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14/10/2009 h. 03.31 Film da ricordare genere: Storico
Il mestiere della Storia.

Il mestiere della Storia.

Dopo aver visto "Barbarossa" di Martinelli, mi sono posta alcune domande: a prescindere dalle difficoltà del Cinema Italiano, sia espressive, sia economiche, come mai in Italia non esiste una filmografia fantastica? E come mai non si girano film storici, che non riguardino il '900, la mafia e l'immediato passato? La stragrande maggioranza dei film storici girati e prodotti in Italia riguardano il periodo dalla seconda guerra mondiale (compresa) in poi. Non esiste nulla di epico/fantastico, a eccezione dei film mitologici girati a carrettate negli anni '50 e '60. Una semplice questione culturale? Nella cultura e nella letteratura italiana non esistono "saghe" o eroi nazionali degni di essere rappresentati al cinema, che simboleggino le nostre radici (a parte quelle romano-latine, ovviamente...)? Martinelli ci ha provato, e ha fatto fiasco. Non perchè l'idea di per sè fosse cattiva, ma fondamentalmente perchè è un pessimo regista e aveva in mano uno schifo di sceneggiatura. Sembriamo incapaci di produrre divertenti giocattoloni come "Braveheart" o "Troy", oppure belle pellicole ricche non solo di storia, ma anche di avventura e pathos come "L'ultimo dei Mohicani". Certo, in genere queste produzioni sono molto costose, e si sa che in questo Paese non si mettono volentieri fondi a disposizione dell'Arte e della Cultura... Ma mi rifiuto di credere che manchino i talenti: qualche regista buono ce l'abbiamo anche noi! Quindi, dev'essere per forza una questione di "testa". Ma in mancanza d'altro, piuttosto che accontentarmi di lavori risibili come "Barbarossa", allora mi lascio travolgere per l'ennesima volta dal vortice della storia narrata in alcuni veri capolavori di Casa Nostra...

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il mestiere delle armi (2001) Il capolavoro in cui Olmi dipinge letteralmente un'epoca, una cultura, un modo di essere e di pensare, inevitabilmente destinati al tramonto... 
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Giordano Bruno (1973) Il ritratto duro, spoglio e impietoso non solo di un uomo e della sua folle ricerca della verità, ma di un intero universo religioso e culturale...
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Cantando dietro i paraventi (2003) Più di un film, un componimento poetico non tanto sulla guerra, quanto della necessità insita nell'uomo di combattere, e come sia invece la donna colei che, nonostante tutto e malgrado se stessa, porta la pace genitrice di vita.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Senso (1954) Un melodramma di eleganza e raffinatezza eccelsi, per raccontare la lunga e lenta lotta per la liberazione e l'indipendenza dell'Italia... ma non certo, non ancora, delle sue meravigliose, appassionate, fragili donne....
  5. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile Il Gattopardo (1962) Il principe di Salina sembra giungere al termine di un viaggio di cui non ha compreso appieno il significato, e non gli resta che eclissarsi, lui e il suo mondo, elegantemente ma inesorabilmente...
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Ludwig (1973) Un uomo che si dibatte nel suo tempo, cercando di creare un mondo migliore, ma fallendo in entrambi. E tutto il resto è una china inesorabile verso l'abisso...
SI

Commenti

  • 14 ottobre 2009, 09:35 di Johnny Depp

    Non è che in altri Paesi la storia l'abbiano raccontata così bene, a peccare in Italia è forse l'averla studiata troppo, si girano film accademici senza spettacolo, senza pathos, tutti intenti a fare il compitino. L'Italia è un Paese dove s'"insegna" la cultura a discapito della fantasia, e tutto viene preso maledettamente sul serio.

