cazzo lo stesso, quindi ti riassumo ulteriormente il concetto da me espresso, ho deciso di venirti incontro. Io ho detto semplicemente che: ragazzine di 13 anni possono essere PERFETTAMENTE CONSENZIENTI e possedere le facoltà mentali per esserlo (e ti sfido a dimostrarmi il contrario, visto che durante un viaggio d'istruzione in terza media con la mia classe ho visto coi miei occhi le mie compagne di classe intrattenersi in camera con dei ragazzi venuti da fuori) , e, qualora quella ragazza lo sia stata, Polanski COL CAZZO CHE VA ARRESTATO, in quanto NON AVREBBE VIOLENTATO NESSUNO. SE, invece, avesse violentato la ragazza, allora in questo caso sicuramente meriterebbe di essere punito, sebbene 50 anni di carcere mi paiono eccessivi. Dunque, ti ripeto ancora una volta, non ho mica detto che basta che una ragazzina sia "emancipata" perchè possa essere violentata ovviamente; ho detto che spesso la morale e la legge, ciò che è considerato reato, non collimano, anzi possono essere pure l'una l'opposto dell'altra, e nell'andare a letto con una ragazzina di 13 anni che già scopa per i fatti suoi e consenziente, non ci vedo neanche nulla di sbagliato, nè moralmente, nè dal punto di vista della legge.
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28 settembre 2009, 21:33 di ligeya
voi avete già deciso che va liberato quindi non ha comunque senso star qui a incazzarmi per niente, non decidete voi e nemmeno io...voi andate pure avanti a scoparvi le ragazzine che ve la sbattono in faccia, dato che avete uguali facoltà intellettive non siete perseguibili
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28 settembre 2009, 21:57 di serpico
Che tristezza questa discussione... non immaginavo che potessero esserci persone intrise di un maschilismo così bieco da far SRA-gionare in questo modo! Ma che cosa c'entra il fatto che la ragazza sia stata consenziente, emancipata o una puttanella ninfomane????? Questa è la classica frase adottata da tutti i violentatori per giustificarsi. Ma c'è ancora un briciolo di morale in questa società? Chiamatemi bacchettone quanto volete ma resto dell'idea che un uomo adulto, trentenne e responsabile NON VA A LETTO CON UNA TREDICENNE! STOP! E' una cosa squallida, prima ancora che illegale! Possibile che nessuno lo capisce? Detto questo, ricordiamoci che la legge non ammette ignoranza: Polanski sapeva di commettere un reato e ora ne assume le conseguenze. Questa si chiama LEGALITA'. Ma qui siamo in Italia...
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28 settembre 2009, 22:13 di maldoror
Serpico, una cosa è essere maschilisti (cosa che io NON sono), altra cosa è guardare in faccia la realtà e non essere ipocriti.
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29 settembre 2009, 01:19 di AlexPortman80
Sono senza parole (anche se può non sembrare...) per alcune cose che ho letto sopra! Prima di tutto tra Polanski e Berlusconi il sottoscritto avrebbe veramente fatto fatica a trovare un collegamento, ma evidentemente è un soggetto che riesce ancora a suscitare discussioni: forse sarebbe meglio ignorarlo, l'indifferenza spesso e volentieri è la miglior cosa. Poi si critica tanto (e giustamente, sia chiaro) il presidente del consiglio e altri soggetti su diversi temi, fra i quali il razzismo, e poi cosa leggo? "Gli svizzeri, solerti e scodinzolanti cani da riporto dei giudici americani", "ridicolaggine di un paese", "riciclaggiolandia" ecc. Ma è possibile? Qui siamo ai livelli di alcuni nostri politici! Mi sembra si stia generalizzando a un paese intero (oltre 7 milioni di persone) la decisione (che si può condividere o no, e per questo bisognerebbe conoscere personalmente la vicenda, non dopo averla letta sui giornali) di una o due persone: quindi è giusto dire che tutti gli italiani sono mafiosi perchè ce ne sono alcuni? Che orrore queste cose. Qualcuno mi potrebbe ribattere che sono di parte, perchè se sono romagnolo da parte di padre sono svizzero-francese da parte di madre, ma la opinione non cambierebbe comunque: tutte le persone che (io) conosco in questo paese da "boicottare" sono oneste, è chiaro non conosco tutti, ma penso nemmeno BaroneBirra, o no? Certo, ci sarà del denaro sporco (ma in Italia no? E' più grave chi lo custodisce o chi lo produce? Per me non è così evidente), ma in Svizzera la legge evidentemente funziona un po' di più (certo che ci sono anche le consenzienti, ma in Italia per stupro non viene punito praticamente nessuno, quindi non so cosa è meglio), poichè sono sempre stato contrario ai reati che cadono in prescrizione dopo un po' di anni (altrimenti a Berlusconi dovremmo cominciare a toglierne un bel po', o sbaglio ancora?). La Svizzera non è un paese perfetto, è ovvio, ma dire che si sta meglio in Italia (o, come ho letto alcune volte, in paesi come Cuba, Venezuela ecc) mi sembra francamente assurdo. Alcune volte penso ci siano molti più razzisti di quello che pensiamo (come alcuni bei pimpanti giovanotti che si riempiono la bocca di frasi come "siamo tutti uguali", "il colore della pelle non fa la dignità di una persona" ecc e poi emarginano i compagni di classe che non indossano capi firmati! Mah). Scusatemi per il lungo messaggio, ma ero in dovere di dire la mia.
