Il volto grezzo della verità
Quando il Mondo ti opprime è meglio celarlo, metterlo in un cantuccio e riposare. E' faticoso questo espediente, lascia fuori parecchie cose che potresti assaporare, sempre che ti mischiassi con la frivole allegrezza per cui la maggioranza leva (lava) la voce. A dar loro ascolto finisci incatenato in un seminterrato con due bestioni che ti sodomizzano, è il loro sguardo triste a rammollirti, e puoi ribellarti a questo sopruso dell'invivibile, accomiatarti dal fracasso che rumoreggia là fuori, dove impazza la schietta virulenza e la schietta virilità, quella da codice militaresco, di parole "cianfrusaglie" e di volti animaleschi bardati di "normalità".
Chi mi capisce è bravo, tiro le somme dei miei sproloqui, sproloquio, vanitoso e grottesco quale appaio, mi appaio con i freaks, con la gente che non ha meglio da fare se non osservarlo, sì, il Mondo, un tempo odorava di cristallino "fetore", erano le stanze buie e lunari in cui nascondevi i tuoi sogni, li riscaldavi con l'arma della supponenza giovanile, oggi si squagliano come rugiada al Sole, e raccatti i rimasugli di "verità", sì, quella lasciata a marcire dai buontemponi, da chi prende la vita alla leggera ed è sempre felice, col sorriso stampato in faccia come del buon vino su una pietanza, abbiate pietà.
Sorseggi, "motteggi" il tuo caffè, libero da occhi indiscreti che giudicano, cosa ne sanno loro di quello che provi, di chi sei, di come si muove il tuo cervello, badano solo ad apparire schierandosi con la massa avvolgente dei più "forti". Sono quelli che hanno il lavoro che fa tanto carriera, donne ambiziose al loro fianco, con le palle di un toro, entrambi i sessi asessuati nel consumismo più materialista, quello che non fornisce anima alla mente.
Lo shopping esagerato, il lifting, le creme di bellezze, depilarsi per toglier via la scimmia, mentre qui suona una canzone di Tom Waits, discolo d'irrefrenabile guasconeria, tormentato "siniscalco" dei neuroni più sensibili.
In questo bar "armoneggia" la sua musica, e tu la lasci filtrare nelle intestina con morigerato appetito, la (de)gusti come un piatto di tagliatelle al ragù.
Come una partita di calcio dalle mille emozioni, un saliscendi corporale per chi, "idiota", si tiene alla larga dal baccano, da chi espone i suoi trionfi con volgare, cinica strafottenza.
A costoro do il benservito con un viaggio in treno e le rughe smaltate nel mio tepore, asciutto come i piedi di una femmina in un film di Tarantino, erotica come la passione di baci rubati al tramonto, quando la sera, incantevole, disarma il mio nudo.
- Gene Hackman Un uomo granitico tra la folla, pronto all'uso per i denti cariati dei "saggi".
- Robert De Niro Un eclettico trasformista col gusto, diciamolo, del ridicolo e lo spirito beffardo di un clown menestrello.
- Tom Waits Un altro "ribaldo" di sweet, gentile candore, "sporco" come le tapparelle al mattino.
Commenti
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19 ottobre 2009, 06:09 di LAMPUR
La residenza t'ha fregatp stavolta, e le tagliatelle al ragù declassato il pathos...
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