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  • 14 ottobre 2009, 10:31 di montelaura

    Mi sento di condividere. Non ho infatti detto che in altri Paese abbiano fatto necessariamente di MEGLIO, ma di sicuro sono riusciti a creare qualcosa di spettacolare, avvincente e anche commerciale, perchè no. Pensiamo ai vari Robin Hood, Ivanhoe, Rob Roy, basati più sulla letteratura che sulla storia, ma cmnque bei giocattoloni realizzati anche bene. Noi nn ci riusciamo. O i capolavori di cui sopra, o filmacci come Barbarossa. E' la via di mezzo, che ci manca. Come al solito....

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  • 14 ottobre 2009, 12:16 di teo78

    basta dire una parola siamo in italia laura..le idee devono essere supportate anche dagli sforzi economici sai..nella stramaggioranza dei casa e poi qui è troppo forte il legame con la politica(vedi michele placido un militante nel cinema) e quindi i temi trattati nei nostri film...ma come è possibile non fare un film epurato da tutta questa politica spicciola???? I crittici poi magari demoliscono un film come Barbarossa(che non è certo un capolavoro ma un onesto film) solo perche Martinelli è vicino alla Lega Nord,fanno un film sul Sud tutti esulatano,dai non funzionano cosi le cose,il cinema è un altra cosa e noi nel cinema non riusciamo mai a mescolare bene tutti gli ingredienti che abbiamo a disposizione..alcuni buoni registi ci sono(vorrei citare su tutti Gianni Amelio regista calabrese che ha sempre fatto un cinema di ottima qualità) e di attori bravi ce ne sono ma se pensiamo che qui si pensa prima al pubblico che al film stesso( nel senso faccio questo film per questo pubblico...e cosi via.. Se si pensa che registi americani quali per esempio David Lynch ha sempre fatto un cinema per se stesso e dichiarando piu volte che non è interessato a un target di pubblico e neppure interessato che vadano a vedere i suoi film..il cinema come arte. In italia abbiamo un passato ingombrate e un presente futuro molto buio...

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  • 14 ottobre 2009, 12:58 di Dalton

    Per l'Italia c'è molta filmografia di Luigi Magni, nonostante qualche licenza fantasiosa sui personaggi storici; potrei citarti anche qualche film di stampo epico-cavalleresco/avventuroso (legato all'epoca dei "telefoni bianchi") di Blasetti, il cui retaggio ideologico ha sminuito il senso dell'operazione ...

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  • 14 ottobre 2009, 16:51 di BaroneBirra

    Laura se il paragone che hai in mente è quello con il cinema americano mainstream ti dico che per me è fuorviante. Tanto per cominciare gli states non hanno alcuna mitologia nazionale, e si limitano a saccheggiare quella degli altri. In secondo luogo lo scarto qualitativo tra i loro "giocattoloni" e i nostri seriosi o progandistici tentativi di seguirne la scia non è che il riflesso dello scarto tra qualsiasi medio prodotto hollywoodiano e il cinema ombelicale, inerte, cerebralmente morto di casa nostra. Gli americani trattano la storia come se fosse un fumetto (avete presente IL GLADIATORE?) e la tecnica funziona perché il pubblico è ormai da decenni avvezzo alle caratterizzazioni bidimensionali dei personaggi (altro che 3d) e all'accessibilità spinta della trama (passaggi lineari, a ritmo vertiginoso, sempre conformisticamente in crescendo). L'epica dei kolossal a stelle e strisce non ha nulla di elaborato, o di sostanziale (né nel bene né nel male), resta sempre ostinatamente in superficie, è solo un altro movimento musicale della medesima orchestra. Seguirli su questo terreno (ammesso che sia auspicabile) non è possibile per banali ragioni produttive conseguenti da un pregiudizio culturale di fondo. Negli Stati Uniti il cinema è un'industria, in Italia non è degno della minima considerazione, non è visto come una risorsa ma come un lusso di cui si può fare tranquillamente a meno. Nonostante l'enorme patrimonio storico e artistico di cui disponiamo, siamo il paese più ignorante, antintellettuale e bifolco d'Europa. Il paragone vero infatti sarebbe da fare con paesi dalle nostre stesse potenzialità come la Spagna, o la Francia. Lì sì che il cinema è un'industria, e i film storici li sanno fare....