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29 settembre 2009, 05:06 di LAMPUR
A Barone e Maldoror: lascereste vostra figlia di tredicianni libera di scoparsi questo o quell'altro? Ecco perchè il mondo và a rotoli...
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29 settembre 2009, 10:18 di toni70
Sono senza parole; quoto Serpico, tutto il resto è fuffa. Per Madoror "una cosa è essere maschilisti, altra cosa è guardare in faccia la realtà e non essere ipocriti.". Cioè? Siccome esistono adulti che scopano con le 13enni (e nessuno è così ottuso da negare che questo esista, come fatto) allora siamo ipocriti se diciamo che questo è reato e come tale va SEMPRE E COMUNQUE perseguito?
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29 settembre 2009, 14:25 di Daskabinett
Mi aggiungo a coloro che sono molto perplessi, per usare un eufemismo. A parte il fatto che si mischiano vari argomenti: la prescrizione - solo perchè sono passati trent'anni, non vuol dire che una questione sia chiusa - in questo senso è gusto fare l'esempio di Berlusconi, perchè gli stessi che difendono Polanski sotto questo aspetto probabilmente sono gli stessi che si sono scandalizzati per tutte le prescrizioni di cui lui ha goduto, o di quelle invocate da Priebke e dagli altri nazisti arrestati a decenni dalla seconda guerra mondiale; i FATTI: qualcuno sa la verità? Non mi sembra che nessuno abbia citato come si sia svolta realmente la vicenda, e forse nessuno lo sa realmente: Polanski patteggiò dichiarando lo stupro, ma disse che la ragazzina era consenziente e pilotata dalla madre; la ragazzina disse che inizialemnte respinse le avances e poi accettò, poi si parla di risarcimenti.. Ed è proprio per questo che un processo sarebbe necessario, perchè le persone coinvolte nella vicenda si confrontino ed emerga quello che è successo, per quanto possibile; credo che il comportamento e il giudizio sulle autorità svizzere non sia rilevante; la mobilitazione di intellettuali e autorità mi sembra come minimo fuori luogo.. Quanto poi ai discorsi sulla maturità sessuale delle 13enni e sui loro comportamenti disinibiti, non credo a quello che ho letto. Maturità sessuale non vuol dire maturità psicologica, consapevolezza. Conoscete cosi bene le 13enni? Oltre che vederle i giro, ci parlate? Sono bambine. L'unica cosa che posso pensare di chi parla cosi è che non ha figlie o sorelle o abbia subito qualche trauma che potrebbe spiegare tutto, come le compagne di classe che si intrattengono "con ragazzi venuti da fuori". Sono discorsi criminali perchè forniscono alibi e sono sullo stesso piano di chi dice di chi subisce violenza "se l'è cercata, guarda come si veste" - su questa linea, qualsiasi stupratore e/o pedofilo potrà dire "era consenziente". Io spero vivamente che chi ha scritto certe cose si riprenda.
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29 settembre 2009, 14:59 di maldoror
Va be', io avrei fatto a meno di continuare a rispondere, per me la questione era praticamente chiusa, ma mi trovo costretto a confutare alcune critiche piuttosto gravi che mi vengono rivolte, come il fatto che sostenere ciò che ho sostenuto significhi implicitamente fornire argomentazioni a favore dei criminali o degli apologeti dello stupro, cosa che non è vera. Ragazzi, qua si parla di mandare in carcere una persona per 50 anni, cioè significa condannarla a morte, quindi va bene preoccuparsi per la ragazzina, ma credo sia anche il caso di chiedersi se effettivamente Polanski se li meriti oppure no. Io dico solo, e sono più che convinto di questo, che esistano ragazzine di 13 anni già mature sessualmente e perfettamente in grado di essere consenzienti (io non ho nè sorelle nè figlie ma ne ho conosciute di ragazzine così, e ti assicuro che non sono affatto "bambine", mi chiedo quali siano le tredicenni che invece conosceresti tu); dunque, se non c'è stata violenza, ritengo che, volendo infliggere una pena a Polanski, ci si potrebbe limitare benissimo a un risarcimento pecuniario, o volendo a qualche mese di galera (che però mi pare abbia già scontato), ma non di certo 50 anni. La legge considera reato il rapporto con un minorenne sempre e comunque? Ebbene, io ritengo che la legge sia sbagliata, d'altronde le leggi sono fatte da uomini, che sono creature fallibili, non dal Padreterno. Se invece Polanski ha stuprato la ragazza (STUPRARE: costringere una persona ad avere rapporti sessuali CONTRO LA SUA VOLONTA'), allora è completamente un altro discorso, in questo caso ovviamente merita di essere punito. Per questo motivo sono perfettamente d'accordo sulla necessità di fare un processo, in modo da chiarire il più possibile la vicenda e prendere la decisione giusta. In ogni caso, mi sa che a riprendersi dovrebbero essere quelle persone che hanno gli occhi foderati di prosciutto e che giudicano la realtà basandosi sul loro buonismo ipocrita, la realtà molto spesso va contro il rassicurante "buon senso comune". Tra le altre cose vi ricordo che Pasolini mi pare sostenesse una posizione piuttosto simile alla mia. Dunque spero di aver chiarito la mia posizione, e di aver chiarito che non sono nè un maschilista, nè un misogino, nè tanto meno un difensore dello stupro o della pedofilia. Per quanto mi riguarda, ho chiuso.
