Ah, Natura, Natura....
perché non rendi poi quel che prometti allor? Perché di tanto inganni i figli tuoi?
- Fitzcarraldo (1982) Spazio fiammeggiante e libero, tumultuoso contraltare a un'umana, poderosa volontà (di potenza?). Ma siamo certi che la sfida, più che ai nostri limiti, non sia alla nostra stessa essenza?
- Picnic ad Hanging Rock (1975) Mistero, insondabile e cupo. Regno dell'irrazionale e del non detto che sovrasta la fragile architettura della nostra quotidianità. Matrigna che inghiotte silenziosa, in uno stormir di fronde.
- Limbo (1998) Selvaggia intercapedine, luogo che non c'è, spazio mentale in cui pensieri inespressi prosperano rigogliosi. Ma se fosse il limbo, ossia l'attesa, l'unica dimensione di un'umana compiutezza?
- Un tranquillo weekend di paura (1972) Verginità presunta, desiderata, blandita. Mai carpita. Cortile indomito alle molli scorribande della civiltà. Non c'è niente di buono oltre la frontiera. Perché siamo noi, adesso, la frontiera.
- Nell (1994) Bolle di sapone bucoliche, cartoonesca rincorsa dell'età dell'oro, isola felice in cui a rigenerarsi non è l'uomo, solo un suo involuto simulacro. Ventre di balena che prima accoglie e dopo, delicato, digerisce.
- Into the Wild (2007) Quello che c'è oltre il tavolo, quando ti alzi senza avere perso, per rifiuto delle regole del gioco. Audace fuoripista, certo. Ma lontano dalla scena, e dal brusio, sicuri che il tradimento della propria indole non ribalti il senso di una scelta estrema? Può un'appartenenza così forte dissolversi per filosofia?
- L'alba del giorno dopo (2004) Tribunale supremo, tensione escatologica da "giusti", trascendente catarsi. Che gli elementi, senza mediazioni, restituiscano un senso all'umana commedia. Dovesse anche essere, l'unico senso, quello del sipario.
Commenti
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14 ottobre 2009, 20:01 di LAMPUR
Vajont: "tumultuoso contraltare, selvaggia intercapedine, cortile indomito, ventre di balena, trascendente catarsi" : omaggio alla Natura saccheggiando i tuoi brillanti commenti... ;)
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15 ottobre 2009, 16:42 di Daskabinett
Anche in Apocalypse Now la natura ha un ruolo fonadamentale, anzi più ruoli: violentata dai conflitti umani (il napalm cosparso per distruggere una stupenda foresta), misteriosa e ancestrale, quasi per riportare l'uomo a questioni più attacate alla terra, ma anche a rappresentare i suoi più negativi istinti animaleschi (il viaggio in barca sul fiume, l'incontro con la tigre), rifugio e regno (Marlon Brando nel cuore di tenebra della giungla)..
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15 ottobre 2009, 18:42 di BaroneBirra
Daskabinett avevo pensato anch'io ad APOCALYPSE NOW, ma nella fornace di Coppola c'è dentro praticamente di tutto, il suo è un film bulimico, onnicomprensivo, e io volevo centrare meglio l'obiettivo...
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15 ottobre 2009, 22:45 di Utente rimosso (pithecusano)
Si, va beh, ma "L'alba del giorno dopo è una boiata pazzesca", soprattutto se si vuole parlare di Natura con la pretesa di stare dalla parte di chi la difende. Quindi, la conosce.
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