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  • 14 ottobre 2009, 17:30 di walterb

    L'italia e' un paese 'che non riesce sfruttare nel modo piu' completo nel cinema la propria storia. Ultimo esempio "BARBAROSSA".Quando ho letto che il mitico Martinelli girava un film sul Barbarossa , mi son venuti molti dubbi in merito.Conoscendo la cinematografia del citato, mi son subito chiesto se avesse le capacita' per girare un film storico. l'idea non era malvagia. Di Barbarossa sappiamo tutto e niente, per cui l'occasione poteva essere buona. Leggendo che tra gli sponsor c'era Bossi , mi son reso conto che prodotto poteva uscire. I fatti mi danno ragione, Costato circa €.20.000.000,00 ( forse anche di piu') ha incassato nel primo week end poco piu' di €. 400.000,00. Grande delusione . Questo dimostra che non tutti i leghisti han visto il film , forse lo faranno nelle prossime settimane ! Ci sono per fortuna in Italia registi che hanno dato prova di grandi capacita'. Vorrei ricordare Bertolucci con "l'ultimo Imperatore", N, Io e Napoleone di Virzi', ma in particolar modo Luigi Magni che e' stato uno specialista del genere per tanti anni, con il grande Nino Manfredi. Come non ricordare "nell'anno del Signore""In nome del Papa Re", "in nome del popolo sovrano " e tanti altri film storici ambientati nella Roma papalina e risorgimentale di grande impatto popolare.Per ultimo ma non e' e' certamente l'ultimo come valore c'e' un film che ho amato molto ed e' "il mestiere della armi" che alla prima visione mi ha molto emozionato tantissimo in quanto era stato girato nella mia terra e parlava della storia del basso manovano,dove sono nato e vivo.

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  • 14 ottobre 2009, 18:25 di jonas

    Credo che il problema di fondo sia quello che individui anche tu: i film storici costano, e il nostro cinema non se li può permettere. Poi forse si può anche aggiungere che la nostra indole nazionale tende piuttosto alla commedia e all'analisi del presente, ma l'ostacolo mi sembra soprattutto economico. E comunque non si può fare un paragone con gli USA: su quello valgono le ottime considerazioni di BaroneBirra.

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  • 14 ottobre 2009, 22:47 di bradipo68

    come dice jonas i film strici costano e ....non incassano.Basta guardare il box office:perchè rischiare fior di milioni con film sulle guerre d'indipendenza(il primo argomento che mi è venuto in mente) essendo quasi sicuri che non renderanno al box office?Non dimentichiamo che il cinema si muove secondo logiche ecnomiche.Del resto noi siamo sempre quelli che vedranno Avatar un mese dopo gli altri Paesi del mondo per far posto ai nostrani cinepanetoni.....

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  • 14 ottobre 2009, 22:48 di bradipo68

    scusate i refusi....

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  • 14 ottobre 2009, 23:04 di montelaura