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29 settembre 2009, 17:13 di BaroneBirra
Sono io ad essere molto perplesso, caro Deskabinett. Perplesso da chi avvalla pratiche autoritarie, securitarie, criptofasciste e paranoiche come risibili mandati interpol dopo trent'anni per gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica e distoglierla da dettagli che si preferisce per convenienza tacere. Ma davvero siete convinti, cari crociati della virtù di regime, che la persecuzione di Roman Polanski sia una questione di fiammeggiante "giustizia", ascrivibile all'afflato umanitario di giudici e sbirri sinceramente preoccupati dell'onore di una ragazza trent'anni fa tredicenne a cui adesso di questa storia non frega più nulla? E davvero credete che gli svizzeri, che in questi anni avrebbero potuto mettere sottochiave il pericoloso criminale Polanski in innumerevoli occasioni, abbiano improvvisamente deciso di obbedire ai capibastone d'oltreoceano per una improvvisa botta di "senso civico", di santa indignazione per ciò che accadde in una villa di Los Angeles trent'anni fa? Io vi consiglio di informarvi prima di parlare, informarvi in questo caso magari delle recenti frizioni tra Stati Uniti e Svizzera sui dati sensibili di certi conti bancari, affari che come per incanto hanno il potere di ungere tanti meccanismi e magari offrire la testa mediaticamente in vista di un Polanski per facilitare trattative sottobanco. Non ci sono cavalieri senza macchia nel mondo vero, caro Lampur. E chiudere in camera a chiave tutte le tredicenni del mondo per preservarle caste e pure (e finte) come le vorresti tu non cambierebbe di una virgola un semplice dato di fatto: la realtà è quella che è, e trova sempre una strada per venire alla luce. Nonostante tutti i drappeggi, i festoni e la cartapesta con cui tutti i soloni del mondo ancora si ostinano a volerla nascondere. E non parlate di femminismo, per cortesia. Non ne siete proprio all'altezza.
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29 settembre 2009, 19:16 di Daskabinett
Delle motivazioni politiche, diplomatiche, opportunistiche reali o presunte che hanno portato al fermo di Polanski non me ne frega assolutamente nulla, perchè non cambiano la causa da cui nasce la vicenda. Ma mi sembra che qui nessuno sappia com'è andata veramente; e questo è grave, se si invoca un colpo di spugna. Si dice che alla protagonista della vicenda ora non frega più nulla. Be', anche se fosse, non sarebbe un buon motivo per chiudere la questione. Non si tratta mica di femminismo che tra l'altro nessuno ha citato. Si tratta di un a verità molto più elementare: che una tredicenne che va a letto con un quarantacinquenne, per quanto consenziente, c'è un'alta probabilità che non si renda conto di quello che sta facendo; e invocare con indignazione una cancellazione di tutto tirando in ballo la geopolitica piuttosto che i meriti artistici o il tempo che passa è assolutamente pericoloso, sarebbe un precedente molto interessante. In nome di che cosa si invoca "libero subito", quindi senza la minima riserva, per il protagonista di una storia che non è per niente chiara? Se non si fosse trattato di Polanski, questa playlist sarebbe stata scritta lo stesso? Cos'è che lo rende al di sopra della legge? Si sarebbe usato lo stesso metro di giudizio con chiunque?
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29 settembre 2009, 19:39 di jonas
Mi sa che un paio di persone qui dentro confondono la capacità tecnica di eseguire correttamente un pompino con l'autodeterminazione. E concordo con chi ha detto che chi fa certe affermazioni probabilmente non ha una figlia.
