A lezione da Alfred Hitchcock
"Sono convinto che utilizzare il contesto della storia come mero sfondo non basta. Bisogna sfruttarlo di più". Alfred Hitchcock era solito rispondere così a chi gli chiedesse conto del suo modo di procedere nella fase di sviluppo della sceneggiatura. E allora, ecco alcuni esempi famosi in cui, partendo proprio dal contesto, Hitchcock manda avanti la sua storia, realizzando a volte alcune delle scene più belle dei suoi film.
- Intrigo internazionale (1959) In fuga dagli inseguitori, Cary Grant si trova ad un certo punto intrappolato in una casa d'aste. Come uscirne? Rilanciando in modo folle e attirando l'attenzione della polizia che, scortandolo, lo fa uscire dalla trappola. Hitchcock diceva: "Non ha senso mettere il protagonista in una sala d'aste e fargli fare qualcosa che non c'entra niente. Deve esserci un legame. Un legame sostanziale".
- La finestra sul cortile (1954) James Stewart è di professione fotografo. Poteva forse spiare i vicini con un banale cannocchiale? Ovviamente no! Molto meglio fargli usare un teleobiettivo. E poi, come poteva difendersi dal suo assalitore se non abbagliandolo con il flash della macchina fotografica? Geniale, come solo Hitchcock sapeva essere.
- L'uomo che sapeva troppo (1956) Un omicidio sta per essere commesso alla Royal Albert Hall di Londra. E allora, perché non costruire l'intera scena attorno alla partitura musicale, in attesa del colpo di piatti? "E il pubblico aspetta, aspetta; e quello è il modo migliore per utilizzare l'orchestra[...]".
- Giovane e innocente (1937) I due giovani fuggiaschi si trovano intrappolati in una gara a mosca cieca organizzata dalla zia della ragazza. Logico, dunque, bendare la zia per tentare la fuga. Farsi prendere significa restare sino alla fine della festa. Farsi prendere significa, forse, farsi prendere anche dalla polizia, ormai sulle tracce dei fuggitivi. E da un semplice gioco per bambini si ricava altra suspense!
- Frenzy (1972) Molte scene sono ambientate in un mercato ortofrutticolo. Hitchcock pensa allora di far utilizzare all'assassino dei sacchi di patate per trasportare i cadaveri e di fargli caricare i sacchi su di un camion che trasporta frutta e verdura. "...a un certo punto doveva estrarre il corpo dalle patate, e per evitare problemi con la censura per l'attrice ho fatto fare un bikini di patate e poi gliel'ho fatto indossare, così era coperta dalle patate".
- Delitto perfetto (1954) Grace Kelly viene aggredita nel soggiorno di casa. Per difendersi impugna la prima cosa che capita: un paio di comuni forbici, che è normalissimo trovare su di una scrivania. Da un banale oggetto perfettamente coerente con il suo contesto, nasce l'omicidio.
- L'uomo che sapeva troppo (1934) "Quindi ti dici: questo film è ambientato in Svizzera. Cosa c'è in Svizzera? Ci sono le Alpi, le fabbriche di cioccolato, ci sono i laghi e gli orologi a cucù. E ho sempre sostenuto l'idea di inserire nel film qualcuno di questi elementi...".
Commenti
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3 ottobre 2009, 17:00 di bradipo68
illuminante...la tua passione per Hitchocock gronda letteralmente da queste righe(e playlist sempre accattivanti)
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3 ottobre 2009, 17:10 di Scotty
Grazie Bradipo! In effetti, può sembrare strano, ma per me l'amore per Hitchcock è nato prima dell'amore per il cinema in generale. Invidio (bonariamente, eh!) la vostra cultura cinematografica enciclopedica, dalla quale attingo a più non posso... e ogni tanto cerco di sdebitarmi parlandovi un po' di Sir Alfred! A presto, dunque!!
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3 ottobre 2009, 23:34 di filmcult
Ti tengo nel mirino dei miei bookmark Scotty
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4 ottobre 2009, 01:23 di antoni
bella playlist!!!
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4 ottobre 2009, 02:29 di carlos brigante
finalmente sono quasi alla fine del libro "IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK" di Francois Truffaut e proprio ieri ho letto ciò che dici su "La finestra sul cortile"
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4 ottobre 2009, 13:56 di Scotty
@carlos: se ti è piaciuto il libro-intervista di Truffaut, ti consiglio "Io confesso - Conversazioni sul cinema allo stato puro", a cura di Sidney Gottlieb, da cui ho tratto le citazioni che ho inserito nella play. E' una raccolta di interviste fatte ad Hitchcock dagli anni '30 agli anni '70, se ti può interessare... A presto!
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4 ottobre 2009, 21:15 di LAMPUR
Avrei citato Nodo alla gola (Cocktail per un cadavere - 1948 -), dove la genialità applicata alla mdp comincia ad essere un marchio di fabbrica ben distinto...
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5 ottobre 2009, 08:59 di Scotty
L'uso del piano sequenza in Nodo alla gola è senz'altro un esercizio di stile notevole, ma non vedo in questo film un legame particolare fra il contesto in cui si svolge la storia e la storia stessa, ed è per questo che non l'ho inserito nella play. Ma ogni interpretazione è ben accetta, quindi se vuoi approfondire...
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5 ottobre 2009, 23:34 di LAMPUR
Citi film ed episodi ben precisi che danno il "la" alla storia ed al suo prosieguo. In Nodo alla gola il "la" parte e si esaurisce in un piano sequenza. Fulcro e prosieguo è il "non" movimento della mdp. Più sfruttato di cosi il contesto... ;)
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6 ottobre 2009, 09:23 di Scotty
Grazie della precisazione, Lampur; non ci avevo pensato. Mettiamo Nodo alla gola in un ideale ottavo posto della play!
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