    Oddio, forse c'è stato un piccolo fraintendimento dovuto ai film che ho citato, che effettivamente sono americani. NON VOLEVO ASSOLUTAMENTE CONFRONTARE L'ITALIA CON GLI STATES IN FATTO DI CINEMA STORICO ED EPICO/FANTASTICO, ho citato semplicemente i primi film che mi sono venuti in mente, più che altro per farvi capire che genere di prodotto intendevo confrontare con la lista di film che ho poi stilato (che sono capolavori [a mio modesto parere] mentre i primi, a cui vorrei aggiungere "un tanto al braccio" anche "Ivanhoe", "Robin Hood", "Rob Roy".... ma anche "Le relazioni pericolose", "La follia di Re Giorgio"... lo stesso controverso e innovativo "Marie Antoinette"... sono tutti film "in costume" che magari non sono capolavori, ma che sono comunque buoni prodotti, e hanno tenuto conto del botteghino e ne sono stati ripagati). Come BaroneBirra, sono anch'io daccordo sul fatto che i "confronti" (se si possono fare) si debbano fare più relaisticamente col cinema europeo, Francese in primis, ma anche quello tedesco non sta facendo male, e anche quello spagnolo. E per quanto io stessa ammetta l'abisso MORALE, TECNICO ED ESTETICO che passa tra un "Mestiere delle armi" (che amo moltissimo) e un "Robin Hood", tuttavia il Cinema può essere fatto anche di prodotti simili senza che nessuno se ne scandalizzi (e facendo così girare un po' l'economia del cinema....). E questo tipo di cinema che in Italia manca, e la mia riflessione era: per mancanza di MEZZI, di CULTURA, o di VOLONTA'? Forse un mix di tutto ciò...

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  • 14 ottobre 2009, 23:06 di montelaura

    P.S: scusate la sfilza di orrori grammaticali, ma sn appena smontata da un turno di 10 ore di lavoro... *_*

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  • 14 ottobre 2009, 23:07 di montelaura

    P.P.S: cmnque grazie di tutti questi interventi ^_^

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  • 15 ottobre 2009, 01:49 di poggy

    Personalmente capisco benissimo quello che vuoi dire, Laura, sulla necessità di un buon cinema "medio" - il genere (e anche il film in costume è genere a suo modo) come al solito in Italia agonizza. Forse in passato si è fatto di più, magari mescolando i filoni: mi viene in mente anche la Beatrice Cenci di Fulci che sfora (ma neanche troppo considerata la storia originale) nel thriller, o l'Armata Brancaleone di Monicelli che sì è una commedia, ma anche una rappresentazione del medioevo "popolare" secondo me abbastanza acuta. Ho l'impressione che il genere "filmone storico" venga rispolverato più che altro nelle fiction tv (vedi Elisa di Rivombrosa e derivati, con un hype che comunque è già passato), quindi con le tare che questo comporta... perché se il cinema italiano fatica a tirar fuori un buon prodotto medio la tv fa anche peggio :) Comunque complimenti per la play in generale: Il mestiere delle armi l'ho visto proprio mentre stavo studiando approfonditamente quel periodo storico e l'ho trovato strepitoso, Olmi evoca veramente lo spirito del tempo. Anzi, fa quasi rabbia perché già solo il Rinascimento offrirebbe spunti per decine di altri film :) La presenza di Visconti in play, poi, non si discute *_*

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  • 15 ottobre 2009, 12:21 di walterb

    Ringrazio Laura per la sua playlist che ho letto per puro caso, in quanto mi ha fatto capire che il cinema, quello vero , mi piace ancora e il desiderio di parlarne e discuterne,nei modi giusti, rimane in me. Complimenti.

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  • 15 ottobre 2009, 22:52 di montelaura

    @ Poggy: BEATRICE CENCI E L'ARMATA BRANCALEONEEEE!!! E' verooooo!!! Piccola dimenticanza, lo ammetto... *_* Grazie per avermeli ricordati (non ci sarebbero stati male nessuno dei due al settimo posto "vacante" di questa playlist, come anche "N - Io e Napoleone" di Virzì, che tutti mi dicono essere molto bello (come Walterb) ma che non ho ancora visto. E @ Walterb: grazie! Sn convinta che questo sito sia fatto proprio per questo: innanzitutto, per dare l'occasione a tutti di "scrivere di cinema"; poi (ma di pari importanza) poterne parlare con altri, confrontandosi. Magari uno mantiene cmnque le sue posizioni e convinzioni, ma almeno ha aperto gli occhi su mondi un po' diversi dai propri....