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29 settembre 2009, 19:49 di toni70
Caro Maldoror, io rispetto la tua opinione (devo dire un po' a fatica) ma ti giuro che se rileggo la tua seconda scrittura mi viene la pelle d'oca per le cose che hai scritto. Quindi non preoccuparti troppo di giustificarti e sprecare parole per farci capire la tua chiara opinione in proposito. Quindi pure la questione, quando vuoi. Ciao
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30 settembre 2009, 00:15 di montelaura
Oh, buon Dio! Che diatriba nn indifferente ^_^ Parlo da donna, e nn penso di essere nemmeno particolarmente femminista. Ma come dice Serpico, trovo francamente squallido che un ultratrentenne (com'era allora Polanski) se la faccia con una tredicenne, puttanella e smaliziata che fosse (questo francamente nn lo so, anche se nn fatico a crederlo...), e soprattutto DOVEVA sapere i rischi cui andava incontro, e se nn li sapeva era un cretino. Che sia poi scappato mi ha lasciato sempre l'amaro in bocca. Per quel che concerne l'ORA: mah, diciamo che se deve pagare, anche a distanza di tanti anni, allora perchè nn paga anche la madre della fanciulla in questione per aver fatto la ruffiana?!? Tipo "favoreggiamento della prostituzione" perchè di fatto si è trattato di questo. Mi fa molto squallore tutta questa storia, ma una cosa per me è certa: non ti si può perdonare tutto solo perchè sei un genio in qualcosa. P.S: anche io avrei aggiunto "Chinatown" alla play!
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30 settembre 2009, 04:44 di LAMPUR
A voler fare gli asettici osservatori potremmo assegnare una quota di ragione anche a Barone e maldoror ma credo che Daska abbia veramente fatto centro sviscerando il punto focale: "se non si fosse trattato di Polanski, questa play sarebbe stata scritta lo stesso?" Non credo. Ed alla luce di questa illuminante constatazione, inviterei tutti, me per primo, a più serene valutazioni... ;)
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30 settembre 2009, 10:33 di marlucche
polansky non aveva idea che la ragazza avesse 13 anni e fu la madre stessa della ragazza a portargliela a casa (di jack nicholson) dopo che erano state scattate delle foto per un provino. la ragazza si rivelò essere una lolita in erba che addirittura, dopo l'accusa rivolta a roman polanski, tentò di sedurre finanche avvocati e giudici che ci ebbero a che a fare e che in molti casi furono costretti a "denunciare" tale comportamento. la ragazza aveva già avuto rapporti in precedenza e ha ammesso di fare uso occasionale di droga. polanski dopo essersi visto imputare i seguenti capi d'accusa: somministrazione di una sostanza non venduta liberamente ad una minorenne, ati osceni, rapporti sessuali illeciti, perversione sodomia, violenza carnale con ricorso a droghe fu accusato di "corruzione di minorenne" decise di accettare il consiglio del suo avvocato.. ovvero di dichiararsi colpevole per poter patteggiare. caso volle però che il giudice a cui affidarono il caso si infervorasse per l'attenzione mediatica e in qualche modo osteggiò il processo. polansky passò svariati mesi (se non erro circa 6 mesi) in carcere (nel carcere di chino) e per di più in isolamento viste le attenzioni che suscitava il suo caso e il fatto che fosse famoso. una volta uscito (il periodo di detenzione sarebbe dovuto essere usato per una perizia psichiatrica ed era stato concordato che sarebbe coinciso con il periodo di detenzione), cambiarono ancora una volta le carte in tavola perché il giudice si sentiva pressato dall'opinione pubblica... insomma non si può dire che non si sia fatto la ragazzina ma non sapeva che avesse 13 anni e non è stato un atto contro la volontà della ragazza praticamente profferta dalla madre. dunque atto illecito ma nemmeno la legge ha potuto definirlo stupro e infatti la condanna è per corruzione di minorenne... oh comunque quando woody allen fu accusato di pedofilia e poi si sposò la figlia adottiva nessuno ha detto neinte eh?!
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30 settembre 2009, 11:05 di Daskabinett
Quindi se una mamma ruffiana mi porta la figlia tredicenne sciroccata (e chissà perchè è sciroccata, con una madre cosi) io posso farmela? Se poi faccio qualcosa di culturalmente rilevante sono anche sicuro di avere dei sostenitori nel caso in cui a qualche bacchettone venissero dei dubbi in merito alla faccenda? Infine, si crede davvero che non si abbia il minimo dubbio sull'età di una ragazzina con cui si va a letto? Hai ragione Lampur, bisognerebbe cercare di tornare sereni ma non è facile di fronte a frasi come "non è stato un atto contro la volontà della ragazza praticamente profferta dalla madre".
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30 settembre 2009, 12:11 di toni70
Bè, anche con frasi: "polansky non aveva idea che la ragazza avesse 13 anni".