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  • 15 ottobre 2009, 23:11 di Utente rimosso (pithecusano)

    Anche io non sarei così pessimista, e la prima buona notizia è proprio che in Italia NON si sono mai fatti film come Troy ma si è fatta "L'armata Brancaleone" (che è, pur nel paradosso, un ottimo esempio di fedeltà filologica all'epoca descitta), si sono fatti molti film sul Risorgimento e sulla Roma Papalina (Magni), si sono fatti film di storia scomoda come "Sacco e Vanzetti" e "Quanto è bello lu murire acciso", qualche buon film sulla Roma antica (Scipione detto anche l'Africano) e molti sulla storia contemporanea, col neorealismo e Ladri di Biciclette sia solo come esempio di un genere foltissimo con molti esempi minori ... A ragion veduta, avendo un eminente storico in famiglia e vedendo cosa invece fa per vivere, mi verrebbe da osservare che la prima ragione della trascuratezza del nostro cinema verso la Storia è specchio di un Paese che ha orrore per la Storia, perché preferisce dimenticare presto. Ma subito dopo ci sarebbe da osservare che l'unità d'Italia è un fatto recente, ed a quella unità politica già giovane per una Nazione, di fatto non c'è stato un corrispondente moto di unificazione culturale tale da permettere di riconoscere simboli e personaggi comuni tanto da essere riconoscibili e da farsi propri nell'immaginazione. Insomma, o ci mettiamo a fare dei film sui grandi artisti del Rinascimento, tacendo la vergogna di un Leonardo che viene cacciato da Firenze per omosessualità (sarebbe quasi lo stesso adesso, e Troisi e Benigni nella loro piccola farsa hanno colto nel segno alcune cose serie), o sui fasti di Roma antica (saccheggiati dall'occhiuta ignoranza del Fascismo, preoccupantemente di nuovo in voga) o su un Risorgimento che nessuno vuole più ricordare.___ Nei tempi preconizzati da Orwell, in cui c'è chi si preoccupa di riscrivere la Storia ogni giorno perché sia confacente al Regime, anche Garibaldi non sta più tranquillo sui suoi piedistalli in ogni piazza d'Italia: oggi, a Scansano, qualcuno gli ha voluto mettere alcollo una sciarpetta gialla che sembra una lasagna. Dimenticando che invece, usava un fazzoletto, e che era rosso.

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  • 16 ottobre 2009, 01:08 di montelaura

    @Pithecusano: "ci sarebbe da osservare che l'unità d'Italia è un fatto recente, ed a quella unità politica già giovane per una Nazione, di fatto non c'è stato un corrispondente moto di unificazione culturale tale da permettere di riconoscere simboli e personaggi comuni tanto da essere riconoscibili e da farsi propri nell'immaginazione." E' più o meno la conclusione cui sn arrivata anch'io. Il cinema storico-contemporaneo l'ho escluso a priori proprio perchè è un altro mondo: qua in Italia è stato molto trattato, e molto spesso molto bene, con esempi meravigliosi dal Neorealismo in poi ("Salvatore Giuliano"?? Più film storico di quello...). Ciò forse perchè viene considerato ancora d'"attualità", vista la vicinanza storica ai fatti narrati, che però non permette un sereno approccio critico che contenti tutti (che è poi il medesimo problema dell'interpretazione della Storia Contemporanea: siamo troppo vicini ai fatti narrati per commentarli con la giusta "freddezza critica". Ma a volte ho la sensazione che ce la raccontiamo, che sia più facile nascondersi dietro un simile pretesto che assumersi la responsabilità di sostenere le proprie idee, per radicali che siano....). Perciò, a parte la contemporaneità, all'Italia manca quindi un "mito" comune fondante, che non sia Roma antica o il Risorgimento?

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  • 16 ottobre 2009, 01:12 di montelaura

    @Pithecusano PARTE II ( -_- ): per quanto riguarda Garibaldi... hai letto il libro "Corpo a corpo: interviste impossibili"? C'è Antonio Scurati che intervista OGGI Garibaldi, parlando, praticamente, con la sua anima... E' un pezzo bellissimo...

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  • 16 ottobre 2009, 01:14 di montelaura

    Beh, lo copio e incollo qua, tanto, nella playlist "storica", ci sta ^_^: GARIBALDI: La storia dell'unificazione d'Italia è la storia di un'unica grande sconfitta. L'Italia per cui tanto farneticammo, combattemmo, morimmo, quando alla fine venne, si risolse in un affare da sensali di matrimoni, e forse perfino da ruffiani. (...) Sognammo un Paese giovane, generoso, libero e forte, sognammo una grande Repubblica popolare e ci ritrovammo una piccola monarchia borghese.(...) E' vero che alla fine, quando l'Italia fu fatta, perfino i rivoluzionari furono chiamati a fare i conservatori, ma è anche vero che per trent'anni, in questa terra del rimorso, anche i conservatori divennero rivoluzionari. Per un attimo, grazie alla nostra oltranza giovanile, il Paese delle rovine risorse, il popolo dei morti rinacque. Poi, lo ammetto, subito ricominciò la perpetua ruota di servitù, licenza e tirannia. Ma i miei Mille sono esistiti e, dovessero anche rimanere soltanto mille nei secoli dei secoli, perfino in una latrina mefitica di ladri e di mignotte, staranno comunque lì ritti a dire che non tutti furono traditori e codardi (...) Ora me lo dica lei se ne valeva pena. Com'è l'Italia di oggi? (...) Noi defunti abbiamo del mondo una visione a breve termine: riusciamo a seguire la vicenda terrestre fintanto che i vivi ci ricordano, poi perdiamo contatto (...) Io ho visto tutto con chiarezza fino a metà del secolo scorso, ho visto tante cose orribili ma ho anche visto tornare i miei garibaldini sulle montagne negli inverni del 1944-45. Poi, però, dopo il '48 dovete avermi dimenticato voi di laggiù, perchè la mia vista si è offuscata. Perciò me lo dica lei (...) l'Italia è finalmente diventata quel Paese per cui ci siamo tanto battuti, quella terra di giusti, liberi, generosi e forti in cui i preti badano alle cose di Dio, i politici alle cose di tutti, e tutti gli altri custodiscono il passato, benedicono il presente, si gonfiano dell'avvenire come belle bandiere al vento? SCURATI (pausa): Si, comandante, si Garibaldi, l'Italia è quel Paese. Riposi in pace.

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  • 16 ottobre 2009, 14:22 di walterb

    E' un piacere leggerTi. C'e' sempre da imparare.

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  • 16 ottobre 2009, 23:41 di Utente rimosso (pithecusano)

    Ti ringrazio per la citazione e no, quel libro non l'ho letto. ___ E' sempre un'opera ardua, quella dipubblicare le cosiddette "interviste impossibili" perché o ci si cimenta in una rigorosa ricerca storica sulle documentate dichiarazione del personaggio "intervistato" o almeno sui suoi inconfutabili punti di vista sull'argomento dell'intervista stessa, perdendo quasi ogni possibilità così di riferirsi a temi troppo specificatamente attuali, o si tenta una difficile estrapolazione del pensiero dell'intervistato col rischio di finire per far dire all'illustre de cuius quel che si vuol sentirsi dire (cfr, e ancora Garibaldi "Destinazione Piovarolo").___ Mi pare però abbastanza preciso ed inconfutabile il riferimento alle formazioni Partigiane (scusate, ma concordo con Fittante: si scrive maiuscolo) che appunto presero il nome di Garibaldi per combattere ancora per un' Italia migliore e senza fascisti ed invasori. La storia della Repubblica Romana è lì, e parla proprio di questo... Accidenti, ancora Storia. Pare proprio che non ne potremmo fare a meno, anche se la Storia non fa rimorchiare le donne, non fa vendere automobili né lavatrici, non fa ricrescere i capelli né dimagrire... insomma, non serve a niente di quello per cui ci viene richiesto di vivere. ___ Grazie ancora per lo spunto