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30 settembre 2009, 12:31 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Aggiungo agli ATTI della diatriba un commento di Roberto Silvestri che mi trova d'accordo. di Roberto Silvestri Roman Polanski, la giustizia a orologeria Molto strano lo spettacolare arresto all’aereoporto di Zurigo, sabato scorso, di Roman Polanski, regista di Chinatown e Rosemary’s Baby, sceneggiatore, attore, produttore e genio del cinema contemporaneo franco-polacco. Una «grottesca farsa giuridica», uno «scandalo culturale», scrive Libération, mentre il mondo politico si mobilita, dal neo presidente dell’Unesco Irina Bokova, ai ministri Mitterrand a Kouchner, ai cineasti più importanti (Wenders, Michael Mann, Almodovar, Bellocchio, Wong Kar wai, Scola, Tavernier, Costa Gavras...) per chiederne l’immediato rilascio e la grazia a Hillary Clinton. Entro 60 giorni la giustizia Usa presenterà a Berna la domanda ufficiale di estradizione, mentre Lorenze Erni, avvocato zurighese di Polanski, che lo ha trovato in cella «stanco e scioccato», ha 10 giorni per fare ricorso al tribunale penale federale di Bellinzona contro questo atto considerato «illegale», e ha chiesto il rilascio su cauzione (con la promessa che non lasci la Svizzera): «ma è una possibilità che da noi viene concessa molto raramente» ha dichiarato sadico il ministro della giustizia di Berna, Guido Balmer. Il caso dicevamo è molto strano: c’è una preda minorenne effettiva, oggi mamma di tre figli, Samantha Geimer, che lo ha ormai perdonato degli «abusi totali» e del «sesso depravato» cui fu sottoposta - e Polanski lo ha ammesso - tra droga e champagne, quando era un’aspirante modella di 13 anni, nel 1977, set la villa di Jack Nicholson a Mullholland Drive (un caso che ricorda quelli, più a retrogusto Fbi, degli «scomodi» Flynn e Chaplin); una «messa in scena» che sembra coprire il nervosismo delle banche svizzere rivoltate come un calzino per i fondi neri, mafiosi e no; lo sfruttamento di certo «lolitismo» alla moda; un reo, ebreo con famiglia sterminata dai nazisti, la cui moglie fu assassinata dalla banda Manson nel 1969 a Bel Air e che è troppo amico di Nanni Moretti; la super democrazia Usa che non ammette «prescrizione di reato»; un magistrato californiano che, mentre Sacramento collassa, butta i soldi del contribuente per un caso di 30 anni fa, già perdonato dalla vittima, pagato da Polanski con 42 giorni di carcere, la fuga dagli Usa, l’impossibilità di ritirare, nel 2002, l’Oscar per Il pianista (nonostante l’ok della Geimer), un giudice che sbandierava nel 1978 il desiderio di condannarlo «a 100 anni di galera», non dando proprio la garanzia di un giudizio equo, e il tentativo nel 1997 di chiudere, civilmente, il caso. Chissà quali diavoli d’avvocati, anche europei, stanno però tramando dietro questa persecuzione, più mediatica che altro, utile forse a insinuare comodi paralleli su ciò che i «genii» possono permettersi e gli altri no, anche se in questo caso si tratta di un artista che ha ammesso la sua colpa, e «non costituisce pericolo per la società», mentre altri persecutori sì, professionisti nell’uso d’ogni segreto d’archivio, proveniente da procure o servizio segreti compiacenti. Polanski si stava recando, sabato scorso, al festival del cinema di Zurigo (e non era la prima volta) per ricevere dalle mani del direttore Nikki Parker un premio alla carriera. Nato, e attualmente residente a Parigi, dopo le scuole di cinema nella Polonia comunista, in Svizzera il regista di Per favore non mordetemi sul collo e di altri 40 capolavori, possiede uno chalet nella località sciistica di Gstaad, paga le tasse e gira apertamente, anche film, in tutto il mondo da sempre, Usa esclusi. Perché il mandato Interpol è scattato adesso? Guido Balmer spiega: stavolta «conoscevamo la data del suo arrivo in anticipo», forse perché il procuratore distrettuale di Los Angeles aveva inviato on line la sua prenotazione aerea su internet? Però il carcerato più celebre del momento (76 anni, sposato con l’attrice Emmanuelle Seigner, due figli) sta diventando un serio problema diplomatico. Il ministro della cultura francese Frederic Mitterrand afferma: «C’è un’America generosa che conosciamo, ma c’è anche un’America terrificante che mostra la sua faccia. Secondo un amico del regista, lo scrittore britannico bert Harris, si tratterebbe di un arresto politico: «Comunque è inammissibile comportarsi così con un uomo di 76 anni, famoso o meno».
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30 settembre 2009, 13:39 di Immorale
Si può considerare l'arresto di Polanski come un tipo di giustizia ad orologeria ? i commentatori politici e non, imputano tale decisione della Svizzzera come un tentativo di ingraziarsi gli Stati Uniti per non so quale diatriba di politica internazionale; la questione principale è che uno stato indipendente e democratico ha il sacrosanto diritto di richiedere l'arresto di un soggetto macchiatosi (seppur trent'anni fa) di un reato abbastanza abietto e gli elevetici, seppur in ritardo, tutto il diritto di arrestarlo. L'indubbio valore artistico dell'opera del regista polacco non può rappresentare un lavacro per i reati compiuti: noi italiani, poi, che siamo ancora in ballo con la vicenda del caro Battisti, dovremmo gioire di un'incremento dell'applicazione dei mandati di cattura internazionali, vista la percentuale di terroristi rossi/neri, evasori, truffatori ed assassini vari datisi alla macchia in varie repubbliche delle banane e non (vgs. il comportamento della Francia per l'estradizione dei brigatisti rossi).
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30 settembre 2009, 13:39 di marlucche
scusate non vorrei essere fraintesa... ma tanto vedo che capita lo stesso... allora... che a 13 anni se ne possano dimostrare di più è ossibile. io stessa a quell'età venivo frequentemente scambiata per mia zia che ne aveva 25 più di me. per fortuna non mi è mai capitato un polansky... ma di situazioni incresciose me ne sono capitate e date dal fatto che sembravo molto mlto più grande. alcune mie amiche in certe situazioni ci sono messe di loro spontanea volontà e mentivano sulla loro età... nello stesso modo in cui ora si mente al pub per farsi servire un alcolico. detto ciò... io avrei condannato polansky e pure la madre (che l'ha consegnata a lui senza troppi dubbi e che solo nel momento in cui ha subdoarto che potevano uscirne dei bei soldi ha deciso di denunciarlo). la ragazza e la sua famiglia alla fine sono state risarcite ampliamnete e la ragazza ha "perdonato" pubblicamente polansky... la storia "legale" della vicenda è stata inquinata dalla sovraesposizione mediatica altrimenti sarebbe finita con il breve periodo di detenzione di polansky e con il risarcimento... lui è sicuramente colpevole così come lo è una madre che manda la figlia di 13 anni a casa di jack nicholson.. cosa si aspettava che le raccontasse la storia di biancaneve? in casa fu trovata cocaina, erba e varie pillole... è chiaro che se la spassavano come potevano così come è altrettanto evidente che polanski avesse una predilezione per le ragazzine visto che già se la faceva con nastassia kinsky (che ora nonmi va di controllare date ecc. ma immagino che fosse moooooolto giovane)... per quanto mi riguarda la storia si è conclusa con il risarcimento milionario e il perdono pubblico della tizia... poi se vogliamo parlare di "giustizia" a me sembra una grande ipocrisia.. sapendo come funziona la giustizia veramente.....
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30 settembre 2009, 14:04 di Immorale
La passione per il cinema può essere fuorviante, cerchiamo scuse e giustficazioni per il grande regista/ attore/cantante ammirato e famoso macchiatosi in epoche lontane e non di reati vari; per fortuna negli ultimi anni ho capito e realizzato che di un regista/attore/cantante devo e posso valutare solamente l'espressione artistica e non il comportamento personale. Per questo la vicenda in trattazione mi lascia abbastanza freddino ed il mio comemnto era diretto più che altro ad affermare un princio basilare e cioè la liceità della decisione presa dall'autorità svizzera. Penso, poi, che sicuramente il buon Polanski avrà la possibilità di far valere i suoi diritti nelle sedi opportune (mettendo fine agli inutili attestati di stima dei suoi amici e alla "caciara" mediatica sollevata).
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4 ottobre 2009, 11:04 di ansa
... a parte che io cancellerei con un colpo di forbice molte pagine di quel romanticismo che ha rovinato la nostra epoca esaltando il "genio" dirompente e fuori dalle regole per catapultare molti pseudo artisti in comportamenti fuori norma ed ostentatamente esagerati. Comportamenti che intendendo sancire valore "artistico", finiscono assai più spesso per rivestirne il vuoto spinto di "immagine" senza sostanza intellettuale ed etica dell'arte (udite udite, esite un'etica anche nell'arte... questa sconosciuta...) Ergo, non mi si parli di genio a cui si possa perdonare tutto, soprattutto se questo tutto riguarda un'etica banale e comune al vivere sociale: quella che tutela la piena (in)consapevolezza e il rispetto reciproco nei rapporti interpersonali, con particolare riferimento alla tutela di minori e donne. Questo è un caso specifico, quindi non dovremmo perderci nella valutazione dei massimi sistemi o del fatto che una bambina sia o meno matura a 13/15 anni. Una bambina è sessualmente matura anche a 11, se è per quello. E può persino essere sfrontata. Questo non si gnifica che il "gioco" in certe situazioni non possa prender la piega brutta dell'abuso (come risulta sia crudelmente successo). Il problema è, come al solito, valutare l'abuso di potere che in certi ambienti pone i protagonisti (attori, registi, fotografi, o quant'altri ne fanno parte) nella posizione di fare man bassa di profferte di vario genere, e anche sessuali, che (se così frequenti, come si sa che sono) evidentemente sono anche moneta contante per l'accesso alle carriere. Accesso che sempre più spesso è obbligatoriamente legato a certi scambi. Soprattutto per le carriere importanti, se una donna non ha ganci potenti di suo, deve passare per una certa trafila... e non solo in casi eccezionali... crediamoci, finalmente... (ma questo è altro tristissimo tema) Se esiste un mercato, esiste perché le parti lo hanno messo su e lo fanno funzionare. Tra questa parti, chi detiene il potere detta le regole mentre chi arriva paga pegno. Ma in una società civile, nella politica come in ambiti culturali di supposto alto livello, dove cioè l'etica e l'iconografia che si genera diventa modello per cittadini e pubblico, le responsabilità di queste due parti non possono essere ripartite equamente; esiste cioè la necessità di rispondere eticamente del proprio comportamento per chi detiene una