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  • 17 ottobre 2009, 02:58 di montelaura

    Caro pithecusano... Il libro di sopra lo consiglio altamente: a parte Scurati, ci sono altri illustri nomi che si cimentano con le interviste impossibili, e (come nei film ad episodi...) sebbene non tutte siano ottime, alcune sono veramente bellissime, e in genere sono molto divertenti. Per concludere con la Storia... "Pare proprio che non ne potremmo fare a meno, anche se la Storia non fa rimorchiare le donne, non fa vendere automobili né lavatrici, non fa ricrescere i capelli né dimagrire... insomma, non serve a niente di quello per cui ci viene richiesto di vivere." Lo so bene, ohi ohi! L'ho studiata all'Università per 4 anni prima di metterla (momentaneamente?) da parte per guadagnarmi da vivere...e cmnque la bazzico lo stesso, e non riesco a togliere dal cassetto il sogno di laurearmi un giorno in Storia Moderna (che tra l'altro è la più snobbata all'Università... Molti nn sanno manco che periodo storico sia, la confondono con la Contemporanea *_*) Okay, scusate, della serie "ecco i capperi miei in playlist"... -_-

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  • 27 agosto 2010, 08:52 di GIANNISV66

    Anche se in ritardo anche io voglio dire la mia. In Italia la Storia è stata usata come mezzo per far da megafono a determinate idee politiche. A scuola ci hanno raccontato il Risorgimento come la lotta di un manipolo di eroi per unificare il paese mentre il popolo aspettava ansioso di essere liberato dallo straniero. Sappiamo benissimo che non era così, sappiamo che dietro c'erano mire economiche (la borghesia mercantile voleva allargare il giro dei propri affari) e politiche (il piccolo Regno Sabaudo che voleva acquisire importanza al tavolo delle potenze europee, oltre a interessi esterni di varia natura che agevolarono le imprese dei "liberatori") per non parlare delle rivolte popolari scoppiate al Sud contro i "Piemontesi" e represse nel sangue di cui parlò, forse unico, Carlo Alianello nel suo romanzo "L'eredità della Priora" (chiedo scusa agli esperti per le semplificazioni cui mi obbliga lo spazio). Questa sottomissione della Storia all'apparato ideologico si è riflettuta pure sul cinema. La Storia va narrata come matafora di un qualcosa che invece riguarda i nostri giorni. Se ti ricordi già nel ventennio furono prodotti film ambientati nell'antica Roma per promuovere la dittatura. Oggi abbiamo il caso di "Barbarossa" che non ho visto ma da quello che ho letto mi sembra una operazione con una chiara etichetta politica. Lo stesso Magni che io peraltro apprezzo molto riproponeva il mondo della Roma papalina con una forte vena anticlericale. Pure la storia recente viene narrata in queste modalità, anche se sovente ha prodotto dei capolavori come "Un eroe borghese" o "La meglio gioventù". Se aggiungi il fatto che l'Italia non ha i mezzi che sono invece a disposizione del cinema americano, ecco spiegato perché non vengano prodotti film storici di ampio respiro (penso a un film come "Le Crociate" di Ridley Scott dove la spettacolarità dell'azione non inficia la fedeltà storica della narrazione) realizzate con l'intento di attrarre lo spettaore piuttosto che di proporre tesi politiche. Anche se poi pure qui c'è il rovescio della medaglia con film spettacolari ma risibili in cui la narrazione originale viene stravolta per esigenze di happy end (vedi "Troy" veramente ridicolo). Comunque la tua scelta è sicuramente buona e di qualità.

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