posizione di potere, e l'apparente e forse ancora infantile e irresponsabile provocazione/offerta di minorenni non può esser addotta come deterrente di fronte all'abuso di tale offerta. Quando una ragazzina di 13/15, emancipata e lolita sinché si vuole, denuncia un abuso, l'uomo che ha ragioni e mezzi per farlo lo fa senza scappare, e senza delegare ai soldi il compito di porre rimedio alla crudeltà commessa (dopo 15 anni). Io penso che di fronte a certe responsabilità un uomo di 75 anni debba tornare là donde è fuggito (il processo, oppure la galera, se era già stato appurato, come sembra, che il fatto fosse stato ABUSO VIOLENTO) e pagare. Se molti di noi possono lavorare sino a 70/75 anni, come io dovrò fare, da superspecializzata precaria, questo significa che anche i colpevoli a quell'età possono pagare per i crimini commessi. Dopo tutto, alla faccia di tutto e tutti, ha vissuto una vita libera, piena di opportunità e "gloria" che una persona qualsiasi, dopo certi sbagli, avrebbe perso (e senza appello). E a remengo le petizioni faziose di tutti quegli attori che fingono di non vedere che questo caso è stato un caso banale e classico di strapotere e vacuità morale (un ragazzo di 25 anni che fa il bagno di notorietà, alcool e Hollywood...). In Italia ci siamo disabituati al corso della giustizia, e spariamo petizioni per vizi di forma dimenticandoci le responsabilità vere.
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4 ottobre 2009, 13:47 di ansa
... a parte che io cancellerei con un colpo di forbice molte pagine di quel romanticismo che ha rovinato la nostra epoca esaltando il "genio" dirompente e fuori dalle regole per catapultare molti pseudo artisti in comportamenti fuori norma ed ostentatamente esagerati. Comportamenti che intendendo sancire valore "artistico", finiscono assai più spesso per rivestirne il vuoto spinto di "immagine" senza sostanza intellettuale ed etica dell'arte (udite udite, esite un'etica anche nell'arte... questa sconosciuta...) Ergo, non mi si parli di genio a cui si possa perdonare tutto, soprattutto se questo tutto riguarda un'etica banale e comune al vivere sociale: quella che tutela la piena (in)consapevolezza e il rispetto reciproco nei rapporti interpersonali, con particolare riferimento alla tutela di minori e donne. Questo è un caso specifico, quindi non dovremmo perderci nella valutazione dei massimi sistemi o del fatto che una bambina sia o meno matura a 13/15 anni. Una bambina è sessualmente matura anche a 11, se è per quello. E può persino essere sfrontata. Questo non si gnifica che il "gioco" in certe situazioni non possa prender la piega brutta dell'abuso (come risulta sia crudelmente successo). Il problema è, come al solito, valutare l'abuso di potere che in certi ambienti pone i protagonisti (attori, registi, fotografi, o quant'altri ne fanno parte) nella posizione di fare man bassa di profferte di vario genere, e anche sessuali, che (se così frequenti, come si sa che sono) evidentemente sono anche moneta contante per l'accesso alle carriere. Accesso che sempre più spesso è obbligatoriamente legato a certi scambi. Soprattutto per le carriere importanti, se una donna non ha ganci potenti di suo, deve passare per una certa trafila... e non solo in casi eccezionali... crediamoci, finalmente... (ma questo è altro tristissimo tema) Se esiste un mercato, esiste perché le parti lo hanno messo su e lo fanno funzionare. Tra questa parti, chi detiene il potere detta le regole mentre chi arriva paga pegno. Ma in una società civile, nella politica come in ambiti culturali di supposto alto livello, dove cioè l'etica e l'iconografia che si genera diventa modello per cittadini e pubblico, le responsabilità di queste due parti non possono essere ripartite equamente; esiste cioè la necessità di rispondere eticamente del proprio comportamento per chi detiene una posizione di potere, e l'apparente e forse ancora infantile e irresponsabile provocazione/offerta di minorenni non può esser addotta come deterrente di fronte all'abuso di tale offerta. Quando una ragazzina di 13/15, emancipata e lolita sinché si vuole, denuncia un abuso, l'uomo che ha ragioni e mezzi per farlo lo fa senza scappare, e senza delegare ai soldi il compito di porre rimedio alla crudeltà commessa (dopo 15 anni). Io penso che di fronte a certe responsabilità un uomo di 75 anni debba tornare là donde è fuggito (il processo, oppure la galera, se era già stato appurato, come sembra, che il fatto fosse stato ABUSO VIOLENTO) e pagare. Se molti di noi possono lavorare sino a 70/75 anni, come io dovrò fare, da superspecializzata precaria, questo significa che anche i colpevoli a quell'età possono pagare per i crimini commessi. Dopo tutto, alla faccia di tutto e tutti, ha vissuto una vita libera, piena di opportunità e "gloria" che una persona qualsiasi, dopo certi sbagli, avrebbe perso (e senza appello). E a remengo le petizioni faziose di tutti quegli attori che fingono di non vedere che questo caso è stato un caso banale e classico di strapotere e vacuità morale (un ragazzo di 25 anni che fa il bagno di notorietà, alcool e Hollywood...). In Italia ci siamo disabituati al corso della giustizia, e spariamo petizioni per vizi di forma dimenticandoci le responsabilità vere.
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4 ottobre 2009, 20:43 di ansa
... a parte che io cancellerei con un colpo di forbice molte pagine di quel romanticismo che ha rovinato la nostra epoca esaltando il "genio" dirompente e fuori dalle regole per catapultare molti pseudo artisti in comportamenti fuori norma ed ostentatamente esagerati. Comportamenti che intendendo sancire valore "artistico", finiscono assai più spesso per rivestirne il vuoto spinto di "immagine" senza sostanza intellettuale ed etica dell'arte (udite udite, esite un'etica anche nell'arte... questa sconosciuta...) Ergo, non mi si parli di genio a cui si possa perdonare tutto, soprattutto se questo tutto riguarda un'etica banale e comune al vivere sociale: quella che tutela la piena (in)consapevolezza e il rispetto reciproco nei rapporti interpersonali, con particolare riferimento alla tutela di minori e donne. Questo è un caso specifico, quindi non dovremmo perderci nella valutazione dei massimi sistemi o del fatto che una bambina sia o meno matura a 13/15 anni. Una bambina è sessualmente matura anche a 11, se è per quello. E può persino essere sfrontata. Questo non si gnifica che il "gioco" in certe situazioni non possa prender la piega brutta dell'abuso (come risulta sia crudelmente successo). Il problema è, come al solito, valutare l'abuso di potere che in certi ambienti pone i protagonisti (attori, registi, fotografi, o quant'altri ne fanno parte) nella posizione di fare man bassa di profferte di vario genere, e anche sessuali, che (se così frequenti, come si sa che sono) evidentemente sono anche moneta contante per l'accesso alle carriere. Accesso che sempre più spesso è obbligatoriamente legato a certi scambi. Soprattutto per le carriere importanti, se una donna non ha ganci potenti di suo, deve passare per una certa trafila... e non solo in casi eccezionali... crediamoci, finalmente... (ma questo è altro tristissimo tema) Se esiste un mercato, esiste perché le parti lo hanno messo su e lo fanno funzionare. Tra questa parti, chi detiene il potere detta le regole mentre chi arriva paga pegno. Ma in una società civile, nella politica come in ambiti culturali di supposto alto livello, dove cioè l'etica e l'iconografia che si genera diventa modello per cittadini e pubblico, le responsabilità di queste due parti non possono essere ripartite equamente; esiste cioè la necessità di rispondere eticamente del proprio comportamento per chi detiene una posizione di potere, e l'apparente e forse ancora infantile e irresponsabile provocazione/offerta di minorenni non può esser addotta come deterrente di fronte all'abuso di tale offerta. Quando una ragazzina di 13/15, emancipata e lolita sinché si vuole, denuncia un abuso, l'uomo che ha ragioni e mezzi per farlo lo fa senza scappare, e senza delegare ai soldi il compito di porre rimedio alla crudeltà commessa (dopo 15 anni). Io penso che di fronte a certe responsabilità un uomo di 75 anni debba tornare là donde è fuggito (il processo, oppure la galera, se era già stato appurato, come sembra, che il fatto fosse stato ABUSO VIOLENTO) e pagare. Se molti di noi possono lavorare sino a 70/75 anni, come io dovrò fare, da superspecializzata precaria, questo significa che anche i colpevoli a quell'età possono pagare per i crimini commessi. Dopo tutto, alla faccia di tutto e tutti, ha vissuto una vita libera, piena di opportunità e "gloria" che una persona qualsiasi, dopo certi sbagli, avrebbe perso (e senza appello). E a remengo le petizioni faziose di tutti quegli attori che fingono di non vedere che questo caso è stato un caso banale e classico di strapotere e vacuità morale (un ragazzo di 25 anni che fa il bagno di notorietà, alcool e Hollywood...). In Italia ci siamo disabituati al corso della giustizia, e spariamo petizioni per vizi di forma dimenticandoci le responsabilità vere.
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4 ottobre 2009, 23:08 di ansa
... sorry... io ho spedito una volta sola, ma forse qualcosa nel sistema ha sforato...
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5 ottobre 2009, 16:52 di maldoror
Beh, puoi sempre cancellare gli altri due, sotto dovrebbe esserci scritto "cancella commento".
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